“#lafedenonsichiude. Nemmeno dopo Pasqua!” Lettera del Vescovo

Nella nostra famiglia diocesana
abbiamo celebrato i giorni della Pasqua di Risurrezione e ci inoltriamo verso il Mese di Maggio, la festa della Madonna delle Grazie, la Pentecoste… In tutti noi ci sono ancora timori, trepidazioni, problemi seri, domande…
Fremiamo tutti un po’ anche perché non sappiamo se finiranno e quando… che effetti avrà tutta questa storia nella nostra vita personale, sociale, economica, spirituale e comunitaria…


Anch’io, come i vostri sacerdoti, vivo tutto questo, ma vorrei dirvi forte che, come Chiesa cattolica in questo territorio, vogliamo sentirci uniti, vicini e vivi!

In queste strettoie vogliamo avere un respiro di fede grande, cerchiamo di fare il bene possibile, vogliamo continuare negli impegni che abbiamo e in quelli che questa situazione ha messo in campo… Dalla carità (quella in famiglia o coi vicini… quella verso le persone di cui più direttamente si occupa Caritas nelle parrocchie e in città… con l’aiuto di volontari e collaboratori generosi), al lavoro, alla preghiera (personale, in famiglia, celebrazioni come possiamo…).
Vescovo, sacerdoti e alcuni laici responsabili di settori pastorali stiamo in contatto (di persona o tramite social) per condividere la fantasia dell’anima e della volontà. Vorremmo arrivare un po’ equipaggiati a quello che il futuro ci riserva, a quanto ricomincerà, come e quando…

Cose belle
Vi comunico alcune cose belle dei giorni della Pasqua.
In diverse famiglie si è cominciato a pregare un po’ di più insieme, specie per benedire la mensa e ringraziare Dio. Non pochi hanno trovato tempo per ascoltare qualche riflessione sul Vangelo. Diversi si sono dedicati più personalmente alla sua lettura e alla meditazione. Si è cercato di seguire le celebrazioni via Tv o tramite social. Si sono curate di più le relazioni.

In famiglia
Ringrazio i genitori per tutto quello che stanno affrontando e coloro che hanno avuto il coraggio di cominciare a pregare insieme.
State vedendo che si creano occasioni di esser più vicini gli uni gli altri e più attivi nella formazione religiosa dei vostri figli.
Dai più grandi, che vedono la vostra testimonianza, ai più piccoli, alcuni dei quali frequentano il catechismo (in preparazione alla Prima Comunione o alla Cresima) e che voi aiutate più direttamente. Tutti ci eravamo un po’ abituati alla delega (ci pensa il parroco… ci pensano i catechisti…).
Questo tempo ha messo in luce come voi siete i primi responsabili della crescita dei figli anche da un punto di vista della fede. Avete tutti i doni e la grazia per farlo, se vi ci impegnate.
Per questo vi invito a continuare a pregare in famiglia, anche in forma semplice, al mattino o al momento del pranzo e della cena o al termine della giornata.
Usate i piccoli sussidi che vi arriveranno dalla Diocesi o semplicemente, come vi indica il cuore, con parole vostre.

Guardando al futuro
Quanto al futuro, non siamo in grado di prevedere date per ricominciare le celebrazioni con partecipazione di popolo o per fissare Prime Comunioni, Cresime o ricorrenze particolari. Però non lasciamo “vuoto” di sentimento e di rapporto con Dio questo tempo.
Lo dico anche ai catechisti e agli insegnanti di religione (IRC) e voglio incoraggiare quanti (sacerdoti, religiosi e laici) lo stanno già facendo.
Ognuno cerchi di mantenere contatti e di “inventare” qualcosa
per esprimere interessamento, amicizia e ascolto, affiancando,
come potete famiglie, persone e ragazzi…
Ricordate con quale delicatezza e con quanta cura Gesù Risorto si mise a fianco dei due di Emmaus nel loro cammino?

Qualche nota di famiglia
Vi comunico volentieri che sacerdoti, diaconi, seminaristi (e anch’io) stiamo bene, pur condividendo pensieri e preoccupazioni, come tutti. Con la Chiesa Italiana, anche noi vescovi della Toscana ci impegniamo a collaborare con le varie Autorità, perché la responsabilità di tutti favorisca il bene. A livello nazionale ci sono continui contatti perché si faccia il possibile per autorizzare modi di partecipazione più diretta alle espressioni sacramentali della nostra vita cristiana (Santa Messa, sacramenti…).

Infine, con intensità…
Un pensiero speciale e una preghiera per coloro che, anche nel nostro territorio, sono rimasti vittime della pandemia.

– Un senso di vicinanza forte alle loro famiglie e agli ammalati.
– Un sentimento di stima agli operatori e a tutte le autorità sanitarie, civili e militari per il servizio, che mantengono con sacrificio personale e impegno professionale
– Un grazie ai volontari della Misericordia, della Croce Rossa, di Humanitas e a tutti quelli che continuano, nelle comunità parrocchiali, in Caritas o in altre associazioni, a dare il loro generoso aiuto per chi ha bisogno. Il prossimo appuntamento diocesano è la Festa della Madonna delle Grazie il 3 maggio.
Come ogni anno, nelle forme possibili in questa situazione, ogni Parrocchia della città guiderà un giorno della Novena. Tutti i giorni, alle ore 12, davanti alla sua immagine in Cattedrale, continua la supplica alla Madonna delle Grazie, iniziata fin dall’inizio della pandemia. Potete seguire questi momenti e la celebrazione delle Messe attraverso la televisione o i vari social (*).

Se questo vi resta impossibile, state uniti a tutti e al Signore coll’antenna del cuore e dell’anima. Nello Spirito santo non ci sono muri o distanze che tengano tra noi e con il Padre. Fiducioso in Maria, Madre di Gesù e madre nostra, vi benedico! Teniamoci uniti così.

