Giovani, stop alle iniziative in presenza, ma il 28 novembre Messa col Vescovo e catechesi sul Tondo Botticelli

Anche la pastorale giovanile è entrata in “zona rossa”.

Infatti, non sono più possibili incontri in presenza per i giovani e gli adolescenti. “Ci abbiamo provato, fino in fondo, con fantasia e con tutte le attenzioni possibili, e sono sicuro che i nostri giovani si siano accorti di tutta la cura che abbiamo cercato di avere per loro, per come abbiamo pensato e ripensato continuamente a non abbandonarli, con lo sforzo di diversi preti e di molti educatori”, sottolinea don Stefano Papini a nome della consulta diocesana di pg. In una lettera, don Stefano ha provato a suggerire tre vie “da abitare in queste settimane” di semilockdown.

La prima: “Non “trasferiamoci” troppo semplicisticamente on line. Lo sappiamo tutti ma ce lo ridiciamo: gli adolescenti per un verso ed i giovani
per un altro stanno e staranno molte ore al pc per lo studio, e noi come loro o addirittura con loro. Nella chiusura di primavera abbiamo tutti compreso limiti e vantaggi di questa modalità di cammino: facciamone tesoro”.

La seconda: “Non è uguale a prima: ora c’è la Messa!” La “sindrome della pantofola” è sempre in agguato, ma rispetto a marzo, pur essendo in zona rossa, ci è dato di poter andare a Messa. “Non siamo parchi allora nell’invitarli alla celebrazione comunitaria!”.

La terza: “Se stiamo meno in presenza, non per questo dobbiamo essere meno gli uni per gli altri. Troppo spesso – scrive ancora don Stefano – abbiamo pensato che essere “insieme” fosse la cifra costitutiva di un’esperienza di per sé significativa nella vita di un giovane. Forse è il tempo di essere e di invitare ad essere con gli altri essendo “per” gli altri”.

Un’iniziativa, nonostante tutto, resiste. L’appuntamento di sabato 28 novembre con la Messa di inizio Avvento col vescovo Rodolfo e la catechesi sul Tondo di Botticelli in Cattedrale, a cui la pg vorrebbe far partecipare almeno i giovani che risiedono nel capoluogo.

Tv9 garantirà la diretta fino alle 19.15, così da permettere ai giovani che non potranno esserci di pregare insieme e di seguire almeno in parte la catechesi e lettura dell’opera guidate da fra Lorenzo Gemmi e Chiara Valdambrini, direttrice del Maam.

Dalla prima di Avvento il Nuovo Messale nelle Parrocchie: 5 domande e 5 risposte

Domeica 29 novembre, prima domenica di Avvento, in tutte le Parrocchie della Toscana le comunità inizieranno ad utilizzare il nuovo Messale

1.Ma che cos’è il Messale?

E’ il libro liturgico per la celebrazione dell’Eucaristia, che contiene i testi, le preghiere e le norme per la celebrazione della Messa, tranne le Letture contenute nei Lezionari e la preghiera dei fedeli che troviamo nell’Orazionale, che ci giunge anch’esso rinnovato e ampliato insieme al Messale Romano.

Il Messale è come un invito alle Nozze. «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio» (Mt 22,2). «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo» (Mt 25,1). Noi siamo nella storia coloro che attendono lo Sposo che è Cristo; siamo gli invitati radunati dai crocicchi delle strade, siamo la sposa, cioè la Chiesa, che Il Signore si è acquistata e ha reso bella senza macchia ne ruga e che fino all’ultimo giorno dice con lo Spirito: «Vieni Signore!» (cf. Ap 22,17).

2. Cambia il rito della Messa?

No. Continueremo a celebrare lo stesso rito promulgato da San Paolo VI come primo frutto del rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II. Nel corso degli anni, però, i Sommi Pontefici hanno continuato quell’opera di continua riforma, di arricchimento e adeguamento dei testi e delle preghiere contenute nel Messale. Quello che riceviamo è la traduzione italiana dell’edizione latina del Messale promulgata da San Giovanni Paolo II.

3. Possiamo dire che il Messale è il libro che aiuta non solo il sacerdote che presiede, ma tutta l’assemblea a celebrare degnamente l’Eucaristia?

Il Messale è la base, affinché tutta la comunità celebri l’Eucaristia in un senso attuale, porti cioè la ricchezza di questo rito, di questa storia, di questa tradizione, di questa esperienza di Chiesa nell’oggi che vive. Giustamente, non è solo il libro del sacerdote, perché nell’Eucaristia tutti siamo coinvolti ed è l’assemblea, corpo del Cristo, che prende parte all’azione del Signore Gesù: è lui il protagonista della Liturgia! Colui che presiede (Vescovo o presbitero) ne sfoglia le pagine, ma chi mette in atto lo “spartito” in esso contenuto è tutta l’assemblea.

4. Che valore ha questa riconsegna ad ogni comunità parrocchiale?

Col Messale ci viene riconsegnato ciò che san Paolo dice scrivendo ai cristiani di Corinto:

“Ciò che ho ricevuto dal Signore l’ho trasmesso a voi. E cioè: nella notte in cui fu tradito Gesù prese il pane e disse: Questo è il mio corpo; prese il calice e disse: Questo è il mio sangue. Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice, noi annunciamo la morte del Signore finché Egli venga”.

