Mostra del Tondo Botticelli prorogata fino al 21 marzo

Torna finalmente possibile visitare il Tondo di Sandro Botticelli con la Madonna, Gesù bambino, san Giovannino e un angelo, protagonista della mostra «La bellezza svelata». Grazie, infatti, alla collaborazione tra la Diocesi e la Fondazione Grosseto Cultura e grazie soprattutto alla sensibilità del collezionista Gianfranco Luzzetti, proprietario dell’opera, la mostra – che doveva concludersi il 10 gennaio – è prorogata fino a domenica 21 marzo.

“E’ un grande regalo che Luzzetti fa a Grosseto – commenta don Roberto Nelli, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale L’esposizione di quest’opera di straordinaria intensità e bellezza, è stata inaugurata il 23 ottobre in occasione dell’edizione 2020 della Settimana della Bellezza. Purtroppo, però, la gioia di godere e contemplare dal vivo questo capolavoro del Rinasciamento, mai esposto prima al pubblico, è durata poco, a causa delle norme stringenti per contenere il covid, che hanno visto chiudere, fra gli altri, anche i musei. Il rammarico è stato tanto, perché un’occasione unica veniva in qualche modo sprecata. Ora che la Toscana è in zona gialla c’è la possibilità di tornare a visitare la mostra. Lo potremo fare solo nei giorni feriali, ma è già molto. Per questo invitiamo tutti ad approfittare di questa straordinaria opportunità, di cui – ripeto – come Diocesi ringraziamo Gianfranco Luzzetti, ma anche la Fondazione Grosseto cultura, perché prorogare una mostra è un impegno da molti punti di vista, non ultimo quello economico. Approfittiamo, allora! In questo momento riempire i nostri occhi di bellezza ci fa bene al cuore”.

“Finché è rimasta aperta al pubblico – dicono Giovanni Tombari, presidente di Fondazione Grosseto Cultura, e Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarissela mostra dedicata a Botticelli, con lo splendido Tondo mai esposto prima, è stata un grande successo. Purtroppo per pochissimo tempo, a causa della chiusura dei musei per le disposizioni anti-Covid. Ma adesso, grazie alla disponibilità del collezionista Gianfranco Luzzetti, al quale l’opera appartiene e che ha generosamente accettato di prolungare il periodo di esposizione in Clarisse, Botticelli torna visibile a tutti. I nostri ringraziamenti a Luzzetti e alla Diocesi per questa opportunità, che ci auguriamo in tanti vogliano cogliere”.  

La mostra, a cura di Mauro Papa e Giovanni Gazzaneo, rende per la prima volta visibile il grande dipinto che l’antiquario e mecenate Gianfranco Luzzetti, Grifone d’Oro 2018 e cittadino onorario di Grosseto, ha acquistato nel 1985 a un’asta di Christie’s, a Londra, per la sua collezione privata, da allora mai uscito dalla sua casa fiorentina di Borgo San Jacopo.

Realizzato dall’autore della “Primavera” e della “Nascita di Venere” con parziali contributi della sua bottega, il Tondo Luzzetti presenta evidenti affinità con il tondo con la Madonna con Bambino, san Giovanni Battista bambino, san Michele Arcangelo e san Gabriele Arcangelo conservato a Palazzo Pitti a Firenze.

Per l’occasione è pubblicato il catalogo «Sandro Botticelli. La bellezza svelata. Le opere sacre e il tondo Luzzetti», con testi di Alessandro Beltrami, Giovanni Gazzaneo, Mauro Papa, Timothy Verdon.

In parallelo è possibile visitare, a biglietto ridotto, anche il percorso “Essere dono, dare vita per amore”, dedicato a sette opere custodite presso il Museo diocesano, al secondo piano del Maam, museo archelogico e d’arte sacra della Maremma, in piazza Baccarini.

Guarda la puntata di “Dentro i nostri giorni” dedicata al Tondo Botticelli

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: le iniziative in Diocesi

“Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”. Si rifà al passo del Vangelo di Giovanni al capitolo 15 il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in programma dal 18 al 25 gennaio, data tradizionale per la celebrazione della Settimana nell’emisfero nord. La data venne proposta nel  1908  da  padre  Paul  Wattson,  perché  compresa  tra  la  festa  della  cattedra  di  san  Pietro  e  quella  della  conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico. Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la  Settimana di  preghiera  in  altre  date,  per  esempio  nel  tempo  di  Pentecoste  (come  suggerito  dal  movimento  Fede  e  Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa.

Quest’anno il materiale di preghiera (scaricabile sia sul sito del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani http://www.christianunity.va/ che sul sito dell’ufficio ecumenismo della Cei https://ecumenismo.chiesacattolica.it/) è stato preparato dalla Comunità monastica di Grandchamp. Negli anni ‘30 alcune donne di tradizione riformata della Svizzera di lingua francese, appartenenti ad un gruppo conosciuto come le Dames de Morges, riscoprirono l’importanza del silenzio nell’ascolto della parola di Dio e, allo stesso tempo, ripresero la prassi dei ritiri spirituali per nutrire la vita di fede, sull’esempio di Cristo, che si ritirava nei luoghi deserti per pregare. Queste donne furono presto raggiunte da altre, che presero a frequentare regolarmente i ritiri spirituali a Grandchamp, un piccolo villaggio nei pressi del lago di Neuchâtel,  in  Svizzera. Oggi la  Comunità  conta  cinquanta  membri,  tutte  donne  di  diversa  età,  tradizione  ecclesiale,  paese  e  continente.

GLI APPUNTAMENTI IN DIOCESI

Nella nostra Diocesi saranno quattro i momenti promossi e organizzati dall’ufficio diocesano per l’ecumenismo, diretto da don Jarek Migus, in collaborazione con le Chiese protestanti.

Lunedi 18 gennaio, alle 18, il vescovo Rodolfo presiederà, in cattedrale, la Messa di apertura della Settimana di preghiera.

Mercoledi 20, sempre alle 18 in cattedrale, preghiera ecumenica.

Venerdi 22 i frati minori della comunità di San Francesco animeranno, alle 21, una veglia di preghiera sullo stile di Taizè (chiesa di San Francesco. Potrà essere seguita in diretta anche sulla pagina facebook della parrocchia),

lunedì 25 gennaio, conversione di san Paolo, alle 18 il vescovo presiederà, in cattedrale, la Messa che conclude la Settimana.

