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“Grazie agli Amici della Cattedrale e a Tiemme la statua lignea di San Lorenzo torna al territorio”

“Grazie agli Amici della Cattedrale e a Tiemme la statua lignea di San Lorenzo torna al territorio”

La soddisfazione del vescovo Rodolfo. Sabato 7 marzo alle 16.30 al museo archeologico e d'arte sacra della Maremma la presentazione pubblica

“La Diocesi di Grosseto è estremamente grata all’associazione Amici della Cattedrale che ha finanziato il restauro della statua lignea di San Lorenzo e all’azienda di trasporto pubblico Tiemme, che ha inteso sostenere il costo di realizzazione della teca che custodirà la statua di San Lorenzo. Sono due testimonianze di come oggi la salvaguardia dei beni artistici la si debba, in molti casi, ad interventi di privati o di realtà associative che vogliono dar valore aggiunto alla loro presenza in ambito sociale e culturale”. Così il vescovo Rodolfo, in merito alla pregevole iniziativa dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici per il recupero di una importante testimonianza artistica e di fede della città e della diocesi di Grosseto.

La statua lignea di San Lorenzo e l’intervento di restauro saranno presentati pubblicamente sabato 7 marzo alle 16.30 al museo archeologico e d’arte sacra della Maremma, nell’ambito della giornata nazionale dell’associazione musei ecclesiastici italiani (Amei). Olivia Bruschettini, dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici, presenterà il rinvenimento e la storia della statua, mentre la restauratrice Stefania Caloni illustrerà le fasi dell’intervento conservativo eseguito sull’opera.

“Restaurare e rifar bella una statua antica raffigurante il nostro patrono – prosegue mons. Cetoloni – ha un forte significato, perché anche il diacono Lorenzo ha accolto, custodito e riproposto una bellezza per la quale ha messo a disposizione la sua vita, fino a perderla. Per questo la gente lo ha amato e per questo più o meno 400 anni fa qualcuno ha speso risorse per comprare un bel tronco stagionato, affidandolo a un bravo artigiano-scultore-decoratore che ci ha messo cuore, ingegno, maestria ed arte per restituirlo trasformato in quest’opera d’arte e di fede che con gioia viene riconsegnata alla nostra città e alla nostra Chiesa come ulteriore segno di fede genuina nel santo, che ha professato Cristo nei poveri cristi del suo tempo, serviti, curati e custoditi come tesori preziosi”, conclude il vescovo.

Nell’iconografia dei santi l’immagine di San Lorenzo è riprodotta con la palma del martirio per la fede e la graticola, suo inconfondibile attributo per il martirio subìto. La piccola statua lignea è mutila delle estremità. Mancano, infatti, sia le mani che i piedi, motivo questo che la rende alterata nella sua visione d’insieme e priva delle caratteristiche iconografiche come la palma del martirio e la graticola. La dalmatica, paramento liturgico dei diaconi, è di color rosso a simboleggiare il suo martirio. Il tessuto raffigurato come parato della veste del santo è verosimilmente un damasco in seta color rosso porpora e porta centrato il fiore di melograno, simbolo della vita e della fecondità spirituale. La melagrana nell’iconografia cristiana è segno anticipatore della passione: il colore rosso richiama il sangue mentre i semi richiamano la Chiesa come comunità di fedeli.