Rodolfo, vostro vescovo

(*) TV9, TV2000, pagina fb della Diocesi

Pasqua: gli orari della Veglia e della domenica di Resurrezione

“La Pasqua di Gesù, dei suoi discepoli, di noi, della Chiesa e del mondo è vittoria della vita sulla morte, è presenza sicura, pienezza, comunione di vita, è infusione di coraggio, perché tutto ciò che la morte ha infettato, tutte le paure, che ha generato, si dissolvano… Sì, anche quest’anno, in cui la Pasqua ci trova chiusi in casa, trepidanti, umiliati in tante illusioni, che il mondo ha costruito e alle quali siamo andati dietro”. Sono le parole del vescovo Rodolfo nel suo messaggio alla comunità maremmana per questa Pasqua che arriva mentre tutti stiamo combattendo la battaglia contro la pandemia e dobbiamo affrontare anche una crisi che sta diventando sociale e dura per molte famiglie.

“Sono cosciente – aggiunge il Vescovo – che le mie parole non avrebbero alcun senso se, quanto accadde a Gesù e ai suoi, non mantenesse ancora la forza consistente e l’amore che invase quei discepoli, rimasti in pochi, insieme, nel Cenacolo.Vorrei dirvi questo: mi colpisce il gesto di Gesù di mostrare le mani e il costato. Mani non più livide di morte, ma calde, vive… Costato che vibrava sopra i battiti del cuore… Ma questo e quelle erano feriti. Avevano incisi i segni, che avevano portato a morte Gesù. Adesso quegli stessi segni erano pulsanti di vita. Forse indicano il suo amore, che continua a farsi carico di tutte le ferite del mondo, il suo cuore che pulsa per ogni offesa fatta all’uomo. Questo – conclude – sostiene la mia fiducia nell’amore di Dio, anche in questi tempi così difficili”.

In questa prospettiva la Chiesa, dopo il silenzio del Sabato santo, entra nella Domenica di risurrezione, inaugurata dalla Veglia pasquale.

Il Vescovo la celebrerà sabato 11 aprile a partire dalle 21, in diretta dalla Cattedrale di Grosseto su Tv9 (canale 16 del digitale terrestre).

“Questa celebrazione nel cuore della notte – spiega don Marco Gentile, direttore dell’ufficio liturgico diocesano – è ben altra cosa che un semplice ricordo della vittoria di Cristo. La Chiesa celebra il suo Mistero: essa si costruisce nella Pasqua e trova la sua forza e la sua solidità nella potenza del Risorto. È il grande memoriale annuale in cui il popolo di Dio, evocando attraverso le parole ed i riti ciò che Dio ha compiuto quando ha fatto passare dalla morte di croce alla vita nuova il suo Servo Gesù, vive in lui ed attraverso di lui questo evento di salvezza”.

Quest’anno anche la veglia pasquale sarà più essenziale. Non ci saranno, infatti, la benedizione del fuoco nuovo, la preparazione e la processione con il Cero pasquale.

La Veglia inizierà con il canto solenne dell’annuncio pasquale e con il cero già acceso.

Anche la liturgia battesimale sarà priva delle litanie, della consacrazione del fonte. Resterà solo il Rinnovo delle promesse battesimali.

Di conseguenza, non potranno essere celebrati battesimi o cresime, né vi sarà l’aspersione dei fedeli con l’acqua.

Domenica di Pasqua, 12 aprile, il vescovo Rodolfo presiederà la Messa delle ore 11 in cattedrale. Diretta su Tv9.

Alle 16.30 il Vescovo celebrerà la Messa di Pasqua dalla cappella dell’ospedale, come segno di vicinanza ai malati e a tutto il personale sanitario. Diretta sulla pagina facebook della Diocesi.

A mezzogiorno in tutte le chiese della Diocesi le campane suoneranno a distesa per annunciare che Cristo è risorto. “Che questo suono arrivi in tutte le case e sia annuncio di festa, di gioia, ci riempia il cuore, perché porta la notizia più grande: Gesù ha vinto la morte”, conclude il Vescovo.

In tutte le chiese parrocchiali i sacerdoti celebreranno, a porte chiuse.

Alcune liturgie saranno trasmesse in streaming:

VEGLIA PASQUALE: ore 21 Rispescia; ore 22.30 Roselle; ore 23 Addolorata (youtube), San Giuseppe, Santa Famiglia.

DOMENICA DI PASQUA: ore 10 Addolorata (youtube), Santa Lucia (youtube), Madre Teresa e Roselle; ore 11 Santa Famiglia, Alberese, Arcille, San Giuseppe. Alle 18 dalla parrocchia dell’Addolorata: Secondi Vespri di Pasqua.

Venerdì Santo: il libretto della Liturgia della Croce

Oggi la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucarestia. La liturgia è composta di tre momenti: la proclamazione della passione, l’adorazione della croce e la Comunione.

                   Predisponiamoci a custodire, anche nelle nostre case, il silenzio con cui inizierà la celebrazione.

                   Quando il Vescovo si prostrerà a terra, tutti coloro che possono si mettano in ginocchio.

                   Lasciamo che il nostro cuore si apra a Colui che ci ha amato fino in fondo, “spezzando” la Sua vita per noi.

                   Tu che hai chiamato madre tua la benedetta, * sei venuto alla passione per tuo libero volere, * facendo luce sulla croce, * perché volevi cercare Adamo, * e dicevi agli angeli: * rallegratevi con me, * perché è stata ritrovata la dracma perduta. * Tu che tutto disponi con sapienza, * o Dio, * gloria a Te!

                   Nel paradiso un tempo * un albero mi ha spogliato, * perché facendomene gustare il frutto, * il nemico ha introdotto la morte; * ma l’albero della croce, * che porta agli uomini l’albero della vita, * è stato piantato sulla terra, * e tutto il mondo si è riempito di gioia. * Vedendolo innalzato, * o popoli, * con fede acclamiamo a Dio: * Piena di gloria è la tua casa!

(dai tropari della Liturgia Bizantina)

L’ufficio liturgico diocesano

Venerdì Santo: le celebrazioni e gli orari

Il venerdi santo, per antichissima tradizione, la Chiesa non celebra l’Eucaristia. In tutte le chiese si tiene la celebrazione della Passione del Signore.

Il vescovo Rodolfo presiederà il rito alle ore 18, dalla cattedrale a porte chiuse, in diretta televisiva su Tv9 (inizio della diretta alle 17.55).

