Sul portale d’ingresso dell’Episcopio lo stemma del vescovo Giovanni

Uno dei primi segni esteriori del passaggio di consegne tra il vescovo Rodolfo e il vescovo eletto Giovanni si è compiuto oggi, 29 luglio, con la sostituzione dello stemma episcopale sul portale di ingresso della cattedrale.

E’ stato calato lo stemma del vescovo Rodolfo, sintetizzato nel motto: “Verbum caro”, ed è stato issato e collocato quello del vescovo Giovanni: “In caritate et laetitia”

Lo stemma del vescovo Rodolfo

VERBUM CARO: Riprende il prologo del Vangelo di Giovanni (“E il Verbo si fece carne…” Gv, 1,14). Si collega al Giubileo del 2000, anno in cui padre Rodolfo viene consacrato Vescovo, ma è anche una proclamazione di storia di fede e di fiducia personale: il Verbo si è fatto carne, il Verbo non ha timore di prendere anche la nostra umanità. La carne, l’uomo, è il luogo della salvezza. La Parola giunge all’uomo prendendo la sua umanità. L’umanità è abitata dalla Parola.

I segni presenti sullo scudo: il raggio d’oro, la stella di Betlemme, la figura stilizzata di san Francesco e la colomba col ramoscello d’olivo

Lo stemma del vescovo Giovanni

IN CARITATE ET LAETITIA

“In caritate et Laetitia”. E’ il motto episcopale scelto dal vescovo Giovanni nel 2015 in occasione della sua nomina e che ha scelto di conservare. Si rifà alla sua vocazione francescana. Nelle intercessioni dei Secondi Vespri della Domenica della III Settimana del Salterio, così si legge: “Nel nome del tuo Figlio, vincitore della morte e principe della pace, liberaci dal dubbio e dall’angoscia, perché ti serviamo nella letizia e nell’amore”.

Il “capo” dello scudo (che in araldica è “pezza nobile”), di colore azzurro, è occupato dallo stemma dell’Ordine francescano – ossi la “conformità” in cui appare il braccio di Cristo incrociato con il braccio manicato in marrone di san Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate, l’”inscindibile patto” tra san Francesco e il Signore con l’unico chiodo che fissa le due mani per affermare visivamente il suo voto di affezione al Signore nell’Ordine dei Frati Minori, in ossequio all’appartenenza di Mons. Roncari all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Tale simbolo ha origine da san Bonavenmtura da Bagnoregio, che, eletto Cardinale Vescovo di Albano, lo volle come stessa episcopale (cf S.Gieben, lo stemma francescano. Origine e sviluppo, Istituto storico dei Cappuccini, Roma 2008). La parte inferiore dello scudo è occupata da un ponte a tre campate di colore rosso in campo argento. Oltre a ricordare San Piero a Ponti, frazione da cui deriva Mons. Roncari, il ponte rappresenta il compito del Vescovo come “pontefice”, cioè colui che è chiamato a creare ponti fra l’uomo e Dio e fra gli uomini tra loro. Santa Caterina da Siena, inoltre, considera Gesù un “ponte” lanciato tra il cielo e la terra, per riparare la via interrotta dal peccato. La sua divinità unita alla sua vera umanità, forma un ponte che si rivela necessario per salvarsi. “Tutti siete tenuti a passare attraverso questo pnonte, cercando la gloria e la lode del mio nome nella salvezza delle anime, sopportando con dolore molte fatiche, seguendo le orme del dolce e amoroso Verbo: in nessun altro moto potreste venire a me” (cf Dialogo della Divina Provvidenza, versione italiana di Maria Adelaide Raschini, ed. Studio Domenicano di Bologna, 1989, pag. 75).

Le tre campate sono un riferimento alla Santissima Trinità, origine, fonte e sostegno di ogni dono e di ogni ministero. Ul rosso, in araldica, è lo smalto che “per eccellenza” indica la vrtù della carità. L’argento, che dopo l’oro è considerato metallo nobile, richiama la luce e anche virtù spirituali come la purezza, l’innocenza, l’umiltà, la verità, la giustizia, la temperanza.

Nella destra araldica del capo (sinistra per chi osserva) vi è posizionata una stella azzurra a otto punte, chiaro riferimento mariano (…)

Nella sinistra araldica (destra per chi osserva) è posizionato il giglio rosso, simbolo della città di Firenze, nella quale il Vescovo Giovanni ha vissuto la gran parte del suo ministero sacerdotale.

Ingresso del Vescovo: lo spot

In vista dell’ingresso del vescovo Giovanni, la Diocesi ha realizzato uno spot

Sabato 31 luglio prima giornata della Raccolta di San Lorenzo 2021

Questo sabato 31 luglio la prima delle due giornate di “Raccolta di San Lorenzo”, l’iniziativa che dal 2014 connota le feste per il patrono della città e della diocesi sul versante della carità operosa.

