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L’8 ottobre 84° pellegrinaggio diocesano a Montenero

L’8 ottobre 84° pellegrinaggio diocesano a Montenero

Viaggio con i pullman organizzati dalle parrocchie. Alle 9.30 arrivo al parcheggio dei bus e salita al santuario, poi Confessioni e Messa alle ore 11

Sabato 8 ottobre la Diocesi salirà pellegrina, per l’84esimo anno, al santuario della Madonna di Montenero, patrona della Toscana. E ogni anno è sempre una dono che si rinnova, confermando l’attaccamento dei maremmani a questo luogo santo e al bisogno che tutti hanno di ritornare alle sorgenti della fede, anche attraverso la pratica antica ed attualissima del pellegrinaggio.

Il viaggio verso Montenero sarà coi pullman, che ogni parrocchia ha provveduto ad organizzare raccogliendo le adesioni. L’arrivo nel piazzale dei bus è per le 9.30. Da qui il Vescovo aprirà il cammino verso santuario, durante il quale sarà pregato comunitariamente il Rosario. Alle 10 avrà luogo la liturgia penitenziale, che aprirà ad un tempo congruo per accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Alle 11 la solenne celebrazione eucaristica, nel sagrato del santuario, assieme ai fedeli della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. La Messa sarà presieduta dal vescovo Rodolfo e dal vescovo Giovanni.

Pranzo e pomeriggio sono, come di consueto, affidati alla libera organizzazione delle parrocchie.

La storia del santuario di Montenero

Le origini del Santuario risalgono al 15 maggio 1345, festa di Pentecoste, quando, secondo la tradizione, un povero pastore storpio trovò l'immagine miracolosa della Vergine Maria e seguendo un'intuizione interiore la portò sul colle di Montenero, luogo già conosciuto come rifugio di briganti e per questo considerato oscuro, tenebroso... il "monte del diavolo". Al di là delle molte leggende che circondano la storia del ritrovamento dell'immagine della Madonna, che la critica attribuisce invece ad un certo Iacopo di Michele detto Gera, sembra che tale immagine sia comparsa a Montenero in seguito a una rinascita di fervore religioso, intorno al 1341. Proprio in questo anno gli abitanti di Livorno, allora poco più di un villaggio di pescatori, avrebbero organizzato un culto autonomo di immagini sacre, dipinte di recente, osteggiato però dalle autorità ecclesiastiche che intimarono la cessazione del culto e la sparizione delle relative immagini. Non è da escludere che davanti a questa ostilità, l'immagine sia stata occultata e poi ritrovata vicino al greto del fiume ''Ardenzo'', da quel pastore che solerte la portò in cima al monte per affidarla quasi sicuramente alla custodia di qualche eremita