La liturgia si comporrà di tre momenti: la proclamazione della passione secondo Giovanni, l’adorazione della croce e la comunione.

“L’invito che rivolgiamo alla gente – dice don Marco Gentile, responsabile dell’ufficio liturgicoè di predisporsi a custodire, anche nelle nostre case, il silenzio con cui inizierà la celebrazione. Quando il Vescovo si prostrerà a terra, tutti coloro che possono si mettano in ginocchio. Lasciamo che il nostro cuore si apra a Colui che ci ha amato fino in fondo, “spezzando” la Sua vita per noi”.

UN SEGNO DA FARE IN CASA

La Diocesi ha anche preparato un piccolo sussidio nel quale suggerisce dei segni da compiere in famiglia nel triduo pasquale. Per il venerdi santo viene suggerito di radunarsi dinanzi a un crocifisso per celebrare il racconto della passione e morte del Signore (Gv 18,1-19,42); l’adorazione della croce (che qui diventa personale, intima e familiare, magari passandosi il crocifisso); e una preghiera a Maria che sta con noi sul Calvario. “È il momento – dice don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi, che ha curato il sussidio – per affidare alle sue braccia chi soffre per il contagio, chi opera per la cura dei malati, o persone conoscenti in difficoltà”.

E’ bene ricordare che tutte le chiese sono aperte, tranne che nel momento delle celebrazioni. Pertanto i fedeli che desiderano accostarsi alla confessione e alla comunione possono farlo contattando il sacerdote, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale.

In tutte le chiese parrocchiali della Diocesi i sacerdoti celebreranno a porte chiuse la liturgia della Passione, in comunione col popolo.

  • ALCUNE CELEBRAZIONI IN STREAMING

Alle 15 Addolorata (canale youtube della Parrocchia); Roselle (pagina fb) e Santa Lucia (sia fb che canale youtube). Ore 17 San Giuseppe (fb); ore 18 Santa Famgilia e Alberese-Rispescia.

La sera non ci sarà la tradizionale processione di Gesù morto nel centro della città, né altre analoghi riti che erano soliti tenersi in vari paesi. L’invito è a seguire, in diretta televisiva, la Via Crucis presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro, a partire dalle 21.

SCARICA IL LIBRETTO PER SEGUIRE LA LITURGIA DELLA PASSIONE

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Giovedì Santo: il libretto per seguire la Messa in Coena Domini

Questa celebrazione, che dà inizio al Triduo pasquale, è memoria e attuazione dell’ultima cena di Gesù dove Eucaristia e sacerdozio si intrecciano in un legame inscindibile e dove Parola e segno si compenetrano in una unicità e reciprocità di significati.

In questo dono nuziale di Cristo che dona alla Chiesa tutto se stesso, il suo Corpo e il suo Sangue, si anticipa e compie la nuova ed eterna alleanza celebrata sulla Croce. Obbedienti al comando del Signore continuiamo a celebrare il memoriale della sua morte e risurrezione finché egli venga (1Cor 11,26).

La Chiesa riconosce nel Sacramento dell’Eucaristia anche la sua vocazione e la sua identità di Corpo del Signore così, seppur non potendo celebrare questa Eucaristia con tutta l’assemblea dei fedeli, ci riconosciamo uniti. Come infatti il Signore nel segno del pane non si divide e non si spezza ed è interamente presente nell’intero e nel frammento così la Chiesa seppur divisa rimane sempre unita. La celebrazione della Chiesa ci offre il modo di pregare insieme e innalzare comunitariamente il nostro grazie a Dio. Questa anzi è un’esigenza propria di ogni festa liturgica. È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti (Dalle «Lettere pasquali» di sant’Atanasio, vescovo).

Non vivremo questo anno il rito della Lavanda dei piedi. Nella liturgia è sempre un gesto facoltativo, perché esplicativo: rende visibile in un gesto umano il grande mistero del dono che Cristo fa di sé perfettamente compiuto nell’Eucaristia.
Dovremo noi vivere questo gesto, conseguenza dell’essere discepoli in comunione con il maestro. Quest’anno non sarà un rito ma continuerà ad essere la norma della nostra vita.

L’ufficio liturgico diocesano

SCARICA IL LIBRETTO DELLA MESSA IN COENA DOMINI

Giovedì Santo: orari e iniziative in Diocesi

La Messa in Coena Domini apre le celebrazioni del triduo pasquale.

Il vescovo Rodolfo presiederà la Messa alle ore 18 in cattedrale. Diretta televisiva alle 17.55 su Tv9 (canale 16 del digitale terrestre) e sull’app dell’emittente televisiva.

E’ bene ricordare che tutte le chiese sono aperte, tranne che nel momento delle celebrazioni. Pertanto i fedeli che desiderano accostarsi alla confessione e alla comunione possono farlo contattando il sacerdote, nel rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale.

Questa celebrazione – spiega don Marco Gentile, direttore dell’ufficio liturgicoè memoria e attuazione dell’ultima cena di Gesù, dove Eucaristia e sacerdozio si intrecciano in un legame inscindibile e dove Parola e segno si compenetrano in una unicità e reciprocità di significati. Non vivremo questo anno, per ragioni di sicurezza sanitaria, il rito della Lavanda dei piedi. Nella liturgia è sempre un gesto facoltativo, perché esplicativo: rende visibile in un gesto umano il grande mistero del dono che Cristo fa di sé perfettamente compiuto nell’Eucaristia. Dovremo noi vivere questo gesto, conseguenza dell’essere discepoli in comunione con il maestro. Quest’anno non sarà un rito, ma continuerà ad essere la norma della nostra vita”.

In tutte le chiese parrocchiali della Diocesi i sacerdoti celebreranno a porte chiuse in comunione col popolo.

  • ALCUNE CELEBRAZIONI IN STREAMING

Alcuni Parrocchie riusciranno a trasmettere le celebrazioni in streaming sui social: Roselle alle 16.30 (facebook); San Giuseppe alle 17.30; Santa Famiglia alle 18; Alberese-Rispescia alle 19; all’Addolorata alle 21 (sul canale youtube della Parrocchia).

