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Santuario Mariano diocesano di Campagnatico

La chiesa di Santa Maria a Campagnatico è stata eretta a Santuario Mariano Docesano il 7 ottobre 2001 con decreto del vescovo Giacomo Babini, con l’auspicio che il santuario stesso “diventi centro di spiritualità mariana per l’intera Diocesi”.

Dal 2003, ogni anno, nell’ultimo sabato di maggio, si tiene il Pellegrinaggio a piedi Marrucheti-Campagnatico, che si conclude con la Messa serale all’interno del Santuario.

Cenni storici

Da un antico documento del 989, che porta la firma di Ermengarda degli Aldobrandeschi di Civitella, vedova del marchese Lamberto, sappiamo che a partire da questo anno, la Badia di San Salvatore possedeva in Campagnatico una casa colonica ed una cappellina dedicata alla Madonna.
In due documenti successivi, rispettivamente del 1027 e del 1035, l’imperatore Corrado II, conferma alla Badia amiatina la proprietà di una “ècellam Sancte Mariae iuxta Campagnaticum”. Dunque, in Campagnatico già intorno all’anno 1000 esisteva una cella dedicata alla Madonna, che costituiva un luogo di culto per la comunità. Possiamo ragionevolmente supporre che tale cappella dedicata alla Vergine, costituisse il primo nucleo del santuario che da poco è stato restituito al culto in onore della Madonna delle Grazie.
Dopo il 1035 non si hanno più notizie della cella di Santa Maria, almeno fino agli ultimi anni del XIII secolo, quando il suo nome compare di nuovo, con quello della pieve di San Giovanni Battista negli elenchi delle chiese. A quell’epoca la cella di Santa Maria era diventata Chiesa Curata.
Altri documenti non mancano a sottolineare l’importanza raggiunta dalla Chiesa di Santa Maria tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XVI, come la preziosa tavola della Madonna col bambino, o il ciclo pittorico dell’abside (1393), raffigurante alcuni episodi della vita della Vergine Maria, oppure gli affreschi recentemente ritrovati nella cappella laterale di S. Antonio (1476) e, infine, l’antico organo del quale si hanno notizie in una visita pastorale risalente alla metà del XVI secolo. L’ingrandimento della primitiva cella è probabile sia avvenuto alla fine del 1300 quando fu realizzato il ciclo pittorico dell’abside. Queste opere pittoriche insieme all’ingrandimento dell’antica cella, testimoniano una crescente importanza di questo luogo sacro ed una crescente importanza della devozione per la Madonna tra il XIII e XVI secolo.