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Omelia del vescovo Rodolfo nella Messa del mercoledì delle ceneri

Omelia del vescovo Rodolfo nella Messa del mercoledì delle ceneri

Con questa celebrazione inizia il tempo bello, profondo della Santa Quaresima. E’ quindi una grazia che abbiamo anche quest’anno di poter dedicare il nostro tempo o di poterlo vedere come un’occasione che il Signore ci dà per renderlo più nuovo di fronte a Lui.

Lo abbiamo sentito nella II Lettura:
“Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Cor 6,2)
Queste occasioni che il Signore ci dà sono una grazia da mettere a buon frutto.

2. Il ricordo di don Andrea

Lo dico questa sera pensando, in modo particolare, al sacerdote che ci ha lasciati: don Andrea. Era il responsabile del Centro Frassati. Ieri siamo andati a trovarlo a Verona e ci ha detto: “Finché c’è la luce davanti camminiamo e combattiamo e vogliamo raggiungerla”. Nella notte, il suo fisico non ha retto, ed è tornato al Padre.
Ecco, iniziare il cammino quaresimale pensando ad un nostro fratello che ha terminato il suo percorso terreno sia davvero una spinta a vivere bene questa Quaresima, a mettere a frutto il tempo che il Signore ci dà.

3. Le parole del Vangelo: binari su cui camminare in questo tempo

Nel brano del Vangelo abbiamo sentito alcune parole che ci indicano la strada:
– Praticare la giustizia
– Compiere opere buone
– Fare l’elemosina come offerta di qualcosa di sé
– Pregare, che è stare a tu per tu dinanzi al Signore
– Digiunare, per ricordarci cos’è essenziale per la nostra vita

Ecco dei binari su cui pensare il tempo fino alla Pasqua, che il Signore ci offre.

Ognuno di fronte a queste parole – la giustizia, le opere buone, la preghiera, il digiuno – come può camminare? Come può renderle vive? Chiediamocelo, nel profondo di noi stessi.

Nel brano evangelico, al fondo di queste parole importanti ci viene offerto qualcosa di ancor più raffinato: è il chiedersi la direzione della nostra vita, o meglio, le motivazioni più profonde e più vere con cui fare e vivere ciò che il Signore ci propone. Direi, l’anima con cui si prega, con cui si agisce, con cui si cammina, con cui siamo in relazione con gli altri. Il profondo del nostro cuore.
La Quaresima ci aiuta a specchiarci chiedendoci se talvolta anche noi non facciamo le cose per metterci in mostra, per sentirsi buoni e bravi… Il Vangelo mette in guardia ognuno di noi dal rischio di gonfiare il cuore, di far troppo leva sulle nostre sicurezze o sulla convinzione di essere “qualcuno” o di essere importante per la posizione che occupo o per ciò che faccio, oppure nel credermi migliore di altri, nel giudicare.

4. Tornare dentro di noi

Sono appunti e spunti che il Vangelo ci dà per il nostro cammino ed in più ci offre qualcosa di ancor più profondo, una sorta “ritornello” ripetuto più volte: torna dentro di te!

Quando ci suggerisce di entrare nella nostra camera (cfr Mt 6,6) ci richiama alla nostra “cella interiore” a quell’eremita che è in ognuno di noi, come diceva san Francesco, a quell’andare nell’interiorità, nella riservatezza, quasi a nascondere il bene. Anche a se stessi:
“Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” (Mt 6,3)

Entrare nel segreto, stare nel silenzio della nostra vita dinanzi a Dio e dinanzi a se stessi, nel segreto del profondo di noi, dove davvero solo Dio ci conosce e dove noi abbiamo momenti di vera gioia e a volte anche di paura. Solo questo stare nel segreto ci permette e ci dà la forza, poi, di compiere bene le cose che ci sono suggerite: la giustizia, l’elemosina, il digiuno, la preghiera.

Perché? Perché lì incontriamo Colui che ci conosce, Colui che vede. Ai suoi occhi non possiamo restare nascosti; ai suoi occhi non possiamo “raccontargliela”, come possiamo fare qualche volta a noi stessi e agli altri.

Lui sta nel segreto; vede nel segreto; ci conosce nel segreto; sa nel segreto.

Allora il tempo di Quaresima è questo trovare la strada per incontrarLo di più, ma, ancor meglio, per sentirsi incontrati di più, cercati, amati, conosciuti, col valore che questa parola ha nella Scrittura: conoscere è amare, è mettere la propria vita nelle mani di chi, appunto, si conosce.

