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Celebrata la Messa dei giornalisti nella festa del loro patrono

Celebrata la Messa dei giornalisti nella festa del loro patrono

Il Vescovo: "Ogni comunicazione vera nasce da ciò che è entrato nel profondo della nostra vita"

Nella memoria liturgica di san Francesco di Sales, vescovo, dottore della Chiesa e patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, il vescovo Rodolfo ha celebrato la Messa per i giornalisti nella cappella dell’Episcopio.

Hanno concelebrato don Franco Cencioni, proposto del Capitolo e don Stefano Papini e don Marius Balint collaboratori del settimanale diocesano “Toscanaoggi-Rinnovamento”. Presenti una decina di laici tra giornalisti, operatori della comunicazione e divulgatori.

E’ stato un momento intimo di preghiera, di riflessione, di affidamento a Dio, attraverso l’intercessione di san Francesco di Sales, del lavoro quotidiano, delle fatiche, dei progetti, dell’impegno in questo delicato e decisivo campo per la crescita di un territorio e di una consapevole opinione pubblica.

Richiamando alcuni scritti di san Francesco di Sales, che fu vescovo di Ginevra negli anni della Riforma, fu direttore spirituale di moltissime anime e si prodigò con grande ingegno per la diffusione del Vangelo e della fede cristiana, mons. Cetoloni ha invitato i presenti a ritagliarsi spazi di riflessione, di silenzio “per accorgersi dove siamo, dentro un mondo turbinoso, che ci espone a tante cose”.

“Chi conquista il cuore dell’uomo conquista tutto l’uomo”, diceva san Francesco di Sales. Un’espressione ripresa dal vescovo Rodolfo, che ha poi citato un altro frammento dei suoi scritti, laddove scrive: “Con la tua benedizione, Signore, dà vita alle mie parole”. “Questo – ha commentato mons. Cetoloni – lo deve dire il Vescovo, ma lo deve dire anche ciascuno di voi perché coloro che ascoltano e leggono ne traggano il bene che c’è e che noi impariamo da Cristo”.  Citando, infine, il Vangelo della Messa propria di san Francesco di Sales, nel quale Gesù parla ai suoi discepoli invitandoli all’amore vicendevole, il Vescovo ha sottolineato che “comunicare è essere coinvolti nell’esperienza di amore tra il Padre e il Figlio e che Gesù vuole sia comunicato perché la loro gioia sia piena. Ogni comunicazione vera nasce da ciò che è entrato nel profondo della nostra vita. Occorre allora rimanere in questo amore, perché quello che comunichiamo abbia delle radici. Il cristiano, in ogni campo, può comunicare qualcosa se resta saldo in questa radice d’amore, non da servo, ma da amico, perché è dentro la realtà d’amore di Dio”.