Questo è il senso di una trasmissione, di una tradizione, dove ci viene consegnato anzitutto un annuncio, il Vangelo di salvezza, e l’esperienza – qui, oggi, per noi – del dono della vita del Figlio di Dio, morto e risorto per noi. Il Messale, con il suo rito e la sua ricchezza ci permette, celebrando insieme la liturgia, di partecipare a quella Cena, a quel mistero, a quel banchetto, a quella vita nuova del Regno di Dio.

https://studio.youtube.com/video/hF3upTdB6io/edit

5.Una nuova traduzione come occasione per riscoprire il dono di celebrare e imparare sempre meglio l’arte del celebrare che diventa arte del credere e del vivere?

Accogliamo di nuovo l’invito del Concilio ad una partecipazione piena, cosciente e attiva di tutti, così come chiede la natura stessa della liturgia, secondo il diritto e il dovere del nostro battesimo (Sacrosanctum Concilium 14).

Le novità per l’assemblea

Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura. Come sostenere i sacerdoti

Domenica 22 novembre nelle parrocchie di tutta Italia celebriamo una Giornata per i sacerdoti.

Non è solo una domenica di gratitudine per le loro vite donate al servizio del Vangelo e di tutti noi, ma un’occasione per parlare concretamente e con trasparenza del loro sostentamento.

Nell’ottica della Chiesa-comunione, sono affidati ai fedeli perché non manchi loro una remunerazione decorosa, come nelle comunità cristiane delle origini.

La Giornata per il sostentamento dei nostri sacerdoti diocesani è nata per questo: per parlare a tutti i fedeli di un’offerta speciale, differente dalle altre, l’offerta per il loro sostentamento , che li accompagna nella missione.

Le donazioni raccolte vanno all’Istituto centrale sostentamento clero, a Roma, che le distribuisce equamente fra i circa 34mila preti diocesani, assicurando un sostegno decoroso ai preti di tutte le parrocchie, dalle più piccole alle più grandi. Dal sacerdote più lontano al nostro.

Non rinunciamo a partecipare al loro sostentamento, ognuno secondo le proprie possibilità.

Ecco il significato dello slogan scelto per questa XXXII Giornata Nazionale: Il tuo parroco, uno di famiglia. Prenditene cura.

Ma come in una famiglia, l’affetto, la cura, il sostegno non può limitarsi ad una sola domenica. Perciò a partire dal 22 novembre, in tutto il periodo di Natale e nel corso dei mesi successivi sarà importante esprimere il gesto di condivisione dall’alto valore ecclesiale: un’Offerta per il sostentamento dei nostri sacerdoti. Basta anche una piccola somma ma donata in tanti per esprimere concretamente una scelta di condivisione, solidarietà, fraternità e perequazione.

Nel 2019 sono state raccolte per il sostentamento dei nostri sacerdoti diocesani oltre 84 mila Offerte. Una cifra ecclesialmente importante ma ancora lontana dalle esigenze di un sostegno sufficiente. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

Le Offerte per i sacerdoti si aggiungono all’obolo domenicale, e costituiscono un segno concreto effettivo della “Chiesa-comunione” auspicata dal Concilio Vaticano II. Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, sono uno strumento che chiama tutte le comunità dei fedeli ad accompagnare la missione dei sacerdoti. Ha origine dalla revisione concordataria del 1984. Da oltre 30 anni, infatti, il clero italiano non riceve più la congrua, ma è affidato alle comunità per il sostentamento.

Per approfondire:

https://sovvenire.chiesacattolica.it/dal-22-novembre-in-poi-prendiamoci-cura-dei-sacerdoti-con-unofferta/

www.insiemeaisacerdoti.it

Caritas diocesana: un po’ di storia

BREVE STORIA DI CARITAS DIOCESANA

1970    Papa Paolo VI scioglie la POA (Pontificia Opera di Assistenza)

1971     Con decreto del 2 luglio a firma del Card. Poma, la CEI istituisce Caritas Italiana

1974    Il 12 aprile, il vescovo di Grosseto, Mons. Primo Gasbarri, con decreto istituisce la Caritas diocesana di Grosseto. Mons. Giorgio Gaggioli viene incaricato come direttore, col compito di mettere in piedi la Caritas

1980     Il vescovo Adelmo Tacconi affida la direzione di Caritas diocesana a p. Fernando Coletta, C.M., il quale lavora per la crescita di questa realtà. Vengono organizzati i primi incontri coi referenti parrocchiali; vengono istituite l’Avvento e la Quaresima di carità e altre iniziative

            Caritas diocesana si dota anche di uno Statuto, che nel corso del tempo ha subìto alcuni aggiornamento. Viene anche nominato un Consiglio

1989     Viene aperto il centro di accoglienza nei locali del Seminario vescovile (ala via Dandolo)

1990     Nasce il Centro “Noi Insieme” per persone portatrici di handicap. Per molti anni il Centro avrà sede nell’ex asilo parrocchiale di Braccagni; poi a Grosseto in via Sardegna

1991     Viene aperto il Centro di ascolto

1993     Il vescovo Angelo Scola nomina un laico, Alberto Eusepi, vice direttore di Caritas diocesana. Successivamente Eusepi diventa direttore facente funzioni, in occasione del trasferimento di p. Coletta da Grosseto ad altra sede