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SCARICA IL SUSSIDIO PREDISPOSTO DALL’UFFICIO DIOCESANO PER L’ECUMENISMO

“Siete davvero segno della grazia di Dio, di una grazia restituita sui passi di un servizio fatto di attenzione, cura e premura”. Il saluto di S.Lucia alle Piccole Ancelle

Tanto affetto e commozione, questa mattina, nella parrocchia di Santa Lucia, che ha salutato suor Adele, suor Marinella e suor Amabile, le ultime tre religiose della congregazione delle Piccole Ancelle del SacroCuore che lasciano definitivamente la Maremma, dove giunsero nel lontano 1934.

A presiedere la Messa delle ore 10 è stato il vescovo Rodolfo. Hanno concelebrato il vicario generale don Paolo Gentili e i frati Francesco, parroco di S.Lucia, Lamberto e Samuele in rappresentanza della comunità dei frati cappuccini che servono la parrocchia.

Il Vescovo ha voluto ricordare i tanti luoghi che, dal 1934 ad oggi, hanno beneficiato dell’opera delle Piccole Ancelle; da Boccheggiano, loro prima casa, fino a Santa Lucia passando per Tatti, Tirli, Torniella, Torba, Orbetello e molti altri, dove le suore si sono sempre occupate delle scuole d’infanzia, ma anche del catechismo e di molti altri servizi parrocchiali, come le visite ai malati.

Al termine della Messa i saluti della comunità parrocchiale e delle famiglie della scuola d’infanzia, che le suore hanno portato avanti fino al 2016. Poi il saluto in una sorta di processione a distanza.


“Con infinita gratitudine – è stato letto da un parrocchiano – vogliamo rendere il nostro grazie a Dio per avere ricevuto il dono di fare esperienza lungo questi anni della vostra amicizia e della vostra fraternità. Molti di noi, in questa comunità parrocchiale e non solo, hanno vissuto i loro primi passi tra le mura della scuola materna di Santa Lucia; molte famiglie sono, del pari, state coinvolte nelle attività che attorno ad essa nascevano e si sviluppavano. Ancora, molti di noi hanno ricevuto il dono di conoscere e approfondire i sacramenti negli incontri del catechismo dell’iniziazione cristiana. Molti di noi e delle nostre famiglie hanno ricevuto il dono della vostra visita specie nel momento del bisogno, quando la carne e il cuore ferito dalla malattia, dal lutto o dall’incertezza ha avuto la necessità di scorgere un sorriso amico, una parola di conforto, uno sguardo di amicizia. Tutto questo non è frutto di casualità o di un accidente; ma è scritto nella storia della salvezza e della grazia. Siete davvero segno della grazia di Dio, di una grazia restituita sui passi di un servizio fatto di attenzione, cura e premura.Ci mancherete; mancherà il vedervi in mezzo a noi, tra quelle panche a condividere la preghiera, nelle nostre case a condividere le vite, le gioie e gli affanni; ci mancherà il sapervi presenza umile e attenta in mezzo a noi. Ma, nello stesso tempo, siamo sicuri che ogni incontro è per sempre e che, nel contempo, apre sempre una storia di condivisione, che supera i chilometri e le distanze fisiche; spalanca le porte di quella comunione dove tutti insieme incediamo verso quel Regno d’amore che già vive in mezzo a noi”.

Le tre religiose lasceranno Grosseto il 18 gennaio per Roma, dove ha sede la casa generalizia della congregazione.

Le ultime tre suore delle “Piccole Ancelle” lasciano Grosseto

Suor Marinella, suor Adele e suor Amabile. Sono le ultime tre religiose della Congreazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore che dopo decenni di servizio fecondo e generoso tra generazioni di bambini, lasciano la nostra Chiesa diocesana.

A metà gennaio, infatti, le tre religiose raggiungeranno Roma, dove ha sede la casa generalizia. Così, infatti, ha stabilito la Madre generale dopo che, poco più di due anni fa, la Diocesi era riuscita ad ottenere una proroga della loro permanenza a Grosseto, una volta cessato il gravoso impegno delle tre suore presso la scuola d’infanzia Santa Lucia.

Suor Marinella, suor Adele e suor Amabile si erano trasferite in centro, in un’abitazione presso palazzo Gigli e da lì hanno continuato ad essere una presenza umile e premurosa verso tante persone. Gli ammalati soprattutto. Hanno continuato il loro servizio presso la parrocchia di Santa Lucia, portando la comunione ad anziani e malati, facendo visita a persone della comunità che per età o salute non potevano più uscire di casa e occupandosi anche della liturgia. Al contempo hanno iniziato a prestare servizio in cattedrale e, in modo particolare, si sono occupate della chiesa di san Pietro al corso, non solo tenendola aperta e curata, ma anche proponendo due mattine a settimana l’adorazione eucaristica. Purtroppo l’avanzare dell’età ha indotto i superiori a ritenere che fosse giunto il momento, per le tre religiose, di ritirarsi.

Un distacco che addolora le suore, ma anche quanti, in tanti anni, le hanno conosciute e apprezzate per il loro apostolato. Ciò che addolora di più è che, con la loro partenza, scompare dalla Maremma il carisma delle Piccole Ancelle, congregazione femminile fondata dal beato Carlo Liviero, vescovo, subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, per dare sollievo e assistenza a tanti bambini rimasti orfani. A Grosseto le religiose arrivarono nel 1938, chiamate dal vescovo Galeazzi, che aveva conosciuto l’opera di mons. Liviero. Il vescovo Paolo le distribuì in molti luoghi della Diocesi, che all’epoca si estendeva fino al tratto toscano dell’Abbazia delle tre fontane: Boccheggiano, Roccastrada, Tatti, Tirli, Torniella, Piloni, la Torba, Orbetello, Prata, Istia, Montemassi… E poi le parrocchie cittadine di San Giuseppe, Sacro Cuore, Santa Lucia, ultima comunità ad aver goduto della loro presenza e da dove è nata anche una vocazione, quella di suor Silvia Polidori, missionaria in Kenya tra le Piccole Ancelle. Suor Marinella era a Grosseto dal 1998, mentre suor Amabile è in città dal 1991. Suor Adele vi è stata in due fasi: dal ’97 a Santa Lucia, in precedenza al Sacro Cuore, ma in passato era stata anche a Boccheggiano, Torniella, Orbetello.