Quest’anno non potranno essere allestiti neanche gli altari della reposizione, popolarmente chiamati “sepolcri”, al fine di evitare possibili assembramenti. Di conseguenza non ci saranno neppure momenti di adorazione eucaristica comunitari. Tuttavia due iniziative sono state messe in campo.

Alle 21, in diretta sul profilo facebook e sul canale youtube della Parrocchia, la comunità di Santa Lucia offrirà la possibilità di vivere un momento di preghiera animato.

Anche i giovani non si sono dati per vinti.

  • #NELTABERNACOLODELCUORE: DAI GIOVANI STAFFETTA DI PREGHIERA NOTTURNA DALLE CASE

Dal cuore dei giovani di Azione Cattolica è nata un’idea nuova: #neltabernacolodelcuore.

Il servizio diocesano di pastorale giovanile ha sentito di accoglierla con gioia, in comunione con il vescovo Rodolfo.

Sarà data vita a una staffetta di preghiera nelle case a partire dalle 21.00 del Giovedì Santo per terminarla al mattino seguente alle 8.00, concludendo con la preghiera delle Lodi che saranno trasmesse dal vivo dalla chiesa dell’Addolorata, sul canale youtube

“La notte di preghiera – spiega don Stefano Papini, responsabile del servizio di pastorale giovanile – sarà suddivisa in turni di mezz’ora che saranno coperti da giovani che si metteranno in preghiera in una connessione che non sarà quella abituale, dello smartphone, ma uniti nello Spirito: uniti dalla voglia di starGli accanto negli ultimi passi prima della Passione”.

Da giorni la pastorale giovanile ha attivato, attraverso i social, un link di drive dove i ragazzi hanno iniziato a iscriversi per coprire i turni.

A guidare i giovani nella preghiera saranno i capitoli dal 13 al 18 del Vangelo di Giovanni, dal racconto dell’Ultima Cena a quello della cattura di Gesù nel Getsemani, suddivisi in versetti per ogni fascia oraria. “Come segno di comunione – conclude don Papini – la pastorale giovanile propone di vivere la preghiera in un luogo comodo ma decoroso. Ad esempio: su un tappeto, alla scrivania, davanti ad un crocifisso. accendendo una candela e aprendo la Bibbia di carta, per capire che si sta vivendo un momento diverso dal solito”.

Settimana Santa: dalle Cei tre sussidi per famiglia, bambini, adolescenti

L’ufficio catechistico della CEI insieme all’ufficio famiglia hanno preparato dei sussidi per vivere la Settimana Santa in famiglia e come famiglia.

Scarica i sussidi per la famiglia, i bambini e gli adolescenti su: www.chiesacattolica.it/famiglia

Domenica delle Palme, l’omelia del vescovo Rodolfo

Fratelli e sorelle,

desidero darvi una parola, un pensiero qui dalla cattedrale di Grosseto attraverso Tv9, che, insieme ad altri mezzi, ci sta permettendo di superare le chiusure che la pandemia ha imposto.

E’ il giorno delle Palme!

Ricordo, da piccolo, le prime volte che anch’io ho potuto partecipare a questa liturgia, alla processione con l’ulivo in mano… La gioia di cantare con gli altri bambini, in parrocchia, la preparazione per fare l’ingresso solenne in chiesa… Ricordo anche la bellezza a Gerusalemme, da Betania, su, al monte degli Ulivi: migliaia e migliaia di persone per ricordare questo momento entusiasmante intorno a Gesù da parte di tutti.

La Parola di Dio che abbiamo ascoltato, all’inizio ci parla della festa, perché Gesù viene, Gesù arriva in mezzo al suo popolo, arriva nella sua città. Poi la lunga, bella, intensa lettura del Vangelo della Passione ci ha raccontato, invece, il dramma del rifiuto e ci ha messo, con commozione, ancor di più dinanzi alla debolezza di Gesù, figlio di Dio; direi alla fragilità di Dio, pieno di dignità, ma fragile, appunto; fattosi debole come ciascuno di noi.

Questo è il mistero, è la realtà grande che entra nella nostra vita e nella quale, attraverso questa Settimana, entriamo ancor più profondamente.

Lo sappiamo, lo abbiamo ripetuto tante volte: è una Settimana Santa che appare più povera nei suoi segni, ma forse, proprio per questo, possiamo guardare a Lui con più intensità, con più sicurezza che se avessimo avuto più segni; come se lo avessimo sentito raccontare solo vincitore anche su quella terribile reazione di patimenti, di processi…

Invece adesso posso cercarLo di più nel dolore, nelle ferite, nei morti, nelle vittime di questi giorni; posso intravederlo di più nel pianto di tanti, in questa Gerusalemme che è il mondo ferito dalla pandemia; in questo Getsemani dove anche Gesù ha pianto, chiedendo a Dio Padre di essere liberato da quel momento di prova; o nel calvario, dove Lui stesso ha subito l’onta della morte.

Nella povertà di questi giorni, forse siamo aiutati a vederLo di più, come diceva papa Francesco il 27 marzo scorso, nei segni che abbiamo. A partire dalla preghiera: quella drammatica del Pontefice solitario in piazza San Pietro; o quella incerta di tutti noi, che nelle nostre famiglie o attraverso i mezzi di comunicazione, dobbiamo inventare modi nuovi che esprimano il nostro stare davanti a Dio. Papa Francesco diceva: “In questi giorni abbiamo due armi:la preghiera e il servizio”. Il servizio di quanti, prendendo le misure di Gesù, mettono la loro vita a rischio per gli altri.

Questo Gesù fragile; questo Gesù ferito è il Dio in cui credo, è il Messia che è osannato, ma anche tradito; è il Signore che compie miracoli, ma è anche sconfitto e tuttavia rimane sempre nell’amore obbedendo al Padre.

E questo Dio, che si è fatto povero, fragile come siamo noi, ha seminato nella storia – mia, nostra, del mondo – la resurrezione, la vittoria sulla morte

Il Vangelo della passione terminava col sigillo sulla tomba, ma quel sigillo sarà spezzato!

