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I giovani della Santa Famiglia portano sul sagrato della Cattedrale il musical su Madre Teresa

I giovani della Santa Famiglia portano sul sagrato della Cattedrale il musical su Madre Teresa

Sabato 11 giugno alle 21 spettacolo sotto le stelle nel cuore del centro storico di Grosseto

“Interpretare Madre Teresa è come tornare ad aprire gli occhi dopo una vita nella cecità. La sua carità e il suo amore verso tutti, senza distinzione di razza e di religione, riportati ai giorni nostri vogliono dire amare senza pregiudizi, senza giudizi e senza condizioni. Interpretarla mi aiuta a comprendere cosa significhi questo messaggio e mi spinge a migliorarmi nel quotidiano”. A parlare è Laura Pettini, 21enne studentessa universitaria, che sabato 11 giugno sul sagrato della Cattedrale di san Lorenzo, a Grosseto, (ore 21) darà voce, volto e anima a Madre Teresa di Calcutta, la piccola “matita di Dio”, che papa Francesco proclamerà santa il 4 settembre prossimo.

Laura fa parte del gruppo di giovani della parrocchia Santa Famiglia di Grosseto, che porteranno in scena il musical “Madre Teresa”, riadattamento dello spettacolo scritto dal grande Michele Paulicelli, attore e autore di recital a tematica religiosa.

Regista Mario Olandese, ferroviere che ha nel sangue la passione per il teatro e la regia. Olandese ha fatto anche parte della compagnia “La Mandragola”.

“Ho accolto con grande gioia la sfida di guidare come regista questo recital – dice – E’ davvero una sfida perché ho con me ragazzi molto giovani, ma pieni di capacità e buona volontà. Sono soddisfatto del loro lavoro, perché siamo partiti da zero ed abbiamo raggiunto dei bei risultati che la gente vedrà assistendo al musical. Sono giovani carichi di entusiasmo e passione, ma soprattutto del desiderio di portare un messaggio forte: essere testimoni del Vangelo, impegnati nella Chiesa e per la Chiesa”.

Sul palco, oltre a Laura Pettini, lo stesso Mario Olandese, che interpreterà il giornalista mr Adam, e poi Beatrice Muller nel ruolo di suor Bettina; Alfonso Picozzi nei panni del capo bramino, Irene Biagioli e Martina Verdinelli (suore indiane). Insieme con loro oltre 40 ragazzi dai 15 ai 25 anni, tra attori e corpo di ballo.
Le coreografie sono di Stefania Fabbri, la direzione musicale di Raffaello Serafini, le scenografie di Sara Ritti, il tecnico Luca Giannini. I costumi sono stati cuciti dalle donne della comunità parrocchiale.