“Abbiamo fatto il possibile, tre anni fa, per trattenerle ancora un po’ tra noi e siamo felici di esserci riusciti – dice il vescovo Rodolfo Ora accettiamo di buon grado la comprensibile scelta della Madre generale, che ritira a Roma le tre sorelle proprio come gesto di cura e premura nei loro riguardi. Noi non possiamo far altro che dire grazie a Dio di questo carisma che tanto bene ha fatto in Maremma e a suor Marinella, Adele e Amabile, in particolare, per il loro attaccamento a questa Chiesa, ai bambini che hanno cresciuto e alle loro famiglie. Dio le ricompensi per il tanto bene seminato”.

Il saluto ufficiale delle tre religiose avrà luogo domenica 10 gennaio, nella chiesa di Santa Lucia, durante la Messa delle ore 10.

Tanta gente in cattedrale per la peregrinatio della Madonna di Loreto

La cattedrale per due giorni – 5 e 6 gennaio – ha fatto casa alla sacra immagine della Madonna di Loreto, dal 23 dicembre pellegrina nella base del 4° Stormo dell’Aeronautica Militare. Nel contesto di questa peregrinatio – nel centenario della intitolazione della Madonna di Loreto a patrona degli aviatori – le due giornate in cui l’immagine ha sostato solennemente in cattedrale ha richiamato tanta, tanta gente.

Nel pomeriggio di lunedì 5 gennaio l’accoglienza del simulacro, cui è seguita la preghiera del Rosario, guidata da don Jarek Migus, collaboratore del cappellano militare, trasmessa in diretta sulla pagina facebook della Diocesi. Don Migus ha, poi, presieduto la Messa vigiliare dell’Epifania, animata col canto dalle suore di S.Elisabetta. Presenti a questi due momenti, insieme ad una nutrita rappresentanza dei militari dell’Arma Azzurra, con il comandante della base, il colonnello pilota Eros Zaniboni, anche le dame e i cavalieri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che hanno in Maria – venerata col titolo di regina della Palestina – la loro patrona.

Questa mattina, solennità dell’Epifania, la Messa presieduta dal vescovo Rodolfo e trasmessa in diretta su Tv9.

Sono intervenute le rappresentanze dei corpi militari di stanza a Grosseto, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il generale di divisione area Francesco Vestito. A lui e al colonnello Zaniboni, al termine della celebrazione, il Vescovo ha fatto dono della medaglia raffigurante la Madonna delle grazie.

“Maria porta in sé la consegna di essere affidataria, da parte del Signore Gesù, di ognuno di noi, come dell’apostolo Giovanni sotto la croce. Lo ha fatto col gruppo sparuto e impaurito degli apostoli rimasti soli; lo fece con la prima comunità cristiana, aiutandola a ricordare e a sapere di Gesù quello che solo lei, come madre, aveva conosciuto. Continua a farlo in ogni sua manifestazione, in ogni suo santuario e nel suo essere scelta patrona da tante istituzioni e associazioni e oggi, in particolare, dall’Aeronautica militare. Lo fa, infine, nell’andare a visitare i suoi figli che le sono stati affidati. Ecco il senso di questa immagine della Madonna di Loreto e del peregrinare della santa casa da Nazareth al bosco di Loreto. Che cosa rappresenta di più se non questo sentimento materno di Maria di visitare i figli, di esser loro accanto, di proteggerli e trovare casa tra le loro case? I racconti fioriti attorno a Loreto sono di storia e di devozione, ma in fondo il contenuto è quello di pensare a Maria come sposa e come madre nella sua casa povera di Nazareth, accanto a Giuseppe e con quel bambino, quel figlio che con lei e grazie a lei in quella casa cresceva in età e grazia davanti a Dio e davanti alla gente semplice di Nazareth, ma anche davanti al suo cuore, che solo sapeva chi era davvero quel figlio. Così lei può ridire al nostro cuore quel Vangelo che è suo figlio, quella buona notizia dell’umanità di Dio, uguale alla nostra, ma anche umanità nuova, riarmonizzata con Dio, da conoscere, custodire, proteggere come sa fare una madre e da far crescere. Questo è il dono che si ravviva oggi davanti a noi e per noi in questi tempi così particolari da un anno a questa parte. E si ravviva nella nostra umanità, nelle nostre famiglie, nelle nostre associazioni, nei corpi militari che le si affidano come madre premurosa. Grazie, allora, a voi uomini e donne dell’Aeronautica che ci date questa occasione e grazie a Maria e a Dio, nostro padre che cin questi segni continua  a manifestarci il suo amore”.

Prima della benedizione finale un militare ha letto la preghiera dell’aviatore, mentre il generale Vestito ha portato il suo saluto al vescovo, alla città tutta. “Ho voluto rappresentare di persona la mia riconoscenza alla città di Grosseto, alla Chiesa diocesana per il fatto che lei, eccellenza, ha aperto la cattedrale a questo momento. L’auspicio è che la peregrinatio della sacra effigie in un momento tanto difficile sia di ispirazione ai giovani affinché lo spirito di servizio diventi il faro immateriale della vita negli obiettivi di ogni giorno, per il bene della società”.

Il vescovo, nel ringraziare il generale Vestito per il saluto, ha voluto concludere con una metafora: “Che la visita della Madonna di Loreto ci protegga e ci aiuti a volare, perché dall’alto si vede meglio anche la terra”.

Il Rosario pregato in cattedrale https://fb.watch/2RwAWQ58s0/

Il vescovo Rodolfo ha compiuto 75 anni e ha provveduto a presentare la rinuncia all’ufficio di pastore

Il vescovo Rodolfo, avendo compiuto, in data 3 gennaio, 75 anni, ha provveduto a presentare la rinuncia all’ufficio di pastore della Chiesa diocesana di Grosseto.

Così prevede, infatti, il canone 401 del codice di diritto canonico e così viene ribadito nella lettera apostolica, in forma di Motu proprio, di papa Francesco “Imparare a congedarsi”, del 2018.

“Questo non significa – spiega don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi – che il vescovo Rodolfo da questo momento non è più il nostro pastore. Il motu proprio, infatti, stabilisce che una volta presentata la rinuncia, l’ufficio è considerato prorogato fino a quando non sia comunicata all’interessato l’accettazione della rinuncia o la proroga. Pertanto il Vescovo continua il suo servizio tra noi, che è prima di tutto quello di confermarci nella fede, in attesa che la Santa Sede, attraverso la Nunziatura apostolica in Italia e il dicastero per i Vescovi, assuma le decisioni più opportune. L’invito, pertanto, è a stringersi con ancora più affetto e nella preghiera a padre Rodolfo, perché sia accompagnato dalla Chiesa diocesana in questo passaggio della sua esistenza e del suo ministero”.

