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Morto don Sandro Spinelli, per vent’anni parroco a Punta Ala

Morto don Sandro Spinelli, per vent’anni parroco a Punta Ala

Brianzolo, era arrivato in Maremma nel 1998. In Diocesi molte le responsabilità e gli incarichi rivestiti

Grosseto – A distanza di pochi mesi, la morte ha fatto di nuovo visita nella fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo e indirettamente anche nella Chiesa di Grosseto.

Nella tarda serata di giovedi, infatti, è deceduto don Sandro Spinelli, per 20 anni prete a servizio della Diocesi di Grosseto.

Il decesso è avvenuto a Trento, dove vive la sorella da cui don Sandro si era ritirato ormai da oltre un anno per far fronte alla battaglia contro un tumore che lo aveva colpito. Ha combattuto fino alla fine senza posa e aggrappandosi alla fede.

Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 8 luglio.

“Lo avevo sentito per messaggio qualche giorno fa e avevo capito che faticava molto e lottava – racconta il vescovo Rodolfo – Mi faccio vicino a tutta la Fraternità san Carlo per ringraziare con loro il Signore per tutto quello che don Sandro ha operato in questa Diocesi. La sua intelligenza, il suo zelo di fede, la sua umanità e la sua creatività sono stati un dono di cui tanti hanno gioito. Il suo impegno si è manifestato in tanti campi, sempre con una sua caratterizzazione specifica: era don Sandro! Il suo lavoro a Punta Ala-Pian d’Alma ha avvicinato tantissime persone e quando ha lasciato la Diocesi molti ne hanno sofferto”.

Commosso il ricordo del suo confratello don Gianni Malberti: “Ci conoscevamo dai tempi del Seminario, siamo diventati preti insieme. Sandro è sempre stato un uomo di grande empatia con la gente, aveva una grande capacità di relazione. Era dotato anche di grande ironia. Sapeva mettere la gente a suo agio”.

Brioso, acuto, dotato di una cultura molto vasta, don Sandro – assieme a don Antonio Maffucci e don Antonio “Anas” Anastasio, che lo hanno preceduto nella vita eterna e a don Gianni Malberti, parroco a Castiglione della Pescaia – aveva fatto parte del nucleo originario di preti che, catturati dal carisma di Comunione e Liberazione, avevano dato vita all’esperienza della Fraternità San Carlo. Era giunto in Maremma nel 1998 e vi si era subito inserito con grande facilità, aiutato da un carattere aperto. Per diciannove anni è stato parroco di Punta Ala-Pian d’Alma e fino al 2007 anche di Tirli, abbinando all’attività parrocchiale quella di docente di Teologia morale e Teologia dell’arte all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Grosseto. Per diversi anni è stato anche responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale dando un contributo importante alla valorizzazione del culto di san Guglielmo anche grazie al libro “Guglielmo penitente in Maremma. La fecondità di un incontro”, scritto in occasione della ricognizione delle reliquie del santo, sparse in diverse località del territorio, a cura del dipartimento di scienze archeologiche dell’Università di Pisa. Fu un lavoro corposo, a cui collaborarono varie professionalità e che permise non solo di dare conto della complessa opera di ricognizione sui resti del santo, che portarono anche ad una ricostruzione fisiognomica, ma anche a rimettere insieme devozioni, tradizioni, folklore intorno all’eremita di Malavalle.

Nel 2014 curò un’altra pubblicazione “Guardare…per riconoscere il farsi strico del mistero”, una sorta di compendio alle venti formelle del Rosario realizzate dall’artista Arnaldo Mazzanti per la cappella della luce presso il monastero di Siloe.

Don Sandro ha ricoperto anche incarichi in organismi diocesani: consiglio episcopale, consiglio presbiterale, della commissione diocesana per l’arte sacra. Era stato anche assistente ecclesiastico del Meic (movimento di impegno culturale) di Grosseto, della pastorale universitaria, di direttore dell’ufficio per la pastorale culturale. Nel 2004 era stato chiamato a rappresentare la Diocesi nel comitato etico della Asl, incarico che ha portato avanti per vari anni.

Nato in Brianza nel 1951, licenziato in teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, era prete dal 1982. Agli inizi del suo ministero era stato vice parroco a Milano, poi per un periodo a Vallo della Lucania parroco di S.Maria della Vittoria, direttore dell’ufficio catechistico e responsabile delle vocazioni adulte. Dal 1985 al 1991 fu a Roma come economo generale della Fraternità San Carlo e direttore della casa di formazione, nonché insegnante di religione in una scuola superiore. Nel 1991 era stato inviato a Napoli come rettore dell’Istituto Santa Dorotea, istituto paritario che dalle materne arriva fino al liceo. Nel 1995 un nuovo cambiamento: don Sandro si trasferì a Cosenza come cappellano della casa circondariale, assistente diocesano dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti e del Movimento lavoratori di azione cattolica.

Alla fine del 1998 l’approdo in Maremma dove è rimasto fino al marzo 2018 quando, d’accordo con i superiori della Fraternità San Carlo, fu trasferito nell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino come parroco delle comunità di Pievescola e Mensano. Un impegno pastorale che però non è durato molto per il sopraggiungere della malattia.

Don Sandro dal 2009 era anche cavaliere dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, delegazione di Grosseto e faceva parte dell’associazione ex allievi salesiani. Amante dello scrivere, più volte aveva collaborato col settimanale diocesano.