Allora, fratelli, in questi giorni, vivendo anche attraverso i media la memoria della passione, morte e resurrezione di Gesù, appoggiamo su di Lui – così come lo conosciamo, così come ci è raccontato dal Vangelo, così come lo celebriamo – tutto quello che abbiamo in cuore, sussurrando o anche gridando, perché qualcosa ci ferisce, ci fa male.

Questa settimana è la settimana della verità: la verità dei sentimenti, la verità delle esperienze umane, che passano dagli entusiasmi facili ai fallimenti; che sono amore e dolore, che sono sempre vita e morte, vita o morte. E quest’anno, tutto questo, che è la vita dell’uomo, lo viviamo in maniera esponenziale per la sofferenza che il mondo sta affrontando. Però – e questa è la nostra fede, questa la forza della liturgia anche se non possiamo parteciparvi direttamente, ma i muri non chiudono lo spirito né separano i sentimenti e la comunione – celebrando, riviviamo Gesù figlio di Dio fatto nostro fratello, che nei suoi giorni ha attraversato tutte queste esperienze.

Viviamo, allora, tutto con Lui, imparando da Lui, anche con fatica, l’affidamento al Padre, sempre, portati da Lui.

Avremo modo di partecipare in diretta alle celebrazioni, ma c’è una diretta ulteriore: è l’amore. Per questo invito ognuno di noi ad un sussulto di interiorità, di attenzione, di preghiera – personale e in famiglia – di ascolto, di lettura, di meditazione della parola di Dio, di tempo dato al racconto, alla condivisione e anche a qualche segno, che potete creare con quello che vi suggerisce l’amore, la fantasia, l’affetto per le vostre famiglie.

In questa Quaresima, ogni giorno la Madonna delle Grazie, dal nostro santuario, ci ha accompagnati. Le chiediamo di farlo ancor più intensamente adesso, con il suo cuore, con il suo amore e il suo dolore, ma anche con la sua fiducia in Gesù e nel Padre, che l’ha scelta per essere madre del Suo figlio. Nei giorni della passione e morte del Figlio, fu chiamata anche ad essere madre nostra, per questo le affidiamo il cuore di ognuno di noi, in questa cattedrale vuota, che mi fa pensare alla Chiesa che siamo e ad ogni fratello.

Così ci incamminiamo nel mistero intenso di questi giorni.

Ci accompagni la parola di Dio, ci sostenga il cuore e l’amore che Dio ha seminato in ciascuno di noi.

+Rodolfo

#neltabernacolodelcuore: il giovedì santo staffetta di preghiera dei giovani dalle case

Tra i segni che quest’anno mancheranno nella celebrazione della Settimana Santa c’è anche il tradizionale “giro dei sepolcri”, ovvero la peregrinatio, preferibilmente a piedi, da una chiesa all’altra – nella notte del giovedì santo – per sostare in preghiera davanti agli altari della reposizione.

Un appuntamento che ha sempre coinvolto molto anche i giovani.

Dal cuore dei giovani di Azione Cattolica è nata, allora, un’idea nuova: #neltabernacolodelcuore.

Il servizio diocesano di pastorale giovanile ha sentito di accoglierla con gioia, in comunione con il nostro Vescovo Rodolfo.

In cosa consiste?

Molte delle realtà giovanili, nella notte del Giovedì Santo, hanno la tradizione di fare il “giro delle 7 chiese” e, successivamente, in alcune parrocchie anche i nostri giovani restano la notte per l’Adorazione all’Altare della reposizione. L’idea è di dare vita a una staffetta di preghiera nelle case a partire dalle 21.00 del Giovedì Santo per terminarla al mattino seguente alle 8.00, concludendo con la preghiera delle Lodi che saranno trasmesse dal vivo (verranno date successive indicazioni sulla piattaforma che verrà utilizzata)

La notte di preghiera sarà suddivisa in turni di mezz’ora; ogni mezz’ora sarà “coperta” da giovani che si metteranno in preghiera in una connessione che non sarà quella abituale, dello smartphone, ma uniti nello Spirito: uniti dalla voglia di starGli accanto negli ultimi passi prima della Passione. La pastorale giovanile ha, quindi, predisposto un Foglio di Drive ( http://bit.ly/neltabernacolodelcuore) suddiviso in fasce orarie dove i giovani si potranno iscrivere.

> Quale sarà il filo rosso della veglia?

A guidare i giovani nella preghiera saranno i capitoli 13-14-15-16-17-18 del Vangelo di Giovanni, dal racconto dell’Ultima Cena a quello della cattura di Gesù nel Getsemani, suddivisi in versetti per ogni fascia oraria. Ovviamente, ricordandosi di meditare i versetti assegnati, ogni giovane potrà poi muoversi e approfondire la lettura come vorrà. Come segno di comunione, la pastorale giovanile propone di vivere la preghiera in un luogo comodo ma decoroso. Ad esempio: su un tappeto, alla scrivania, davanti ad un crocifisso.. accendendo una candela e aprendo la Bibbia di carta, per capire che si sta vivendo un momento diverso dal solito.

Domenica delle Palme: il sussidio liturgico per seguire la Messa

Siamo giunti all’inizio della Settimana Santa, che si apre con la Domenica di Passione, detta più tardi (VII secolo) Domenica delle Palme.

La nostra celebrazione si compone di due momenti diversi: la benedizione delle palme, con la commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, e la celebrazione solenne della Passione di Cristo.

Da dove viene l’uso di benedire i rami?

Di quale pianta, palma o ulivo?

