Condividi

Sabato nella pieve di Batignano la scopritura e la benedizione della tavola ad olio sul Venerabile p. Giovanni Nicolucci

Sabato nella pieve di Batignano la scopritura e la benedizione della tavola ad olio sul Venerabile p. Giovanni Nicolucci

Il dipinto è stato realizzato dall'artista grossetano Francesco Mori. La cerimonia alle ore 12

Una nuova opera impreziosirà la pieve di san Martino vescovo, a Batignano. Si tratta di un olio su tavola raffigurante il venerabile p. Giovanni Nicolucci da san Guglielmo, religioso degli Agostiniani scalzi vissuto a cavallo fra il 500 e il 600, che la Diocesi ha scelto come “testimone della misericordia” in questo anno giubilare.

L’opera, di 2,50 mt per 1,50, è stata dipinta dall’artista grossetano Francesco Mori

La cerimonia di scopritura e di benedizione della tavola avrà luogo sabato 18 giugno alle ore 12 nella pieve di san Martino.

La tavola sarà collocata nella cappella in cui sono custoditi, in una teca, i resti del venerabile p. Giovanni. A benedirla sarà il vescovo Rodolfo, alla presenza dell’autore, dei sacerdoti della parrocchia di Batignano, del Priore generale degli Agostiniani scalzi, di altri religiosi del medesimo Ordine, di sacerdoti diocesani e di quanti vorranno intervenire a questo momento particolare.

“La Diocesi – commenta il Vescovo – attraverso questa opera artistica desidera ulteriormente rafforzare l’attenzione sulla figura del venerabile p. Giovanni, che in questo Anno Santo stiamo riscoprendo come un autentico testimone della misericordia di Dio. Siamo certi che il pellegrinaggio compiuto lo scorso 16 aprile verso Batignano, l’apertura della Porta Santa nella pieve di san Martino, l’opera divulgativa sulla vita e la spiritualità di p. Giovanni attraverso la pubblicazione “Lucerna ardente e luminosa” curata da Alberto Ragosta, la mostra itinerante e questa bella opera pittorica stiano riaccendendo nella gente il desiderio di conoscere di più quest’uomo di Dio, che in un tempo lontano dal nostro, ma attraversato – come ogni epoca – da analoghe inquietudini, ha preso sul serio il Vangelo, ne ha fatto la sua unica norma di vita, se ne è lasciato convertire e con la sua vita ricca di interiorità ha suscitato in tanti il desiderio di Dio, il desiderio di bellezza, il desiderio di verità, il desiderio di limpidezza del cuore. E’ questa la misericordia: una ‘malattia’ che dobbiamo trasmettere per ‘contagio’. La vita del venerabile Giovanni come quella di san Guglielmo dimostrano la fecondità di questa nostra Chiesa di Grosseto nel generare alla santità chi prende sul serio il Signore”.

L’opera è stata possibile grazie al generoso contributo finanziario di don Carmelo e don Nunzio Mocciaro e della sorella Francesca, che hanno voluto compiere questo gesto col desiderio di contribuire ad offrire a tutta la comunità cristiana della Diocesi un segno artistico capace di racchiudere il senso stesso dell’esistenza del venerabile, spesa totalmente nell’ascolto e nell’annuncio del Vangelo, attraverso la predicazione e l’ascolto delle confessioni. “Siamo profondamente grati ai nostri sacerdoti don Carmelo e don Nunzio e alla sorella Francesca per la sensibilità dimostrata anche in questa circostanza”, conclude il Vescovo.