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Don Ernest Simoni porta la sua testimonianza al Cottolengo e al Chelli

06

giugno

2016

16.15

Lunedì 6 giugno sarà a Grosseto don Ernest Simoni, sacerdote albanese che ha pagato di persona la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Don Ernest, infatti, per 11mila giorni – 28 anni – ha subito prigionia, torture e è stato costretto ai lavori forzati dal regime comunista di Albania, suo paese. La persecuzione inizia nella notte di Natale del 1963, quando, per il semplice fatto di essere prete, viene arrestato e messo in cella di isolamento. Sottoposto a torture e condannato a morte, si vede commutare la condanna capitale in 25 anni di lavori forzati, poi ridotti a 18, di cui 12 trascorsi in miniera. Durante il periodo della prigionia don Ernest continua a celebrare la messa a memoria, in latino, e a distribuire la comunione di nascosto. Uscito dal campo di lavoro forzato, viene nuovamente condannato: questa volta è assegnato alla manutenzione delle fogne della città di Scutari-

Nel 2014 don Ernest è ricevuto in udienza da papa Francesco, che si commuove della sua storia, oggi diventata un libro: “Don Ernest Simoni. Dai lavori forzati all’incontro con Francesco”, scritto dal giornalista di Avvenire Mimmo Muolo.

Don Ernest, insieme a Muolo, porterà la sua testimonianza alle 16.15 nella parrocchia del Cottolengo (via Scansanese), mentre alle 18 sarà alla festa delle scuole Chelli, al Seminario.