Estate ’22: gli orari delle Messe nelle Parrocchie della costa

Pubblichiamo gli orari estivi delle Messe feriali e festive nelle parrocchie della costa per la stagione estiva 2022.

A partire da domenica 3 luglio Messa domenicale alle ore 21.15 anche nella Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto (fino all’ultima domenica di agosto)

MARINA DI GROSSETO (18 GIUGNO-4 SETTEMBRE ’22)

Una veduta della chiesa di San Rocco

Feriali chiesa San Rocco: ore 7.15 – 8.00 e 19.00; chiesa di Principina: ore 19.00

Prefestivi chiesa San Rocco: ore 19.00 e 21.15; chiesa di Principina: ore 19.00

Festivi chiesa San Rocco: 8.00* – 9.30 -11.00 – 18.00 e 19.00; chiesa di Principina: ore 9.00 e 19.0

*dal 3 luglio al 28 agosto: ore 8.00 anche al camping CieloVerde

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (25 GIUGNO-4 SETTEMBRE ’22)

Il campanile della chiesa di San Giovanni Battista

Feriali: ore 8.00 chiesa S.M. del Giglio; ore 19.00 chiesa S.M. Goretti

Prefestivi: ore 18.00 Roccamare resort; ore 19.00 chiesa S.M. Goretti; ore 19.30 Roccamare pineta; ore 23.00 chiesa S.M. del Giglio

Festivi: ore 8.00 chiesa S.M. Goretti; ore 8.30 chiesa di Pian d’Alma; ore 10.00 chiesa di Pian di Rocca; ore 11.00 chiesa S.M. Goretti; ore 19.00 chiesa S.M. Goretti; ore 21.00 chiesa San Giovanni Battista

PUNTA ALA (GIUGNO-AGOSTO ’22)

Interno della chiesa della Consolata

Feriali ore 19 (il mercoledi)

prefestivi ore 17.30 camping Baia Verde; ore 19.00 chiesa della Consolata

festivi ore 9 e 19.00 (giugno) chiesa della Consolata. Luglio e agosto: ore 9.00 – 18.00 – 19.30 chiesa della Consolata

PUNTONE DI SCARLINO

l’esterno della cappella

Festive 8.30


Incontro mondiale delle famiglie: domenica 26/6 iniziativa a Fiesole

Al via la X edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma dal 22 al 26 giugno. Si terrà in forma «multicentrica e diffusa» e avrà delle caratteristiche diverse rispetto agli appuntamenti degli anni precedenti.

A Roma ci sarà l’appuntamento principale, a cui interverranno i delegati delle Conferenze episcopali di tutto il mondo nonché i rappresentanti dei movimenti internazionali impegnati nella pastorale familiare. Ciascuna diocesi è stata, poi, invitata a organizzare eventi analoghi nelle proprie comunità locali.
Sul territorio la diocesi di Grosseto e quella di Pitigliano-Sovana-Orbetello si sono unite alla diocesi di Fiesole per un evento in programma domenica 26 giugno a Loppiano. Tema dell’incontro: «Famiglie in relazione. Nodi da intrecciare e da sciogliere», con l’intervento di Ezio Aceti, psicologo, formatore e
conferenziere per insegnanti, enti,associazioni e per la Cei. Ha fondato anche l’associazione Parvus (bambino) con altri psicologici che si occupa di terapie infantili e supporto alla genitorialità. La giornata si strutturerà dalle 9.30 alle 17.30. Alle 12 è in programma un collegamento con piazza San Pietro per
assistere all’Angelus, mentre per chi lo desidera, alle 17.30 sarà possibile partecipare alla Messa che sarà presieduta da mons. Mario Meini, amministratore apostolico di Fiesole.

È previsto il servizio da baby-sitting fino a 6 anni e attività ludico-formative per famiglie. Il pranzo è al
sacco. Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento ai responsabili diocesani della pastorale familiare: Donatella e Raffaello Trusendi (329 8567574).

Omelia nella Messa di ordinazione presbiterale di fr. Lorenzo Gemmi

Caro vescovo Rodolfo,

Padre Provinciale

e tutti voi fratelli e sorelle,

Viviamo stasera un momento molto importante per la famiglia francescana, ma anche per la nostra Chiesa diocesana, perché il ministero dell’Ordine è dato, prima di tutto, per la Chiesa.

“Ora, giustificati per fede – ci ha detto san Paolo nella II lettura – noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo” (cfr Rm 5,1)

Come sono bele queste parole! Viviamole insieme questa sera! E’ il primo indispensabile atteggiamento di chi ha la gioiosa consapevolezza di aver ricevuto un dono. Un dono, perchè in questa Eucaristia la tua piccola storia entra a far parte della grande storia di Gesù. C’è già entrata col Battesimo, confermata con la Cresima (questo riguarda tutti noi); stasera vi entra per un dono particolare, di cui l’apostolo Pietro ci dice: “Ognuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio” (1Pt4,10)

Tutti noi come membri del popolo di Dio abbiamo ricevuto doni particolari che formano la nostra personalità e anche la nostra storia. E qui mi permetto un saluto riverente ai tuoi genitori, perchè anche loro hanno ricevuto un dono, il sacramento del matrimonio, e hanno contribuito a costruire con la loro vita la comunità cristiana.

Ora però – concentrando la nostra attenzione su quello che stiamo celebrando – qual è il dono che stasera noi, vescovi e presbiteri, trasmettiamo a Lorenzo?

