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Dedicazione della nuova chiesa di Madre Teresa: il significato del rito e i segni

Dedicazione della nuova chiesa di Madre Teresa: il significato del rito e i segni

Domenica 2 dicembre la celebrazione avrà inizio in via Germania con una processione fino al sagrato del nuovo edificio di culto

“Con l’incarnazione, il Figlio di Dio è l’unico, vero tempio e, di conseguenza – come ricorda san Paolo – anche i nostri corpi sono tempio dello Spirito Santo. I cristiani, dunque, non hanno bisogno di un luogo per pregare, perché già inseriti pienamente nel mistero di Cristo per mezzo dei Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Infatti, non è questa la ragione per la quale si costruisce e si consacra una chiesa. La realizziamo e la consacriamo perché abbiamo bisogno di una realtà simbolica, che ci parli del mistero di salvezza che Cristo ha già compiuto. In questo senso, l’edificio cristiano è l’immagine permanente di ciò che noi già siamo”.  E’ quanto spiega don Marco Gentile, direttore dell’ufficio liturgico diocesano in merito alla celebrazione della Dedicazione.

E’ l’atteggiamento con cui la Diocesi si appresta a vivere il rito della dedicazione della nuova chiesa parrocchiale intitolata a Madre Teresa di Calcutta, nel quartiere Cittadella di Grosseto.

Questa dedicazione avviene a nove anni di distanza dall’ultima, che riguardò la chiesa parrocchiale di San Carlo Borromeo, a Principina a Terra e a 30 anni dall’ultima dedicazione di una chiesa all’interno della zona urbana di Grosseto.

Il rito avrà luogo domenica 2 dicembre con inizio alle 15 dall’attuale sala polivalente, in via Germania 32, da dove partirà la processione attorno all’isolato fino al sagrato della nuova chiesa, in via Stati Uniti d’America. Giunti processionalmente sul sagrato della nuova chiesa, il Vescovo sarà accolto dai bambini della parrocchia con indosso una felpa azzurra con riprodotto, in bianco, il profilo della nuova chiesa.

Dopo l’ingresso solenne all’interno, avranno luogo una serie di riti: l’aspersione del popolo, delle pareti e dell’altare con l’acqua benedetta; la consegna ai lettori del Lezionario, per proclamare per la prima volta la Parola di Dio dal nuovo ambone. Dopo l’omelia il Vescovo deporrà le reliquie di alcuni santi, fra cui naturalmente una di Madre Teresa, sotto l’altare, poi pronuncerà la preghiera di dedicazione. Si recherà, quindi, all’altare e procederà all’unzione della mensa con l’olio del crisma. Con lo stesso olio verranno unte anche le mura della chiesa. Quindi verrà posto sull’altare un piccolo braciere per farvi ardere l’incenso; poi col turibolo verranno incensati l’altare stesso, le pareti e l’assemblea. A questo punto verrà preparato l’altare con la tovaglia, i candelieri e i fiori. Un altro momento suggestivo sarà l’illuminazione a festa di tutta la chiesa, con l’accensione delle luci, delle candele sull’altare e di quelle poste in corrispondenza delle unzioni lungo le pareti. La Messa proseguirà normalmente fino alla comunione. Subito dopo si terrà una processione all’interno della chiesa per la reposizione solenne dell’Eucaristia nel nuovo tabernacolo. Quindi la benedizione finale e un ultimo momento, fuori dal rito: tutti si porteranno sul sagrato, dove i bambini del catechismo offriranno un canto.