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Maria Santissima Addolorata

via Papa Giovanni XXIII, Grosseto (GR) • tel. 0564 492107 • email: info@parrocchiaddolorata.it

Maria Santissima Addolorata

Parrocchia dal 1966, chiesa consacrata nel 1971

Il 18 settembre 1969 fu S.E. mons. Primo Gasbarri, amministratore apostolico di Grosseto, a benedire la prima pietra della Chiesa, che fu dedicata a Maria SS. Addolorata, con una solenne cerimonia durante la quale fu chiusa, come da tradizione, una pergamena commemorativa dell’evento. Sulla pergamena era scritto: “Il 18 settembre 1969, settimo del Pontificato del Santo Padre Paolo VI, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Primo Gasbarri, Vescovo titolare di Tennero, Amministratore Apostolico della Diocesi di Grosseto, sede plena, alla presenza del Prefetto della provincia, Sua Eccellenza dott. Felice Marchionni, delle pubbliche autorità, circondato dai sacerdoti del luogo e da moltissimi fedeli, consacrò, secondo il rito, la prima pietra di questa chiesa parrocchiale eretta in onore di Maria Santissima Addolorata, verso la quale, anche nel passato, il popolo di Grosseto ebbe grande venerazione”.

Alla costruzione di questo tempio contribuirono il Consorzio Bonifica Grossetana, che sotto la presidenza di Antonio Cicalini, si assunse l’onere tecnico e finanziario; l’Ente Maremma con il suo presidente Aldo Taraglini; il Genio Civile di Grosseto, che, essendo ingegnere capo Clemente Borriello, curò i regolari controlli. Il progetto fu disegnato dall’architetto Carlo Boccianti e fu eseguito dall’impresa Fratelli Egisti di Grosseto. In quell’occasione fu posta anche la lapide ricordo nella parete di destra della chiesa, presso la porta d’ingresso. Vi si legge: “Mons. Giovanni Benelli, Arciv. Tit di Tusuro, Sostituto del Cardinale Segretario di Stato, il 20 giugno 1971 ha solennemente benedetto e consacrato questo tempio dedicato alla Vergine Addolorata. Hanno reso più solenne il rito con la loro devota presenza, Mons. Primo Gasbarri, Amministratore Apostolico di Grosseto, molto clero e numerosi fedeli. Il tempio e la contigua casa canonica sono stati costruiti a cura dell’Ente Bonifica grossetana e a spese del Ministero dell’Agricoltura e foreste. L’elegante progetto dell’architetto Carlo Boccianti è stato egreggiamente realizzato dalla ditta fratelli Egisti”.

 

LA CASA PARROCCHIALE DELLA CARITA’

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Il 5 aprile 2014 la parrocchia dell’Addolorata ha inaugurato la Casa della Carità, un complesso realizzato all’interno dei confini della Parrocchia, su terreno del Demanio dello Stato, che nel 2009 ha concesso l’autorizzazione a costruire. Alla cerimonia erano presenti, insieme al parroco don Roberto Nelli, il vescovo Rodolfo, il sindaco Emilio Bonifazi insieme agli assessori Goretti, Tei, Carosi e Monaci, il direttore del CoeSo Fabrizio Boldrini e tantissime persone della comunità e del quartiere.

Perché il progetto

La Casa è la risposta che la comunità parrocchiale si è data dopo un attento ascolto dei più poveri e il crescente impegno sul versante caritativo e solidale. Nel 2006 nacquero due desideri: costruire una casa per l’accoglienza temporanea di famiglie con sfratto e una camera per i senza fissa dimora; dar vita ad una cooperativa per tentare di offrire opportunità di lavoro. Entrambi questi desideri sono diventati realtà: nel 2009 è sorta la cooperativa sociale Il Timone onlus; nel 2014 la Casa della Carità.

Perché una Casa

Per sottolineare l’aspetto affettivo di riparo, di condivisione, di incontro, affinché la struttura non si riduca ad essere una camera d’albergo, dove le persone pernottano e se ne vanno senza che vi sia alcuna relazione umana capace di generare speranza e di costruire futuro.

Perché “della Carità”

Perché è segno dell’amore della comunità parrocchiale verso i più bisognosi ed anche perché la costruzione prima e la gestione adesso sono state affidate alla carità della gente di buona volontà.

Gli spazi

La struttura sorge su due piani. Al piano terra sono state realizzate due camere con quattro posti letto ciascuna, servizi igienici e una cucina, che può diventare un appartamento con una delle due camere. In questi spazi possono trovare alloggio per la notte fino a un massimo di 8 persone senza fissa dimora ogni sera. Su un altro lato dell’edificio è stato ricavato, poi, un appartamento per 4 persone in cui offrire ospitalità temporanea a famiglie in situazione di disagio abitativo, costrette a vivere in luoghi di fortuna.

Al piano superiore, infine, è stato realizzato un ulteriore appartamento in cui dal 19 gennaio 2014 vive la comunità delle Suore Carmelitane Teresiane, tre religiose indiane che aiutano la Parrocchia in tutte le attività pastorali e che, in più, si dedicano anche alla cura delle persone ospitate nella Casa della Carità.

Come funziona l’accoglienza notturna dei senza fissa dimora….