1999     Il 1 ottobre il vescovo Giacomo Babini nomina Eusepi direttore

2001     Il 17 febbraio si tiene la cerimonia di benedizione dei locali di Caritas ristrutturati

2002     Il 19 ottobre si tiene il Convegno sulle Caritas parrocchiali a Grosseto

Nel corso degli ultimi vent’anni Caritas diocesana ha partecipato a vari progetti in collaborazione con altri soggetti del volontariato sociale ed enti pubblici. A partire dagli anni ’90 ha anche partecipato o promosso progetti di cooperazione all’estero

Più di recente sono nati altri progetti:

-Bottega della solidarietà, in via Pisa

-il progetto “famiglie solidali” con la gestione di piccoli appartamenti per far fronte all’emergenza casa di molti nuclei familiari, che vengono affiancati da altre famiglie per essere sostenute nel loro percorso di reimmissione piena nella società

-il rafforzamento dell’esperienza del servizio civile, grazie al quale la Caritas ha potuto aprirsi ad una serie sempre più ampia di progetti legati all’integrazione dei cittadini stranieri, al doposcuola, al microcredito.

-la Casa di Elia, in un’ala del centro diocesano Frassati, per l’accoglienza di padri separati

-il servizio di ascolto psicologico

I DIRETTORI

1974 – 1980   Mons. Giorgio Gaggioli

1980 – 1994     p. Fernando Coletta, C.M.

1994 – 1999      Alberto Eusepi (facente funzioni)

1999 – 2011     Alberto Eusepi, affiancato, da metà anni 2000, dal vice direttore Luca Grandi

2011                don Enzo Capitani (in carica). Affiancato dal vice direttore Luca Grandi

LE CARITAS PARROCCHIALI

Centri di ascolto ufficialmente costituiti, con volontari, sono attive nelle 10 parrocchie della Città, nella parrocchia di Roselle e nella parrocchia di Scarlino scalo

Marina di Grosseto: dopo oltre 9 anni di servizio di parroco, p. Jose Thomas rientra in India come superiore di una casa di formazione

“Porto con me tanti bei ricordi, ringrazio di cuore tutti Marinesi per questi anni di cammino condiviso accompagnati dalla fede, dalla speranza dalle amicizie e ringrazio tutti per la benevola attenzione verso di me”. Così il carmelitano padre Jose Thomas, per 9 anni e 4 mesi parroco della comunità di Marina di Grosseto, si congeda dalla Parrocchia e dalla Diocesi.

Farà, infatti, ritorno in India, dove i superiori della Provincia Carmelitana di San Giuseppe, del sud Kerala, lo hanno destinato. La sua nuova dimora sarà il convento di Ayroor Kochin, di cui sarà superiore. È una casa di formazione dell’Ordine: qui infatti vivono i frati studenti di

Teologia. Padre Tomas avrà la responsabilità di una comunità di 27 membri, 21 studenti e 6 sacerdoti. Il confratello che gli subentrerà nel servizio di parroco si chiama padre Marcos Moulias e arriverà a gennaio. “Nel frattempo – spiega padre Jose – padre Justin Davidson sarà il sacerdote incaricato della parrocchia”, affiancato dagli altri religiosi che compongono la comunità di Marina.

“Quelli in Maremma – dice l’ormai ex parroco – sono stati anni davvero belli e ricchi di tanti momenti che porterò nel cuore”.

Per salutare Marina e la comunità tutta padre Thomas celebrerà una Messa sabato 21 novembre alle 17.

Il vescovo Rodolfo, in una lettera indirizzata a padre Jose, lo ringrazia del servizio reso alla Chiesa di Grosseto in un decennio: “Sei stato un buon pastore nella Parrocchia di Marina. Ti ringrazio a nome di tutta la Diocesi e del popolo di Dio, che ha servito, per l’impegno, la disponibilità e il senso di partecipazione alla vita di questa Chiesa locale. E’ stato bello vederti arrivare alle riunioni o alle celebrazioni diocesane – continua la lettera – sempre insieme a qualche confratello, segno di quel carisma di comunione fraterna che voi religiosi siete chiamati a testimoniare nella Chiesa. Ora ci dispiace doverti salutare – ti eri davvero inserito nella realtà maremmana – ma siamo grati a te e al tuo Ordine per gli anni che hai donato a noi e ti auguriamo di operare bene in ciò che ora ti viene affidato. Ricordati di noi e di ogni membro della comunità di San Rocco. Da parte mia ti benedico e ti accompagno”, conclude il Vescovo.

I Carmelitani sono a Marina dal 1958. Fino al 2008 convento e parrocchia sono stati affidati ai Frati toscani; dal 2008 officiano i frati della Provincia indiana del Sud/Kèrala.

Il calendario 2021 per gli incontri di preparazione alle nozze

L’ufficio diocesano di pastorale familiare ha varato il calendario degli incontri con le coppie di fidanzati che si preparano alle nozze seppure, vista la situazione di incertezza relativa all’andamento della pandemia, i programmi potranno subire delle variazioni anche in base ai
provvedimenti che verranno assunti a livello governativo.

