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“San Lorenzo il testimone giovane”. Il messaggio e il video del vescovo Rodolfo

“San Lorenzo il testimone giovane”. Il messaggio e il video del vescovo Rodolfo

Stampato in 10mila copie, il testo è stato distribuito in parrocchie e punti informativi. "Onorare san Lorenzo come patrono, vuol dire che lui, vivo in Dio e nella nostra fede, suscita in noi vitalità, voglia di dono, impegno di testimonianza, giovinezza"

BUON SAN LORENZO A TUTTI!

Il 10 agosto vivremo la Festa di san Lorenzo, patrono di Grosseto.

Alle 21 della notte precedente la città vivrà un momento tutto suo, identitario e irrinunciabile, bello: la processione che, partendo dalla Cattedrale, farà il giro intorno alle mura!

Parteciperemo in tanti, riflettendo, pregando o ammirando la bella statua sul carro trainato da due splendidi buoi maremmani. Ci saranno rappresentanze civili, religiose, militari. Ci saranno anche i butteri coi loro bei cavalli…

Cerimonia religiosa? Devozione, nostalgia, folklore? Un po’ di tutto, come in ogni esperienza umana.

Ma perché facciamo questo gesto che a Grosseto si rinnova da tempo immemorabile? Che senso ha quella statua di un giovane che portiamo lungo le strade della nostra città? E le sue vesti rosse e quella graticola, quella palma o quel libro che tiene in mano?

 

Lorenzo è

         un giovane cristiano romano del III secolo. Indossa le vesti di un diacono (servo).  Sono rosse per ricordare il colore del martirio. E’ un martire!

Tre parole: giovane, servo, martire cristiano. Le ha tenute unite un grande cuore che ha amato fino a dare la vita per quello che aveva scelto e gli era prezioso. Altri gli avevano fatto conoscere il Vangelo di Gesù. Nella comunità cristiana aveva accolto la proposta di dedicarsi a chi aveva più bisogno: i poveri, le vedove, i malati.

A Roma però non tutti vedevano di buon occhio quel modo di vivere: era tempo di persecuzioni violente contro i cristiani (ma quando non è stato così?!).  Si voleva imporre a Lorenzo di abbandonare gli uni (i poveri) e di rinnegare l’altro (Gesù) e la fede in Lui.

Lorenzo non ci stette. Gli era diventato… impossibile: quel Signore Gesù, morto e risorto per amore dell’uomo, era la sua vita! Voleva viverla come lui, a costo di spenderla tutta su una promessa che gli parlava di vita eterna, di centuplo!

Io credo che,

insieme ai tanti  che nei secoli lo hanno scelto come modello e patrono, anche noi facciamo parte di questo centuplo e per questo il senso di festa si rinnova ogni anno e non si esaurisce!

Ciò che celebriamo il 9-10 agosto non é una cerimonia o  una ripetizione di gesti. E’ vita nostra! Onorare san Lorenzo come patrono vuol dire che lui, vivo in Dio e nella nostra fede, suscita in noi vitalità, voglia di dono, impegno di testimonianza, giovinezza.

Sinodo dei giovani

         Papa Francesco lo ha indetto per il 2017-18 per mettere tutti noi in ascolto di quello che essi hanno in cuore e rispondere con loro al tempo attuale.

Lorenzo è un esempio, un modo di essere giovane, vivace e partecipe all’interno di una comunità cristiana che, all’epoca, era in grado di lievitare una società contemporanea assai decadente.

Ci sono oggi persone come san Lorenzo? Ne conosciamo? Perché tra noi sembra più difficile essere come lui?

Non mi basta pensare che anche al suo tempo le cose non andavano meglio di oggi. Continuo a domandarmi perché ai nostri giorni appare più difficile innamorarsi in maniera forte, piena, appassionata di qualche ideale per buttarcisi dentro, investirci la vita.

Perché diminuisce il senso di un servizio fatto bene e, ancor più, di quello volontario, gratuito? Perché, col bisogno che c’è di bene, di giustizia, di amore non ci si fa prendere il cuore e non si fa nascere dall’amore gratuito qualcosa di nuovo, di vero?  Cosa può farci reagire? Qualcosa può migliorare?

Credo che la festa di San Lorenzo sia occasione preziosa anche per qualche riflessione-proposito in tal senso.

Che sia festa

che nasce da cose vere, però!

Anche vedendo e ammirando quanto impegno le persone mettono nella loro vita familiare, professionale, sociale, civile e, per noi credenti, anche in quella ecclesiale. Perché anche il normale quotidiano è luogo di testimonianza e quindi di festa nel cuore.

Certo vediamo tante cose che scandalizzano, affaticano, preoccupano… ma la Festa di San Lorenzo ci deve aiutare anche  a non far  affievolire il senso di festa guardando al bene che c’è in ognuno e che può crescere: nelle realtà associative, nelle strutture, nelle istituzioni, nei luoghi in cui le persone si mettono insieme per costruire!

Negli ultimi anni

attorno alla Festa di san Lorenzo si sono ravvivati dei bei segni. Un grazie di cuore, come vescovo, a tutti per coloro che si sono impegnati in questo. Con loro e con tutti intendiamo continuare:

  1. La collaborazione tra tanti per prepararla bene, coinvolgendo istituzioni e abitanti della città, anche quelli arrivati da poco.
  2. L’iniziativa collegata alla Caritas Diocesana con gente di ogni età, dai bambini ai nonni, ai giovani che si impegna con la Raccolta di San Lorenzo per i poveri (lui li chiamava i “nostri tesori”).
  3. Una luce per Aleppo, l’iniziativa che ci fa gettare lo sguardo oltre i nostri angusti confini per vedere le sofferenze e andare incontro alle difficoltà di altri nostri fratelli cristiani che vivono in terre martoriate.

Lo spirito di san Lorenzo possa anche quest’anno essere contagioso: lasciamo che il cuore, gli incontri, le riunioni, le discussioni, le decisioni, i progetti abbiano più fiducia nello stile del nostro Patrono.

E’ patrono, cioè è amico, ispiratore, modello e testimone di uno stile cristiano di vivere la vita con pienezza. Comunica idee nuove, giovinezza, entusiasmo, dedizione.  Conferma il valore dell’impegno e del sacrificio personale e comunitario per il bene di tutti. Offre segni convincenti ad attrarre e coinvolgere altri al bene nella realtà problematica, ma allo stesso tempo, ricca di tanti elementi positivi, fecondi, edificanti.

Così, con questa convinzione, che sia per tutti una buona festa!

Buon San Lorenzo!

+Rodolfo, vescovo

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