L’origine del rito viene dall’uso che la Chiesa di Gerusalemme ha osservato fin dal IV secolo. L’entrata trionfale di Gesù nella Città Santa, secondo la profezia di Zaccaria (9,9) è una delle più chiare affermazioni della sua messianicità. Così, noi imitiamo le folle festanti che accolsero Gesù come il Benedetto, Figlio di Davide, che viene nel nome del Signore. Il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma con delle varianti: Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi, o fronde prese dai campi, Luca non ne fa menzione mentre solo Giovanni parla di palme (Mt 21,1-9; Mc 11,1-10; Lc 19,30-38; Gv 12,12-16). Proprio questa differenza dei quattro Vangeli ha favorito l’uso delle piante più diffuse e facili da raccogliere in ogni zona. Per di più l’ulivo, che in Italia si è sempre usato insieme ai rami di palma, viene caricato, nella Sacra Scrittura, di molti significati allegorici.
Sull’utilizzo dei rami di palma dobbiamo riferirci ad un uso ebraico della festa di Sukkoth, la festa delle capanne (Lv 23,39-43). Il nome di Sukkoth (capanne) le deriva da quello del primo accampamento sorto dopo questi che gli ebrei ebbero lasciato l’Egitto. Nel tempo trascorso nel deserto, essi avevano goduto, come unica protezione in cui confidare, solo della Šekhinah, la presenza divina, disponendo esclusivamente, come tetto, di una fragile capanna. La festa ricorda quindi ai figli d’Israele il tempo in cui, non avendo dimora stabile, la loro sopravvivenza era dipesa solo dall’Onnipotente; Due sono gli elementi che caratterizzano tale ricorrenza: la sukkah (capanna) e il lulàv. Gli ebrei per sette giorni vivevano in una capanna, costruita di fronte alle loro abitazioni. Il lulav invece è un intreccio di rami di quattro specie: un ramo di palma, cioè il lulàv propriamente detto, tre rami di mirto, due di salice, e un cedro.

Accogliere Gesù al suo ingresso in Gerusalemme, sventolando il lulav¸ richiamando la fesa delle capanne, significava riconoscere il Maestro di Nazareth come la presenza piena e definitiva di Dio in mezzo al suo popolo. Era veramente così: quando alcuni farisei, scandalizzati di questo, chiesero al Signore di far tacere i suoi festanti discepoli, il Gesù rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc 19,40).

Ufficio liturgico diocesano

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Settimana Santa, ecco come saranno le celebrazioni

Circa la settimana Santa l’ufficio liturgico diocesano riassume, giorno per giorno, le disposizioni della Congregazione per il Culto e la Disciplina dei Sacramenti, della CEI e della Conferenza Episcopale Toscana.

Domenica delle Palme

1.      Si celebrerà la Santa Messa in Cattedrale e nelle parrocchie senza concorso di popolo.

2.      I Vescovi toscani desiderano che anche le chiese parrocchiali commemorino l’ingresso di Gesù in Gerusalemme. Si benedirà una quantità simbolica di olivo ovvero solo per il celebrante. Per ragioni di sicurezza, valutate dai Vescovi con le competenti autorità, non si farà in nessun modo distribuzione alla gente di questo segno.

Messa Crismale

1.      È rimandata a data da destinarsi e che sarà indicata dalla CEI in sintonia con quanto il Santo Padre stabilirà per la Diocesi di Roma.

2.      Gli Oli che sono stati benedetti nella Messa del Crisma dello scorso anno vengono conservati e se ne farà uso fino a quando non verrà celebrata la Messa del Crisma in questo anno.

Giovedì Santo

1.      Si celebrerà la Santa Messa nella Cena del Signore in Cattedrale e nelle parrocchie senza concorso di popolo.

2.      La lavanda dei piedi, già facoltativa, si omette.

3.      Al termine della Messa nella cena del Signore si omette la precessione e il Santissimo Sacramento viene riposto, normalmente, nel tabernacolo. Non si allestiranno quindi altari per la reposizione.

Venerdì Santo

1.      Si celebrerà la Passione del Signore in Cattedrale e nelle parrocchie senza concorso di popolo.

2.      Nella preghiera universale si aggiunge un’intenzione per la situazione attuale. Si leggerà il testo preparato dalla CEI che modifica la preghiera X “per i tribolati”.

3.      La celebrazione della Passione si chiude in silenzio ed è bene che questo venga custodito come atteggiamento interiore ed esteriore. Essendo sospese tutte le manifestazioni di pietà popolare si stabilisce che, dopo la Celebrazione della Passione del Signore, non si trasmettano attraverso i media altre celebrazioni o momenti di preghiera. Chi vorrà potrà seguire le trasmissioni che proporranno la Via Crucis del Santo Padre.

Veglia Pasquale

1.      Si celebrerà in Cattedrale e nelle parrocchie senza concorso di popolo.

2.      Si omette la benedizione del fuoco e la processione con il cero. La celebrazione inizierà, con il cero pasquale acceso, dall’annuncio pasquale (Exultet). Segue normalmente la liturgia della Parola.

3.      Per la liturgia battesimale si rinnovano soltanto le promesse battesimali. Non ci sarà consacrazione del fonte e aspersione. Non si celebreranno i sacramenti dell’iniziazione.

Giorno di Pasqua

1.      Si celebrerà la Santa Messa in Cattedrale e nelle parrocchie senza concorso di popolo.

2.      I Vescovi toscani chiedono che tutte le chiese suonino le campane a festa alle ore 12.00.

***

Alcune attenzioni pastorali

1.      Fintanto che rimarranno in vigore le restrizioni concernenti le celebrazioni con il popolo i fedeli potranno accostarsi alla comunione in forma privata. I sacerdoti dedichino tempo a questo servizio.

2.      La stessa disponibilità si assicuri per le Confessioni individuali, sempre evitando che l’accesso da individuale e controllato possa trasformarsi in afflusso di gente ed evento comunitario. Si ricordi peraltro a tutti, che particolarmente in questa situazione di emergenza, ciascuno può rivolgersi nell’intimo della propria coscienza a Dio con un atto di pieno pentimento, da cui scaturisce il perdono dei peccati commessi anche mortali, purché al tempo stesso ci si impegni a confessare i peccati non appena sarà possibile accedere alla Confessione individuale.

Tutte le celebrazioni della Settimana Santa in diretta su Tv9

Di fronte al permanere della impossibilità di celebrazioni liturgiche con la presenza del popolo e avvicinandosi la Pasqua, la Diocesi, in conformità a quanto stabilito dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (http://www.cultodivino.va/content/cultodivino/it/documenti/decreti-generali/decreti-generali/2020/decreto-triduo-pasquale-2020–ii-.html), dalla Cei e dalla Conferenza Episcopale Toscana (scarica gli allegati) ha dato indicazioni precise ai sacerdoti su come celebrare la Settimana Santa.