Il vescovo Rodolfo ha provveduto, nei giorni scorsi, a consegnare al Nunzio apostolico in Italia la relazione sul suo mandato e serenamente continuerà a svolgere il suo compito con lo stesso entusiasmo di sempre.

“Come scrive il Papa nel motu proprio “Imparare a congedarsi” – dice il Vescovo – la conclusione di un ufficio ecclesiale deve essere considerata parte integrante del servizio stesso, in quanto richiede una nuova forma di disponibilità. Io continuo in mezzo a voi la mia opera finché Dio e la Chiesa lo vorranno. Benedico tutti e chiedo la preghiera di tutti, affinché il Signore mi conceda di servirlo sempre nella gioia”.

5-6 gennaio: in cattedrale l’effigie della Madonna di Loreto dal IV Stormo

“A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” E’ stata scelta questa espressione di Elisabetta, riportata nel vangelo di Luca, per le due giornate di preghiera dinanzi all’effigie della Madonna di Loreto, che il 5 e 6 gennaio sarà accolta in cattedrale.

La sacra immagine dal 23 dicembre scorso è pellegrina a Grosseto, presso la base del 4 Stormo, nell’ambito del Giubileo lauretano per celebrare il centenario della elezione della Madonna di Loreto a patrona degli aviatori.

Nel contesto di questa peregrinatio, due giornate sono state riservate all’accoglienza della statua nella cattedrale di san Lorenzo.

Il 5 gennaio alle 17 l’accoglienza, a cui seguirà, alle 17.30, la preghiera del Rosario, che potrà essere seguito in diretta sulla pagina facebook della Diocesi (@diocesidigrosseto). Alle 18 don Jarek Migus, sostituto del cappellano militare impegnato in una missione in Kosovo, presiederà la Messa nella vigilia dell’Epifania. Quindi la sacra immagine sarà riportata presso il 4 Stormo da dove, la mattina del 6 gennaio farà ritorno in cattedrale. Alle 10.30 l’accoglienza, alla presenza del vescovo Rodolfo, del comandante della base colonnello Eros Zaniboni, del sindaco di Grosseto e delle rappresentanze delle forze armate di stanza in città. Poi alle 11 la Messa solenne nella festa dell’Epifania.

“Pur se in zona rossa – sottolinea il vescovo Rodolfoinvito i grossetani a condividere la gioia di questa presenza in mezzo a noi dell’immagine della Vergine Lauretana. Anche noi, pieni di stupore, facciamo nostra l’espressione di Elisabetta: a che cosa dobbiamo che la madre del nostro Signore sia tra noi? Lo dobbiamo alla sua materna premura verso tutti i suoi figli, che la porta ad essere nostra avvocata. Considero un privilegio che la peregrinatio della sacra effigie, che ho avuto la gioia di accogliere al 4 Stormo il 23 dicembre, sia tra noi proprio nel tempo di Natale, in cui celebriamo il mistero dell’incarnazione di Dio, reso possibile dal sì di questa giovane donna di un piccolo villaggio della Palestina, senza la quale Dio non si sarebbe fatto uomo. Viviamo le ristrettezze di questo tempo difficile, ma apriamo il cuore alla speranza sapendo che in città, in questo momento, per dono della Provvidenza abbiamo contemporaneamente il tondo Botticelli che raffigura Maria con in braccio Gesù bambino, e l’effigie della Madonna di Loreto, chiedendo a lei la protezione per Grosseto, per gli uomini e le donne dell’Arma azzurra e per le famiglie più provate da questa pandemia e dalle conseguenze che sta determinando”.

Firmato il rinnovo della convenzione tra Comune e Diocesi per il deposito e l’esposizione del museo diocesano d’arte sacra nei locali del Maam

Grosseto – E’ stato firmato questa mattina, nell’ufficio del Sindaco, nel palazzo municipale, il rinnovo della convenzione tra Comune e Diocesi, relativa al deposito e alla esposizione delle collezioni del Museo diocesano nei locali del Maam.

Erano presenti, assieme al Sindaco e al Vescovo, il vice sindaco Luca Agresti e don Franco Cencioni direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiastici.

La convenzione regolamenta i rapporti tra Comune e Diocesi in merito al deposito e all’uso di tutte le opere d’arte sacra esposte al terzo piano del Museo archeologico e d’arte della Maremma, come ormai accade da molti anni, da quando cioè – grazie ad una felice intuizione – si stabilì di creare in un’unica struttura un museo che offrisse l’esposizione sia dei reperti archeologici provenienti da Roselle sia opere e oggetti d’arte sacra appartenenti al patrimonio artistico e di fede della Chiesa diocesana.

Tra le novità contenute nella rinnovata convenzione, vi è, innanzitutto, la sua durata, portata a tre anni, così da consentire un adeguamento più ravvicinato nel tempo tra i due enti, al fine di essere al passo con i cambiamenti che anche nell’ambito della cultura e della musealità stanno intervenendo in modo più rapido che nel recente passato.

L’altra novità riguarda l’impegno a rivedere la cartellonistica esterna, sia nel territorio comunale che extracomunale, che dovrà riportare in modo chiaro la dizione Museo diocesano d’arte sacra.

Inoltre, la convenzione stabilisce che, accanto alle opere già esposte, entrino a far parte del Museo diocesano anche i reperti rinvenuti nel vano ipogeo sotto la cattedrale ed oggetto già della mostra-evento “Oltre il Duomo” e dei quali la Diocesi farà richiesta di custodia alla competente Soprintendenza.

Il direttore del Museo archeologico continuerà a vedersi riconosciuta ogni competenza di carattere amministrativo, scientifico e comunicativo in merito alla gestione e valorizzazione della collezione diocesana, mentre ogni scelta gestionale che riguardi direttamente o indirettamente la collezione diocesana dovrà essere preventivamente concordata con gli uffici competenti della Curia diocesana, che a loro volta potranno sottoporre alla direzione del Maam proposte di valorizzazione della collezione.

