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Omelia del vescovo Rodolfo alla Messa delle Ceneri

Omelia del vescovo Rodolfo alla Messa delle Ceneri

Cattedrale di San Lorenzo, 18 Febbraio 2015

Cari fratelli,

ognuno di noi arriva qui stasera col carico della sua vita, con pensieri e con le preoccupazioni per questi giorni molto difficili per il mondo – pensiamo alla Libia e a quel che sta accadendo nel Mediterraneo – ma anche con un certo malessere per la tristezza che questi fatti generano nel nostro cuore, oltre a tutti i problemi che ciascuno di noi ha.

Però iniziamo il tempo della Quaresima con il desiderio che qualcosa di meglio rinasca per tutti, nella nostra vita, una speranza. E’ il seme che ci da incominciare la Quaresima: avviamo il cammino verso la Pasqua!

E’ un cammino serio, impegnativo; nella preghiera di Colletta che abbiamo recitato all’inizio di questa celebrazione eucaristica abbiamo chiesto al Signore “vera conversione”, ma abbiamo usato anche parole come “combattimento contro lo spirito del male” chiedendo di usare le “armi della penitenza”.

Un cammino impegnativo, dunque, ma con una direzione chiara e attraente: arrivare a Pasqua, entrare ed immergersi – dopo quaranta giorni – nella vita che Gesù ha dato per noi attraverso la sua morte e la sua resurrezione, nella Vita che ha vinto la sua morte ed ogni morte ed ogni male che è nel mondo.

Questa è la fede che ci conduce stasera qui e che è animata dal desiderio e dalla speranza di fare bene questo cammino!

Se lo sguardo sulla nostra attualità è, dunque, faticoso, la fede che abbiamo ci faccia alzare la vista sulla prospettiva e sul punto di arrivo – la resurrezione del Signore – che ha generato nel mondo la speranza.

Anche a Gesù stare dentro la realtà come era allora costò tanto, costò la vita, ma vi stette dentro mettendosi addirittura al di sotto del male, con amore e fiducia nel Padre, unito a Lui e a noi che ha amato e che ama. Questa è la prospettiva di Gesù, è il suo modo di vivere e noi crediamo che questo modo di vivere ha portato davvero alla primavera di Pasqua, alla gioia, alla vittoria sul male.

Così, con questo realismo, ma anche con questa speranza certa iniziamo il cammino della Quaresima.

Ma come procedere?

Come incamminarci per arrivare alla meta che è la resurrezione, la riconciliazione, la vittoria sul male?

Tra poco compiremo il gesto delle Ceneri. La liturgia dice che esso è un gesto semplice, serio ed austero. Il punto di partenza è la nostra realtà così com’è di creature limitate, ferite e talvolta anche sbagliate, peccatrici. Il cammino inizia con una richiesta di umiltà: ricordati che sei polvere, ricordati che sei limitato, ricordati che questa è la tua condizione. Però è una umiltà non spenta nel male, non abbandonata o spersa.

Il gesto di porci sulla testa le ceneri vuole invece dirci: convertiti al Vangelo. C’è un Vangelo che ci guida e ci invita a dirigerci verso colui che è Vangelo: Gesù. Lui è la Buona Notizia!, Lui è il bene che ci viene offerto e che per Pasqua, soprattutto nella veglia di Resurrezione, sentiremo che è per noi!

Convertiti al Vangelo!

E lo abbiamo sentito, questa sera, il Vangelo, il quale ci suggerisce tre spazi per il percorso quaresimale, nei quali camminare ed esercitarsi, perché il cammino richiede allenamento, sempre.

Questi tre spazi li conosciamo benissimo, sono il digiuno, l’elemosina, la preghiera.

Tre spazi che toccano anche le cose: la mensa, l’uso del tempo, la rinuncia a qualcosa di nostro perché altri possano vivere attraverso la nostra carità.

Tre spazi, – l’abbiamo sentito nel Vangelo – che richiedono un animo umile: stare nella verità davanti a Dio. Lui ci conosce bene, non abbiamo bisogno di apparire, di farci vedere, ma di avere un animo che ci faccia cercare solo la sua via, non gli applausi o le gratificazioni umane.