La liturgia,quasi prendendoci per mano – e chi meglio di lei?! – ci accompagna per accogliere profondamente il sacramento che celebriamo. Seguiamo allora con attenzione queste parole e questi gesti.

Il primo gesto lo abbiamo già vissuto:

“La Santa Madre Chiesa chiede che questo fratello sia ordinato presbitero”.

(dal rito dell’Ordinazione presbiterale)

Quindi non una domanda personale o un’autocandidatura, una scelta, cioè, di cui la Chiesa deve semplicemente prendere atto, ma una richiesta della Chiesa stessa. Questa semplice domanda illumina con una luce tutta particolare il ministero che ora riceverai.

Certo, il singolo fedele, chiamato a svolgere questo ministero, deve essere libero nel dire sì, impegnando la propria retta coscienza, dichiarandosi esente da ogni costrizione e condizionamento, ma non è una sua scelta, come non è stata una scelta quella degli apostoli, ma una chiamata. Noi usiamo spesso la parola “vocazione”.

La vocazione ministeriale ha una sua peculiarità che non vogliamo dimenticare, perché nessuno di noi ha diritto a essere ordinato vescovo, prete o diacono, ma è la predicazione apostolica che chiede la nostra disponibilità! Infatti nella grande preghiera di ordinazione, il Vescovo prega così:

“Ora, o Signore, vieni in aiuto alla nostra debolezza e donaci questi collaboratori di cui abbiamo bisogno per l’esercizio del sacerdozio apostolico“.

La necessità apostolica non è la continuazione o la conservazione di un’organizzazione sacra, una specie di multinazionale religiosa, che ha bisogno di personale specializzato e a tempo pieno per andare avanti…Questa immagine della Chiesa è falsa!

Il fine ultime della Chiesa è annunciare il Vangelo perché “mediante la loro predicazione, con la grazia dello Spirito Santo, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra (…) Così la moltitudine delle genti, riunita a Cristo, diventi il tuo unico popolo, che avrà il compimento nel tuo regno” (ibid.)

Così recita la preghiera di ordinazione e illustra molto bene lo scopo della chiesa e del ministero.

***

Caro Lorenzo,

noi preti – da stasera anche tu – non vogliamo avere altro scopo, altro ideale che questo: che Cristo sia conosciuto, sia creduto e sia amato!

Te lo ripeto: che sia conosciuto, che sia creduto, che sia amato!

E’ vero, però, che di per sé evangelizzare è compito di ciascun battezzato, perché chiunque crede in Cristo deve testimoniarlo con la vita e con le opere. Qual è, allora, il nostro specifico modo di preti di testimoniare e parlare di Lui? Cosa intende la Chiesa con l’imposizione delle mani per il sacramento dell’Ordine?

Seguiamo ancora la Liturgia, che dice:

“Vuoi celebrare con devozione e fedeltà i misteri di Cristo secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel sacrificio eucaristico e nel sacramento della riconciliazione, a lode di Dio e per la santificazione del popolo cristiano?”

Ecco qual ‘è il nostro compito e dovere!

E nell’unzione crismale delle mani ti dirò:

“Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza, ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l’offerta del sacrificio.”

Questo vuol dire essere presbiteri!

Ora, lo sappiamo e ne siamo tutti convinti, predicare il Vangelo non significa insegnare delle dottrine, parlare di personali esperienze religiose, ma proclamare che Gesù è il Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti. “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo tuo figlio” (Gv 17,3). Questo è l’ideale di ogni cristiano; è l’ideale di ogni battezzato; è l’ideale tuo: dal Battesimo, dalla Professione religiosa e stasera dall’Ordinazione.

Ora questa proclamazione non è avulsa da una comunità che celebra e che vive come una famiglia di Dio. Noi dobbiamo impegnarci a costruire la comunità cristiana. Celebrare i sacramenti vuol dire anche questo, vuol dire soprattutto questo! E allora ecco lo specifico del nostro essere preti: amare, servire ed edificare la comunità cristiana come conseguenza diretta di quell’annuncio di Cristo conosciuto, creduto e amato.

Una sottolineatura sul termine presbitero, che – come tutti sanno – è un comparativo e significa: più anziano. Il significato letterale potrebbe far sorridere, caro Lorenzo, pensando alla tua giovane età, ancora ben lontana da definirti anziano. Eppure la Chiesa, con l’imposizione delle mie mani di successore degli apostoli, ti costituisce anziano della comunità. Nella tradizione biblica, questa parola non corrisponde tanto a un’età anagrafica, quanto ad una sapienza data dalla consuetudine all’ascolto della parola di Dio, per cui il salmista dice: “Ho più senno degli anziani, perchè osservo la tua parola”. (cfr Sal 118)

Per questo ti chiederò:

“Vuoi dedicarti assiduamente alla preghiera (…) ed “essere sempre più strettamente unito a Cristo consacrando te stesso a Dio insieme con lui per la salvezza di tutti gli uomini?”

E’ qui la fonte di quella sapienza, che la Chiesa qui presente si aspetta da te.

