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Riaperta la chiesa a Marina

Riaperta la chiesa a Marina

Dopo quattro mesi di lavori, la chiesa parrocchiale di Marina di Grosseto è tornata nella disponibilità della comunità parrocchiale. Domenica 7 dicembre con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da don Franco Cencioni, direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi e parroco a Marina nei primi anni ’50, la chiesa è stata riaperta al culto. Terminati, dunque, i disagi per la comunità marinese, che dalla fine di agosto, quando il violento nubifragio che si abbatté sulla frazione costiera lesionò gravemente il tetto della chiesa, si è riunita per le celebrazioni nel salone sottostante la chiesa. E’ stata una giornata di festa e di gioia, quella del 7 dicembre, perché rientrare nella chiesa dove si è soliti pregare, riunirsi per celebrare l’Eucaristia e condividere la Parola è sempre un grande dono per un cristiano. I lavori, diretti dall’ingegner Ernesto Fiorini, sono iniziati nelle ore successive al nubifragio, per consentire un ripristino il più possibile rapido e fin da subito la diocesi, attraverso i propri uffici e in stretta collaborazione coi padri carmelitani che hanno la cura pastorale della parrocchia, si è attivata per fronteggiare il grave disagio che si era venuto a creare. Nei giorni immediatamente successivi al nubifragio è stata portata a compimento la messa in sicurezza della struttura, che era stata dichiarata inagibile, mentre dalla fine di agosto tutte le celebrazioni liturgiche si sono tenute nel salone sottostante la chiesa. Per don Franco Cencioni un’emozione ed una gioia particolari poter presiedere l’Eucaristia in rappresentanza del vescovo, impegnato negli stessi momenti al Sacro Cuore per la celebrazione dell’ingresso ufficiale del nuovo parroco. Una doppia emozione sia come direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici, sia come ex parroco di Marina, inviato nella frazione balneare nei primissimi anni ’50, quando della chiesa erano state gettate solo le fondamenta e c’era da tirar su sia le mura che la Chiesa come comunità di pietre vive.