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Caritas parrocchiali sempre più in rete

Caritas parrocchiali sempre più in rete

Incontro di aggiornamento sull'applicativo "Mirod". Obiettivo un dossier annuale coi dati delle singole realtà parrocchiali

Per le Caritas parrocchiali, un servizio che permette di ottimizzare al meglio le risorse ed essere in rete in tempo reale. E mercoledì 12 febbraio, i volontari responsabili delle singole realtà parrocchiali si sono incontrati per aggiornarsi sul sistema che permette l’utilizzo del mezzo informatico.

Una trentina di volontari delle varie Parrocchie cittadine, nei locali dell’Addolorata, dopo un intenso momento di riflessione sul tema della
povertà, tenuto da p.Egidio Stefani, parroco del Sacro Cuore, ha assistito alla presentazione del manuale per l’utilizzo dell’applicativo informatico «Mirod» di gestione per la registrazione degli accessi ai servizi Caritas.

“Si tratta di uno strumento – spiega Luca Grandi, vicedirettore Caritas
Grosseto
fondamentale per tutte le Diocesi della Toscana: in questo modo
le Caritas di tutte le parrocchie sono in rete e possono vedere in tempo reale gli accessi ai servizi. Uno strumento che è nella nostra diocesi da 2008 e l’intenzione della Caritas diocesana sarà quella di realizzare annualmente un dossier dei dati, grazie al lavoro svolto dalle singole Caritas, e operare una statistica sulle persone che frequentano i nostri servizi, quindi sulle varie tipologie di povertà nonché sulle varie richieste di aiuto che possono andare dall’acquisto di farmaci, al pagamento delle bollette, al fabbisogno alimentare o altro. In questo modo
– aggiunge Grandi – potrà emergere una percentuale delle motivazioni che spingono le persone a rivolgersi alle singole realtà Caritas, e, da un lato, migliorare i nostri servizi interni, dall’altro poter intervenire, sollecitando per esempio gli strumenti che lo Stato mette a diposizione, nel sociale, per prevenire e ovviare l’insorgere di particolari tipi di povertà, con una attenzione prioritaria a consegnare alla parrocchie uno strumento per animare la comunità alla scelta preferenziale verso i poveri”.