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Sabato 7 e domenica 8 aprile a Grosseto p. Firas Lutfi della comunità latina di Aleppo

Sabato 7 e domenica 8 aprile a Grosseto p. Firas Lutfi della comunità latina di Aleppo

La Diocesi accende di nuovo una luce di attenzione e di carità sulla Siria

La Chiesa di Grosseto torna ad accendere una luce di carità e di attenzione sulla drammatica situazione della Siria. Sabato 7 e domenica 8 aprile, infatti, la Diocesi accoglierà p. Firas Lutfi, frate francescano della Custodia di Terra Santa, siriano, vicario parrocchiale della comunità latina di Aleppo.

Padre Firas è già stato altre volte a Grosseto per portare la testimonianza eroica e pacifica dei cristiani che vivono da oltre cinque anni il dramma della guerra e di tutto un popolo ormai stremato. Torna, in occasione di alcuni giorni di permanenza in Italia, per continuare a tenere vivo il legame di affetto e di amicizia solidale che è sorto in questi anni tra la Chiesa di Grosseto e la comunità di Aleppo.

Il sacerdote sabato celebrerà la Messa prefestiva nella cattedrale di San Lorenzo, alle 18, trasmessa in diretta da Tv9, così che le sue parole possano raggiungere anche chi segue la celebrazione da casa. Domenica mattina, invece, sarà accolto nella parrocchia di Roselle, dove porterà la sua testimonianza.
Nella serata di sabato, alle 21, sarà possibile incontrarsi con p. Firas presso la parrocchia dell’Addolorata (via papa Giovanni XXIII, 4) a Grosseto, dove il religioso guiderà un momento di preghiera e offrirà anche in questa circostanza la sua testimonianza.

“Lancio un appello a tutti perché possiamo essere presenti il più possibile a questi momenti – dice il vescovo RodolfoE’ importante che non cali l’attenzione sul dramma del popolo siriano e che esso possa sentire la fattiva solidarietà della nostra comunità, che arrivi come balsamo a lenire almeno un po’ il peso che la gente sta sopportando. La visita di p. Firas sarà l’occasione per ascoltare la testimonianza di una Chiesa che soffre e che offre questa sofferenza come testimonianza di carità e di resistenza non violenta”.