All’interno della Parrocchia è nato un gruppo di 18 volontari, che insieme alle suore si occupa dell’accoglienza serale di chi chiede di trascorrere la notte nella Casa della Carità. Viene offerta un’accoglienza di tipo b (con gli operatori volontari, cioè, che non dormono nella struttura). L’accoglienza avviene ogni sera, festivi compresi, dalle 19 alle 20.30; i volontari ritornano poi a mezzanotte per assicurarsi non vi siano particolari necessità. La mattina gli ospiti devono lasciare la Casa tra le 8 e le 8.30 (salvo casi particolari, come febbre ecc…), perché chi viene accolto sia stimolato a riacquisire un minimo di autonomia e a superare le difficoltà che lo costringono a vivere senza una dimora fissa. Il limite massimo di pernottamenti notturni è di tre settimane.

Per questo tipo di servizio la Parrocchia è collegata allo sportello delle povertà estreme del CoeSo, che si occupa di indirizzare nei vari punti di accoglienza notturna della città coloro che chiedono un posto dove dormire, e all’associazione Le querce di Mamre.

….e delle famiglie

L’accoglienza è gestita dal Centro di ascolto della Caritas parrocchiale, che monitora i casi di famiglie in grave difficoltà, insieme al CoeSo. La permanenza nell’appartamento è di tre mesi rinnovabili e ha come supporto la vicinanza del gruppo di servizio per le famiglie attivo in parrocchia.

Il regolamento

La Casa della Carità si è dotata di un regolamento, perché sia un ambiente che accolga ed educhi. Il regolamento vieta, ad esempio, di introdurre alcolici, sostanze stupefacenti oppure oggetti che possano far male agli altri.

Il particolare

Nella Casa della Carità si pensa ai senza fissa dimora, ma anche a coloro che spesso sono i primi loro fidati compagni di vita: gli animali. Adiacente all’ingresso alle due camere è presente un piccolo canile per ospitare eventuali amici a quattro zampe delle persone accolte.

Le tappe della casa della carità

2006 In Parrocchia nasce il desiderio di costruire una casa per un’accoglienza temporanea delle famiglie con sfratto e una camera per i senza fissa dimora 2008 A marzo, con la disponibilità dell’arch. Sara Lotti, la Parrocchia inizia a studiare un progetto
2009 A luglio la Parrocchia ottiene dall’Agenzia del Demanio, proprietaria del terreno, l’autorizzazione alla costruzione. Il 13 settembre viene benedetta la prima pietra 2010 A maggio arriva dal Comune il permesso a costruire
2011 Il 7 luglio viene aperto il cantiere 2012 I lavori subiscono un periodo di interruzione
2013 Riprendono i lavori 2014 A marzo la costruzione della casa è completata. Oggi la festa per l’inaugurazione

 

Costo e raccolta fondi

Il costo complessivo è stato di circa 350.000 euro, frutto della solidarietà diffusa e senza un euro di contributi pubblici. Per la sua realizzazione la Parrocchia ha dato fondo a tutta la fantasia possibile per “inventare” iniziative che potessero permettere non solo di raccogliere risorse, ma anche di coinvolgere in questo sogno un numero sempre più ampio di persone. E così quello della Casa della Carità è divenuto il sogno di molti e ognuno ha messo il suo mattoncino.

89 famiglie si sono autotassate, permettendo di coprire le spese negli ultimi dieci mesi; tanti parrocchiani hanno, poi, accolto la proposta del parroco don Roberto Nelli di vendere l’oro usato: l’iniziativa ha consentito di raccogliere oltre 20mila euro. Inoltre la Parrocchia ha organizzato varie lotterie e aste, i mercatini di piccoli lavori realizzati dalle signore del Centro parrocchiale Santa Marta. Inoltre alcuni volontari hanno preparato, solo in questo ultimo anno, 68 chili di confettura, i cui barattolini sono stati venduti a offerta.

Altro strumento di raccolta fondi sono state le cene offerte dal ristorante-pizzeria Il Querciolo.

In questi anni in Parrocchia c’è stata anche una fiorente attività editoriale per raccogliere fondi da destinare alla costruzione della Casa della Carità. Il farmacista Carlo Ronconi ha dato alle stampe la trilogia “Dottore mi da un’aspirina incandescente?”; “Dottore mi misura la pensione?”; “Dottore mi da le pasticche della felicità?”, in cui ha raccolto il “meglio” dei benevoli ed involontari “strafalcioni” dei suoi clienti. Marco Renzetti ha realizzato il libro “Barzellette”, una raccolta, appunto, di barzellette, battute, storielle divertentissime. Infine le “nonne” del centro Santa Marta hanno pubblicato un libro di ricette tutto da gustare. Euro dopo euro, è stato un lavoro di pazienza di un’intera comunità, che ci ha creduto e non si è mai fatta “rubare” la speranza.

Alcuni dati sulla Parrocchia

Parroco:

mons. Roberto Nelli

Viceparroco:

don Marco Gentile

Diacono permanente:

Marcello Corsini

Congregazioni Religiose:

Congregazione Carmelitane Teresiane

Feste parrocchiali:

Maria SS. Addolorata - 15 settembre

Abitanti:

15mila circa

Sito web:

www.parrocchiaddolorata.it

Orari delle Messe

Periodo Invernale
(dal 1 settembre al 31 maggio)

Feriale: 8.00 - 18.00

Prefestivo: 18.00

Festivo: 8.30 - 10.00 - 11.30 - 18.00

Da novembre a gennaio la Messa feriale del pomeriggio è celebrata alle 17.00

Periodo Estivo
(dal 1 giugno al 30 agosto)

Feriale: 8.00 - 18.00

Prefestivo: 19.00

Festivo: 8.00 - 10.00 - 19.00

Nei mesi di luglio e agosto non si celebra la Messa feriale delle 18.00