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Riflessione di S. Em. Cardinale Lorenzo Baldisseri a conclusione della Processione in onore di San Lorenzo

Riflessione di S. Em. Cardinale Lorenzo Baldisseri a conclusione della Processione in onore di San Lorenzo

Domenica 9 agosto 2015, dal sagrato della Cattedrale di Grosseto

Eccellenza mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Grosseto,

autorità civili e militari,

associazioni, confraternite,

esponenti della cultura, del sociale, del volontariato,

sacerdoti, religiosi, religiose,

fratelli e sorelle in Cristo,

 

siamo al termine della grande processione in onore del patrono San Lorenzo!

In primo luogo vorrei ringraziare mons. Rodolfo Cetoloni per l’invito; sono figlio della Toscana, quindi mi sento a casa, non solo perché appartengo alla Chiesa, ma anche in quanto cittadino di questa regione così importante per la storia e per l’Italia, ricca di fede e di tradizione e sono veramente lieto di partecipare a questa importante manifestazione di fede e di devozione, con un numero così impressionante di fedeli, compresi coloro che, malgrado il periodo delle vacanze estive, sono rientrati in città per questa occasione.

La processione simboleggia il cammino della vita, che come singoli credenti e come comunità cristiana noi portiamo sulle strade, a volte polverose, della nostra storia, verso Cristo Salvatore, verso il Padre che ci accoglie e che ci aspetta nel cielo. In questo cammino non siamo mai soli, ma veniamo sostenuti dall’intercessione dei santi, dei patroni e del santo patrono Lorenzo qui a Grosseto! Essi ci precedono lungo il sentiero, ci indicano la meta e ci prendono per mano e sono pronti a sostenere con pazienza il nostro passo quando la fatica si fa sentire.

Avanzando dietro i butteri a cavallo, tra due ali di folla esultante, abbiamo percorso le vie principali della città: in queste strade, in questi quartieri, in questi palazzi vivono tante famiglie, giovani e anziane, bambini, lavoratori, disoccupati, malati, sofferenti; dietro portoni e finestre si vivono gioie e dolori, solitudini, incomprensioni, malattie, povertà.

Se siamo uomini e veri cristiani niente e nessuno può esserci indifferente!

Il celebre documento Gaudium et spes del Vaticano II, di cui quest’anno celebriamo il cinquantesimo anniversario di promulgazione, diceva: “Le gioie e le speranze, le tristezze, le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono sono pure le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”.

Cari fratelli e sorelle, amici,

al termine di questa splendida serata – il tempo ci ha protetto, perché sembrava che forse venisse qualche temporale… Speriamo questa notte, ma non troppo forte – vogliamo affidare alla potente intercessione del martire San Lorenzo il presente e il futuro di questa città, di questa Chiesa locale.

San Lorenzo ha lasciato tutto per seguire Cristo, è divenuto il servitore dei poveri e ha insegnato qual è il senso della vita (nel frattempo un tuono forte viene avvertito dai fedeli e il cardinale esclama: eccolo, ha sentito la mia voce!) e noi siamo qui riuniti proprio per poter seguire il modello Lorenzo, che è un santo, un grande santo! Lo abbiamo portato nelle nostre strade, nelle vostre case e nel vostro cuore!

Vorrei qui fare menzione della famiglia, che è il tema del Sinodo che è alla seconda e conclusiva tappa nell’ottobre prossimo: quante famiglie in difficoltà! In difficoltà economiche, esistenziali…. Quante sono in crisi di rapporto tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra parenti e amici… La Chiesa è maestra e madre! Come ci ha ricordato Papa Francesco mercoledì scorso, la Chiesa ci assicura la sua presenza sempre, specialmente quando abbiamo bisogno.

Durante la processione abbiamo ascoltato le testimonianze di persone che hanno trovato nella Chiesa il rifugio, il conforto, l’aiuto e la Chiesa accompagna tutti e tutto quello che accade è una espressione che deve essere presa e portata avanti come una prova, come un momento magari difficile, ma che è occasione per diventare ancora più forti nella fede.

Abbiate fiducia in Cristo Gesù, abbiate fiducia in San Lorenzo, abbiate fiducia in Dio, che non ci abbandona mai!

Abbiamo pregato – non scappate, perché non c’è ancora pericolo di pioggia! -, abbiamo pregato durante la processione anche per i cristiani perseguitati: sì, in molte parti del mondo i nostri fratelli nella fede sono sottoposti alla prova della loro fedeltà in Cristo, ci sono dei martiri e i martiri di oggi forse sono più numerosi dei martiri dei primi secoli della vita della Chiesa e sono testimoni per noi, per l’umanità, della fedeltà, del sostegno e della forza. Dobbiamo sostenere tutti i cristiani del mondo!

Abbiamo pregato San Lorenzo anche per il Convegno ecclesiale di Firenze del novembre prossimo: un nuovo umanesimo, vuol dire che noi vogliamo costruire l’uomo prima di tutto e poi il cristiano e vanno insieme le due cose!

Dobbiamo recuperare l’umanità!

Papa Francesco ci da un esempio formidabile, lo avete visto e lo potete constatare ogni giorno, ogni momento: il suo cuore, la sua espressione, che non è una facciata, ma è il cuore che veramente esce e diventa grande e si manifesta con parole e con gesti.

Vogliamo essere come lui, anche lui è un esempio per noi; vogliamo essere come San Lorenzo, che ha operato tutta la vita a favore degli altri e dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti. Questo è l’augurio che vogliamo portare nel nostro cuore e nelle nostre case!