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Tanta gente in cattedrale per la peregrinatio della Madonna di Loreto

Tanta gente in cattedrale per la peregrinatio della Madonna di Loreto

presente il generale di divisione aera Francesco Vestito, insieme al comandante del 4 stormo. Il vescovo Rodolfo: “Che Maria ci insegni a volare alto, in questi tempi difficili, perché dall’alto si vede meglio anche terra”

La cattedrale per due giorni – 5 e 6 gennaio – ha fatto casa alla sacra immagine della Madonna di Loreto, dal 23 dicembre pellegrina nella base del 4° Stormo dell’Aeronautica Militare. Nel contesto di questa peregrinatio – nel centenario della intitolazione della Madonna di Loreto a patrona degli aviatori – le due giornate in cui l’immagine ha sostato solennemente in cattedrale ha richiamato tanta, tanta gente.

Nel pomeriggio di lunedì 5 gennaio l’accoglienza del simulacro, cui è seguita la preghiera del Rosario, guidata da don Jarek Migus, collaboratore del cappellano militare, trasmessa in diretta sulla pagina facebook della Diocesi. Don Migus ha, poi, presieduto la Messa vigiliare dell’Epifania, animata col canto dalle suore di S.Elisabetta. Presenti a questi due momenti, insieme ad una nutrita rappresentanza dei militari dell’Arma Azzurra, con il comandante della base, il colonnello pilota Eros Zaniboni, anche le dame e i cavalieri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che hanno in Maria – venerata col titolo di regina della Palestina – la loro patrona.

Questa mattina, solennità dell’Epifania, la Messa presieduta dal vescovo Rodolfo e trasmessa in diretta su Tv9.

Sono intervenute le rappresentanze dei corpi militari di stanza a Grosseto, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il generale di divisione area Francesco Vestito. A lui e al colonnello Zaniboni, al termine della celebrazione, il Vescovo ha fatto dono della medaglia raffigurante la Madonna delle grazie.

“Maria porta in sé la consegna di essere affidataria, da parte del Signore Gesù, di ognuno di noi, come dell’apostolo Giovanni sotto la croce. Lo ha fatto col gruppo sparuto e impaurito degli apostoli rimasti soli; lo fece con la prima comunità cristiana, aiutandola a ricordare e a sapere di Gesù quello che solo lei, come madre, aveva conosciuto. Continua a farlo in ogni sua manifestazione, in ogni suo santuario e nel suo essere scelta patrona da tante istituzioni e associazioni e oggi, in particolare, dall’Aeronautica militare. Lo fa, infine, nell’andare a visitare i suoi figli che le sono stati affidati. Ecco il senso di questa immagine della Madonna di Loreto e del peregrinare della santa casa da Nazareth al bosco di Loreto. Che cosa rappresenta di più se non questo sentimento materno di Maria di visitare i figli, di esser loro accanto, di proteggerli e trovare casa tra le loro case? I racconti fioriti attorno a Loreto sono di storia e di devozione, ma in fondo il contenuto è quello di pensare a Maria come sposa e come madre nella sua casa povera di Nazareth, accanto a Giuseppe e con quel bambino, quel figlio che con lei e grazie a lei in quella casa cresceva in età e grazia davanti a Dio e davanti alla gente semplice di Nazareth, ma anche davanti al suo cuore, che solo sapeva chi era davvero quel figlio. Così lei può ridire al nostro cuore quel Vangelo che è suo figlio, quella buona notizia dell’umanità di Dio, uguale alla nostra, ma anche umanità nuova, riarmonizzata con Dio, da conoscere, custodire, proteggere come sa fare una madre e da far crescere. Questo è il dono che si ravviva oggi davanti a noi e per noi in questi tempi così particolari da un anno a questa parte. E si ravviva nella nostra umanità, nelle nostre famiglie, nelle nostre associazioni, nei corpi militari che le si affidano come madre premurosa. Grazie, allora, a voi uomini e donne dell’Aeronautica che ci date questa occasione e grazie a Maria e a Dio, nostro padre che cin questi segni continua  a manifestarci il suo amore”.

Prima della benedizione finale un militare ha letto la preghiera dell’aviatore, mentre il generale Vestito ha portato il suo saluto al vescovo, alla città tutta. “Ho voluto rappresentare di persona la mia riconoscenza alla città di Grosseto, alla Chiesa diocesana per il fatto che lei, eccellenza, ha aperto la cattedrale a questo momento. L’auspicio è che la peregrinatio della sacra effigie in un momento tanto difficile sia di ispirazione ai giovani affinché lo spirito di servizio diventi il faro immateriale della vita negli obiettivi di ogni giorno, per il bene della società”.

Il vescovo, nel ringraziare il generale Vestito per il saluto, ha voluto concludere con una metafora: “Che la visita della Madonna di Loreto ci protegga e ci aiuti a volare, perché dall’alto si vede meglio anche la terra”.

Il Rosario pregato in cattedrale https://fb.watch/2RwAWQ58s0/