Per l’intera giornata nei supermercati Coop di via Inghilterra, via Emilia e Maremà volontari si alterneranno per coinvolgere nella Raccolta in generi alimentari a lunga conservazione quanti si recheranno a fare la spesa. Quanto raccolto sarà stoccato e messo a disposizione della Bottega della solidarietà, dove circa 200 famiglie vengono accolte per fare gratuitamente la spesa. Che vi sia bisogno di iniziative come questa lo dicono i numeri. 

I DATI

Nei primi sei mesi del 2021 sono state accolte 1.524 persone nei centri d’ascolto diocesano e parrocchiali, il 32,4% per la prima volta. Nel 47,2% dei casi le nuove persone che si sono rivolte ai centri parrocchiali sono italiane. Sono state 4861 i contatti registrati dei centri di ascolto, con un incremento del 83,7% rispetto al lockdown 2020. Nel 61,1% dei casi erano donne. Il 49% dei nuovi iscritti sono al di sotto dei 45 anni, mentre gli over 65 il 13,4%. Il 68% dei nuovi iscritti hanno chiesto aiuti alimentari attraverso pacchi e buoni spesa, nel 30% dei casi con l’accesso all’Emporio della solidarietà. Il numero delle persone assistite dalle parrocchie è letteralmente esploso: tutti i Centri d’ascolto presenti nelle parrocchie grossetane hanno registrato un’impennata del numero delle persone assistite (che in alcuni casi è arrivato a raddoppiare). La maggior parte delle parrocchie ha visto un aumento fino a 50 persone. 

Coloro che si sono rivolti alle parrocchie, sono soprattutto persone con un impiego irregolare fermo, disoccupati di lunga data, lavoratori precari, lavoratori dipendenti in cassa integrazione, infine gli intermittenti e stagionali in attesa di bonus. 
Da notare anche una alta percentuale di pensionati, pari al 51,5%. Tra le richieste principali: il cibo (84,3%), la mancanza di lavoro/reddito (79,1%) e la mancanza di denaro per pagare l’affitto o il mutuo (71,5%). 

La seconda giornata della “Raccolta di San Lorenzo” si terrà sabato 7 agosto, per l’intera giornata, nei quattro supermercati Conad di Grosseto: via Clodia, via Senegal, via Scansanese e centro commerciale Aurelia Antica.

Iniziative per i 400 anni dalla morte del venerabile p. Giovanni di San Guglielmo

In vista del 14 agosto, data che segna i 400 anni dalla morte del venerabile p. Giovanni Nicolucci, avvenuta a Batignano nel 1621, il comitato diocesano costituito dal vescovo Rodolfo per promuovere la conoscenza di questa grande figura di mistico e ministro della Parola e del perdono di Dio, ha definito alcune iniziative che si terranno nelle prossime settimane e alle quali tutti sono invitati ad aderire.

La prima il 15 luglio, giorno della nascita di padre Giovanni (1552). Una delegazione diocesana – guidata da don Pier Mosetti, incaricato di presiedere il comitato – si recherà a Montecassiano, paese che ha dato i natali al venerabile. Contestualmente a Batignano sarà celebrata la Messa in contemporanea alle ore 19.00.

La sera del 25 luglio, a Tirli, ore 21.00, ritrovo alla chiesa verso l’eremo di Sant’Anna, dove il venerabile ha predicato.

Il 2 agosto, festa del Perdono d’Assisi, alle 18 Messa a Batignano, poi preghiera e meditazione a piedi verso la località Santa Lucia. Il 7 agosto * , invece, alle 21 al convento di Santa Croce di Batignano serata di musica e ascolto di testi e racconti sul venerabile.

L’appuntamento clou sarà, comunque, quello del 13 agosto, quando alle 18.30, presso il campo sportivo di Batignano, sarà celebrata la Messa solenne con il vescovo, il clero diocesano, gli agostiniani scalzi e i fedeli, in memoria della morte di Giovanni di San Guglielmo, avvenuto la mattina del 14 agosto 1621. Alle ore 21, a Nomadelfia, danze di Nomadelfia.

Le iniziative hanno ricevuto il patrocinio del Comune.

Nel contempo la Diocesi ha anche realizzato pannelli, distribuiti nelle parrocchie per ricordare questi 400 anni dalla morte di padre Giovanni, apostolo della misericordia in Maremma, mentre nei mesi scorsi è stato date alle stampe, edito da Effigi, il libro “La scala dei XV gridi”, il più importante testo di spiritualità lasciato dal padre Giovanni, con una rilettura di ciascuno dei quindici gradi da parte di p. Gabriele Ferlisi, sacerdote agostiniano scalzo, già Priore generale dell’Ordine. Il volume è ad offerta libera: il ricavato sarà devoluto per la costruzione della sede della nuova Caritas diocesana.