Grazie alla collaborazione con Tv9 Telemaremma, tutte le celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal Vescovo Rodolfo dalla Cattedrale, saranno trasmesse in diretta televisiva (canale 16 del digitale terrestre) e in streaming dalla app dell’emittente (scaricabile sia sullo smartphone e sul tablet)

spot sulle celebrazioni della Settimana Santa in diretta su Tv9

Settimana Santa, sussidio per pregare in casa

Carissimi,

i Vescovi Toscani, nel loro comunicato per la Settimana Santa 2020, hanno raccomandato alle famiglie, oltre a unirsi spiritualmente alle celebrazioni liturgiche anche con l’ausilio dei mezzi radiotelevisivi ed informatici, di trovare in altri momenti del giorno un tempo per la preghiera ed hanno chiesto agli uffici liturgici diocesani di proporre testi adeguati.

In accordo con il Vescovo Rodolfo abbiamo preferito non comporre un testo proprio per la Diocesi di Grosseto, ma bensì proporre ed utilizzare il sussidio fornito dalla Conferenza Episcopale Italiana.

È una scelta di unità: unirsi a tante famiglie di Italia, non solo nella comunione di un solo battesimo ma anche nella recita della medesima preghiera.

Certamente, rispetto alla proposta generale, ogni famiglia potrà e dovrà adattare il testo e le proposte alla propria realtà e possibilità: numero di componenti, età dei figli, relazioni, storia familiare compongono una varietà di circostanze che caratterizzano ciascuna famiglia come “unica”, ma allo stesso tempo, come tutte, Chiesa domestica, dove il Signore ha preso dimora.

Il Vicario Generale unitamente all’ufficio diocesano per la pastorale familiare ha preparato una lettera per le famiglie con delle indicazioni che possano accompagnare, completare e adattare il testo nazionale.

don Marco Gentile, direttore ufficio liturgico diocesano

Segni per vivere il Triduo Pasquale in famiglia

«La Chiesa che si riunisce nella casa» (cfr 1 Cor 16,19)

«La famiglia vive la sua spiritualità essendo Chiesa domestica e cellula vitale per trasformare il mondo» (cfr. AL 324).

Così Papa Francesco, nell’Amoris laetitia delinea la missione di un uomo e una donna che, sposandosi, intendono essere per i loro figli il grembo che li genera alla fede.

Agli inizi della cristianità le celebrazioni erano domestiche e le pareti della casa risuonavano di intensa preghiera. In questi giorni non possiamo frequentare le chiese e stiamo vivendo un digiuno forzato di vita comunitaria, per arginare il diffondersi della pandemia. Sarà allora un Triduo Pasquale nel quale dovremo valorizzare, accanto alle celebrazioni condivise attraverso la TV e i social, la dimensione domestica della spiritualità.

Ecco, qui sotto, da scaricare un piccolo sussidio curato da don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi e responsabile della pastorale familiare per la Cet, con piccole indicazioni per percepire, in famiglia o con gli affetti più cari, il profumo della Pasqua.

SCARICA IL SUSSIDIO

Settimana Santa e Pasqua: il Messaggio del vescovo Rodolfo

Come ogni anno,

avvicinandosi la Pasqua, sento il bisogno di scrivervi gli auguri.

Però la situazione che viviamo tutti è così seria, che pensare di augurare qualcosa mi pare retorico, inutile… D’altro lato, proprio per la gravità delle cose, sento ancor più urgente farvi giungere qualche parola che abbia davvero il sapore di Pasqua.

Le mie avrebbero poco valore, per questo ricopio, dal Vangelo di Giovanni, le prime parole di Gesù risorto: Pace a voi! e il primo gesto con cui si manifestò ai suoi: Mostrò loro le mani e il costato e la prima reazione dei discepoli vedendolo furono pieni di gioia e lui, di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi!

Parole, gesti e sentimenti di cui abbiamo tanto bisogno!                    

Come noi, anche gli apostoli erano chiusi in casa, per paura!

Che cuore angosciato dovevano avere!

Avevano perso tutto, sui loro sogni era calato il buio della morte del Maestro e si era aperto il baratro del fallimento. Le porte del cenacolo erano chiuse per paura che qualcuno venisse ad arrestare anche loro, ma avevano paura anche di uscire fuori: l’esecuzione pubblica del Maestro, condannato alla crocifissione, aveva fatto calare un’ombra di vergogna su tutti loro…

        Gesù entrò a porte chiuse e stette là in mezzo a loro.

Fuori ancora c’erano gli avversari che l’avevano avuta vinta, certo, ma in mezzo a loro c’era di nuovo il Signore, il Maestro, liberato dai lacci della morte!

        La prima parola liberò i loro cuori rattrappiti dalla paura e li riempì: Pace a voi!

Brillarono gli occhi, di gioia.

Pace!

Ora Gesù li spingeva fuori, li mandava come il Padre aveva mandato lui. E quella parola, Pace, era piena della forza dell’amore potente di Dio: Ricevete lo Spirito Santo… E alitò su di loro, come aveva fatto il Creatore sul primo Adamo: mise in loro quel respiro di vita che il Padre gli aveva ridato, risuscitandolo dalla morte.

Fratelli, non so sinceramente cosa di preciso augurare, ma so che questo è il contenuto della Pasqua di Gesù, dei suoi discepoli, di noi, della Chiesa e del mondo: è vittoria della vita sulla morte, è presenza sicura, pienezza, comunione di vita, è infusione di coraggio perché tutto ciò che la morte ha infettato, tutte le paure, che ha generato, si dissolvano…

        Quei discepoli, uomini e donne limitati come noi e fino a poco prima tremanti di paura, vennero mandati a comunicare questo al mondo!

        Ogni vescovo, ogni ministro del Vangelo continua la testimonianza degli apostoli: ecco, io sto con voi dinanzi a questo evento e mi ci aggrappo e lo dico a tutti. Sì, anche quest’anno, in cui la Pasqua ci trova chiusi in casa, trepidanti, umiliati in tante illusioni, che il mondo ha costruito e alle quali siamo andati dietro.

