Condividi

Umiltà, disinteresse e beatitudine: le Chiese toscane ripartono da papa Francesco

Umiltà, disinteresse e beatitudine: le Chiese toscane ripartono da papa Francesco

Sabato 23 novembre, a Firenze, convegno promosso dalla commissione cultura e comunicazione della Cet. Dieci i delegati della diocesi di Grosseto

Umiltà, disinteresse e beatitudine sono le tre parole chiave intorno a cui si snoda il convegno di sabato 23 novembre presso la Facoltà teologica dell’Italia Centrale a Firenze. L’iniziativa, promossa dalla Commissione per la cultura e le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale toscana a quattro anni dalla celebrazione del Convegno ecclesiale di Firenze, è riservata a circa 150 delegati delle diocesi toscane e intende rileggere proprio i contenuti e le indicazioni di quell’incontro, in particolare il discorso di papa Francesco, per trovare indicazioni di lavoro per le nostre Chiese a livello di impegno culturale e di lettura del nostro tempo.

Il programma dei lavori, che iniziano alle 9, prevede i saluti del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, e, alle 16,  l’intervento di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, sul tema «Quale umanesimo per l’Europa».

«Stiamo vivendo un “cambiamento d’epoca” – afferma nel suo editoriale di questa settimana su Toscana Oggi l’arcivescovo Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo, Cortona, Sansepolcro e delegato Cet cultura e comunicazioni sociali, che porterà il suo saluto ai partecipanti in apertura di convegno, – e quanti amiamo la Chiesa siamo interessati a trovare modi e linguaggi nuovi per dialogare con la società globalizzata del nostro tempo. Vi è una sofferenza diffusa, tra i cristiani più sensibili, per l’impatto sempre meno efficace che riusciamo ad avere con la gente che ci circonda. Il Papa a Firenze, quattro anni fa, durante il V Convegno nazionale, ci ha proposto un radicale cambiamento di stile. Per avvicinarci alla gente ci vuole umiltà, condivisione, accompagnamento: vicini alle famiglie, in ascolto dei problemi degli adulti del nostro tempo. Fa più danno l’ostensione del potere e la ricchezza di alcuni uomini di Chiesa, che le fragilità umane da cui noi cristiani non siamo esentati».

Su «Cristianesimo come stile. Per un nuovo umanesimo», verterà la  relazione di Christoph Theobald sj, docente di Teologia fondamentale e dogmatica al Centro Sèvres di Parigi.

Momento centrale del convegno saranno i 9 tavoli di lavoro creati intorno ad altrettanti ambiti (politica, scuola, sanità, lavoro, giovani, famiglia, ecologia, comunicazione, arte) per riflettere sulla rilevanza attuale delle Chiese toscane nella cultura del territorio.

Nel pomeriggio saranno proiettati tre video su varie esperienze ecclesiali toscane, commentati da Adriano Fabris, docente di Filosofia morale presso l’Università degli studi di Pisa, e da Basilio Petrà, preside della Facoltà teologica dell’Italia Centrale.

Le conclusioni saranno affidate al cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.

Le tre parole scelte come titolo, «Umiltà, disinteresse, beatitudine», tratte dal discorso tenuto a Firenze nel 2015 del Papa, intendono dunque, come affermano gli organizzatori, «suggerire una riflessione a livello soprattutto di stile di vita cristiana: la proposta è quella di rileggere il tema dell’umanesimo cristiano non tanto a livello teorico o dei principi, ma piuttosto nella sua dimensione di vita concreta, di presenza e di testimonianza, di ascolto e di condivisione, con i nostri contemporanei, delle domande e delle sfide che ci troviamo a vivere».