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Mercoledì Santo, 17 aprile: il vescovo Rodolfo presiede la Messa Crismale

Mercoledì Santo, 17 aprile: il vescovo Rodolfo presiede la Messa Crismale

Il Vescovo benedirà gli olii santi; il presbiterio rinnoverà le promesse fatte nel giorno dell'ordinazione

Mercoledì Santo, 17 aprile, il vescovo Rodolfo celebra con tutto il clero la giornata di riflessione e preghiera per meditare sul dono del sacerdozio. La giornata culminerà alle 17 con la solenne Messa crismale in cattedrale, preceduta da una breve processione da piazza Innocenzo II.

La giornata avrà inizio alle 9.30 nei locali del Seminario vescovile “Mensini” di Grosseto, con una mattinata di preghiera, riflessione e condivisione tra Vescovo e clero, che si concluderà col pranzo insieme.

Alle 16.30 sacerdoti e diaconi si ritroveranno in cattedrale, dove alle 17 avrà inizio la Messa Crismale, durante la quale il Vescovo benedirà gli oli santi, che serviranno durante l’anno ai sacerdoti per amministrare i sacramenti: l’olio dei catecumeni per i battesimi; l’olio del crisma per la cresima; l’olio degli infermi per l’unzione delle persone provate da infermità o malattia. Le tre ampolle contenenti gli oli, che verranno benedetti e consacrati, saranno presentate all’altare durante la processione offertoriale, insieme al recipiente con il balsamo e i profumi che verranno mescolati all’olio per il sacro crisma. Prima della conclusione della preghiera eucaristica il Vescovo benedirà l’olio degli infermi, che allevierà le sofferenze dei malati, rimetterà i loro peccati e infonderà la forza e la speranza dello Spirito. Dopo la Comunione il Vescovo benedirà l’olio dei catecumeni, affinché doni energia e vigore ai bambini (o agli adulti) che ne riceveranno l’unzione, quindi consacrerà il Sacro Crisma mescolando olio e balsamo, alitando su di esso e pronunciando la preghiera consacratoria.

I sacerdoti rinnoveranno le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione.

A questa celebrazione eucaristica sono invitati ad essere presenti i fedeli delle singole parrocchie e delle realtà ecclesiali, come segno di comunione e di vicinanza nei riguardi del Vescovo e di tutto il clero.