GENNAIO-FEBBRAIO modalità week end (intera giornata di sabato-domenica mattina) alla Parrocchia dell’Addolorata con Marcello e Felicina e
don Marco.

Le date: sabato 16-domenica 17 gennaio; sabato 31-domenica 31 gennaio; sabato 13-domenica 14 febbraio

FEBBRAIO-MARZO (giovedi ore 21 e due domeniche) alla parrocchia Madre Teresa di Calcutta con Aldo e Ilaria e don Marjan

Le date: giovedi 11 gennaio; domenica 14 gennaio; giovedi 18 e 25
febbraio; domenica 28 febbraio; giovedi 4, 11, 18 e 25 marzo; domenica 28 marzo

FEBBRAIO-MARZO modalità week end (corso residenziale dal sabato alle 9 alla domenica alle 18) alla Parrocchia San Francesco con Davide e Bonizzella e fra’ Gabriele Maria

Le date: sabato 27-domenica 28 febbraio; sabato 20-domenica 21 marzo

FEBBRAIO-MAGGIO (giovedi ore 21; domenica 14.30-17) alla Parrocchia San Giuseppe con Marco e Daniela e don Fabio

Le date: giovedi 11 febbraio; domenica 14 e 28 febbraio; giovedi 11
marzo; domenica 21 marzo; giovedi 8 aprile; domenica 18 aprile (intera giornata); giovedi 6 maggio; domenica 30 maggio (intera giornata)

MARZO-APRILE-MAGGIO (incontri ore 21) alla Parrocchia del Cottolengo con Riccardo e Sabrina e don Gian Paolo Marchetti. Le date: giovedi 25, lunedi 29 marzo; giovedi 8; giovedi 15; giovedi 22 e lunedi 26 aprile; giovedi 6, giovedi 13, lunedì 17 e giovedi 20 maggio.

Il 14 febbraio, per i corsi che lo comprendono, momento comunitario con il Vescovo. Per partecipare ad una delle proposte occorre iscriversi almeno 15
giorni prima della data di inizio, presso la parrocchia dove si terrà il percorso.

Il tondo del “Cristo” segno del progetto della nuova Caritas

La prof.ssa Antonella De Felice, del liceo artistico “Aldi”-Isis Bianciardi, presenta la riproduzione del tondo in ceramica sbalzata del Cristo crocifisso. L’originale si trovava sulla facciata della piccola ex chiesetta in località Il Cristo, da cui è stato tolto in occasione della permuta di quel luogo. Il tondo fu realizzato negli anni ’60 da Ceramiche Rosellane, società formata da Giancarlo Cartocci, Giuseppe Cianferoni e Rosanna Sampieri. Nei mesi scorsi è stato restaurato gratuitamente dalla cooperativa Atlante e collocato provvisoriamente nell’androne del palazzo vescovile, come richiamo, monito, immagine che aiuti a riflettere. Una volta terminata la nuova sede di Caritas, assieme alla campana dell’ex chiesetta, sarà collocato sul frontone di ingresso. Nel contempo il Vescovo ha chiesto al liceo Artistico “Pietro Aldi”-Isis Bianciardi di realizzare una riproduzione. L’Istituto ha accettato con grande entusiasmo e, nonostante i mesi del lockdown, ha portato a termine il lavoro, veramente bello. L’opera è stata realizzata dalle studentesse Diletta Falconi e Erika Tarallo, che si sono diplomate a luglio scorso, con il supporto della prof.ssa De Felice. L’opera sarà collocata in una edicola che verrà realizzata lungo la strada del Pollino, nelle adiacenze dell’ex cappellina del Cristo, a perenne ricordo.

Conad risponde all’appello della Diocesi e dona 10mila euro di prodotti per la Bottega della solidarietà

Il 2020 è l’anno delle emergenze, da quella sanitaria a quella del lavoro. La pandemia colpisce l’economia in maniera esponenziale, il malessere si espande a macchia d’olio tra la gente che già era debole e tra i nuovi deboli generati dalle chiusure delle aziende.

L’appello del vescovo Rodolfo e di don Enzo Capitani, direttore della Caritas, di alcuni giorni fa, per aiutare la Bottega della solidarietà realmente in affanno, non è la “solita” richiesta di aiuto, è un richiamo per tutti a sentirsi realmente comunità sempre e, particolarmente, nel momento di uno straordinario bisogno. Togliere il dolore e la sofferenza non è un atto di carità, ma di consapevolezza. Soltanto insieme si potrà uscire dalla crisi e soltanto insieme potremo ripartire.

Conad Grosseto, in questo anno difficile, è sempre stata presente e si sente di essere parte dell’ossatura sociale di Grosseto, perciò, come ad aprile scorso, risponde subito alla richiesta della Caritas.

“Donare è un atto semplice – commenta Paolo Degli Innocenti, presidente della società proprietaria dei Conad di Grosseto che deve essere fatto nel momento che viene richiesto. Non si tratta di essere più o meno generosi, ma di confermare la propria presenza come persone. Conad non è, infatti, e non vuole essere una sigla astratta della grande distribuzione. Siamo uomini e donne che vivono e lavorano in questa città che sappiamo che il nostro benessere dipende dal benessere di tutti. Il metodo che abbiamo scelto sarà lo stesso e sarà immediato. Ad aprile Conad ha donato 10.000 euro di cibo alla mensa Caritas, oggi, fornirà altri 10.000 euro di prodotti per aiutare le persone che ne hanno bisogno.