Noi siamo – non dimenticarlo mai – ordinati per tutti! Per tutto il popolo di Dio, non per un gruppo, che porti un nome o ne porti un altro. Devi guardarti da una concezione elitaria della Chiesa, che non è un piccolo gruppo di privilegiati, ma l’immenso popolo di Dio di ogni lingua popolo e nazione, come la descrive il libro dell’Apocalisse (cfr Ap 5,9). Il cristianesimo è l’incontro tra Dio e l’uomo; incontro, prima di tutto, avvenuto nella persona di Gesù, che noi confessiamo vero Dio e vero uomo. Ogni autentica sapienza ed esperienza non può prescindere da questo incontro. La Chiesa deve essere il luogo di questo incontro!

Allora, figlio mio, quanta sapienza, quanta pazienza, quanta capacità di discernimento ti viene chiesta, perché ognuno si senta compreso, invitato e accolto! E questa accoglienza e annuncio evangelico al tempo stesso, raggiunge il suo vertice nella celebrazione eucaristica, dove ancora una volta la carne dell’uomo e la carne di Dio – per usare un’espressione di Tertulliano – si incontrano.

E poi nella celebrazione sacramentale della riconciliazione, dove il sangue versato per la remissione dei peccati, diventa concreto evento di salvezza per colui che chiede perdono!

La vita ci insegna che questa riconciliazione non coincide semplicemente col confessionale, ma si realizza in un incontro voluto, ricercato, offerto, costruito con pazienza, attento alla vita reale del fratello, ai suoi bisogni, alle sue fragilità, per poter dire con intima gioia le stupende parole: Vai in pace, ti sono rimessi i tuoi peccati!

Permettetemi un richiamo alla tradizione francescana, che ha fatto del sacramento della riconciliazione quasi una caratteristica del ministero presbiterale. “Andare a confessarsi dai frati – si diceva – perchè hanno la manica larga”. E di un mio confratello dicevano che non aveva nemmeno più le maniche! E non è una specie di superficialità, ma l’accoglienza grande per cui uno si sente a suo agio nel poter dire “Io sono questo” e poter ascoltare “Vai in pace!”. Non lo dimenticare mai, Lorenzo!

Il nostro servizio e amore alla comunità cristiana sarà autentico se noi la educhiamo a ben distinguere fra il servo (noi) e il Signore; fra il discepolo e il Maestro; tra colui che è mandato e Colui che lo invia.

***

Coraggio, Lorenzo: si apre davanti a te una strada impegnativa, ma Colui che ti invia, il Signore e Maestro, ha pregato anche per te quell’ultima sera. Ti voglio ricordare quelle parole:

“Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola, perchè tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,20)

La domenica della Trinità ci mette davanti la realizzazione di queste parole nella vita divina e nella possibilità nostra di accedervi.

Ti auguro che tutta la tua vita possa ripetere, nell’apostolato quotidiano spesso silenzioso e nascosto, le parole di Paolo a Timoteo: “So in chi ho posto la mia fiducia e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato” (2Tm 1,12), ciò che ti viene affidato, Lorenzo.

Allora, fratelli, ringraziamo Dio per quello che ora compiamo e lo facciamo con le parole del padre san Francesco:

Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio,

ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono,

fa’ che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria,

ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni.

Fiat! Fiat! Amen.

+Giovanni

Video della diretta streaming della Messa di ordinazione

Una folla commossa ai funerali di p. Giancarlo Silveri

Un tributo di affetto sincero, di riconoscenza, amicizia e stima nella fede per p. Giancarlo Silveri, questo pomeriggio, nella Basilica del Sacro Cuore, gremita per le esequie del sacerdote, deceduto nella serata di sabato presso l’ospedale Misericordia di Grosseto. Da quattro mesi ormai il suo letto era diventato l’altare dal quale ha “celebrato” la sua lode a Dio nella sofferenza fisica. Le tantissime persone presenti al suo funerale hanno detto concretamente quanto questo sacerdote vincenziano, all’apparenza un po’ burbero e schivo, fosse entrato nel cuore della gente in 52 anni di missione in Maremma. Il 1 luglio avrebbe compiuto 82 anni. Era sacerdote da 56 anni, quasi interamente spesi a Grosseto. Vi giunse infatti nel 1970, assegnato alla comunità dei Vincenziani presso la Basilica del Sacro Cuore.

Lo ha sottolineato nell’omelia p. Erminio Antonello, visitatore della Provincia italiana dei Vincenziani, che ha presieduto il rito, concelebrato da oltre venti sacerdoti, fra i quali il vicario generale don Paolo Gentili, che ha portato il saluto del vescovo Giovanni, partito questa mattina per la Terra Santa e che ieri si era recato all’obitorio dell’ospedale per benedire la salma. Tra i concelebranti anche p. Felice Vinci, per vari anni parroco del Sacro Cuore e p. Vittorio Pacitti, che con p. Giancarlo e p. Egidio Stefani aveva composto l’ultima comunità vincenziana a Grosseto prima del ritiro della Congregazione, nel luglio 2021. Presenti anche alcuni familiari del sacerdote defunto.

La liturgia è stata animata dal coro della Basilica del Sacro Cuore diretto da Gabriella Corzani e accompagnato all’organo da Alessandro Mersi.

Le offerte raccolte sono state destinate alla Caritas diocesana.