“Arriviamo al rinnovo della convenzione al termine di un percorso che, in questi anni, ha visto crescere notevolmente la collaborazione e il reciproco confronto per dare al Museo diocesano d’arte sacra il ruolo che merita – sottolineano il vescovo Rodolfo e don Franco Cencioni, direttore dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiasticiAl di là degli atti formali, che pure sono necessari, quel che più conta è la stima reciproca, il vero senso di collaborazione esistente sia con l’Amministrazione comunale e l’assessorato alla cultura, sia con la direttrice del Maam, sia con la Fondazione Grosseto cultura. Se in questi anni il livello culturale di Grosseto è ulteriormente cresciuto, vogliamo pensare che sia dipeso anche dall’accresciuta collaborazione fra la Diocesi e il Comune in questo settore, che ci ha consentito di dare vita ad iniziative importanti, a partire dalla Settimana della Bellezza e dalle mostre organizzate, volte a valorizzare un patrimonio artistico che i grossetani devono ancora pienamente scoprire e che è frutto di un portato di fede che ci è stato consegnato e che abbiamo il dovere di valorizzare. Visitando il Museo diocesano d’arte sacra forse percepiremmo di più la storia significativa di questa terra e della sua Chiesa, che dal 1138 ha posto in Grosseto la sede vescovile. Il futuro davanti a noi ci dice che ci sono ancora molti margini per crescere insieme”.

“Non possiamo pensare che il futuro di una comunità possa prescindere dall’arte – hanno dichiarato Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, e Luca Agresti, vicesindaco e assessore con delega alla Cultura -. La firma di oggi è un momento molto significativo per Grosseto. Infatti, possiamo celebrare la collaborazione tra il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma e il Museo Diocesano d’Arte Sacra. L’invito, quando i musei torneranno ad essere aperti al pubblico, è quello di visitare e di conoscere il patrimonio storico ed artistico grossetano. Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso la realizzazione dell’iniziativa, come la Diocesi di Grosseto, il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma e gli uffici comunali.”

Erogati altri 200mila euro di aiuti a poco meno di 100 famiglie grazie ai fondi straordinari 8xmille messi a disposizione dalla CEI

Dopo quella di agosto, nei giorni immediatamente precedenti le feste natalizie la Diocesi ha erogato la seconda tranche di aiuti alle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, che è diventata emergenza sociale ed economica.

Attraverso il grande lavoro fatto dalle Caritas parrocchiali, da quella diocesana e dall’ufficio diocesano economato, è stato possibile erogare circa 200mila euro di aiuti, grazie allo stanziamento straordinario, da parte della CEI, di fondi 8xmille stornati dalla nuova edilizia di culto e riversati interamente sulla carità per sostenere le Chiese diocesane nella loro opera di prossimità a tante situazioni di fragilità che il covid ha fatto emergere.

“Tra prima e seconda fase sono giunte alla Diocesi oltre 150 domande di aiuto – spiega don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto – Se ad agosto abbiamo fatto fronte a 60 richieste di famiglie in emergenza, stavolta sono state quasi un centinaio. Le risorse straordinarie stanziate dalla Cei rappresentano un ulteriore intervento, che si somma a quelli già erogati nei mesi passati, per far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociali provocate dal covid-19. La Chiesa in questi mesi durissimi anche per le nostre comunità parrocchiali, non si è tirata mai indietro e lo ha fatto consapevole del proprio compito: essere la locanda dell’uomo ferito. Sappiamo che non sono interventi risolutivi, ma al contempo crediamo che ripaghino un po’ da attacchi, a volte anche violenti, riservati alla comunità cristiana. Questi aiuti, infatti, sono possibili perché c’è una comunità viva e presente, che come sentinella nella notte vigila per andare incontro ai bisogni più diversi. Ringrazio i volontari dei centri di ascolto parrocchiali, gli operatori della Caritas diocesana e i collaboratori della Curia per il grande lavoro svolto, che ha consentito di erogare questi aiuti prima di Natale, facendo trascorrere giorni più sereni alle famiglie. Lo provano i messaggi ricevuti, di gratitudine e di sollievo”.

Come spiega Luca Grandi, vice direttore di Caritas, che ha curato le singole pratiche assieme all’ufficio economato della Diocesi“tutte le situazioni a cui abbiamo risposto sono conosciute e filtrate dalle Caritas parrocchiali. Si tratta, infatti, di famiglie seguite già e che, grazie a questi fondi, abbiamo potuto inserire in uno specifico percorso di accompagnamento. Le risorse erogate sono servite a tamponare in primo luogo rate di affitto arretrate, evitando anche qualche sfratto. E poi il pagamento di utenze, di spese mediche, di finanziamenti o rate di mutuo a cui le famiglie non sono riuscite a far fronte perché è venuto meno il lavoro di uno o di entrambi i coniugi”.

Nuova sede Caritas: nel primo mese offerte per quasi 17mila euro

Sfiorano i 17mila euro le offerte giunte nel primo di lancio della campagna per il progetto della nuova sede di Caritas diocesana.

Il progetto, lanciato il 15 novembre in occasione della IV giornata mondiale dei poveri, è orientato a sensibilizzare l’opinione pubblica su un intervento di grande portata e di cui c’è grande necessità, per fare in modo che tutte le persone che bussano alla porta di Caritas per chiedere aiuto, trovino un luogo accogliente e confacente ai bisogni.

La nuova sede sorgerà in via Pisa (zona Cottolengo), dove già ha sede da alcuni anni uno dei servizi di punta della Caritas: la Bottega della solidarietà. Adiacenti vi erano dei capannoni in disuso, che la Diocesi ha potuto acquistare grazie alla donazione ricevuta dalla famiglia Santini di Ravi e alla permuta dell’ex chiesetta de “Il Cristo”, lungo la strada provinciale del Pollino. Ora quei volumi dovranno essere demoliti, bonificati e trasformati in nuovi spazi nei quali la dimensione di prossimità della Chiesa possa tradursi in luoghi accoglienti, confortevoli, più adeguati rispetto agli attuali in via Alfieri.

Il progetto è stato affidato all’ingegner Emanuele Manusia e all’architetto Arianna Lamura di Arching Toscana, con sede in Grosseto.

L’immobile, attualmente in disuso, è costituito da un corpo di fabbrica rettangolare, in muratura portante, con una superficie utile lorda di 560 metri quadri, pari a un volume di circa 1700metri cubi.