“L’attenzione di aziende radicate sul territorio come Conad verso Caritas e i bisogni di chi, soprattutto in questi momenti, fatica concretamente ad andare avanti, commuove – dice il vescovo Rodolfo Cetoloni – Domenica 15 novembre, la Chiesa di Grosseto celebrerà la quarta Giornata Mondiale dei Poveri. Non posso fare altro che dire tutta la gratitudine per gesti come questo. Guai a ritenerli dovuti o scontati: sono una benedizione per chi oggi non ce la fa”.

Covid, la Toscana in zona rossa: il Vescovo ci scrive

Questa mattina il vescovo Rodolfo ha inviato una nuova comunicazione ai Parroci, sacerdoti, religiose, religiosi e per loro tramite ai laici collaboratori, dopo quella di pochi giorni fa con la quale disponeva la sospensione del catechismo in presenza.

Ne riportiamo il testo:

Cari Parroci e collaboratori,

la mia lettera di qualche giorno fa nasceva anche dal timore di quanto è poi accaduto col Decreto che pone la Toscana in zona rossa. Le indicazioni di come comportarsi le ha offerte il Vicario Generale, don Paolo. Aggiungo queste righe perché, partecipi delle preoccupazioni di tutti, siamo chiamati a non farci piegare dall’angoscia.

          Tra le tante realtà, condivido con voi il dispiacere che questa nuova situazione ridurrà l’attenzione che in questa Domenica volevamo dare alla IV Giornata mondiale dei poveri.  Ieri – come segno di questa attenzione  della nostra Chiesa – abbiamo dato l’annuncio del Progetto della nuova Sede per la Caritas Diocesana in via Pisa a Grosseto (cfr materiale illustrativo).

          Vorrei però raccontarvi di un gesto semplice e significativo, compiuto da due fratelli poveri, proprio ieri, prima della Conferenza stampa.

          Non so come, don Enzo ha recuperato un Calice da Messa, “provato” dall’uso e dal tempo. Essi lo hanno offerto alla Diocesi e a me, vescovo, come segno di questa “loro” Giornata. E’ stato un gesto inatteso e gradito.

          Ho promesso loro che quel Calice farà parte della “dote” per la Cappella nella nuova Sede, e che domani lo userò per celebrare la Messa festiva in Cattedrale.  Per dire loro l’attenzione e il grazie della nostra Chiesa, in questa IV Giornata Mondiale dei Poveri e per presentare al Padre, a nome di tutti, la nostra povertà, che si manifesta nei limiti di sempre ed ora anche nelle nuove restrizioni.

          Ma l’Eucarestia resta segno vivo! le Celebrazioni continuano nel rispetto delle norme note e questo è il segno della fede e della speranza, che ci spinge  tutti, e noi in particolare, a vivere la Messa intensamente, nella comunione col Cristo Povero e Crocifisso e nel mistero di essere, con Lui e con tutti, un unico corpo.     

          Questo viviamo realmente, pur nelle condizioni “ristrette” di questi tempi!

          Sappiate annunciare con serena fortezza la fede nel Signore, che non ci lascia soli, ravvivate l’attenzione ai fratelli poveri  (“Tendi la mano al povero” è il tema della IV Giornata mondiale) e comunicate a tutti la piccola e grande notizia che il Progetto per la nuova Sede Caritas si avvicina alla sua realizzazione (vi ricordo di presentare e distribuire i depliant che vi sono stati consegnati).

          Nel clima realmente difficile, che viviamo come tutti i nostri fratelli, non lasciamo di riconoscere e operare il bene possibile.  E’ un modo di confortarci a vicenda per essere anchebuoni padridelle nostre comunità.

          Preghiamo gli uni per gli altri, affidiamoci ancora una volta a Maria, Madonna delle Grazie, Madre di tutti.

          Vi benedico: Il Signore vi dia Pace!

                                                                               +Rodolfo,  vescovo

Grosseto, 14 novembre 2020

“Ecco perchè costruire una nuova sede per la Caritas”

Oltre le mura, il senso profondo di costruire una nuova sede della Caritas diocesana risiede nel desiderio della Chiesa di restituire quella carità che ha ricevuto da Cristo. Nelle parole del vescovo Rodolfo il significato profondo di questo progetto:

Giornata dei poveri ’20: la Diocesi lancia il progetto della nuova sede di Caritas

Domenica 15 novembre la Chiesa celebrerà la IV Giornata mondiale dei poveri, sul tema: “Tendi la tua mano al povero”. Per Diocesi di Grosseto questa data e questa Giornata acquistano un significato tutto particolare, perché domenica 15 novembre in tutte le Parrocchie partirà ufficialmente la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per realizzare la nuova sede della Caritas diocesana.

Un percorso allo stato embrionale, ma che ha già alle spalle anni di impegno.