“P. Giancarlo – ha detto il Visitatore provinciale – aveva, in quel suo tono un po’ malinconico, il desiderio di vivere. Io che l’ho ascoltato l’ultima volta martedì scorso, non ho sentito da lui una parola che alludesse al fatto che potesse morire. E questo amore per la vita lo esprimeva in quell’andamento malinconico, in cui sapeva come le cose avessero un loro fascino, ma anche una loro fragilità”. Padre Giancarlo Silveri è stato sacerdote, insegnante di religione in tre scuole medie cittadine e appassionato di versi. Scriveva tantissime poesie, alcune delle quali raccolte in pubblicazioni sempre molto apprezzate, ma molte sono rimaste nel suo computer e tra gli ultimi desideri espressi al suo superiore c’è stato anche quello che qualcuno le recuperi e magari li raccolga in una pubblicazione postuma. P. Erminio ha voluto leggerne una, intitolata “Settembre”, che raccoglie la riflessione di p. Giancarlo sul tempo che va e che ritorna, su ciò che finisce e ricomincia. Versi che hanno fatto dire al Visitatore dei Vincenziani come il cuore dell’uomo, in continuo cambiamento, “ha un punto di approdo in Cristo”Molto commoventi le testimonianze rese da due parrocchiani: Sergio Ceccacci, che ha ricordato tanti aneddoti del sacerdote, compreso il suo amore per gli animali, la sua timidezza, ma anche la sua profondità d’animo, che richiamava molti alla confessione da lui, e Giovanna Monaci, parrocchiana che con p. Silveri condivideva la passione per la poesia e che ne ha letta una dedicata a lui, scritta in queste ore. E’ stato poi don Andrea Pieri, giovane sacerdote della Diocesi la cui vocazione è sbocciata proprio al Sacro Cuore, a benedire ed incensare il feretro, che poi alcuni confratelli hanno portato a spalla fino al sagrato della Basilica, mentre dall’assemblea si è levato un applauso commosso.

La salma del padre vincenziano sarà tumulata nei prossimi giorni presso il cimitero monumentale del Verano, a Roma, città di cui era originario, dopo una Messa di suffragio che sarà celebrata nella chiesa dei Vincenziani nella Capitale.

Morto il vincenziano p. Giancarlo Silveri

P. Giancarlo Silveri, sacerdote della Congregazione della Missione (Vincenziani) è deceduto nella serata di oggi presso l’ospedale Misericordia di Grosseto, dove era ricoverato per l’aggravamento delle sue già fortemente compromesse condizioni di salute.

Il 1 luglio avrebbe compiuto 82 anni. Era sacerdote da 56 anni, quasi interamente spesi a Grosseto. Vi giunse infatti nel 1970, assegnato alla comunità dei Vincenziani presso la Basilica del SacroCuore.

Il rito delle esequie martedi 14 giugno alle ore 17 nella Basilica del Sacro Cuore, di cui per nove anni (2005-2014) fu parroco e per una quarantina vice.

Venne ordinato sacerdote a Piacenza il 19 marzo 1966; l’anno successivo a Roma ottenne la licenza in teologia all’Istituto Sant’Anselmo e venne mandato dai Superiori a Frascati come direttore al Seminario “Venerabile Tuscolano”. Un triennio, poi p. Giancarlo chiese al Provinciale di poter prestare servizio in una parrocchia di Roma, per poter stare vicino alla famiglia, “ma il Signore – raccontò in un’intervista al settimanale diocesano Toscana Oggi, nel 2016, in occasione del suo 50esimo di sacerdozio – aveva altri progetti per me, e fui mandato a Grosseto. Era l’ottobre del 1970, e sono sempre qui”.

I primi anni fu responsabile dell’oratorio: durante la settimana, nel salone parrocchiale, organizzava attività ricreative mentre la domenica proiettava dei film. Per anni padre Giancarlo è stato anche docente di religione alle scuole medie Galilei, Pascoli, e fino al 2006 (anno della pensione) all’Ungaretti.

Nel novembre del 2005 viene nominato parroco del Sacro Cuore, per poi tornare vice parroco nel 2014 sino alla fine di luglio 2021, quando i Padri Vincenziani hanno riconsegnato al Vescovo la parrocchia ritirandosi da Grosseto dopo quasi 80 anni di presenza feconda.

Dotato di ironia, a volte anche tagliente, padre Giancarlo è stato anche un poeta. I suoi versi sono diventati anche pubblicazioni, ma non disdegnava anche consegnare i suoi versi a Toscana Oggi e, negli ultimi anni, anche a facebook. Nel suo profilo alternava poesie, riflessioni, talvolta anche qualche acuta polemica.

Con il ritiro dei Vincenziani dalla Diocesi, padre Silveri aveva ottenuto dai suoi Superiori, d’accordo col Vescovo, di poter restare a Grosseto per continuare le sue cure e perché il distacco dalla città nella quale aveva speso tutto il suo sacerdozio era evidentemente per lui una prova troppo forte. Fu accolto, così, all’Istituto San Lorenzo di via Matteotti, dove anche celebrava la Messa finché la salute glielo ha permesso. Negli ultimi mesi la situazione è andata aggravandosi, fino al decesso avvenuto questa sera.

Il Signore lo accolga, come servo fedele, nel suo Regno 

Il 19 giugno torna la Messa dei maturandi

Si avvicina l’esame di maturità, che torna alla (quasi) normalità dopo due anni eccezionali e secondo una consuetudine che ormai prosegue da diversi anni, domenica 19 giugno sarà celebrata la Messa dei maturandi. La celebrazione si terrà alle ore 19 nella chiesa di San Pietro, in corso Carducci. La pastorale giovanile, che organizza il momento, chiede ai maturandi di portare la penna con cui scriveranno, poi, il tema di italiano, che sarà benedetta. Nessuna scaramanzia, sia chiaro, ma solo il desiderio di dire insieme grazie per il dono della scuola e dello studio e per chiedere la sapienza. Al termine della Messa sarà offerto un piccolo aperitivo per salutarsi.