Il costo della nuova sede, completo di arredi, si aggirerà sui 2 milioni di euro. Qualche generoso benefattore che si è già mosso. L’alienazione di alcuni beni di cui disponeva la Diocesi e il contributo della Cei, attraverso i fondi 8xmille, sono una buona base per partire, ma non saranno sufficienti per completare il progetto.

Per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. E’ stato realizzato un depliant in 10mila copie, che può essere preso nelle Parrocchie e altri luoghi di incontro. All’interno, assieme alla descrizione del progetto e delle finalità, è accluso anche un bollettino di conto corrente precompilato, attraverso il quale chi lo vorrà potrà effettuare una donazione.

Potrà essere utilizzato anche l’iban: IT 26Z0760114300000010548584 intestato a Curia vescovile di Grosseto, causale: nuova sede Caritas.

Tempo di Natale, gli orari in varie Parrocchie della Diocesi

Gli orari delle celebrazioni liturgiche del tempo di Natale in varie Parrocchie della Diocesi (per le 10 parrocchie di città e le altre nel comune di Grosseto si rimanda alle pagine specifiche del sito

Castiglione della Pescaia

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale, Messe ore 9.30-11-18

31 dicembre ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe 9.30-11-18

6 gennaio, Epifania, Messe 9.30-11-18

N.B: tutte le celebrazioni si tengono nella chiesa di S.Maria Goretti (via Manzoni, zona Paduline)


Tirli

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 9

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 9

6 gennaio, Epifania, Messa ore 9

Punta Ala

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 11

31 dicembre, ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11

Buriano

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 10.30

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 16

6 gennaio, Epifania, Messa ore 10.30

Ribolla

24 dicembre ore 17 Messa vigilare

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 8.30-11

31 dicembre ore 17 Messa, adorazione e Te Deum di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe ore 8.30-11

6 gennaio, Epifania, Messe ore 8.30-11

Tatti

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 9.45

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 9.45

6 gennaio, Epifania, Messa ore 9.45

Scarlino e Scarlino Scalo

24 dicembre ore 16 Messa vigiliare in San Donato-Scarlino; ore 18 in Scarlino scalo

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8.30 al Puntone, 10 a Scarlino
scalo, 11 in San Donato-Scarlino

31 dicembre ore 16 Messa di ringraziamento a San Donato; ore 18 a Scarlino scalo

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe: 8.30 al Puntone, 10 a Scarlino
scalo, 11 in San Donato-Scarlino

6 gennaio, Epifania, Messe: 8.30 al Puntone, 10 a Scarlino
scalo, 11 in San Donato-Scarlino

Roccastrada

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore11

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11

Gavorrano

24 dicembre ore 18.15 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 10 (Filare)-11 (parrocchia)

31 dicembre, Messa di ringraziamento ore 16 (Filare)-18 (parrocchia)

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11 (parrocchia)

5 gennaio ore 16 Messa prefestiva a Filare

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11 (parrocchia)

Ravi

24 dicembre ore 16,45 Messa

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 9

31 dicembre Messa di ringraziamento ore 17

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 9.30

6 gennaio, Epifania, Messa ore 9.30

Sticciano

24 dicembre ore 20.30 Messa della notte (scalo)

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 16.30 (chiesa alta)

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 16.30 (chiesa alta)

6 gennaio Epifania Messa ore 16.30 (chiesa alta)

Montemassi

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 9.30

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio Messa ore 9.30

6 gennaio, Epifania Messa ore 9.30

Roccatederighi

24 dicembre ore 20 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 11

31 dicembre, ore 17 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania Messa ore 11

Boccheggiano

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 16

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 16

6 gennaio, Epifania Messa ore 16

Campagnatico

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 11.30

31 dicembre ore 16.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, ore 11.30 Messa al Santuario mariano diocesano

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11.30

Arcille

24 dicembre ore 20.30 Messa della Notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 1.15

31 dicembre ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 10.15

6 gennaio, Epifania, Messa ore 10.15

Marrucheti

24 dicembre ore 16.30 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 9.45

26 dicembre, S.Stefano, ore 16.30 Messa prefestiva

31 dicembre, ore 16.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11

Caldana

24 dicembre ore 17 Messa in San Biagio, ore 20.30 a Grilli

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: Grilli 9,45; Caldana 11

31 sicembre: ore 17 Messa di ringraziamento n San Biagio

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe: Grilli 9,45 e Caldana 11

6 gennaio, Epifania, Messe: Grilli 9,45 e Caldana 11

Giuncarico

24 dicembre ore 19 Messa della notte

25 dicembre, Natale, Messa ore 17

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 17

6 gennaio, Epifania, Messa ore 17

Sasso d’Ombrone

24 dicembre ore 20.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore,Messa ore 11

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11

Monastero di Siloe

24 dicembre ore 22 veglia di Natale

25 dicembre, Natale del Signore, ore 17 Vespri e Messa

31 dicembre ore 20.30 veglia di fine anno

6 gennaio, Epifania, ore 17 Vespri e Messa

Tempo di Natale: orari delle celebrazioni nelle parrocchie del capoluogo fuori città

Gli orari delle celebrazioni liturgiche del tempo di Natale nelle Parrocchie del Comune di Grosseto fuori dalla città.

Alberese e Rispescia

24 dicembre Messe a Rispescia ed Alberese ore 20

25 dicembre, Natale del Signore, a Rispescia Messe 8-11.15; Alberese ore 10

31 dicembre ore 18 Messa di ringraziamento ad Alberese

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, a Rispescia Messa ore 11.15; Alberese ore18

6 gennaio, Epifania, a Rispescia Messe ore 8-11.15; Alberese ore 10

Roselle

24 dicembre 17.30 Messa vigiliare; 19.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 9-11

31 dicembre, ore 17.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe 9 e 11

6 gennaio, Epifania, Messe 9-11

N.B. Per le Messe delle 11 prenotazione on line sulla pagina fb (https://www.facebook.com/Parrocchia-Immacolata-Concezione-Roselle-1610549349213265)

o sul sito della parrocchia (https://roselleparrocchia.wixsite.com/website) o direttamente in parrocchia


Marina di Grosseto

24 dicembre ore 20 veglia e Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 9-11-17

27 dicembre, ore 11, Messa per gli sposi che festeggiano uno, dieci, 25 o 50 anni di nozze

31 dicembre, ore 16 adorazione eucaristica e alle 17 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe ore 9-11-17