Dopo vari tentativi di cercare spazi adeguati, finalmente si è arrivati a individuare un fabbricato in via Pisa (zona Cottolengo), dove già ha sede da alcuni anni uno dei servizi di punta della Caritas: la Bottega della solidarietà. Adiacenti vi erano dei capannoni in disuso, che la Diocesi ha potuto acquistare grazie alla donazione ricevuta dalla famiglia Santini di Ravi e alla permuta dell’ex chiesetta de “Il Cristo”, lungo la strada provinciale del Pollino. Ora quei volumi dovranno essere demoliti, bonificati e trasformati in nuovi spazi nei quali la dimensione di prossimità della Chiesa possa tradursi in luoghi accoglienti, confortevoli, più adeguati rispetto agli attuali in via Alfieri.

Il progetto è stato affidato all’ingegner Emanuele Manusia e all’architetto Arianna Lamura di Arching Toscana, con sede in Grosseto.

  • Il luogo

L’immobile, attualmente in disuso, nato come sede degli uffici legati all’impianto artigianale retrostante, è costituito da un corpo di fabbrica rettangolare, in muratura portante, con una superficie utile lorda di 560 metri quadri, pari a un volume di circa 1700metri cubi.

  • Il progetto

E’ partito inizialmente dall’analisi degli spazi e delle funzioni da inserire all’interno del fabbricato: la mensa è il servizio più importante, che soddisfa l’esigenza primaria di coloro che bussano a Caritas. Poi la Bottega della solidarietà, con il suo punto di esposizione e il deposito dedicato; il magazzino delle parrocchie, dove convergono le raccolte alimentari effettuate nel corso dell’anno; il centro di ascolto; l’ambulatorio medico di base; i servizi di spogliatoio, i bagni e le docce per i senza fissa dimora.

“Tutte queste funzioni – spiegano i progettisti – da connettere e un’area di progetto ben definita, hanno determinato la necessità iniziale di una progettazione quasi “matematica”, ad incastro, delle superfici interne, dedicate ai vari servizi. Essi trovano però nel piccolo volume centrale dell’accoglienza il nodo di distribuzione e il punto focale del progetto. In esso si concentra, in prospetto, l’ideale abbraccio della Chiesa al visitatore: nella proiezione verticale dell’accoglienza infatti si estenderà la cappella al piano primo. Il fronte accoglierà il tondo che era sulla facciata della chiesa del Cristo di Marina di Grosseto, con l’immagine del Cristo in bassorilievo e la campana”.

Il nuovo edificio verrà realizzato in cemento armato. Particolare cura verrà posta nella scelta delle finiture, degli infissi e dei colori degli spazi interni.

“Per studio Archingtoscana – concludono Manusia e Lamura – è un privilegio poter contribuire a dare un volto a un progetto così ambizioso e onorevole. Ricevere questo incarico è stato un regalo e accettarlo una sfida positiva nei confronti noi stessi e delle nostre capacità”.

  • I costi

 Il costo della nuova sede, completo di arredi, si aggirerà sui 2 milioni di euro. Qualche generoso benefattore che si è già mosso. L’alienazione di alcuni beni di cui disponeva la Diocesi e il contributo della Cei, attraverso i fondi 8xmille, sono una buona base per partire, ma non saranno sufficienti per completare il progetto.

“Ecco perché – dice il Vescovoc’è bisogno davvero dell’obolo della vedova, del generoso contributo di tutti, piccolo o grande che sia. Non è per noi, ma per quei fratelli che sono nel bisogno o sulla strada…della Caritas”.

  • La campagna di sensibilizzazione

E’ stato realizzato un depliant in 10mila copie, che da domenica 15 novembre sarà diffuso attraverso le Parrocchie e altri luoghi di incontro. All’interno, assieme alla descrizione del progetto e delle finalità, è accluso anche un bollettino di conto corrente precompilato, attraverso il quale chi lo vorrà potrà effettuare una donazione.

Potrà essere utilizzato anche l’iban: IT 26Z0760114300000010548584 intestato a Curia vescovile di Grosseto, causale: nuova sede Caritas.

Per garantire la massima trasparenza e dar conto dell’andamento della raccolta fondi, sul settimanale diocesano Toscana Oggi e sul sito diocesano (www.diocesidigrosseto) saranno aperte due sezioni che racconteranno l’evolversi del percorso.

“Sarà una sede sulla strada – commenta don Enzo CapitaniLa pandemia e i mesi del lockdown ci consegnano, come Chiesa, proprio questa missione: stare sulla strada, riscoprendola. Il fatto che ormai da mesi si distribuisca il cibo non più alla mensa (non è possibile), ma per strada, da circostanza dovuta è diventata segno di vicinanza, perché la Chiesa sente come prioritario andare incontro, sulla strada appunto, a chi è nel bisogno. E’ il nostro modo di tendere la mano, come suggerisce il tema della IV Giornata del povero. Concludo con un desiderio: che la nostra Chiesa assuma come misura del proprio passo l’andamento dell’agnellino. Oggi, in questa società sempre di fretta, il rischio è di imporre e farci imporre il passo del montone e chi resta indietro… pazienza. Nella Chiesa no; dobbiamo adeguare il passo della comunità agli agnellini, le figure più fragili. Sono loro che dettano il passo al gregge”.

  • Il segno

C’è un’immagine che in qualche modo sta già accompagnando questo progetto. E’ il tondo in ceramica sbalzata del Cristo crocifisso. L’originale si trovava sulla facciata della piccola ex chiesetta in località Il Cristo, da cui è stato tolto in occasione della permuta di quel luogo. Il tondo fu realizzato negli anni ’60 da Ceramiche Rosellane, società formata da Giancarlo Cartocci, Giuseppe Cianferoni e Rosanna Sampieri.