E’ dal 2014, ormai, che si tiene questo momento di preghiera per accompagnare gli studenti che si accingono ad affrontare una delle prove decisive del loro percorso formativo. La Messa si è tenuta tutti gli anni tranne che nel 2020.

Il direttore di Caritas italiana in visita a Grosseto

Più creatività; ripartire dai poveri; custodire lo stile del Vangelo. Sono le tre direttrici indicate agli operatori di Caritas diocesana da don Marco Pagniello , dal 24 novembre direttore di Caritas italiana. Pescarese, 51 anni, don Marco è venuto in visita a Grosseto nella mattina di lunedì, incontrando il vescovo Giovanni e poi, in un momento assembleare gli operatori responsabili dei vari servizi di Caritas diocesana, affiancati dal costituendo consiglio diocesano che – per volontà del Vescovo di imprimere uno stile sempre più collegiale al servizio alla carità – sta dando vita ad un organismo che affianchi il direttore don Enzo Capitani.

Tanti gli argomenti sul tavolo: dal progetto per la nuova sede Caritas, che – ormai definito nei suoi elementi essenziali – attende solo gli ultimi passaggi burocratici e che tornino a calmierarsi i costi delle materie prime per poter dare il via al cantiere; al tema di come affrontare questa fase successiva alla pandemia. “Stiamo uscendo da un’emergenza sanitaria – ha esordito don Pagniello dopo aver ascoltato i vari responsabili raccontare i singoli settori di Caritas – che ha aperto ferite sociali profonde, mentre nel frattempo sentiamo gli effetti della guerra in Ucraina, che sta condizionando anche la nostra quotidianità, senza dimenticare le conseguenze di dieci anni di crisi economica del nostro Paese”. C’è, dunque, tanto da fare e la Chiesa “continua a cercare di dare risposte e ad indicare la via per dare speranza. A noi infatti – ha aggiunto – è chiesto di indicare vie nuove e che è possibile rompere certi meccanismi che hanno provocato ingiustizie e scarto”.

C’è un altro aspetto che don Pagniello ha toccato con gli operatori grossetani ed è quello della formazione “perchè la carità va fatta, certo, ma va fatta bene per cercare il bene vero di chi abbiamo di fronte”. Dinanzi ad una società più complessa, a problematiche sempre più stringenti ed articolate anche chi dedica il proprio tempo, in nome del Vangelo, per i poveri deve usare cuore, certo, ma anche competenza.

All’incontro mattutino sono intervenuti anche don Luca Caprini e don Alessandro Baglioni, rispettivamente vicario generale e vicario per la carità della diocesi di Pitigliano, mentre il Vescovo, insistendo sul tema della formazione, ha preannunciato un incontro, il 24 settembre, a Nomadelfia tra gli oepratori Caritas delle due diocesi, per approfondire il tema dei centri di ascolto.

Subito dopo, don Pagniello si è recato a visitare i locali di Caritas in via Alfieri e la Bottega della solidarietà di via Pisa, incontrando alcuni operatori. Il direttore nazionale si è detto soddisfatto dell’organizzazione trovata e degli spazi a disposizione, pur evidenziando anche lui la necessità di una sede più adeguata. In via Alfieri ha visitato la sede del centro di ascolto, la cucina, la mensa, la dispensa, l’ambulatorio, le docce, mentre nel pomeriggio, in Episcopio, si è incontrato nuovamente con il Vescovo, il vicario generale, l’economo e il direttore di Caritas diocesana don Enzo Capitani, impossibilitato la mattina ad essere presente perché fuori sede.

Corpus Domini: giovedi 16 giugno Messa e Processione per le vie del centro di Grosseto

La solennità del corpo e sangue del Signore è una delle feste più sentite nella Chiesa. Ricorre il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste: quest’anno il 16 giugno, anche se può essere celebrata la domenica.

In città, il Corpus Domini viene solennemente celebrato la sera del giovedì, dunque il 16 giugno, con la Messa in duomo alle 20.30 e, a seguire con la processione eucaristica (p.zza Duomo, p.zza Dante, via Ricasoli, Porta Vecchia, p.zza del Mercato, via Ximenes, via
Gramsci, Porta Corsica, p.zza Gioberti, via Manin, p.zza Duomo).

Sono particolarmente invitati i catechisti con i bambini che in maggio hanno ricevuto la
Prima Comunione, con in dosso l’abito bianco.

A presiedere la Messa e a guidare la processione sarà, quest’anno, mons. Franco Agostinelli, vescovo emerito di Prato e già vescovo di Grosseto; ha accolto l’invito, dato che il vescovo Giovanni sarà, in quei giorni, in Terra Santa in pellegrinaggio con un gruppo di fedeli della diocesi di Pitigliano ed anche col vescovo emerito Rodolfo.

L’estate dei GrEst: sono undici le parrocchie coinvolte. Ecco dove

Nessun nuovo inizio, ma un ritorno più consapevole al passato, a quando cioè non esisteva ancora il covid e anche organizzare un Grest o un’attività coi ragazzi significava ricalcare regole ormai codificate e conosciute.