6 gennaio, Epifania, Messe 9-11-17


Principina Terra

24 dicembre ore 19.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 11

31 dicembre ore 17.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11


Braccagni

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 10.30

31 dicembre ore 17 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 10.30

6 gennaio, Epifania, Messa ore 10.30


Batignano

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare; ore 21 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe 9.30-11.30

31 dicembre, ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11.30


Montepescali

24 dicembre ore 17 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messa ore 11

31 dicembre Messa ore 11

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messa ore 11

6 gennaio, Epifania, Messa ore 11

Istia d’Ombrone

24 dicembre ore 18.30 Messa vigiliare; ore 20.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe 8 – 10.15 – 11.15

Anche a Grosseto “Il futuro del presepe”. Coldiretti e Confartigianato hanno consegnato al Vescovo una statuetta raffigurante un’operatrice sanitaria

Quattro italiani su dieci realizzano il presepe in casa in occasione delle feste natalizie. Il presepe è un segno cristiano con cui vivere il mistero dell’incarnazione di Dio ed è anche una bella tradizione, che, soprattutto nel nostro Paese continua a rappresentare molto anche dal punto di vista artistico.

E’ per questo che Symbola-Fondazione per le qualità italiane, Confartigianato e Coldiretti hanno lanciato l’iniziativa “Il futuro del presepe: comunità e nuovi mestieri” tesa proprio a valorizzare la tradizione del presepe.

In questi giorni, i dirigenti delle tre realtà sui singoli territori, stanno incontrando i Vescovi per consegnare ad ognuno una statuetta del presepe, che mette in evidenza i mestieri che aggiornano e attualizzano i personaggi del presepe.

“E’ un’iniziativa simbolica – spiegano Mauro Ciani e Pietro Greco, rispettivamente direttori provinciali di Confartigianato e Coldiretti per rendere omaggio, attraverso l’arte e il valore artigiano di eccellenza, al mestiere dell’anno, dominato dalla pandemia da covid-19. La statuetta che stamane consegniamo al vescovo Rodolfo raffigura un’operatrice sanitaria realizzata in esclusiva per questa iniziativa dalla prestigiosa bottega d’arte presepiale napoletana, La Scarabattola, dei fratelli Scuotto. Attraverso questa statuetta desideriamo che nel presepe entri l’attualità che stiamo vivendo a livello mondiale, celebrando una delle professioni che in questo 2020 è stata maggiormente esposta e che ha manifestato in molte circostanze un’abnegazione che va oltre il dovere professionale”.

“Ricevo con molta commozione questa statuetta e ringrazio Coldiretti, Confartigianato e Symbola di aver pensato a questa iniziativa – commenta il vescovo RodolfoPapa Francesco nella sua ultima enciclica “Fratelli tutti”, parlando della pandemia da covid, sottolinea come, accanto agli aspetti più dolorosi e bui questa emergenza, le nostre vite sono intrecciate e sostenute da persone ordinarie che, senza dubbio, hanno scritto gli avvenimenti decisivi della nostra storia condivisa. E con realismo li nomina: “medici, infermieri e infermiere, farmacisti, addetti ai supermercati, personale delle pulizie, badanti, trasportatori, uomini e donne che lavorano per fornire servizi essenziali e sicurezza, volontari, sacerdoti, religiose,… hanno capito che nessuno si salva da solo” E’ con questo spirito che ricevo questa statuetta, auspicando davvero che il Natale alle porte ci aiuti a purificare lo sguardo e riconoscere che, accanto a tante storture e al male, esiste un bene diffuso, che non fa rumore, ma ci svela la vicinanza di Dio. Grazie, dunque, e mi raccomando: fate il presepe!”

Natale, gli orari delle celebrazioni in Duomo e nelle parrocchie di città

Come noto, quest’anno, a motivo del «coprifuoco» alle 22, non sarà possibile
celebrare la Messa della notte di Natale a mezzanotte.

Le Parrocchie hanno quindi rimudulato gli orari, che indichiamo di seguito. Riportiamo le celebrazioni fino all’Epifania.

PARROCCHIE ZONA URBANA

Cattedrale

Il 24 dicembre, ore 18 Messa vigiliare (diretta tv9)

Ore 20 Messa della Natività presieduta dal Vescovo Rodolfo.

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 9.30, 11 Pontificale del Vescovo (diretta su Tv9), 18.

26 dicembre S.Stefano protomartire Oltre alle Messe mattutine, alle 18 prefestiva della festa della S.Famiglia (diretta su Tv9)

31 dicembre Messa di ringraziamento, ore 18. Presiede il Vescovo

1 gennaio- solennità di Maria SS. Madre di Dio Messe ore 9.30 – 11, presiede il Vescovo – 18

6 gennaio Epifania Messe ore 9.30, 11 Pontificale del Vescovo; 18

San Francesco (piazza San Francesco)

24 dicembre ore 18 Rosario e Primi Vespri solenni;

ore 20 Messa della Natività

25 dicembre, Natale del Signore, Messe 7.30; 10; 11.30 (solenne); 16.30 (dei ragazzi); 18

31 dicembre ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio Messe 7.30; 11.30; 18

6 gennaio Messe 7.30; 11.30; 18 (solenne)


San Giuseppe (piazza Sauro)

24 dicembre: ore 19 Ufficio delle letture di Natale; 19.30 Messa della natività

25 dicembre, Natale del Signore, Messe 8.30; 10; 11.30

31dicembre, ore 17.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio Messe 8.30; 10; 11.30

6 gennaio, Epifania, Messe 8.30; 10; 11.30


Cottolengo (via Scansanese)

24 dicembre: ore 17.30 Messa vigiliare; ore 20 Messa della notte
Alle 23.45 apertura e benedizione del presepe in diretta sulla pagina facebook della parrocchia

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8-10-11.30-17.30

31dicembre 17.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio Messe 8-10-11.30-17.30

6 gennaio, Epifania, Messe 8-10-11.30-17.30


Sacro Cuore (piazza Galeazzi-via della Pace)

24 dicembre ore 18 Messa vigiliare; ore 20 Messa della notte
(per entrambe occorre ritirare il bigliettino di presenza in segreteria nella giornata del 24)

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8-10*-11.30* (*entrambe contemporaneamente in basilica e nel salone parrocchiale) e 18.30