Così è Dio!

Se non cresciamo in questo, vengono fuori, per come siamo fatti, gli altri motivi meno belli, meno nobili: il farsi vedere, il sentirsi a posto, il giudicare. Se non c’è l’a tu per tu, segreto, profondo, sempre nuovo con Dio, il nostro fare il bene può diventare superbia. La Quaresima ci deve aiutare a purificare noi stessi in questo, nel nostro sentirsi talvolta in gara con gli altri per reputarsi migliori, nel giudizio sugli altri, che riteniamo meno buoni di noi. Questi atteggiamenti ci portano a tante piccole o grandi divisioni: gli uni dagli altri; quel gruppo dall’altro…. Anche nella Chiesa.

Ecco, quando si sta nel segreto, a tu per tu con Dio e ci si accorge di Lui, che è la nostra vera ricompensa, si attutiscono e si purificano anche questi motivi umani, comprensibili, che non ci scandalizzano, ma che ci creano tante difficoltà nella vita.

Questo è il messaggio che possiamo trarre dal Vangelo di oggi.

5. Il senso delle ceneri

Tra poco, poi, avremo il rito della benedizione e dell’imposizione delle Ceneri, segno serio, austero (come dice la Liturgia), ma anche bello. In se stesse le ceneri non hanno una bellezza; essa proviene dalle parole che il sacerdote può pronunciare quando impone quelle ceneri sul nostro capo.

Ci sono due formule, proprio per ricordarci due elementi importanti della nostra esistenza.

C’è la formula “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, che ci dice la nostra realtà fragile, debole, destinata a finire. Non per intristirci, non per farci scurire il volto, ma perché comprendiamo come su questa nostra realtà Dio ha vòlto il suo sguardo e se ci lasciamo guardare, nella nostra pochezza, dal Suo Amore, tutto diventa prezioso, anche i nostri limiti, perché ci danno occasione di incontrare la Sua misericordia.

E’ un invito a esser veri, ad essere come siamo. Senza paure, ma con il desiderio che in questa nostra povertà entri Lui.

C’è, poi, l’altra formula: “Convertiti e credi al Vangelo”. E’ un dirci: volgi il tuo sguardo a questo incontro col Signore! Fidati di Lui, perché tutti abbiamo bisogno di sentirci rassicurati, di sentirci a posto, non umiliati o affaticati dalla vita, ma sereni e anche soddisfatti e di avere ricompensa.

Ecco, “convertiti e credi al Vangelo” vuol dire: guarda questo tesoro che è la vera ricompensa della nostra vita, per l’eternità, che davvero può riempire il nostro cuore più della stima, dell’apparire o della considerazione degli altri e dell’essere lodati! Il Padre, che ti conosce nel segreto, ti ricompenserà. (cfr Mt 6,4.6)

Gustiamo questa amicizia, cerchiamola!

Il Padre, che è nel segreto, è lì, con te stesso ogni volta che sai stare in questa verità riservata, carissima con Lui.

6. Conclusione

Ecco, fratelli, questi spunti dal Vangelo e dal rito delle Ceneri siano la bellezza che oggi iniziamo, in questo cammino di Quaresima, guardando sempre a Gesù, ai suoi quaranta giorni nel deserto, ai suoi gesti, alle sue parole, al suo darsi, al suo digiunare. Gesù è lo specchio, guardandolo possiamo capire che cosa lo ha aiutato a superare tutto: il Padre, non avere altro cibo che fare la sua volontà (cfr Gv 4, 34), non mettere mai alla prova il Signore (cfr Mt 4,7), ma affidarsi e fidarsi di Lui.

Quanto ho da crescere in questa fiducia, in questo “tutto” di Dio?

Me lo domando e suggerisco a ciascuno di domandarlo a se stesso, perché solo questo ci fa non sparire, non nasconderci, non mettere maschere.

Questo modo di essere sia custodito dal silenzio: dedichiamo tempo al silenzio per la meditazione, per la preghiera, per la lettura della Parola; dedichiamo tempo alla nostra interiorità che ha bisogno di Dio e sa dove trovarlo: nei sacramenti, nella purezza di un cuore, che sa amare con gratuità come fa il Signore verso di noi.

Che lo Spirito ci suggerisca, in questi giorni che si aprono davanti a noi, i buoni propositi e le attenzioni che ognuno di noi può avere per vivere la grazia che stasera inizia.

Sia lodato Gesù Cristo!

+Rodolfo