Intanto anche in cattedrale è stata allestita una esposizione di alcuni oggetti appartenuti a p. Giovanni, all’interno di una teca collocata nella cappella del Crocifisso, lungo la navata di destra. Tra le cose esposte anche il manoscritto secentesco della positio, cioè la raccolta dei documenti utilizzati nel processo in cui, il 27 settembre 1770, papa Clemente XIV dichiarò padre Giovanni Venerabile. Il processo di beatificazione non è giunto ancora a conclusione.

Nel 2015-16 la diocesi di Grosseto lo indica come testimone della misericordia, nell’Anno giubilare straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco. La chiesa di Batignano, in quell’anno, fu una delle porte sante aperte in Diocesi, mentre fu commissionato all’artista locale Francesco Mori un dipinto ad olio del venerabile, esposto nella cappella della pieve di San Martino, a Batignano, sopra l’urna in legno decorato, fatta costruire a Firenze nel 1631 dalla Granduchessa Cristina di Lorena.

  • Chi era

Giovanni Nicolucci, originario delle Marche, nasce il 15 luglio 1552 (o 55) a Montecassiano (nel maceratese). Rimasto orfano dei genitori in breve tempo, intorno ai 13 anni, viene adottato da Bartolomeo Quattrini, ricco signore del luogo. Nel 1570 entra nell’Ordine Agostiniano e nel 1575 (o 76) è ordinato sacerdote. Studia in varie zone d’Italia. A Padova consegue il titolo di Lettore in Teologia. Privato di voce attiva e passiva nell’Ordine per le calunnie di alcuni confratelli, anni dopo viene scagionato e reintegrato appieno. E’ nominato Maestro dei novizi a Giano dell’Umbria, poi Priore a Camerino e a Montecassiano, dove anche insegna grammatica nella scuola pubblica.

Nel 1597 è pellegrino a Malavalle alla tomba di san Guglielmo. Vi si stabilisce e da lì si muove per un intenso apostolato in Maremma come predicatore e confessore. Per vent’anni si dedica instancabilmente alla predicazione e alla cura dei malati e dei poveri in tutta la Maremma. Chiede di essere ammesso nel movimento di riforma degli Agostiniani Scalzi, ma è accolto solo quando a Batignano si inizia a costruire un convento di questa riforma.

Tra le sue opere scritte: “La Scala dei XV gradi”, un compendio di intensa spiritualità, sempre attuale. Il 14 agosto 1621 muore a Batignano, nella cui chiesa sono custoditi i suoi resti e dove è molto venerato.

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Il 29 agosto a Grosseto l’ordinazione sacerdotale di fr. Giovanni Greco, Ofm

C’è un motivo di festa anche per la diocesi di Grosseto, perché domenica 29 agosto fra’ Giovanni Greco, diacono dell’Ordine dei Frati Minori, in servizio presso la parrocchia di San Francesco, riceverà l’ordinazione sacerdotale.

Nelle scorse settimane il definitorio provinciale dei Frati Minori della Toscana ha dato il suo assenso e, d’accordo col vescovo Rodolfo, amministratore apostolico della Diocesi, ha stabilito che il rito di ordinazione venga celebrato nella cattedrale di Grosseto durante la Messa delle ore 18.

Nato a Gallipoli (Lecce) il 31 luglio 1983, dopo la Professione solenne della Regola di san Francesco, fra’ Giovanni ha maturato – in un percorso di discernimento – la scelta di diventare sacerdote. Il 26 luglio dello scorso anno fra’ Giovanni ha, così, ricevuto l’ordinazione diaconale a Chiesanuova, piccolo centro salentino dove vive la sua famiglia. Ora si appresta a ricevere l’ordinazione sacerdotale, che arricchisce anche la nostra Chiesa diocesana dove Giovanni ormai da alcuni anni vive la sua esperienza di fede come membro della famiglia religiosa del convento-parrocchia di San Francesco.

La sua vocazione religiosa è legata alla figura di padre Pio, a cui la famiglia è devota. Intorno ai 13 anni, riflettendo sulla figura di san Pio, Giovanni ha maturato la consapevolezza della bellezza della consacrazione. Poi gli studi, l’università a Pavia (è laureato in Ingegneria), poi a Pisa – dove ha fatto il dottorato – ha conosciuto i Frati Minori, si è lasciato coinvolgere fino al punto di capire che quella era la vita che desiderava. Vita a cui ora arriva il suggello del sacerdozio.

