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Settimana Santa, sussidio per pregare in casa

Settimana Santa, sussidio per pregare in casa

Carissimi,

i Vescovi Toscani, nel loro comunicato per la Settimana Santa 2020, hanno raccomandato alle famiglie, oltre a unirsi spiritualmente alle celebrazioni liturgiche anche con l’ausilio dei mezzi radiotelevisivi ed informatici, di trovare in altri momenti del giorno un tempo per la preghiera ed hanno chiesto agli uffici liturgici diocesani di proporre testi adeguati.

In accordo con il Vescovo Rodolfo abbiamo preferito non comporre un testo proprio per la Diocesi di Grosseto, ma bensì proporre ed utilizzare il sussidio fornito dalla Conferenza Episcopale Italiana.

È una scelta di unità: unirsi a tante famiglie di Italia, non solo nella comunione di un solo battesimo ma anche nella recita della medesima preghiera.

Certamente, rispetto alla proposta generale, ogni famiglia potrà e dovrà adattare il testo e le proposte alla propria realtà e possibilità: numero di componenti, età dei figli, relazioni, storia familiare compongono una varietà di circostanze che caratterizzano ciascuna famiglia come “unica”, ma allo stesso tempo, come tutte, Chiesa domestica, dove il Signore ha preso dimora.

Il Vicario Generale unitamente all’ufficio diocesano per la pastorale familiare ha preparato una lettera per le famiglie con delle indicazioni che possano accompagnare, completare e adattare il testo nazionale.

don Marco Gentile, direttore ufficio liturgico diocesano

Come vivere la Settimana Santa nel tempo della pandemia, che ci obbliga a rimanere chiusi nelle nostre case?

La proposta della Chiesa è quella di non rinunciare a vivere la Pasqua, pregando e addirittura celebrando, non solo attraverso le diverse forme possibili di comunione spirituale alle celebrazioni che questo anno avverranno senza concorso di popolo. L’invito è a fare della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione.
Il sussidio che l’Ufficio Liturgico Nazionale mette a disposizione offre alle famiglie e ai singoli uno schema di celebrazione domestica della Settimana Santa, in comunione con le celebrazioni del Mistero pasquale che si svolgono nelle chiese cattedrali e parrocchiali, senza concorso di popolo.
Gli elementi di questa proposta non sono altro che le parole e i gesti della liturgia, nella convinzione che – opportunamente adattati alla condizione domestica e alla capacità di recezione dei più piccoli – possano continuare a parlare ed agire. Le parole sono quelle della parola di Dio - in modo particolare i Vangeli e i Salmi - e della liturgia, ricca di un tesoro di preghiera da conoscere e meditare. I gesti ritrovano in casa i grandi segni della liturgia: un rametto di ulivo, o il virgulto di una pianta primaverile, per entrare nella Settimana Santa; il Crocifisso, staccato dal muro e tenuto vicino, davanti agli occhi, nel luogo dedicato alla preghiera; un cero che si accende e si riaccende, con particolare intensità nella notte della Veglia; le Scritture, riaperte perché ritrovino voce; l’icona della Vergine, Madre della Chiesa in preghiera; l’acqua che fa memoria del Battesimo; il pane quotidiano e il vino della festa, nella memoria e nella nostalgia dell’Eucaristia. La Chiesa domestica ritrova i fondamentali della fede celebrata in chiesa, della benedizione che può salire a Dio da un popolo sacerdotale e da una ministerialità genitoriale.
Il Sussidio, che presenta uno schema di preghiera per ogni momento della Settimana Santa – la Domenica delle Palme, la sera del Giovedì Santo, il Venerdì di Passione, la Vigilia della Pasqua, la Domenica della grande festa – può sembrare impegnativo, o forse è più vicino a noi di quanto possiamo pensare.
Il compito di adattare il “vestito” della liturgia e della preghiera della Chiesa alla “taglia” della singola famiglia è una sfida che ci ricorda come sia possibile trasformare una situazione di difficoltà e disagio in una occasione di crescita.