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Il commosso ricordo di Anna Santi da parte della Diocesi e dell’Azione Cattolica

Il commosso ricordo di Anna Santi da parte della Diocesi e dell’Azione Cattolica

Deceduta giovedi sera al Misericordia per covid, aveva 83 anni: una vita intera spesa per l’educazione dei bambini e per la Chiesa. Le esequie martedi 6 aprile in cattedrale (ore 15.30)

“E’ andata avanti a noi, nell’incontro col Signore nel quale ha investito tutta la sua esistenza, proprio nel giorno in cui i cristiani ricordano l’ultima cena di Gesù e quel suo desiderio di fare Pasqua con noi. Ci piace immaginare che Anna abbia voluto affrettarsi per sedere al banchetto celeste”. E’ così che il vescovo Rodolfo, a nome di tutta la Chiesa diocesana, ricorda Anna Santi, deceduta nella tarda serata di giovedì all’ospedale Misericordia di Grosseto. Vi era arrivata pochi giorni fa dopo essere risultata positiva al covid-19. In un fisico già compromesso da numerose patologie, il virus ha colpito duramente.

Anna Santi aveva 83 anni. Era nata, infatti, il 10 gennaio 1938, figlia di un minatore di Caldana.

Le esequie saranno celebrate martedi 6 aprile, alle ore 15.30, in cattedrale. Presiederà il Vescovo Rodolfo e don Franco Cencioni ne traccerà un ricordo.

E’ stata una laica che ha vissuto profondamente la propria appartenenza ecclesiale, animata da una grande passione per l’uomo, dal desiderio costante di approfondire, capire, analizzare; dall’ansia per il rinnovamento della Chiesa sulla scia del Concilio e dal bisogno di protagonismo e corresponsabilità del laicato. Una passione, questa, che non di rado l’ha portata anche a scambi dialettici con i Vescovi e coi sacerdoti, ma sempre nella volontà di costruire un bene più grande, nell’aderenza al Vangelo.

Per questo Anna ha cercato sempre di essere lievito fecondo fuori dalle mura della chiesa. Il suo impegno è stato variegato. Insegnante, ancora giovanissima conobbe Armida Barelli, tra le fondatrici della gioventù femminile di Azione Cattolica e poi, con padre Gemelli, dell’Opera della regalità. Anna vi aderì e scelse la via della consacrazione laicale come strada maestra della sua adesione a Cristo e alla Chiesa. Il suo nome è profondamente legato alla storia dell’Azione Cattolica. “Io sono nata nell’Ac – ha detto anche di recente in una intervista fatta in occasione dell’assemblea diocesana 2020 – Il 3 aprile 1938 fui battezzata e subito iscritta agli angioletti di Ac”.

Fondatrice del consultorio La Famiglia, fu tra coloro che, cinquant’anni fa, si impegnarono per la nascita dell’Azione cattolica ragazzi come esperienza educativa solida di formazione alla vita e alla fede.

“Anima consacrata, ha dedicato vita alla scuola e alla Chiesa, non sempre capita da noi – commenta don Franco Cencioni, assistente generale dell’Azione Cattolica e che molto collaborò con Anna – Ha respirato l’aria dell’Ac da sempre. Mi mostrava di frequente con orgoglio la tessera del babbo, iscritto all’Azione cattolica già nel 1925 in pieno regime. È stata dirigente diocesana di Ac e del Cif dirigendone le colonie estive anche in momenti molto critici, come quando non trovammo disponibilità di spazi. A volte molto critica nei suoi interventi perché così tanto esigente con se stessa da chiedere la stessa disponibilità agli altri. Dobbiamo chiederle scusa per non averne sempre colto lo zelo che la animava”.

“Per l’Azione Cattolica è una grande perdita – dice il presidente diocesano Marco RossiAnna ha fatto la storia della nostra associazione diocesana, ha lavorato sempre con grande fedeltà e con una generosità a tratti davvero eroica. Ha amato la Chiesa, anche quando soffriva per quelli che considerava ritardi, ma anche i suoi pensieri critici erano sempre dettati solo e soltanto dall’amore che provava, proprio come un figlio a volte fa con la madre. Ha dato con generosità anche a persone che erano nel bisogno, fino ad ospitarle a casa sua e ha completato anche con la sofferenza fisica questo suo cammino di fedeltà a Cristo. Grazie Anna!”