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Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura. Come sostenere i sacerdoti

Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura. Come sostenere i sacerdoti

"Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura". in tutto il periodo di Natale e nel corso dei mesi successivi sarà importante esprimere il gesto di condivisione dall’alto valore ecclesiale: un’Offerta per il sostentamento dei nostri sacerdoti

Domenica 22 novembre nelle parrocchie di tutta Italia celebriamo una Giornata per i sacerdoti.

Non è solo una domenica di gratitudine per le loro vite donate al servizio del Vangelo e di tutti noi, ma un’occasione per parlare concretamente e con trasparenza del loro sostentamento.

Nell’ottica della Chiesa-comunione, sono affidati ai fedeli perché non manchi loro una remunerazione decorosa, come nelle comunità cristiane delle origini.

La Giornata per il sostentamento dei nostri sacerdoti diocesani è nata per questo: per parlare a tutti i fedeli di un’offerta speciale, differente dalle altre, l’offerta per il loro sostentamento , che li accompagna nella missione.

Le donazioni raccolte vanno all’Istituto centrale sostentamento clero, a Roma, che le distribuisce equamente fra i circa 34mila preti diocesani, assicurando un sostegno decoroso ai preti di tutte le parrocchie, dalle più piccole alle più grandi. Dal sacerdote più lontano al nostro.

Non rinunciamo a partecipare al loro sostentamento, ognuno secondo le proprie possibilità.

Ecco il significato dello slogan scelto per questa XXXII Giornata Nazionale: Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura.

Ma come in una famiglia, l’affetto, la cura, il sostegno non può limitarsi ad una sola domenica. Perciò a partire dal 22 novembre, in tutto il periodo di Natale e nel corso dei mesi successivi sarà importante esprimere il gesto di condivisione dall’alto valore ecclesiale: un’Offerta per il sostentamento dei nostri sacerdoti. Basta anche una piccola somma ma donata in tanti per esprimere concretamente una scelta di condivisione, solidarietà, fraternità e perequazione.

Nel 2019 sono state raccolte per il sostentamento dei nostri sacerdoti diocesani oltre 84 mila Offerte. Una cifra ecclesialmente importante ma ancora lontana dalle esigenze di un sostegno sufficiente. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

Le Offerte per i sacerdoti si aggiungono all’obolo domenicale, e costituiscono un segno concreto effettivo della “Chiesa-comunione” auspicata dal Concilio Vaticano II. Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, sono uno strumento che chiama tutte le comunità dei fedeli ad accompagnare la missione dei sacerdoti. Ha origine dalla revisione concordataria del 1984. Da oltre 30 anni, infatti, il clero italiano non riceve più la congrua, ma è affidato alle comunità per il sostentamento.

Per approfondire:

https://sovvenire.chiesacattolica.it/dal-22-novembre-in-poi-prendiamoci-cura-dei-sacerdoti-con-unofferta/

www.insiemeaisacerdoti.it

Per sostenere i sacerdoti diocesani con queste Offerte espressione di comunione e fraternità, si hanno a disposizione 4 modalità:

1 - Carta di credito - Grazie alla collaborazione con Nexi, i titolari di carte di credito Mastercard e Visa possono inviare l’Offerta, in modo semplice e sicuro comodamente da casa, chiamando il numero verde 800 825000 oppure collegandosi al sito Internet www.insiemeaisacerdoti.it

2 - Versamento in banca - Gli sportelli delle principali banche italiane sono disponibili a ricevere un ordine di bonifico a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero. Causale Erogazioni Liberali (elenco delle banche disponibile su www.insiemeaisacerdoti.it)

3 - Conto corrente postale - Si può utilizzare il c/c postale n. 57803009 per effettuare il versamento alla posta

4 - Istituti Diocesani Sostentamento Clero - Si può anche effettuare il versamento direttamente presso gli Istituti Diocesani Sostentamento Clero (elenco su IDSC www.insiemeaisacerdoti.it)

L’offerta è deducibile. Per chi vuole l'erogazione liberale intestata all'Istituto Centrale Sostentamento Clero è deducibile dal proprio reddito complessivo, ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali, fino ad un massimo di 1032,91 euro annui.