Il centro Frassati alla Misericordia

Con la firma dal notaio è stata perfezionata, questa mattina, la compravendita del Centro diocesano “Frassati” tra la diocesi di Grosseto e l’arciconfraternita di Misericordia.

La struttura di via degli apostoli, in zona tiro a segno, diventerà la nuova sede e centro servizi istituzionali dell’arciconfraternita di Misericordia di Grosseto. La storica sede all’interno della Mura cittadine, infatti, era da tempo inadeguata alla crescita di volontari e mezzi di soccorso.

“Si conclude un passaggio importante per la Diocesi – dice l’economo diocesano don Alfio Bambagioni – che dà una doppia soddisfazione. Da una parte, infatti, abbiamo ceduto un immobile che, purtroppo non eravamo più nelle condizioni di gestire pastoralmente, e abbiamo recuperato risorse necessarie per la costruzione della nuova sede di Caritas in via Pisa, in aiuto a tutte le parrocchie. La futura sede di Caritas infatti – commenta ancora don Bambagioni – dovrà essere il centro nevralgico di quella pastorale della carità, che è costituita da tutte le attività che nelle parrocchie, come nella struttura centrale, vengono portate avanti quotidianamente. Quella sarà la casa di tutti”.

L’importo della vendita è di 800mila euro. L’immobile di via degli apostoli ha una superficie di mille metri quadri. Fu inaugurato nel 2006, realizzato su un terreno che la diocesi aveva acquisito nel 2003. Nato come struttura per i giovani, per un triennio fu affidato ai Salesiani che, lasciata Grosseto, riconsegnarono la struttura, la quale ha continuato per alcuni anni ad essere uno spazio per attività rivolte ai giovani. Da tempo, però, questa funzione era cessata, per il venir meno delle condizioni che avevano consentito alla Diocesi di dedicare almeno un sacerdote a quella sede. Così, alcuni spazi erano stati affidati a Caritas per alcuni progetti e inizialmente la Diocesi aveva pensato di convertire il centro Frassati nella nuova sede Caritas. “Tuttavia – rileva ancora l’economo diocesano – ci si è resi conto che il contesto urbano non era il più adeguato e così abbiamo puntato su via Pisa decidendo di vendere quella struttura per reinvestirne i proventi nella carità. Peraltro lo stesso centro Frassati non perde del tutto la finalità per la quale è nato: quella di natura sociale, tanto più che la Misericordia è una realtà che sul nostro territorio coinvolge un alto numero di giovani volontari”.

“Non è mai facile disfarsi di un luogo che per diversi anni ha svolto un importante ruolo sociale ed educativo – commenta l’amministratore apostolico – ma la scelta è stata per un bene più grande, che in questo momento è un’urgenza: dare una nuova sede alla pastorale della carità. Nello stesso tempo non ci interessava vendere per vendere, ma che quella struttura continuasse a conservare la radice sulla quale è nata. . Auspico che la Misericordia, col suo impegno, la forza dei suoi volontari, la varietà dei suoi servizi, possa farsi custode di questa dimensione”.

Aver raggiunto un traguardo così importante ci riempie di gioia – commenta il governatore dell’arciconfraternita, Edoardo Boggi, che ha siglato il contratto di compravendita con l’amministratore apostolico Rodolfo Cetoloni –  ma non deve però farci perdere di vista il nostro scopo primario: aiutare il prossimo. E’ per questo motivo che ho premura di sottolineare che la nuova struttura non sarà per tutti noi, volontari e personale dipendente, soltanto una sede ma una casa: uno spazio accogliente dove poter sviluppare progetti e collaborazioni anche con altre realtà di volontariato, condividere risorse, scambiarsi esperienze e competenze diverse, per dare il migliore sostegno alle persone più bisognose e risposte concrete alle richieste del territorio. Dopo tanti anni di pieno servizio la Misericordia di Grosseto è diventata sempre più un punto di riferimento per la nostra amata città – continua Boggi – In questi ultimi tempi in particolare, caratterizzati purtroppo da una situazione di emergenza che ha visto coinvolta l’intera popolazione mondiale, la Misericordia ha continuato a svolgere al meglio la propria “missione”, impiegando al massimo le proprie risorse grazie anche al prezioso e quotidiano impegno dei suoi volontari.

Ma c’è ancora molto da fare. Con la nuova sede sono in cantiere molti progetti che spero il futuro ci permetterà di realizzare. Primo fra tutti, il servizio ambulatoriale che l’associazione intende offrire. Un servizio gratuito, che sarà rivolto alla generalità degli utenti, tenendo fede ai principi di carità cristiana e di uguaglianza che fanno capo all’Arciconfraternita”.

