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Omelia del Vescovo per la Messa di insediamento del nuovo parroco del SS.Crocifisso, don Jarek Migus

Omelia del Vescovo per la Messa di insediamento del nuovo parroco del SS.Crocifisso, don Jarek Migus

Il Signore doni al nostro cuore la pienezza di pace di cui ognuno di noi ha bisogno in questo momento, rispondendo a quella invocazione del Salmo responsoriale:

“Saziaci Signore col tuo amore e gioiremo per sempre”

Ognuno di noi ha davvero questo bisogno di una gioia che sia per sempre e che solo la realtà di Dio può costituire, rinnovare, rendere sicura nel nostro cuore.

E’ l’augurio, è la preghiera per questo inizio; è l’augurio, è la preghiera per ciascuno di noi.

Don Jarek ha invitato al silenzio, allora non userò molte parole, però alcune sì.

La prima è: grazie!

A don Jarek per l’obbedienza pronta, per la disponibilità.

Ai Padri Dottrinari per i 40 anni di servizio in questa chiesa, costruita pastoralmente da loro, in questi ultimi anni specialmente attraverso p. Renzo e p. Giancarlo.

Alla comunità del Crocifisso, che – l’ho sentito dalle parole di saluto rivolte al nuovo parroco – accoglie con disponibilità, fa casa, apre il proprio cuore a Jarek.

E anche alla comunità della Cattedrale, che è chiamata a donare Jarek, dopo che per tredici anni ha lavorato lì con zelo, creando anche tanto affetto e tanta amicizia.

Dopo il grazie, qualche immagine.

La prima è proprio quella che tu, Jarek, hai scelto per mettere nella copertina del libretto di questa celebrazione e che, poco fa, ci hai detto quanto ti è cara. Ed è bello che il tuo inizio, il tuo mandato in questa parrocchia sia contemporaneo all’annuncio dell’Anno Santo, l’Anno della Misericordia.

E’ l’impegno che, hai detto, ti prende il cuore ed è quello su cui tutta questa comunità, con tutta la Chiesa, si inserisce in questo anno.

Voglio leggere solo poche righe di ciò che ha scritto Papa Francesco:

“L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastroale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza i credenti. Nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole”.

E don Jarek ci invita ad aggiungere anche la parola “silenzioso”, “umile”. Sia questo davvero il tuo stile in questa comunità con cui inizi il cammino forte, maturo della tua vita.

E’ una responsabilità grande che ti è affidata e la Prima Lettura ti dà, ci dà un suggerimento:

“Pregai e mi fu elargita la prudenza”

Questa parrocchia si è caratterizzata per la preghiera, tu sei un uomo di preghiera; la prudenza nasce da questo stare, vedere le cose davanti a Dio.

“Implorai e venne in me lo spirito di sapienza”.

Ecco, questa piccolezza con cui ognuno di noi riceve un ministero, ma sente che può viverlo pregando e implorando, stando sempre davanti al Signore.

E la Seconda Lettura mi suggerisce questo cercarLo nella Parola, a tu per tu. Questa Parola che è viva, perché c’è Dio vivo dentro ed è Lui che la rende viva ogni giorno e ogni domenica quando l’ascoltiamo e quando tu l’annuncerai a questa comunità con la precisione che ti è caratteristica, con quella attenzione, con quello studio con cui ti piace stare sul testo, ma anche con quella intimità che Essa dà: arriva alla giunzione più profonda del nostro cuore, ci scruta, sa distinguere le giunture e le midolla, come a dire che Dio ci può essere così intimo e così luminoso, attraverso la Sua Parola.

Stai in mezzo al tuo popolo con la carità, con l’umiltà, con la misericordia, ma sii davvero quello che cerca nella Parola, nella Sua Parola, attraverso il tuo silenzio e il silenzio di tutti – che vuol dire ascolto e ricerca – quello che il Signore suggerisce al tuo cuore e al tuo popolo.

E poi l’altra immagine: quella di questo giovane del Vangelo, che corre cercando e domandando a Gesù. E’ la nostra vita e si rimane giovani, si rimane vivi, nella misura in cui – anche quando abbiamo fatto tutto bene, come dice questo giovane – continuiamo a cercare, continuiamo a voler essere in questa vita eterna, in questa pienezza, che non è dopo la morte, ma già ora può esserci una pienezza capace di riempire il nostro cuore!

Il testo del Vangelo parla, poi, di tre sguardi di Gesù.

Il primo: “Lo fissò, lo amò e lo chiamò”. E’ lo sguardo che è su di te, Jarek, attraverso il Vescovo, attraverso questa necessità della nostra Chiesa diocesana: sentilo questo sguardo fisso e pieno di amore, che ti dice “Vieni, lascia e vieni!”. Ma la forza di lasciare è perché Lui c’è, è Lui che ti chiama!

L’altro sguardo – l’abbiamo sentito – è quello che Gesù volge attorno, dopo l’esperienza di questo giovane rattristato. E ha una considerazione pensosa, dolente Gesù, che dice: quanto è difficile che chi ha dei legami, chi ha il suo cuore attaccato a qualcosa che non è Dio, entri nel regno dei cieli… Come per quel giovane, che era perfetto, ma non riusciva a staccarsi dai legami mentre aveva davanti a sé il regno di Dio, aveva Gesù!

Uno sguardo pensoso, che rende anche tutti noi pensosi, insieme alla nostra fedeltà, alla nostra adesione al Signore, ai cammini che stiamo facendo….tanto che Pietro, di fronte a questa riflessione di Gesù (“Quanto è difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli”) pensa: “Allora è impossibile agli uomini”. Ma Gesù ha un terzo sguardo: “Guardandoli in faccia disse: <Impossibile agli uomini, ma non a Dio>”

C’è questo passaggio: dal fissare al guardare in faccia, a tu per tu, guardare anche le nostre paure, le nostre fatiche, i nostri limiti reali, realissimi, ma dentro queste cose c’è la capacità di Dio di compiere tutto, di salvare, di portarci, in questo tempo, la sicurezza della Sua presenza, della Sua forza, del Suo spirito.

Questa parola di Dio, caro Jarek, apre il tuo lavoro, il tuo ministero qui nella comunità del SS. Crocifisso: sia quella che ti guida. Tu e la tua comunità sentite su di voi questo sguardo fisso, pieno di amore da parte di Gesù, il Crocifisso, Colui che amò i suoi e “li amò sino alla fine”. Se si coglie questo sguardo la strada è dritta: ci sono i limiti, ci sono i nostri peccati, ci sono le debolezze, ma nessuna di esse può impedirci di essere in quella bellezza della salvezza che solo Dio può compiere. E’ Lui che ha deciso di compierla: “Ha tanto amato il mondo – noi come siamo – da dare il Suo Figlio”!

Sia questa la fede nel tuo cuore e la fede nel cuore di tutta questa comunità, dai piccoli agli anziani, a tutte le realtà che la costituiscono.

Jarek, sappi che questa preghiera è nel cuore del Vescovo, è nel cuore di tutto il popolo e dei tuoi fratelli sacerdoti.

Buon lavoro!