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63^ Giornata mondiale dei malati di lebbra: in quattro chiese il miele della solidarietà dell’Aifo

63^ Giornata mondiale dei malati di lebbra: in quattro chiese il miele della solidarietà dell’Aifo

Banchetti nella cappella dell'ospedale Misericordia e nelle parrocchie Santa Lucia, Addolorata e Cottolengo

Domenica 31 gennaio si celebra la 63^ Giornata mondiale dei malati di lebbra, un grande appuntamento di solidarietà con volontari, autorevoli ricercatori e capi di Stato che offrono il loro contributo alla celebrazione di questo evento, che cade ogni anno nell’ultima domenica di gennaio.

L’Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follerau, promuove in tutta Italia banchetti per sensibilizzare le persone intorno a questa piaga, che continua a mietere vittime. Contestualmente i volontari offrono il miele della solidarietà, il cui ricavato finanzierà i progetti sanitari promossi e gestiti dall’Aifo nel mondo. I vasetti di miele e i sacchetti di iuta che li contengono provengono dal circuito del commercio equo e solidale.

Da alcuni anni, in occasione di questa giornata che si celebra sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la Gioventù Francescana di Grosseto si fa promotrice della vendita del miele della solidiarietà. Quest’anno sarà possibile contribuire a sostenere l’impegno dell’Aifo nei banchetti che saranno allestiti in tre parrocchie e nella cappella dell’ospedale Misericordia.

Sabato 30 gennaio, dunque, i giovani volontari saranno dalle 16.30 alla cappella del nosocomio cittadino. Domenica 31 banchetti del miele della solidarietà saranno allestiti all’esterno della chiesa di S.Lucia (via Pirandello 26) a Grosseto alle Messe delle ore 10 e 11.30; all’esterno della chiesa Maria SS.Addolorata (via Papa Giovanni XXIII) alla Messa delle 11.30 e, infine, all’esterno della parrocchia del Cottolengo (via Scansanese) alla Messa pomeridiana delle 17.30.

La lebbra oggi è una malattia facilmente curabile, ma nelle aree più povere del mondo il morbo continua a colpire molte persone, con oltre 213mila nuovi casi ogni anno, come attestano i dati dell’Oms del 2014.  Lottare contro la lebbra significa garantire l’accesso alla salute alle popolazioni più svantaggiate. Nel 2014 grazie ai progetti di controllo della lebbra, promossi e sostenuti dall’Aifo, sono stati diagnosticati e curati 26.360 nuovi casi, di cui il 10% bambini al di sotto dei 15 anni. Complessivamente 51.721 persone colpite dalla malattia hanno beneficiato dei programmi di riabilitazione fisica e socioeconomica.

Per saperne di più scarica il dosser lebbra dell’Aifo

 

La scheda

La Giornata mondiale per i malati di lebbra fu istituita nel 1954 da Raoul Follerau, scrittore, poeta, giornalista francese, che per il suo impegno nella lotta alla lebbra fu definito "apostolo dei lebbrosi". Follerau inseriva la lotta alla lebbra in un impegno più ampio contro ogni forma di emarginazione e di ingiustizia. Costante è stato il suo impegno per la pace.

La lebbra resta ancora oggi una malattia contagiosa, causata da un bacillo isolato nel 1873 da Gerhard Armauer Hansen. Per questo è anche chiamata morbo di Hansen.

E' dai primi anni '80 del secolo scorso, con l'introduzione del trattamento standard dell'Organizzazione mondiale della sanità che la lebbra si può curare. Dopo l'inizio del trattamento, la persona non è più contagiosa e non è necessario l'isolamento. Se non diagnosticata precocemente o non adeguatamente trattata può causare disabilità permanenti, perché il batterio colpisce prevalentemente i nervi periferici. Secondo le stime dell'Oms nel mondo vi sono più di 3 milioni di persone con disabilità gravi causate dalla malattia.