Il SiloeFilmFestival 2021 a Grosseto

“Come il bene potrebbe amare il male senza soffrire? Anche il male soffre amando il bene”. E’ una frase di Simone Weil, grande filosofa, pensatrice, mistica del ‘900, quella scelta per esplicitare il tema dell’edizione 2021 del SiloeFilmFestival, l’iniziativa culturale promossa ormai da alcuni anni dal centro culturale San Benedetto, presso il monastero di Siloe, con la direzione artistica dell’attore e regista Fabio Sonzogni e la collaborazione di Fondazione Comunicazione e Cultura e Fondazione Ente dello Spettacolo.

Il festival torna dopo un anno di interruzione causata dalla pandemia. Per ragioni legate al rispetto del distanziamento, questa edizione si svolgerà per lo più al cinema Stella (via Mameli, Grosseto) e solo in piccola parte presso il Monastero di Siloe a Poggi del Sasso.

Quest’anno il festival si terrà nei giorni 23 – 24 e 25 luglio. 

“Del Bene, del Male. Ma che cos’è il Male?” è l’interrogativo col quale si sono misurate le pellicole in concorso. “Da millenni proviamo a dire, in infiniti modi, che cos’è il male – dicono gli organizzatoriA ogni violenza subita, per ogni sopruso, invochiamo questo nome arcaico. Lo assegniamo ai nostri piccoli tormenti quotidiani e ai grandi desideri inappagati, alle inquietudini e ai disagi, all’infelicità e all’ingiustizia che da sempre ci pare governare il mondo. Alla morte, persino: il male più temibile di tutti. Comunque sia, ciò che è “male” per noi non dovrebbe esistere affatto. Vorremmo allontanarlo, scansarlo, cacciarlo via per sempre dalla nostra vita”. Questa domanda verrà scandagliata attraverso ambiti e linguaggi diversi”.

  • I DIBATTITI E GLI INCONTRI

Come nelle passate edizione, grande spazio avranno anche le conferenze. “Tutti gli eventi – dicono gli organizzatori – hanno accesso gratuito e non serve prenotare. Si raccomanda la puntualità, l’unica strategia certa per l’accesso a proiezioni e conferenze”.

VENERDI’ 23 LUGLIO ORE 16:00 CINEMA STELLA

GIUSTIZIA

GHERARDO COLOMBO e GIOVANNI MARIA FLICK, moderatore UMBERTO CURI: Il male e la risposta al male.
 
VENERDI’ 23 LUGLIO ORE 19:00 MONASTERO DI SILOE | POGGI DEL SASSO


ARTE 
TOMASO MONTANARI: L’ora d’Arte.

SABATO  24 LUGLIO ORE 12:00 CINEMA STELLA


ANTROPOLOGIA 
ALBERTO CASTALDINI: Il Male come negazione del creato

TEOLOGIA

Don FABIO BERTELLI: La creazione tra la sofferenza e la gloria 
 
SABATO  24 LUGLIO ORE 17:00 CINEMA STELLA

LETTERATURA 

ALESSANDRO ZACCURI: “Se anche non dipendesse da me: il male e il suo doppio”.

SABATO  24 LUGLIO ORE 18:00 CINEMA STELLA

FILOSOFIA
UMBERTO CURI: Perdonare il Male?

DOMENICA  25 LUGLIO ORE 12:00 CINEMA STELLA

PSYCHE’

LEONARDO MENDOLICCHIO: Cos’è il “male” per l’inconscio? Una luce sul “perverso” che è in noi.

TUTTI GLI EVENTI HANNO ACCESSO GRATUITO E NON SERVE PRENOTARE. –Si raccomanda la puntualità, l’unica strategia certa per l’accesso a proiezioni e conferenze.

Nota della Curia Vescovile sul sagrato della Cattedrale e sulla piazza antistante

Non sono stati pochi coloro i quali, nei giorni scorsi, ci hanno fatto notare, un po’ basiti, il fatto che giovedì scorso, in occasione della serata di boxe in piazza Duomo, il sagrato della cattedrale sia stato utilizzato né più né meno come una gradinata, da cui assistere comodamente all’incontro sportivo. Basta guardare le foto postate nelle ore successive anche sui social, per verificare che in effetti gli spettatori coprivano tutti gli spazi possibili, coi decori che circondano gli ingressi e coi portali ottocenteschi divenuti spalliere adatte per appoggiarsi. C’è chi ha chiesto conto, domandandosi come la Curia avesse potuto accettare la cosa. E’ bene, prima di tutto, chiarire che non compete né alla Diocesi né all’Ente cattedrale disporre della piazza, che è uno spazio pubblico, cioè di tutti, quindi anche della Chiesa. L’unica autorità cui spetta autorizzarne l’uso è il Comune. Altra precisazione utile: l’occupazione del sagrato non è stata condivisa da nessuno né con la Curia né con l’Ente cattedrale. Semplicemente, sia la Curia che l’Ente cattedrale hanno preso atto del fatto quando le immagini sono divenute di dominio pubblico. A quel punto era tardi.

