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Essere dono. Dare vita per amore

Settimana della Bellezza 2020

Museo Diocesano d’Arte Sacra di Grosseto

Percorso e schede delle opere a cura di Marcella Parisi, storica dell’arte.

Commento biblico e spirituale a cura di Maria Cristiana Dobner, carmelitana e teologa

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La bellezza è il cuore stesso di Dio. Una bellezza che abbraccia l’umanità in tutte le sue dimensioni, anche nel suo essere limite e dolore, senza nulla negare o falsare. Così viene superata l’estetica greca che si fonda sul concetto di armonia delle parti: con il cristianesimo l’esperienza del bello acquista profondità e ci permette di cogliere la realtà nella sua pienezza.

Tutto si raccoglie nel Cristo, «il più bello tra i figli dell’uomo» ma anche colui che «non ha apparenza né bellezza… il suo volto è sfigurato dal dolore».

«Proprio in questo volto così sfigurato – scriveva l’allora cardinal Joseph Ratzinger (21 agosto 2002) – appare l’autentica, estrema bellezza: la bellezza dell’amore che arriva “sino alla fine” e che, appunto in questo, si rivela più forte della menzogna e della violenza. Chi ha percepito questa bellezza sa che proprio la verità, e non la menzogna è l’ultima istanza del mondo».

Il mistero cristiano salva e coniuga in modo paradossale vita e morte, sofferenza e felicità. La bellezza espressa dal cristianesimo è molto di più di un puro fatto estetico, perché nasce e si alimenta nell’Incarnazione. Fin dagli inizi la bellezza abbraccia il dolore e la gloria, la croce e la resurrezione.

Dunque la bellezza cristiana ci mostra Dio che si fa dono e abbraccia così dolore e gloria: nell’Annuncio a Maria, nel Bambino di Betlemme, nella vita semplice di Cristo tra i poveri di Israele, nell’Eucaristia, nella Passione e morte, nella resurrezione, nell’effusione dello Spirito e in tutti i santi che Gesù hanno accolto come amico e hanno voluto testimoniarlo, offrendo la propria vita anche nel martirio. 

Dice papa Francesco: «L’essere cristiano, l’essere battezzati, l’essere ordinati sacerdoti e vescovi è pura gratuità. I doni del Signore non si comprano. […] “Noi, cosa possiamo fare?” Essere santi e la santità cristiana è custodire il dono, niente di più, perché il Signore rimanga»  (omelia a Santa Marta, 21 gennaio 2020). 

Il Dono di Dio si manifesta nel dono della vita agli uomini, nel dono di se stessi a Dio e agli altri, nel dono della famiglia. Questo è stato da sempre raccontato attraverso le opere d’arte che rendono comprensibili ai più molti significati altrimenti complessi. L’arte diventa parola e la parola trova nell’immagine una reciprocità di intenti. Il percorso immaginato per la Settimana della Bellezza 2020 intende accompagnarci in questo viaggio, alla scoperta del valore del dono nel messaggio cristiano perché, come ci ricorda Monsignor Galantino, “Alla cultura del dono ci si forma” (Rubrica de Il Sole 24ore, Abitare le parole, 7 luglio 2019).

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Un progetto di Fondazione Crocevia

In collaborazione con Luoghi dell’Infinito