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Roselle una nuova Greccio: il 22 dicembre torna il presepe vivente

Roselle una nuova Greccio: il 22 dicembre torna il presepe vivente

Inizio alle 18.30. Sarà ricostruito un villaggio con botteghe, antichi mestieri e punti ristoro

Roselle è pronta a diventare una nuova Greccio, il piccolo centro della valle reatina dove nella notte di Natale del 1223 san Francesco “inventò” il presepe, per “vedere – si legge nelle Fonti Francescane – con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato il Bambino di Betlemme per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”.

La parrocchia di Roselle, infatti, sabato 22 dicembre riproporrà il presepe vivente grazie all’aiuto e al lavoro prezioso di oltre 130 volontari della comunità, che già da un po’ si stanno preparando.

Il tutto avrà inizio alle 18.30, subito dopo la Messa prefestiva, con la recita del gruppo giovani, dei bambini del catechismo e del dopo cresima, davanti all’ex asilo, proprio accanto all’ingresso della chiesa. Qui, di fronte ai bambini vestiti con i costumi dell’epoca, un regista ed un aiuto regista discuteranno sulla “banalità” di certe recite natalizie, chiedendosi quale sia il vero senso del Natale. E’ a questo punto che entrerà in scena Tommaso da Celano, primo biografo di san Francesco, che leggerà il racconto, tratto dalle Fonti francescane, del presepio di Greccio. Partirà, allora, la rappresentazione con la Santa Famiglia che inizierà a camminare e verrà accolta, nel campo dietro alla chie-sa, da un oste che li farà accomodare nella capanna, dove ad attenderli ci saranno un bue ed un asinello in carne e ossa. Giuseppe e Maria (il Bambinello ancora non è nato e Maria è incinta) sono nella capanna e la voce del parroco, don Pier Mosetti, inviterà tutti i presenti a celebrare la Vigilia del Natale insieme.

Tanti fuochi, nei pressi dei quali stanno i lebbrosi, faranno da coreografia alle molte “botteghe”, agli antichi mestieri, intorno alla capanna: il falegname che lavora il legno, le ricamatrici con i loro merletti, il fabbro che batte il ferro, i banchi dei contadini con capre, pecore e oche, dove si farà il formaggio sul momento, l’artista che dipingerà i suoi acquerelli, l’arrotino che arrota gli antichi attrezzi. E poi i banchi culinari che inviteranno tutti i presenti a fermarsi a cena, con un’offerta libera, il cui ricavato sarà devoluto alla Parrocchia per i rifacimento del tetto: dal formaggio, alla bruschetta, ai panini con le salsicce, alla polenta, alle zuppe preparate dagli ortolani, alle donzelle dal fornaio e un po’ di buon vino.

Per i più piccoli sarà possibile provare a divertirsi con i giochi tipici dell’epoca, come il tiro con le palle di pezza.

“Abbiamo voluto riproporre il presepe vivente – spiega uno degli organizzatori, Riccardo Grazzini – perchè crediamo fermamente in questa sacra rappresentazione che costituisce un momento di vera evangelizzazione, con cui portiamo il messaggio del Natale, per poter vedere con gli occhi della carne, ciò che san Francesco vedeva con gli occhi dello spirito”.