La domanda, scevri da volontà di polemizzare e col desiderio sincero di capire, è: in quante città italiane una cosa del genere è accettata? La cattedrale di San Lorenzo, che si sia o meno credenti, è uno dei monumenti più rappresentativi di Grosseto: non meriterebbe un po’ più di amore da parte di tutti? Si risponde a questa domanda che la Città è povera di spazi e che, alla fine, piazza Duomo è quella più adeguata per tante iniziative. Se ne può parlare… Per questo da tempo la Curia diocesana ha avviato una riflessione interna e con le istituzioni sul valore della piazza come spazio di comunità, considerando il valore degli edifici che vi si affacciano. Ripartendo anche da qui, ovvero da un alfabeto condiviso, da un unum sentire anche attorno ai monumenti e ai luoghi rappresentativi di una comunità nel suo insieme, che si rinsalda l’appartenenza ad una comunità civile. Forse non è bene dimenticare che è grazie alla decisione, formalizzata il 9 aprile 1138 da papa Innocenzo II, di trasferire la sede vescovile dalla diruta Roselle a Grosseto, che il castrum divenne civitas. E’ un fatto che appartiene alla storia di questa terra. Esso generò nei grossetani di allora l’immediato desiderio di costruire una cattedrale laddove sorgeva già una pieve intitolata a Santa Maria Assunta. Riflettere a voce alta su questi temi non è fare ostruzionismo ad un possibile sviluppo del centro storico. E’ richiamarci tutti scambievolmente al valore laico dei luoghi. A partire dalla cattedrale di San Lorenzo, che non può fungere né da fondale né da sgabello comodo per ogni iniziativa. 

250 anni dalla beatificazione di fr. Tommaso Bellacci: iniziative a Scarlino

Il 24 agosto ricorrono i 250 anni dalla beatificazione di p. Tommaso Bellacci da Firenze (o da Scarlino), missionario e apostolo dell’unità dei cristiani. Frate francescano, fu veramente un “homo bono et pieno de multe virtù e gratie e zelo per la religione”. Diventò presto Maestro dei Novizi e alla morte del Beato Giovanni da Stroncone, fu nominato Vicario per la Puglia e la Calabria. Papa Martino V, venuto a sapere della sua capacità di riformare e fondare conventi, ma soprattutto della santità di vita, lo incarica di estirpare dalla Maremma i “fraticelli”, frati che, nel XIV secolo, si ribellarono alla gerarchia ecclesiastica e che si erano insediati in molti conventi del centro Italia tra cui Scarlino e il convento della Nave a Montorsaio. La sua opera a favore dell’unità dei Cristiani risale al periodo del Concilio di Firenze durante il quale i francescani daranno un contributo importante per cercare l’unità con le Chiese d’Oriente. Nel 1438 Giovanni da Capistrano sceglie Tommaso come compagno nella missione di visitare la provincia d’Oriente, in particolare Gerusalemme e gli stabilimenti genovesi nel Mar Nero e il 22 agosto del 1439 il Papa con una bolla decide di inviare come suo Legato Pontificio “in partibus orientalibus Indiae, Aethiopiae, Aegypti et Ierusalem” il Beato Alberto da Sarteano ed insieme a lui una folta delegazione tra cui il nostro Tommaso. Rientrato in Italia nel 1444, Tommaso morirà a Rieti il 31 Ottobre 1447 . Papa Clemente XIV ne approverà il culto come Beato nel 1771. dal 2006 i resti mortali si trovano nel santuario francescano di Fonte Colombo.

Per celebrare i 250 anni dalla beatificazione, le parrocchie di Scarlino-Scarlino scalo hanno approntato un fitto programma di iniziative e proposte da domenica 18 luglio fino al 12 settembre. In particolare, domenica alle 21.30 presso la Rocca Pisana di Scarlino, concerto della filarmonica Puccini e letture dal libro “Maremma medievale, terra di astuti diavoli, eccezionali ed incorruttibili angeli”, della scrittrice Lidia Orlandini.

Il 31 luglio “Passi di bellezza”, una passeggiata verso monte di Muro. Ed ancora, tra le iniziative, l’11 agosto alle 17.30 sarà accesa la Fiaccola della speranza, mentre il giorno seguente, alle 17.30, Rosario in collegamento col santuario francescano di Fonte Colombo. Le celebrazioni per il beato Tommaso si intrecceranno anche con la festa di Scarlino, che il 19 agosto ricorda il miracolo della liberazione dalla peste. Alle 10.30 si terrà la processione con il Cristo del miracolo, a seguire la Messa.