Nei mesi scorsi è stato restaurato gratuitamente dalla cooperativa Atlante e collocato provvisoriamente nell’androne del palazzo vescovile, come richiamo, monito, immagine che aiuti a riflettere. Una volta terminata la nuova sede di Caritas, assieme alla campana dell’ex chiesetta, sarà collocato sul frontone di ingresso.

Nel contempo il Vescovo ha chiesto al liceo Artistico “Pietro Aldi”-Isis Bianciardi di realizzare una riproduzione del tondo. L’Istituto ha accettato con grande entusiasmo e, nonostante i mesi del lockdown, ha portato a termine il lavoro, veramente bello. L’opera è stata realizzata dalle studentesse Diletta Falconi e Erika Tarallo, che si sono diplomate a luglio scorso, con il supporto della prof.ssa Antonella De Felice.

L’opera sarà collocata in una edicola che verrà realizzata lungo la strada del Pollino, nelle adiacenze dell’ex cappellina del Cristo, a perenne ricordo.

Link al Messaggio di Papa Francesco per la IV Giornata mondiale dei poveri: http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/poveri/documents/papa-francesco_20200613_messaggio-iv-giornatamondiale-poveri-2020.html

SCARICA LA LOCANDINA DELLA GIORNATA

SCARICA IL DEPLIANT DEL PROGETTO PER LA NUOVA SEDE CARITAS

Evoluzione del covid: sospeso il catechismo in presenza. la Messa domenicale diventa l’appuntamento a cui ragazzi, famiglie e catechisti sono chiamati a partecipare

Lo scivolamento della Toscana in fascia arancione, disposto dal ministro della Salute con apposita ordinanza, e la rapida evoluzione della situazione anche sul nostro territorio, hanno indotto il vescovo Rodolfo a rivolgersi ai sacerdoti della Diocesi e, attraverso di loro, ai catechisti per “ravvivare l’attenzione responsabile a quanto ci è affidato”.

Pertanto il Vescovo ribadisce che, allo stato attuale, “restano valide le indicazioni sulle Celebrazioni e sulla normale vita delle Parrocchie”, nello scrupoloso rispetto di tutte le disposizioni su distanziamento, uso di mascherine e igienizzazione degli ambienti, così come restano confermate anche le date scelte per le Cresime ancora da amministrare.

Il Vescovo offre, poi, indicazioni precise in merito agli incontri di catechismo: vengono sospesi quelli in presenza, mentre le famiglie sono esortate a partecipare alla Messa domenicale o prefestiva insieme ai loro figli. Ai catechisti è raccomandato di partecipare alla stessa Messa, “individuando, prima o dopo di essa, un momento per accogliere e salutare i ragazzi, affidando loro qualche lavoretto da fare a casa, semmai coinvolgendo i genitori”.

Il Vescovo, infine, esorta i sacerdoti a puntare molto in questa fase sulla celebrazione della Messa comunitaria e sul coinvolgere le persone ad intensificare la vita di preghiera e di condivisione in famiglia “due pilastri che resistono e possono aiutarci a cogliere l’occasione di una crescita personale nel vivere e nell’educare alla fede”.

“L’invito – scrive, poi, p. Rodolfo – è a non diminuire l’attenzione e a valorizzare di più quello che è possibile fare, dalle Messe al contatto – anche telefonico – con le persone, soprattutto se sole o con familiari colpiti da covid o da altri problemi”, nonché “a sostenere catechisti e collaboratori, vivere e anunciare una fede che si alimenti attraverso la preghiera personale, la lectio divina, la carità”.

Intanto il prossimo 19 novembre i sacerdoti si ritroveranno on line con il Vescovo per una mattinata di dialogo e approfondimento circa l’utilizzo del nuovo Messale, che per le Parrocchie della Toscana è stato fissato a partire dalla prima domenica di Avvento (29 novembre).

L’invito del Vescovo: “Preghiamo per i defunti, celebriamo Messe per loro!”

“Preghiamo per i defunti, celebriamo Messe per loro!” È l’invito del vescovo Rodolfo alla comunità cristiana grossetana nei giorni in cui si celebra la memoria di chi ci ha preceduti nel viaggio verso la vita eterna.

“Mi pare – ha constatato – che sia un po’ diminuita la fede nella vita eterna. Questo inquinamento non cristiano ci sta un po’ togliendo un respiro ampio
sulla vita e sulle verità di fede. Dobbiamo, allora, tornare a parlarne con coraggio e con proposte concrete. Quando La Pira nel ’59 varcò la cortina di ferro per parlare coi capi del Soviet Supremo e chiedere di “tagliare il ramo secco dell’ateismo di Stato”, uno di essi, ascoltando il sindaco santo parlare
di resurrezione, gli disse: “Professore, mi dica queste cose!” Il mondo ha bisogno di questo ed è la realtà alla quale la vita, che Dio ci ha dato, ci porta. La Scrittura ci ricorda che Dio non è il Dio dei morti ma dei vivi! Per questo nella tradizione cristiana la preghiera di suffragio è molto importante, ma
più importante di tutti è la Messa, nella quale c’è sempre il ricordo dei defunti, perché è lì che l’esperienza di vita eterna e di comunione ci è
continuamente comunicata. Per questo esorto i nostri cristiani a non perdere la santa abitudine di far celebrare Messe per le anime dei defunti, se crediamo davvero nella comunione dei santi”.