Poi a febbraio 2020 le parrocchie hanno vista stravolta la scansione del tempo di un anno pastorale. In diocesi i GrEst non si sono mai interrotti. Anche nelle estati 2020 e 2021, nel pieno della pandemia, la Chiesa diocesana ha saputo «sfidare» il Covid ed è riuscita a coinvolgere i più piccoli e i giovani in attività che resteranno nella memoria di tanti.

Tutt’altro che facile, soprattutto nel 2020, mettere in piedi un GrEst.
C’erano regole nuove e assai stringenti; sacerdoti e animatori si sono dovuti reinventare nel loro ruolo, abbinando a quello proprio di persone più grandi che prendono per mano i più piccoli per regalare loro 2 o 3 settimane di divertimento dal quale far passare ideali, valori,
sentimenti buoni, anche il ruolo di «vigili» chiamati ad applicare e far rispettare nuove norme di comportamento. A partire dalla misurazione della temperatura ogni mattina, e dall’evitare alcune attività: il pranzo, le gite fuoriporta… Sono stati 2 anni tosti per le comunità, soprattutto se si tiene conto che i GrESt come altre attività sono possibili grazie alla buona volontà di chi si mette in gioco.

L’estate 2022 dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) segnare il ritorno ad una quasi normalità delle attività. E anche i GrEst tornano al loro format abituale, tranne qualche attenzione in più che resta perchè il virus è comunque tra noi, come ci dicono i bollettini quotidiani della Asl e l’esperienza quotidiana con chi ci vive accanto. Ma è bello poter
ripartire, in sicurezza, ma anche con maggiore libertà. Tornano, dunque, quasi ovunque i pasti insieme, le gite, giochi che non costringano i bambini a stare distanti, ma che, invece,
faiciliteranno l’interazione.

È una straordinaria ricchezza, quel bene che non fa rumore, ma che come l’acqua che si insinua nelle crepe del terreno, gli restituisce vita e fecondità.

Ecco quali sono le Parrocchie che organizzano i Grest:

A Grosseto: Parrocchia Maria SS. Addolorata; Parrocchia SGB Cottolengo; Parrocchia Madre Teresa di Calcutta; Parrocchia San Giuseppe; Parrocchia Santa Famiglia; Parrocchia Santa Lucia e Parrocchia Sacro Cuore. Nella Parrocchia SS. Crocifisso un’esperienza simile ai GrEst attraverso la collaborazione con Il pulcino ballerino

Fuori città: Parrocchie di Roselle, Castiglione della Pescaia e Scarlino/Scarlino scalo

Per info e iscrizioni occorre rivolgersi alle singole Parrocchie.

Domenica 12 giugno l’Ordinazione sacerdotale del frate minore Lorenzo Gemmi

A distanza di poco meno di un anno, Diocesi di Grosseto e Provincia Toscana dei Frati Minori si preparano a far festa per il dono di un altro sacerdote.

È fra’ Lorenzo Gemmi, che come fra Giovanni Greco, ordinato il 29 agosto 2021 nel duomo di Grosseto, riceverà l’Ordine del presbiterato il 12 giugno, sempre nella cattedrale di San Lorenzo. Il giovane frate minore, che a novembre ha ricevuto il diaconato nella chiesa-santuario «La Madonna» a San Romano in diocesi di San Miniato da dove proviene la sua famiglia, sarà ordinato dal vescovo Giovanni Roncari, durante la Messa delle 18.

La celebrazione sarà trasmessa sul canale Youtube della Diocesi stessa.

A Grosseto sono attesi p. Livio Crisci, Ministro Provinciale dei Frati Minori della Toscana, assieme ad un bel numero di confratelli provenienti dalle varie case della Toscana, assieme ai familiari di Lorenzo.

Il giorno seguente, lunedì 13 giugno – festa di sant’Antonio di Padova – il novello sacerdote celebrerà la sua prima Messa nella chiesa parrocchiale di San Francesco alle ore 19.00.

La sera di giovedi 9 giugno, alle ore 21, nella chiesa di San Francesco si terrà una veglia di preghiera in preparazione all’Ordinazione di Lorenzo.

La parrocchia di San Francesco si preparerà a questo dono anche con un settenario di preghiera a sant’Antonio, dal 4 all’11 giugno (ogni sera alle ore 19.00). Sempre sabato 4 giugno, durante la Messa delle 19, avrà luogo anche la festa della Promessa degli Araldini, i più piccoli della famiglia francescana, al termine della quale verrà messo a dimora e benedetto “l’albero della fraternità”, nell’aiuola antistante piazza San Francesco.

La storia di Lorenzo

Quella verso il sacerdozio ministeriale non è stata per Lorenzo una scelta scontata. Era entrato in convento per diventare frate francescano e tale intendeva rimanere. La scelta verso il sacerdozio è maturata lentamente, grazie ai vari servizi che fra Lorenzo ha svolto nel suo percorso. È stato l’impatto con la vita parrocchiale a Grosseto, nella comunità di San Francesco dove i Superiori lo hanno inviato due anni fa, a rendere evidente nel suo cuore questa ulteriore chiamata. “Sì – conferma – L’arrivo in parrocchia è stato positivo e fecondo, tanto da far maturare in me la vocazione alla vita ministeriale”. 36 anni, Lorenzo è nato il 13 giugno a San Miniato (Pisa), ma con la famiglia ha vissuto a Castelfranco di Sotto. A 22 anni, dopo gli studi in Tecniche di Radiologia, Lorenzo chiede di entrare in convento. Dopo l’anno di Probandato a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, ha svolto l’anno di noviziato a La Verna. Il cammino è proseguito nei conventi di Fiesole e di Firenze-Monte alle Croci, dove ha studiato teologia frequentando la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Terminati gli studi teologici, è stato inviato nuovamente al santuario de La Verna con l’incarico di dedicarsi all’accoglienza dei pellegrini e dei gruppi di giovani. Lì il 25 settembre 2016 ho fatto la Professione solenne dei voti di povertà, castità, obbedienza. Due anni fa l’arrivo a Grosseto, dove si è inserito subito molto bene, sia in parrocchia che nelle attività diocesane della pastorale giovanile e dell’ufficio comunicazioni. Nel frattempo ha continuato anche il suo servizio di assistente regionale della Gioventù Francescana.

