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Carcere, pena e misericordia: dialogo a tre voci per “Sentieri di giustizia nell’anno della misericordia”

Carcere, pena e misericordia: dialogo a tre voci per “Sentieri di giustizia nell’anno della misericordia”

Sabato 5 novembre, alle 16.30 nella sala consiliare del Comune, l'on. Rosy Bindi, don Giovanni Niccolini e Maria Cristina Morrone chiudono il percorso promosso da Caritas

Il 6 novembre sarà celebrato il Giubileo dei detenuti. A Grosseto l’occasione per accendere i riflettori sullo stato delle carceri, sul tema della pena in relazione alla giustizia, ma anche alla misericordia e al recupero del reo, saranno al centro di un incontro che chiuderà il percorso “Sentieri di giustizia nell’Anno della Misericordia”, promosso dalla Diocesi attraverso la Caritas.

Un percorso che si è sviluppato in quattro tappe, raccogliendo l’invito che il Papa fa nella Bolla di indizione del Giubileo a riconsiderare il legame tra giustizia e misericordia e che ha portato a Grosseto tante voci autorevoli: quella del prof. Verzichelli, ordinario di Scienza della politica all’Università di Siena, che col vescovo Rodolfo si è confrontato sul rapporto fra giustizia e misericordia; e poi il giudice Giulio Sica per parlare, insieme all’associazione “AmiCainoAbele”, di giustizia riparativa; quindi il prof. Maurizio Olivero, ordinario di diritto pubblico comparato all’Università di Perugia, e Franco Vaccari fondatore e presidente di “Rondine-Cittadella della Pace”, che hanno approfondito il rapporto tra giustizia, misericordia e incontro fra i popoli.

Sabato 5 novembre, alle 16,.30, nella sala consiliare del Comune di Grosseto, chiuderà questo percorso il dialogo a tre voci fra l’on. Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia; don Giovanni Niccolini, cappellano del carcere della Dozza, a Bologna; e Maria Cristina Morrone, direttrice della casa circondariale di Grosseto e dell’istituto penitenziario di San Gimignano. Tre voci autorevoli per approfondire il complesso rapporto che esiste fra giustizia, diritto, pena, principio costituzionale di recupero del reo, ma anche il fenomeno della corruzione, l’etica pubblica. Questioni delicate, per le quali non è mai sufficiente ogni approfondimento, ma è tuttavia utile, soprattutto per i credenti, per non perdere mai di vista ciò che deve sorreggere il rapporto tra giustizia e misericordia.