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La cappella dell’ospedale Misericordia luogo giubilare fino alla domenica di Pentecoste

La cappella dell’ospedale Misericordia luogo giubilare fino alla domenica di Pentecoste

Domenica delle Palme alle 16.30 il Vescovo presiederà il rito di apertura della Porta Santa della Misericordia nella chiesa interna al nosocomio

Nel pomeriggio della Domenica delle Palme il vescovo Rodolfo si recherà all’ospedale Misericordia di Grosseto per presiedere il rito di apertura della Porta Santa della cappella del nosocomio.

La liturgia avrà inizio alle 16.30. Sarà il gesto con cui i credenti riconosceranno Cristo quale sola porta per cui si entra alla salvezza e sola via che conduce a Dio.

La cappella sarà luogo giubilare per tutto il tempo liturgico di Pasqua, fino a domenica 15 maggio, solennità di Pentecoste, per dare modo ai malati, ai loro familiari e al personale in servizio di immergersi più direttamente nel clima del Giubileo straordinario della misericordia e ottenere l’indulgenza.

Dopo il rito di apertura della Porta Santa, il Vescovo presiederà la Messa delle Palme, concelebrata dai cappellani dell’ospedale e da altri sacerdoti.

Mons. Cetoloni aveva annunciato la decisione di fare della cappella dell’ospedale Misericordia luogo giubilare, lo scorso 11 febbraio, durante la celebrazione eucaristica per la 25^ Giornata mondiale del malato.

E’ Papa Francesco ad aver stabilito, nella Bolla “Misericordiae Vultus” con cui ha indetto il Giubileo straordinario, che i Vescovi possano aprire la Porta Santa, oltre che in Cattedrale, anche in una chiesa di speciale significato.

“Credo che la cappella dell’ospedale, durante la Settimana Santa – ha detto il vescovo Rodolfo – tempo in cui meditiamo la passione e morte del Signore, che ha addossato su di sé tutto il male del mondo, possa divenire luogo privilegiato per sperimentare la misericordia che si fa compassione verso le nostre infermità. Gesù non le ha evitate, le ha assunte tutte fino in fondo, trasfigurando il nostro dolore ed insegnandoci che possiamo offrirlo per partecipare concretamente alla sua redenzione”.