4 giugno: Festa della Madonna del Seminario e Lettorato per due seminaristi

Sarà una festa ancora più forte, quella di sabato 4 giugno, vigilia di Pentecoste, quando la comunità del Seminario celebrerà Maria, patrona della struttura di via Ferrucci col titolo di Regina degli Apostoli.

La venerata immagine della Madonna col Bambino è custodita nella cappellina interna al Seminario, al terzo piano, dove oggi vive la comunità dei seminaristi insieme al rettore don Gian Paolo Marchetti, a don Giovanni Tumiatti e, da qualche mese, anche col vescovo emerito Ridolfo che lì si è ritirato.

In occasione della festa annuale il quadro viene portato nella cappella all’ingresso dove alle 11 il vescovo Giovanni celebrerà per la prima volta la Messa, nel corso della quale conferirà il ministero del Lettorato a due dei seminaristi della nostra Diocesi: Claudio Bianchi e Ciro Buonocunto.
Insieme all’Accolitato, il Lettorato è oggi uno dei ministeri rimasti dopo la riforma del Concilio Vaticano II in preparazione al cammino verso il sacerdozio. Col Lettorato il candidato viene incaricato di proclamare la Parola e altri testi nelle celebrazioni liturgiche.
Segno esplicativo del ministero è la consegna del libro della Sacra Scrittura.

Per Claudio e Ciro una tappa ulteriore di avvicinamento al ministero sacerdotale per il quale si stanno preparando con grande zelo assieme agli altri seminaristi. Un dono per la nostra Chiesa diocesana, che è invitata, dunque, a essere presente alla celebrazione eucaristica al termine della quale il Vescovo reciterà l’atto di affidamento a Maria.

Fase di ascolto: il documento di sintesi della diocesi di Grosseto

E’ possibile scaricare, qui sotto, il documento di sintesi elaborato dall’equipe sinodale diocesana al termine della prima fase del cammino sinodale, dedicata all’ascolto del popolo di Dio.

Il documento è stato inviato alla Conferenza Episcopale Italiana che, ricevuti i contributi da tutte le Diocesi, elaborerà a sua volta un unico documento, che rappresenterà il contributo della Chiesa italiana
al Sinodo dei vescovi sulla sinodalità (per saperne di più https://www.synod.va/it.html).

Il cammino sinodale a livello diocesano continua. In questa sezione del sito è possibile trovare tutto il percorso fatto e quanto nascerà nei prossimi mesi.

Segui anche: https://camminosinodale.chiesacattolica.it/

Chiesa di Marina: dopo il distacco dell’intonaco anche nella parte dell’ingresso saranno allungati i ponteggi in previsione anche dei lavori

Grosseto – La Curia vescovile, col suo ufficio tecnico, è intervenuta prontamente sulla già precaria situazione della chiesa di Marina, dove sabato si è verificato un distacco di intonaco nella parte della copertura in prossimità dell’ingresso. La chiesa è stata precauzionalmente chiusa in questi giorni mentre stamane, a seguito del sopralluogo dell’ingegnere incaricato, è stato deciso di allungare anche alla zona d’ingresso i ponteggi che già interessano buona parte della chiesa, creando così una copertura che eviti danni a persone o cose dall’eventuale ulteriore distacco di intonaco.

Le impalcature sono preliminari ai lavori comunque già previsti.

La chiesa non sarà chiusa seppure la sua capienza si ridurrà in modo significativo.

La chiesa era stata chiusa alla fine di gennaio 2021 perché dichiarata inagibile a seguito di infiltrazioni che hanno provocato danni al tetto . Le impalcature installate all’interno, in attesa di poter avviare i lavori, hanno consentito di riaprirla e di utilizzarla, pur con qualche disagio, fino ad oggi.

La situazione delle chiese e della loro manutenzione continua ad essere motivo di grande preoccupazione. Al momento è in corso il grande cantiere presso la basilica del Sacro Cuore, sono terminati i lavori a Montorsaio, per metà al Cottolengo (chiesa e campanile) dove sono stati sospesi (manca il cantiere della canonica) per dirottare le risorse sul rifacimento del tetto della chiesa di San Sebastiano a Roccatederighi, mentre per la chiesa di Braccagni e per il primo dei molti stralci di lavori che dovranno interessare la chiesa di Santa Lucia le pratiche edilizie sono in itinere.

Una situazione complessa, dunque, che fa il conto con la carenza di risorse per coprire i bisogni di chiese spesso molto vecchie se non antiche, senza contare le chiese che vanno ricostruite ex novo. La concentrazione della Diocesi, con i suoi uffici, è massima, ma deve fare i conti con tanti bisogni che si affastellano. Non ci sono corsie preferenziali, ma solo priorità dettate dalle emergenze che, via via, si presentano e a cui la Diocesi cerca, con la collaborazione delle parrocchie stesse, di far fronte.

