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Guardati dal Crocifisso e da Maria, i giovani camminano verso la Gmg di Cracovia

Guardati dal Crocifisso e da Maria, i giovani camminano verso la Gmg di Cracovia

Bella serata di preghiera dei giovani della diocesi davanti alle icone del Crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto pellegrine a Grosseto

E’ stato come guardarsi allo specchio. La serata – freddissima a guardare la colonnina di mercurio – nella quale i giovani della Diocesi hanno accolto il Crocifisso di San Damiano e la Madonna di Loreto è stata proprio questo. Le due icone, che riproducono a grandezza naturale, le due immagini sacre molto care ai cattolici italiani, hanno fatto tappa anche a Grosseto, la sera di martedì 19 gennaio, nella loro peregrinatio fra le diocesi, per incontrare i giovani in vista della Gmg di Cracovia. È stata la cattedrale di San Lorenzo il centro della serata di incontro, festa e preghiera promossa dall’equipe di pastorale giovanile coordinata da don Stefano Papini. La serata ha avuto inizio alle 19 e si è conclusa poco dopo le 21 con una piccola sorpresa: una tazza di cioccolata calda preparata all’istante da alcuni adulti del Masci. Ma al di là di questo «dolce» regalo, il dono più grande è stato, per i giovani, poter sostare davanti a quel Crocifisso, che nel ’200 in una diroccata chiesetta nella campagna di Assisi parlò al cuore del giovane Francesco e davanti all’immagine della Vergine Lauretana, venerata nel santuario mariano della cittadina marchigiana dove è custodita la casa di Nazareth. Accolti sul sagrato del Duomo da canti ed animazione, i giovani hanno atteso l’arrivo delle due icone, portate processionalmente da alcuni loro coetanei da Porta Corsica. Una volta lì, il vescovo Rodolfo ha invitato i giovani a compiere due movimenti: guardare in alto, per fissare lo sguardo sull’immagine del Padre Misericordioso che campeggia sopra la Porta Santa e quindi a guardare in basso, verso le due icone «che ci dicono – ha sottolineato – che la nostra vita è fatta per cose grandi, che il Dio di Gesù è quel padre che ci abbraccia feriti, sporchi e malconci perchè il suo nome è misericordia». I giovani sono, dunque, entrati in Cattedrale attraverso la Porta Santa ed è iniziato il momento di preghiera, scandito da pochi, semplici momenti. La lettura del Vangelo di Giovanni che racconta di Maria ai piedi della croce, affidata da Gesù all’apostolo, ha introdotto la meditazione offerta ai ragazzi da un giovane frate cappuccino che vive all’eremo delle Celle, a Cortona. Le parole di p. Marco Bernardi hanno messo i ragazzi di fronte a se stessi, alle proprie fragilità, al tentativo – che è in ogni uomo – di fuggire di fronte alle domande di senso. E le sue parole sono state un continuo parallelo tra il sì di Maria e di Francesco e la realtà attuale. «Tutta la vita di un uomo – ha detto – è contenuta in queste due immagini, ma se guardiamo attentamente ci accorgiamo che quella che sembra apparentemente la fine, in realtà è una porta che si spalanca sull’eternità». È stata la libertà la parola-chiave della meditazione. P. Marco ha citato Benedetto XVI quando dice che «il massimo della libertà è il sì, la conformità alla volontà di Dio», di cui Maria è l’emblema. Ma come si fa a dire sì? «Quandosi ha il coraggio di incamminarci, di lasciare che la nostra strada cominci, a partire da un sì». Spesso, invece, oggi siamo dei «fuggiaschi, non ci fermiamo mai a guardare», mentre il Vangelo ci Giovanni parla di Maria e di se stesso che stanno davanti alla croce di Cristo. La stessa cosa che fece il giovane Francesco «che stando davanti a quel Crocifisso ha scoperto la desiderabilità del Vangelo». Un incontro, quello di Francesco col Crocifisso, avvenuto però subito dopo quello col lebbroso, cioè «con colui che non vuoi vedere, che non hai il coraggio di guardare negli occhi». L’invito del frate cappuccino ai giovani è stato, allora, quello di sostare in silenzio davanti alle due icone, fermarsi, non fuggire. La serata è proseguita con un altro bel gesto: ogni giovane ha scritto su un foglietto un’intenzione di preghiera che ha poi scambiato coi propri amici dandosi il segno della pace. La Cattedrale è rimasta aperta fino alle 23 per consentire la preghiera personale e le confessioni.

Guarda il video https://youtu.be/DmTJ4_S_IQE

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Meditazione di p. Marco Bernardi, Ofm Capp.