        Un accenno di riflessione, cosciente che le mie parole non avrebbero alcun senso se, quanto accadde a Gesù e ai suoi, non mantenesse ancora la forza consistente e l’amore che invase quei discepoli, rimasti in pochi, insieme, nel Cenacolo.

        Vorrei dirvi questo: mi colpisce il gesto di Gesù di mostrare le mani e il costato.

Mani non più livide di morte, ma calde, vive…

Costato che vibrava sopra i battiti del cuore…

Ma questo e quelle erano feriti. Avevano incisi i segni, che avevano portato a morte Gesù. Adesso quegli stessi segni erano pulsanti di vita. Forse indicano il suo amore, che continua a farsi carico di tutte le ferite del mondo, il suo cuore che pulsa per ogni offesa fatta all’uomo.

        Questo sostiene la mia fiducia nell’amore di Dio, anche in questi tempi così difficili…

Ricordate l’apostolo Tommaso che, per credere che Gesù era risorto dai morti e vivo, pretese di vedere quelle ferite e di toccare quella piaga…?  Pochi giorni dopo Gesù venne per lui e, di fronte ad esse, egli cadde in ginocchio: Signor mio e Dio mio!

Ricordate le parole di Gesù?

Tu hai creduto, Tommaso, perché hai visto, ma beati quelli che pur non avendo visto crederanno.

Forse pensava a noi.

Sì, fratelli, a quanti di noi, in questi giorni di Pasqua e di pandemia mescoliamo fede, paura e anche un po’ di dubbi, di poca fede… Forse le parole di Gesù ci fanno rientrare nella sua profezia benedicente.

Siamo noi coloro ai quali non è dato di vedere, di capire granché o di spiegare… ma ci fidiamo, crediamo in lui. Beati noi, allora… felici noi, se…

        Questo auguro a tutti e chiedo per me e per voi: la beatitudine di appoggiare sulle parole di Gesù quanto stiamo vivendo in questo tempo. Ascoltiamo, nel profondo del cuore, tutto questo, non come qualcosa di risaputo, ma come nuovo annuncio che viene a noi dalla sua Parola. Essa è Spirito e vita e lo Spirito genera in noi questa fiducia, questa fede mai sradicabile.

Nessuno si nasconde la realtà e nessuno ha visioni risolutive… Come tutti, anche noi vediamo attorno pericoli pesanti… Certo, ma questo respiro non ci sarà tolto. E’ il respiro della fede, alla quale Pasqua dà sempre alito nuovo.

        La Festa quest’anno sarà celebrata in forma scarna, essenziale, quasi povera…

Scrivo anche a voi, come ai sacerdoti: questa situazione può essere l’occasione di vivere con più convinzione la nostra relazione con Gesù nel suo amore per noi fino alla fine… Possiamo riascoltare più nitido quel grido di vittoria sulla morte, che ci è stato consegnato nel Battesimo come la verità più nuova e feconda della storia: tratti fuori dalla morte e immersi nella sua vita!

        Ci mancheranno tanti segni (ulivo benedetto, lavanda dei piedi, processioni, visita alle sette chiese, il fuoco acceso sul sagrato…); sarà difficile potersi confessare e fare la comunione…  Mancherà anche la tradizionale benedizione delle uova di Pasqua…

Resta la celebrazione dell’Ultima Cena, memoriale di quel pane dato e sangue versato per noi! Resta l’Adorazione della Croce, misura di un amore infinito!  Resta l’accensione del Cero nella notte di Pasqua, segno di vittoria su ogni tenebra!…

Resta tutto l’essenziale! Per voi e per tutti! Ve lo assicuro! 

Il non vedere nessuno in cattedrale o nelle chiese spingerà il cuore mio e di tutti i vostri sacerdoti ad essere lì ancor più a nome vostro, a celebrare davvero ancor più uniti a voi, per voi!

        Termino con un invito: prendiamo tempo per noi… apriamo il cuore a quello che sta avvenendo, non facendoci prendere dall’angoscia per i problemi, gravi, reali e crescenti (salute, economia, lavoro, ordine pubblico…), ma guardiamoli uno ad uno mentre li deponiamo, con la fede che abbiamo, nelle mani ferite di Gesù o accanto al costato del Crocifisso-Risorto!

        Papa Francesco, all’inizio della Quaresima, prima che cominciasse da noi il dramma della pandemia, ci invitava a guardare le braccia aperte del Cristo sulla croce, non solo perché lì ci ritroviamo i nostri pesi, ma anche perché dentro a quelle piaghe c’è il suo amore appassionato per ognuno di noi, fino a dar la vita…

Scriveva il Papa: Lasciatevi salvare nuovamente da Cristo!

Lasciamoci abbracciare, Lui può anche ora, senza rischi! Ricordate la sua preghiera di venerdì 27 marzo?!

        E infine un suggerimento: don Paolo, Vicario generale della Diocesi, ha preparato alcune indicazioni per le famiglie per aiutare genitori, figli, nonni, nelle situazioni attuali, a celebrare in casa il Triduo Sacro: mettetele in pratica, sono semplici e significative.

Nel giorno di Pasqua il capofamiglia benedica i propri cari!

Curate bene tutto: il pranzo, lo scambio di auguri…

Non dimenticatevi dei malati e dei poveri.

Pregate, fiduciosi nella vita eterna, frutto della resurrezione, per le vittime del Coronavirus e per le loro famiglie.

        E ora, con tutto il cuore: grazie ai collaboratori più stretti in Diocesi e nelle Parrocchie…  e un grazie speciale a tutti quelli che, con rischio e sacrificio, sono in prima linea nella lotta al Coronavirus…

        Per tutti queste parole che vi mando, ripartendo dal saluto di Gesù Risorto: Pace a voi! 

Che sia Pasqua di resurrezione davvero, per tutti!

                               Con fiducia, vi benedico!

      +Rodolfo, vostro vescovo

Grosseto, dal Palazzo Vescovile 29 marzo 2020

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