Condividi

ll 19 novembre Ammissione agli Ordini per tre seminaristi

ll 19 novembre Ammissione agli Ordini per tre seminaristi

il rito, presieduto dal vescovo Giovanni, nella cappella del Seminario (ore 11.30). Intanto la comunità si amplia con un nuovo giovane che ha completato già il corso di studi

Per Claudio Bianchi, Zeno Bonato e Andrea Bussi – tre degli otto seminaristi della Diocesi – è arrivato un
momento importante: sabato 19 novembre, alle ore 11.30, nella cappella del Seminario vescovile riceveranno l’Ammissione agli Ordini sacri.

A presiedere la liturgia e a conferire l’Ammissione sarà, naturalmente, il vescovo Giovanni.

«L’ammissione agli Ordini segna, in qualche misura, un punto di svolta nella vita di un seminarista – spiega il rettore don Gian Paolo Marchetti – Infatti, dopo l’anno propedeutico e il biennio filosofico, l’Ammissione certifica e rende pubblica la vocazione al ministero ordinato, per il quale un seminarista si
prepara. Per me rettore è ogni volta sempre una grande emozione e responsabilità, perché significa portare dinanzi al Vescovo una chiamata, che viene in quel momento riconosciuta tale dalla Chiesa e impegna tutti noi, il singolo seminarista e i formatori, a vigilare su una vocazione».

Il segno esteriore più evidente sarà che, con l’ammissione agli Ordini, i tre seminaristi potranno indossare la talare, quindi cambierà il loro abbigliamento esteriore, per lo meno nei momenti solenni e
nelle celebrazioni.

Il rito dell’Ammissione prevede che il candidato, presentandosi già con la talare, venga rivestito della cotta che, indossata sull’abito talare, costituisce l’abito corale del clero.
«Invito fin da adesso a pregare per questo tre nostri seminaristi, che sono anche in fasi diverse del loro percorso formativo: Claudio Bianchi, infatti, ha completato gli studi teologici e ha iniziato l’anno pastorale presso la parrocchia dell’Addolorata; Andrea Bussi e Zeno Bonato sono entrambi al terzo anno di studi di teologia e fanno esperienza, nei fine settimana, l’uno nella parrocchia dell’Addolorata, l’altro in quella della Santa Famiglia».

Nel frattempo la famiglia del Seminario si è allargata: ai sette giovani già presenti, da poche settimane se ne è aggiunto un ottavo. «Si chiama Alessandro Ortalli – dice il rettore – e ha già completato la formazione teologica. È qui per un’ulteriore fase di discernimento e di preparazione pastorale. È stato
assegnato alla parrocchia Madre Teresa di Calcutta».

Ma se la «pattuglia» dei seminaristi della Diocesi è buona (soprattutto di questi tempi, quando le vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata sono sempre più rare), occorre pur sempre guardare al futuro, per i bisogni della Chiesa locale e perchè Dio non ha certamente smesso di chiamare: probabilmente il contesto culturale in cui viviamo rende più difficile distinguere la Sua voce con nitidezza. Ed è per questo
che, allora, occorre lavorare per aiutare i giovani a riconoscere la voce della chiamata. Con questo spirito riprendono alcune iniziative per il discernimento vocazionale. Il primo appuntamento è questo sabato,
12 novembre, con «SeminarioAperto»: una giornata (dalle 13 alle 22) nel Seminario di via Ferrucci per vedere da vicino la vita di altri giovani che hanno già detto il loro sì e sono in cammino, ma anche per un
dialogo col rettore, la condivisione della preghiera e dell’amicizia con la comunità del Seminario nel suo insieme.

«Sono occasioni preziose – conclude il rettore – così come l’ora mensile di adorazione per le vocazioni,
che facciamo da anni nella cappella del Seminario il secondo giovedì del mese».