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Oltre 500 ragazzi e 200 animatori stanno vivendo l’esperienza dei GrEst

Oltre 500 ragazzi e 200 animatori stanno vivendo l’esperienza dei GrEst

Tra Harry Potter e "Tuttiatavola" n Nelle parrocchie si cresce attraverso il gioco e la relazione, riempiendo di belle esperienze il tempo libero. E quest'anno c'è anche l'inglese grazie alle scuole Chelli

Un “esercito” colorato e festoso di oltre 500 ragazzini e di 200 animatori per vivere un’esperienza di crescita, di maturazione umana e cristiana ed investire al meglio quel dono prezioso che è il tempo libero, lo svago, il gioco vivendoli come un’opportunità irripetibile, un’occasione per mettersi in gioco, crescere nelle relazioni e nell’amicizia, cimentandosi in esperienze nuove insieme agli altri.

E’ il Grest, acronimo che sta per gruppo estivo, la proposta cristiana di alcune parrocchie della diocesi  per un’estate che parli di Dio, di amicizia, di condivisione.

Sono sei, attualmente, le parrocchie che stanno vivendo o stanno per iniziare quest’esperienza: a Grosseto il Cottolengo, la Santa Famiglia, l’Addolorata e il San Giuseppe (che partirà domani fino al 9 luglio); oltre i confini della città le parrocchie di Roselle e Castiglione della Pescaia. Da loro, a partire dal 17 agosto, raccoglierà il testimone la parrocchia di Sassofortino.

Quella dei Grest è la proposta, non l’unica (tra luglio ed agosto, infatti, sarà tempo di campiscuola), delle parrocchie per aiutare bambini e ragazzi a vivere l’estate come un tempo libero, ma non vuoto. Domani l’esperienza dei Grest vivrà il momento culminante con una giornata tutti insieme al prato delle Macinaie, sul monte Amiata, dove ragazzi, sacerdoti e animatori saranno raggiunti dal vescovo Rodolfo e vivranno momenti di gioco, di condivisione, di amicizia e concluderanno con la Messa.

Ogni anno il Grest è caratterizzato da un tema attorno al quale vengono organizzate le iniziative e le proposte per i ragazzi, fatte di giornate in parrocchia tra giochi di squadra, lavori di gruppo, cartelloni, pranzo insieme, e laboratori a tema sull’alimentazione e attività che facilitino la relazione e lo scambio, alternate a giornate al mare e gite in posti significativi, alla scoperta di qualcosa di bello e di nuovo. Quest’anno la parrocchia della Santa Famiglia ha scelto Harry Potter come compagno di viaggio, mentre nelle altre parrocchie si è puntato su “Tuttiatavola”, tema elaborato dagli oratori lombardi per legare l’esperienza estiva al grande evento dell’Expo e quindi al tema dell’alimentazione, degli stili di vita, dell’equa distribuzione del cibo e delle risorse della terra fra paesi ricchi e paesi poveri. I ragazzi sono aiutati ad approfondire con uno sguardo di fede all’elemento del cibo, che significa anche convivialità, relazione. Non a caso, il sottotitolo è “Non di solo pane vive l’uomo”, ripreso dal Vangelo in cui si narrano le tentazioni di Gesù nel deserto. L’atto di mangiare non è, infatti, solo un’esigenza vitale, ma è anche capace di raccontare l’uomo, dire che è. Mangiare è entrare in relazione, perché non si mangia solo per riempire lo stomaco, ma anche per incontrare, gustare, conoscere, sperimentare. Gesù lo ha insegnato vivendo l’esperienza della convivialità come spazio privilegiato di incontro e scegliendo, infine, gli elementi semplici del pane e del vino come segni eucaristici, per essere sempre il Dio presente nella vita dell’umanità di ogni tempo e in ogni luogo.

Quest’anno, poi, i Grest si sono arricchiti di una bella novità: la lingua inglese. Grazie alla collaborazione tra parrocchie e scuole Chelli (scuola media Madonna delle Grazie e licei classico e scientifico) è nata l’idea di offrire attività educative e ludiche…in inglese. L’iniziativa si chiama “Quick drops of english for GrEst”, una sorta di “pillole” di inglese concentrate durante il periodo dei Grest e vede coinvolti l’insegnante Charlotte Principe e sei studenti dei licei Chelli, che per l’occasione fungono da tutors.. Ai GrEst è, così, possibile imparare alcune note canzoni di film di Disney e alcune preghiere come l’Angelus, agganciando così la tradizione di fede alle nuove esperienze che vivono i ragazzi.