Questo di stasera è, fratelli, un brano del Vangelo molto bello ed esigente, a tratti anche graffiante in certe sue espressioni: “Non siate come gli ipocriti che vogliono farsi vedere…”. Ma è anche incoraggiante: “Il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà”, nel segreto del tuo cuore, nel tuo rapporto con Lui e nel Suo rapporto con te.

***

Sapete che ogni anno il Papa offre un messaggio per la Quaresima.

Papa Francesco, con la sua capacità di usare parole molto vicine a noi, ha proposto una riflessione che potrete trovare anche in fondo alla Cattedrale. Vi invito a prenderla, a leggerla, a meditarla durante la Quaresima per verificare se stiamo camminando.

Vorrei riprendere alcune delle sue espressioni, proprio per riflettere meglio sul senso del digiuno, dell’elemosina e della preghiera.

Scrive il Papa: <Succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza>.

<Quanto vorrei che le nostre comunità – prosegue – diventassero isole di misericordia in mezzo al grande mare dell’indifferenza!>.

Francesco continua: <L’indifferenza è una tentazione che ci prende anche singolarmente>, persona per persona, <siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire>.

Che cosa fare per non lasciarsi assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?

Per queste situazioni il Papa ci offre la risposta della preghiera, con una caratteristica: <unita ai santi>.

<Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio>. Crediamo nella preghiera!

I santi <non hanno voltato le spalle alle sofferenze del mondo> e <finché la vittoria dell’amore non avrà compenetrato tutto il mondo> i santi continueranno a <camminare con noi ancora pellegrini> sulla terra. Loro <hanno vinto definitivamente l’indifferenza, la durezza di cuore e l’odio>, noi possiamo continuare a pregare in questa comunione coi santi per essere aiutati da loro.

Compiamo allora questo cammino quaresimale fatto di digiuno, elemosina e preghiera, uniti a Dio e ai santi per diventare isole di misericordia.

Cosa può voler dire per noi?

All’inizio della Quaresima gli impegni ci appaiono chiari, forse talvolta ci sentiamo scoraggiati – ritentare tante volte, anno dopo anno, sempre daccapo – e ciò può affaticare il nostro cammino. Invece il Papa ha dato al suo messaggio di quest’anno un titolo che ci spinge all’entusiasmo: “Rinfrancate i vostri cuori” (Gc 5,8). E’ un conforto, un incoraggiamento che egli vuole darci e lo possiamo vivere facendo un cammino in cui riscoprire ciò che il Padre ci ha preparato e che vuole donarci ancora per i momenti difficili: la Pasqua, la vittoria sul male e sulla morte.

Noi ci impegniamo perché ci fidiamo di Dio!

Termino rileggendo due passi della Parola di Dio che abbiamo ascoltato.

Nella prima lettura il profeta Gioele dice al popolo: <Ritornate a me con tutto il cuore>.

E’ impegnativo convertire il cuore, certo, ma lo possiamo fare con fiducia perché – dice sempre il profeta – <il Signore Dio è misericordioso>, non sta là ad aspettarci, è con noi nel cammino per donarci la sua forza e la sua vicinanza; lento all’ira.

Il brano di Gioele conclude dicendo: <Il Signore si mostra geloso per la sua terra>. Dio è geloso di noi, della sua Chiesa, di tutte le realtà e <si muove a compassione del suo popolo>. Ecco perché dobbiamo avere fiducia e perché possiamo iniziare un cammino che ci pare impegnativo e più forte di quel che possiamo fare.

Infine ascoltiamo quel che ci dice San Paolo, il quale nella sua lettera ai Corinzi, ci chiama <ambasciatori di Cristo>. <Vi supplico – scrive l’apostolo – lasciatevi riconciliare con Dio (….). Ora è il momento favorevole, ora il giorno della salvezza>.

Ora, questi giorni, questo anno!

Tra poco ci avvicineremo all’altare per ricevere l’austero gesto delle Ceneri: facciamolo con umiltà vera, ma senza tristezza, senza paura! Il Signore ci offre ancora una volta l’occasione di rinfrancare il cuore, di uscire da ogni indifferenza e da ogni tristezza.

Chiediamogli la costanza di farlo ogni giorno, perché i propositi e gli inviti che Egli ci fa giungere questa sera diventino il nostro passo fino alla gioia di Pasqua. Iniziamo questo cammino come persone e come Chiesa che vogliono donare a questi tempi il messaggio di bene che il Signore ci ha affidato.

Amen