Il 22 agosto, infine, domenica più vicina al 24 (giornata in cui ricorre l’anniversario della beatificazione), alle 10, in San Martino, breve presentazione di Ettore Ducci sulla vita e missione del beato Tommaso. Poi la processione verso San Donato col quadro del Beato e alle 11.15 la Messa solenne con la presentazione dell’inno al beato Tommaso composto da Maurizio Morgantini e don Josè Gabazut (musica) e Mario Nicola Toentona (testo).

Ingresso del vescovo Giovanni: il manifesto

Definito il programma essenziale dell’ingresso del vescovo Giovanni Roncari nella nostra Diocesi, ecco il manifesto che sarà affisso in tutte le Parrocchie con il programma essenziale:

Il manifesto realizzato dalla Diocesi per l’annuncio dell’ingresso del vescovo eletto Giovanni Roncari

Scarica il manifesto in formato pdf

La prima intervista del vescovo eletto Giovanni

La prima intervista che il vescovo eletto Giovanni Roncari ha rilasciato per la trasmissione diocesana “Dentro i nostri giorni”. Una vivace conversazione, nella quale sull’unione, nella sua persona, della Diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto, dice: «Mettiamo da parte i campanilismi; preserviamo le reciproche ricchezze».

Lunedì 9 agosto l’ingresso del vescovo Giovanni

Il vescovo eletto Giovanni Roncari farà il suo ingresso ufficiale nella sua nuova Diocesi nel pomeriggio-sera di lunedì 9 agosto, quando la città e la Chiesa di Grosseto saranno già pienamente dentro il clima di festa per il patrono san Lorenzo”. Ad annunciarlo è il vescovo Rodolfo, amministratore apostolico della diocesi di Grosseto.

“Nei giorni scorsi – spiega – ci siamo riuniti con il vicario generale; il collegio dei consultori; il proposto del Capitolo della cattedrale e il cerimoniere vescovile per riflettere insieme su quale potesse essere la forma migliore per accogliere il nostro nuovo pastore, tenendo conto che col vescovo Giovanni avevamo già condiviso la convinzione che sarebbe stato un segno bello – come fu già nel 2013 con il mio ingresso – quello di avviare il suo ministero episcopale in mezzo a noi a partire dalle celebrazioni di san Lorenzo. Preso atto a malincuore – nel confronto con le istituzioni preposte – che per l’organizzazione della grande processione del 9 agosto non ci sono le condizioni necessarie, abbiamo ritenuto di offrire, attraverso l’ingresso in Diocesi di Mons. Roncari, una nuova opportunità di festa”.

I dettagli del programma di accoglienza del nuovo Vescovo saranno definiti nei prossimi giorni. Di certo c’è, comunque, che la Messa nella quale avrà luogo il passaggio del pastorale dal vescovo Rodolfo al vescovo Giovanni sarà celebrata il 9 agosto alle 19.00 nella cattedrale di san Lorenzo.

“Prima della Messa, la cui parte iniziale – come prevede il rito – sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Siena, il cardinale Augusto Paolo Lojudice – spiega il vicario generale don Paolo Gentili ci saranno tre tappe di avvicinamento del vescovo Giovanni alla sua nuova Chiesa, in tre luoghi simbolici del territorio. Prima dell’ingresso in cattedrale, si terrà il saluto con le istituzioni civili e militari”.

A motivo del covid, che non consente di poter accogliere in cattedrale un numero ampio di persone, l’idea è di utilizzare anche la piazza esterna, quasi come una prosecuzione naturale dell’interno del Duomo. Nella piazza saranno allestite sedie e un maxischermo per seguire bene la celebrazione, ricca di segni.

“Vogliamo che l’ingresso del Vescovo, nei limiti del possibile, sia una festa di un popolo e del suo pastore – conclude don Gentili – ed è per questo che abbiamo scelta la sera del 9 agosto per agevolarne la partecipazione”.

Il 10 agosto, solennità di san Lorenzo, il cardinale Augusto Paolo Laojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, presiederà il Pontificale, alle ore 11.00 in cattedrale, durante il quale il sindaco offrirà il cero votivo, offerto a nome della Città. Concelebreranno il vescovo Giovanni, il vescovo Rodolfo e sacerdoti della Diocesi.

la prima intervista del vescovo eletto di Grosseto Mons. Giovanni Roncari

Don Gentili, vicario generale della Diocesi, a Tv9 spiega l’unione in persona episcopi

don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto, ha spiegato a Tv9 il significato della unione della diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto nella persona del vescovo Giovanni. Don Gentili è stato ospite, settimana scorsa, del direttore Enrico Pizzi, nell’ambito della trasmissione di approfondimento “Ne parliamo lunedì”. ED è stata l’occasione per ribadire quanto detto in queste settimane, spiegarlo ancora meglio, approfondirlo.

