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Domenica delle Palme, il significato del rito e gli orari delle celebrazioni

Domenica delle Palme, il significato del rito e gli orari delle celebrazioni

Il Vescovo presiede la Messa in Cattedrale; a Roselle Via Crucis drammatizzata; in centro storico le Sacre rappresentazioni del San Francesco; in Duomo concerto di Pasqua

La Domenica della Palme e della Passione del Signore introduce alle liturgie e ai riti della Settimana Santa.

“La celebrazione delle Palme – spiega don Marco Gentile, direttore dell’ufficio liturgico diocesanosi compone di due momenti diversi: la benedizione delle palme, con la commemorazione e la celebrazione solenne della Passione di Cristo”.

Da dove viene la tradizione di benedire i rami? Di quale pianta: palma o ulivo?

“L’origine del rito – spiega ancora don Marco – viene dall’uso che la Chiesa di Gerusalemme ha osservato fin dal IV secolo. L’entrata trionfale di Gesù nella Città Santa, secondo la profezia di Zaccaria, è una delle più chiare affermazioni della sua messianicità. Così noi imitiamo le folle festanti che accolsero Gesù come il Benedetto, Figlio di Davide, che viene nel nome del Signore. Il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli – continua il sacerdote – ma con delle varianti: Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi o fronde prese dai campi; Luca non ne fa menzione, mentre solo Giovanni parla di palme. Proprio questa differenza dei quattro Vangeli ha favorito l’uso delle piante più diffuse e facili da raccogliere in ogni zona. Per di più l’ulivo – nota don Marco – che in Italia si è sempre usato insieme ai rami di palma, viene caricato, nella Sacra Scrittura, di molti significati allegorici. Sull’utilizzo dei rami di palma dobbiamo riferirci ad un uso ebraico della festa di Sukkoth, la festa delle capanne. Il nome di Sukkoth (capanne) le deriva da quello del primo accampamento sorto dopo che gli ebrei ebbero lasciato l’Egitto. Nel tempo trascorso nel deserto, essi avevano goduto, come unica protezione in cui confidare, solo della Šekhinah, la presenza divina, disponendo esclusivamente, come tetto, di una fragile capanna. La festa ricorda quindi ai figli d’Israele il tempo in cui, non avendo dimora stabile, la loro sopravvivenza era dipesa solo dall’Onnipotente. Due sono gli elementi che caratterizzano tale ricorrenza: la sukkah (capanna) e il lulàv. Gli ebrei per sette giorni vivevano in una capanna, costruita di fronte alle loro abitazioni. Il lulav invece è un intreccio di rami di quattro specie: un ramo di palma, cioè il lulàv propriamente detto, tre rami di mirto, due di salice, e un cedro. Accogliere Gesù al suo ingresso in Gerusalemme, sventolando il lulav – conclude don Marco – richiamando la fesa delle capanne, significava riconoscere il Maestro di Nazareth come la presenza piena e definitiva di Dio in mezzo al suo popolo”.

Le celebrazioni della giornata:

Domenica 9 aprile il Vescovo presiederà la solenne liturgia che ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Alle 10.45 dal portale laterale del Duomo (su piazza Dante) mons. Cetoloni benedirà le palme e i rami d’ulivo. Da lì si snoderà la processione verso l’ingresso centrale della Cattedrale, dove alle 11 avrà inizio la Messa con la proclamazione della Passione del Signore secondo Matteo.

A Roselle, nel pomeriggio, via crucis drammatizzata “Con la stessa passione di Cristo”. Ritrovo alla chiesa alle 17.30 e partenza a piedi verso la ex cava lungo via Batignanese, dove alle 18 avrà inizio la via crucis.

La sera delle Palme altre due iniziative. Alle 21, la parrocchia di san Francesco offrirà, nel centro storico, le Sacre rappresentazioni della passione del Signore, che si concluderanno al parco della rimembranza dove avrà luogo la scena della crocifissione, mentre nella chiostra della Pro loco avrà luogo la reposizione.

In Cttedrale, alle 21,15, concerto di Pasqua con l’Orchestra sinfonica Città di Grosseto e l’ensemble Palestrina (ingresso a offerta pro Admo)