21 MAGGIO: IN CATTEDRALE IL REQUIEM K 626 DI MOZART (ore 21.15-ingresso libero)

Le navate del duomo di Grosseto sono pronte per essere lo scenografico palcoscenico del Requiem K 626 di Wolfang Amedeus Mozart.

Sabato 21 maggio, alle ore 21,15, l’Orchestra Sinfonica Europa Musica di Roma, i cori polifonici «Harmonia Vocalis», «Ruggero Giovannelli» e il «Polifonico della Scuola Popolare di Musica di Testaccio», con la straordinaria partecipazione di solisti di levatura nazionale, proporranno il capolavoro del genio
salisburghese.

II fascino del tutto peculiare che viene da sempre riconosciuto al Requiem in re minore K. 626, è certamente legato al fatto che questa partitura è l’ultima del catalogo di Mozart, a causa della prematura scomparsa del compositore. Dunque un lavoro funebre intrecciato alle vicende della morte prematura dell’autore che lasciò di fatto «incompiuta» l’opera. L’integrale del Requiem così come possiamo ascoltarlo oggi è frutto di un accurato rimaneggiamento realizzato sugli appunti e sulle tracce lasciate dal
maestro. Alla morte del compositore infatti, il 5 dicembre del 1791, la vedova Constanze, in difficili condizioni economiche, decise di far ultimare la partitura in modo da consegnarla al misterioso committente e ricevere il giusto compenso; senza beninteso rivelare l’apporto di mani diverse da quelle del marito. A completare le parti e le orchestrazioni fu principalmente Franz Xaver Süssmayr, allievo del
compositore, coadiuvato da altri due allievi, Joseph Eybler e Franz Jakob Freystädtler.

Il concerto per soli coro e orchestra, voluto dalla Diocesi di Grosseto, vede la direzione musicale del maestro Francesco Traversi a capo dell’Orchestra Sinfonica Europa Musica di Roma con ben 3 cori
preparati, dal M° Renzo Renzi e dal M° Claudio Maria Micheli, e prestigiosi solisti quali Minni
Diodati, soprano, Valeria Pennacchini, contralto, Antonio Sapio, tenore, e Massimo di Stefano, basso.

“Invitiamo i grossetani a cogliere l’occasione di assistere a questa grande serata di musica e riflessione – dice don Franco Cencioni, proposto del Capitolo della Cattedrale – Il concerto è a ingresso gratuito grazie al sostegno economico della Fondazione Atlante per la Maremma che ringraziamo profondamente per la squisita e pronta disponibilità manifestata, e rappresenta una grande opportunità di riflessione sul senso cristiano della vita e della morte in un momento in cui la pandemia prima e la guerra poi ci stanno riproponendo la riflessione sul senso ultimo dell’esistenza”.

Questa domenica la giornata nazionale di sensibilizzazione al sostegno alla Chiesa. Non è solo una firma

Questa domenica in tutte le Diocesi italiane si celebra la Giornata nazionale di sensibilizzazione
al sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Questa giornata nasce per ricordare a tutti noi un gesto importante, che ci permette di assicurare
un sostentamento dignitoso ai nostri sacerdoti, di fronteggiare i bisogni dei luoghi (dalla
manutenzione ordinaria a quella straordinaria delle chiese e delle strutture parrocchiali) e di
dedicare una bella fetta di risorse alla carità. Su questo aspetto occorre riflettere con particolare
attenzione, perché senza la presenza quotidiana della Chiesa, attraverso i centri di ascolto
parrocchiali e i servizi diocesani di Caritas, andrebbe in fortissimo affanno la stessa rete dei servizi
sociali, visto che anche le istituzioni pubbliche hanno sempre meno disponibilità, mentre crescono i
bisogni.

Stiamo parlando della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica, da apporre quando facciamo la dichiarazione dei redditi.

ogni singola firma è fondamentale, per consentire alle nostre parrocchie di essere conservate bene, ai poveri di ricevere aiuto, ai sacerdoti di svolgere il loro servizio.
Firmare l’8xmille per la Chiesa e invitare altri a farlo significa, alla fine, aiutare chi può avere
bisogno di una mano. E questi due anni di covid, col grande lavoro fatto dalla Chiesa anche sul
nostro territorio, sono la dimostrazione che i bisogni cambiano e purtroppo si decuplicano.
Firmare, allora, è dare un segnale di comunione e di famiglia.

Sul numero del settimanale diocesano “Toscana Oggi” sono dedicati servizi approfonditi sul tema, sia sulle pagine regionali che sul dorso diocesano, per entrare ancor più nel dettaglio su questo argomento.

E’ bene, poi, ricordare che l’8xmille può essere firmato anche da chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi. In Italia sono 10milioni circa, ma meno dell’1% firma.

Infine è importante che su questo tema si abbiano tutti le idee chiare. E’ troppo importante, infatti,
che ci sentiamo davvero un corpo solo e un’anima sola. Una famiglia in cui ciascuno può fare la
propria parte. Piccola o grande che sia.

Per saperne di più:

https://www.8xmille.it/

https://www.facebook.com/8xmille.it

https://www.youtube.com/8xmille

https://www.instagram.com/8xmilleit/