Il video dell’intervista:

Domenica 11 luglio posa della prima pietra della chiesa al monastero di Siloe

Sarà una tripla festa, quella che attende la comunità monastica di Siloe, a Poggi del Sasso, domenica 11 luglio. Oltre che la memoria liturgica di san Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, la comunità accoglierà la Professione religiosa di un nuovo confratello, Alberto Antonio Consiglio, 41 anni. Non solo: al termine della Messa solenne presieduta dal vescovo Rodolfo, amministratore apostolico di Grosseto, avrà luogo anche la cerimonia della benedizione e posa della prima pietra della erigenda chiesa del monastero, sussidiaria della chiesa parrocchia di Santa Margherita a Poggi del Sasso.

La posa della prima pietra avrà luogo al termine della Messa festiva, che sarà celebrata presso il monastero alle ore 18.

“E’ un desiderio coltivato da anni – dice con gioia il priore della comunità, padre Mario Parentee che finalmente, con la posa della prima pietra, segna un momento di svolta, decisivo per la vita del monastero. Di questo ringraziamo il buon Dio e coloro di cui si è servito: dal vescovo Rodolfo agli uffici della Curia diocesana, alla Cei, alla Fondazione Bertarelli, all’ufficio liturgico diocesano, all’architetto Milesi che ne ha curato la progettazione”.

La futura chiesa sarà intitolata a Dio Padre creatore.

“Anche questo è un segno che come Chiesa diocesana e comunità monastica abbiamo desiderato dare. Quando, con il vescovo Rodolfo, ci siamo confrontati sulla intitolazione, ci siamo detti che questi anni ci stanno mettendo ulteriormente davanti il compito di dare gloria a Dio ritrovando un dialogo nuovo con tutte le creature, come papa Francesco ci impegna a fare con l’enciclica Laudato si’. Per questo abbiamo pensato che intitolare la chiesa del monastero a Dio padre creatore può aiutarci tutti a ritrovare questa comune figliolanza e quindi la radice di una nuova fraternità”, dice sempre padre Mario.

Il percorso per la costruzione di una chiesa presso il monastero di Siloe è iniziato alcuni anni fa. Nel 2018, poi, in occasione della Settimana della Bellezza, venne presentato il progetto firmato dall’architetto Edoardo Milesi, ideatore anche del complesso monastico.

La presentazione avvenne in due occasioni. Una prima volta in un incontro rivolto agli architetti iscritti all’Ordine e a studenti degli ultimi anni dell’Istituto tecnico per geometri e del liceo artistico di Grosseto. Una seconda volta in cattedrale.

“Non pochi anni fa – commenta il vescovo Rodolfo – i monaci arrivarono a Grosseto e il vescovo Babini li accolse come parte di questa Chiesa, con una identità specifica. Prima tappa è stata la costruzione di una parte del monastero, dove la comunità può svolgere la sua vita; ora si guarda avanti e si pensa alla chiesa. Il fatto che la presentazione di questo progetto sia avvenuta in cattedrale è molto bello: è la chiesa-madre che genera la chiesa del monastero”.

L’architetto Edoardo Milesi, ripercorrendo le fasi della progettazione e della realizzazione del blocco già esistente del monastero, sulla collina di Poggi del Sasso, sottolinea come l’intero progetto architettonico per la comunità di Siloe si ispiri alle suggestioni dell’architettura cistercense. “Le sue forme furono imitazioni di archetipi che richiamano al principio dell’universo”. Sulla scorta di questa ispirazione, oggi sulla collina di Siloe vediamo un complesso monastico perfettamente e armoniosamente inserito nel contesto naturale. Chi arriva al monastero resta abbacinato dalla bellezza di un luogo in cui il tempo sembra come essersi fermato, perché passato e presente convivono in modo spontaneo. Nulla è fuori luogo: ogni oggetto, ogni pietra raccontano di una vita che si svolge secondo i ritmi della dimensione monastica, aperta sull’oggi.

Il progetto della futura chiesa si pone in perfetta continuità con quanto già realizzato.

In Cattedrale tornano la Messa delle 21.15 e “Tutta la musica dell’organo”

A partire da domenica 4 luglio, fino a domenica 29 agosto, nella Cattedrale di Grosseto sarà celebrata la Messa festiva anche alle 21.15.

A partire, poi, da domenica 25 luglio, al termine delle Messe delle 21.15 torna la rassegna “Tutta la musica dell’organo”, promossa dall’ufficio diocesano per la pastorale della cultura.

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