Il Vescovo ha offerto queste riflessioni durante la puntata di “Dentro i nostri giorni”, lo spazio di approfondimento su Tv9, andato in onda il 3 novembre
(repliche: lunedi 9 ore 13.10; martedi 10 ore 19.20, sabato 14 ore 12.15). Nella stessa intervista, il Vescovo ha posto l’accento sul tema della carità, “perché solo l’amore rimedia anche ai limiti, solo l’amore rimedia al bene non fatto. E allora compiere dei gesti di carità affidandoli al Signore in memoria dei propri defunti o prendere delle iniziative di bene in memoria dei propri cari che ci hanno preceduti è molto importante in uno sguardo
di fede. Talvolta si pensa a ricordare i nostri cari con un monumento e
quale monumento è più bello di quello della carità? Solo l’amore, infatti, è ciò che rimane. Per questo, il mio invito è che in questo mese di novembre, che ci sta facendo essere tutti preoccupati per l’andamento della pandemia, mentre aumentano povertà e bisogni, cerchiamo di avere attenzione ai vicini, ai conoscenti, a chi sappiamo attraversare un momento di difficoltà, e allo stesso tempo prestiamo attenzione a scelte più sobrie per la nostra vita per poter aiutare qualcun altro. Questo atteggiamento può farci vivere il mese di novembre davvero dentro i nostri giorni! Pensare ai defunti e
alla vita eterna non è una parentesi e poi si passa ad altro…No, è dentro la nostra vita! La proposta cristiana, infatti, ci invita a chiamare anche la morte “sorella”, perchè, nell’incontro con Cristo, tutto si trasfigura e perchè il bene che qui pregustiamo ci rendiamo conto che non finisce. Allora la
morte diventa la sorella che ci spalanca la porta verso l’eternità per cui siamo fatti. Riprendiamo dunque – concude il vescovo – una riflessione più cristiana e meno cupa sul morire, che è l’andare verso ciò per cui siamo fatti: l’eternità di Dio».

Movimento di spiritualità vedovile: gli incontri

Sono ripresi, a partire dalla fine di settembre, gli incontri del Movimento di spiritualità vedovile «Speranza e vita», attivo a Grosseto ormai da alcuni anni.

Il tema scelto per quest’anno è: «Alla luce della fede».

I primi incontri si sono tenuti mercoledì 30 settembre, il 7 ottobre, il 21 ottobre e il 4 novembre. Il prossimo è in programma è il 18
novembre («La storia della mia fede: chiamato per primo,
chiamato per ultimo»); poi in Avvento due momenti: il 2 dicembre («Ma voi
chi dite che io sia?») ed il 16 («Il mio Natale interiore»). Si riprenderà, quindi, il 20 gennaio con «Formare una carne sola», mentre il nono incontro sarà il 3 febbraio «Nell’ora che non immaginate viene il figlio dell’uomo»; quindi «Preghiamo insieme» il 17 febbraio; il 3 marzo «Il canto di Anna» e il 17 “Seguiamo Cristo nella via crucis». In aprile gli incontri saranno il 7 ed il 21: il primo su «Cristo è risorto», il secondo su «Custodiscili nel tuo nome». A maggio, il 5 «Incontriamo Maria nel Rosario»; il 12 «Una storia…», il 26 «Vivere la Pentecoste, Uscita a Lecceto».

Gli incontri si tengono nei locali della parrocchia dell’Addolorata (via Papa Giovanni XXIII, 4), sempre alle ore 16. Per info: Lori, 349-3576572.

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Il Vescovo ha nominato don Giovanni Ricciardi Parroco di Sassofortino e Torniella

Nell’ambito di una ridistribuzione di forze pastorali in tutte le zone della Diocesi, il vescovo Rodolfo ha nominato parroco delle comunità di Sassofortino e Torniella il sacerdote don Giovanni Ricciardi.

Don Giovanni sabato 14 alle ore 17.00 farà il suo ingresso nella comunità di Sassofortino, mentre domenica 15 alle ore 16.00 in quella di Torniella.

La Parrocchia di Sassofortino, da tempo senza la presenza fissa di un sacerdote, finalmente torna ad avere un suo parroco, nella persona di don Giovanni. Sassofortino è da sempre una parrocchia particolarmente vivace e partecipe. Una piccola realtà, ma viva e vitale dal punto di vista ecclesiale.

Torniella, dopo la morte dell’indimenticato don Terzino Tatasciore e dopo le recenti cure di don Marcello Di Giuseppe, troverà in don Giovanni un sacerdote in grado di accompagnare con premura anche questa porzione di popolo di Dio.

Tutta la zona collinare avrà, così, un valido gruppo di sacerdoti, adeguato ai bisogni pastorali.

Don Giovanni Ricciardi, 57 anni, è sacerdote da 29. In precedenza è stato parroco a Gavorrano, Castiglione della Pescaia, Cottolengo. Ha curato pastoralmente anche la comunità di Marrucheti e la cappella dell’Istituto casa San Lorenzo.