31 dicembre, 17.30 momento celebrativo e canto Te Deum; alle 18 Messa

1 gennaio-Maria SS.Madre di Dio, Messe 10-11.30-18.30

6 gennaio, Epifania, Messe 8-10-11.30-18.30

Santa Lucia (via Pirandello)

24 dicembre, 20.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8-10-11.30-18

31 dicembre, 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio-Maria SS.Madre di Dio, Messe 8-18

6 gennaio, Epifania, Messe 8-10-11.30-18

SS.Crocifisso (via S.Lavagnini)

24 dicembre: 18 Messa vigiliare; 20 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8,30-10,30-18

31 dicembre: 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio-Maria SS.Madre di Dio, Messe 10.30-18

6 gennaio, Epifania, Messe 10.30-18


Maria SS. Addolorata
(via Papa Giovanni XXIII)

24 dicembre: ore 20 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: 8.30-10-11.30-18

31 dicembre: ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio-Maria SS.Madre di Dio, Messe 8.30-10-11.30-18

6 gennaio, Epifania, Messe 8.30-10-11.30-18

Santa Famiglia (via Unione Sovietica)

24 dicembre ore 19.30 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe: ore 9-11-18

27 dicembre, festa della Santa Famiglia, titolare della Parrocchia: Messe ore 9-11-18

31 dicembre: ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio-Maria SS. di Dio, Messe: 9-11-18

6 gennaio, Epifania, Messe: 9-11-18

Madre Teresa di Calcutta (via Stati Uniti)

24 dicembre ore 19 Messa della notte

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 9-11-18

31 dicembre, ore 18 Messa di ringraziamento

1 gennaio-Maria SS. Madre di Dio, Messe ore 11-18

6 gennaio, Epifania, Messe ore 11-18

Cappella dell’ospedale

24 dicembre ore 17 Messa vigiliare

25 dicembre, Natale del Signore, Messe ore 10-16.30

31 dicembre, ore 16.30 Messa di ringraziamento

1 gennaio, Maria SS.Madre di Dio, Messe 10-16.30

6 gennaio, Epifania, Messe 10-16.30




23 dicembre 1950-23 dicembre 2020: 70 anni di sacerdozio per don Franco Cencioni!

Mercoledi 23 dicembre sarà una particolare giornata di festa per tutta la Chiesa di Grosseto. Quel giorno, infatti, monsignor Franco Cencioni – per i grossetani semplicemente don Franco – ricorderà il 70esimo anniversario di ordinazione sacerdotale.

Don Franco ha desiderato ricordare questa ricorrenza con una Messa, che sarà presieduta dal vescovo Rodolfo mercoledi 23 alle ore 11 in cattedrale, concelebrata dai sacerdoti della Diocesi e aperta a quanti vorranno unirsi alla preghiera di ringraziamento di don Franco e per don Franco, sempre nei limiti dei posti disponibili in base alle disposizioni sul distanziamento.

Prevedendo che non tutti potranno essere in cattedrale, la celebrazione sarà trasmessa in diretta da Tv9.

Il settimanale diocesano Toscana Oggi celebra questo anniversario con un numero speciale – datato 20 dicembre. Nel dorso locale la foliazione sarà, infatti, di 12 pagine, sei delle quali dedicate a don Franco, con un’ampia intervista e interventi del cardinale Scola, dei vescovi Cetoloni e Agostinelli, del sindaco di Grosseto, dei presidenti di Pro Loco (che ha contribuito a fondare) e corale Puccini (dove siede nel consiglio), di amici e collaboratori.

“Facendomi portavoce dei miei predecessori, di tutto il clero, del laicato cattolico, del personale di Curia e della gente di Maremma – dice il vescovo Rodolfo – non posso che dire grazie a Dio per don Franco. Egli è stato ed è una benedizione per questa Chiesa e per questo territorio. Se ne è fatto carico con una generosità e una dedizione che in certi momenti commuovono, tanto continua ad essere lo zelo con cui don Franco desidera arrivare a tutti. Non c’è stato vescovo che non abbia trovato in don Franco un collaboratore prezioso, un “confessore”, un sostegno, a volte anche un leale e sincero interlocutore che senza piaggerie ha saputo sempre dire quel che pensava per il bene della Chiesa. Don Franco risuona emotivamente per tutto: per un bambino che gli sorride, per un povero che chiede aiuto, per chi lo cerca per chiedergli un lavoro, per i giovani. Non c’è nulla che non gli stia a cuore. Esuberante, dirompente, esigente con se stesso. Tutto questo nasce in lui da una ricca vena interiore, nutrita di umanità, di fede e di amore al Signore e alla gente. Concludere questo anno difficile per tutti con una festa per una persona che ha saputo unire così tanto questa città, è un dono di Dio da custodire con gratitudine”.  

A riprova della sua capacità di guardare sempre avanti, in vista del 70esimo don Franco ha fatto realizzare un biglietto-ricordo che, sul fronte ha come immagine la Natività che viene esposta ogni anno in cattedrale, col Gesù Bambino che lui portò da Gerusalemme nei primi anni ’60. Sul retro una frase ripresa dal vangelo di Luca e che viene letta nell’introito della Messa di ordinazione, una sua dedica e infine il richiamo al 1950 “anno santo e anno dell’Assunta” e al 2020 “anno della pandemia e della speranza”.

ALCUNI TRATTI BIOGRAFICI

Don Franco, nativo di Boccheggiano (13 luglio 1926), fu ordinato prete il 23 dicembre 1950 dal vescovo Paolo Galeazzi a Porto Santo Stefano. Quel giorno veniva riaperta al culto e consacrata la chiesa di Santo Stefano, nel Promontorio, distrutta dai bombardamenti della guerra. Galeazzi volle rendere ancor più solenne quella giornata inserendovi il rito di ordinazione di quel giovane seminarista che aveva scovato qualche anno prima a Boccheggiano, dove si era recato per una celebrazione. Fanco allora era rientrato a casa da Tortona, dove era andato a studiare da don Orione. Galeazzi lo sentì padroneggiare molto bene il latino, chiese informazioni al parroco e poi volle parlare col babbo Sabatino. “Guerra o non guerra, questo ragazzo in Piemonte non ci torna”, disse Galeazzi alla famiglia Cencioni. E così il giovane Franco venne in Seminario a Grosseto dove proseguì la formazione, che lo porterà a diventare prete 70 anni fa.

Molteplici i campi di apostolato nei quali don Franco si è cimentato. A partire da quello parrocchiale. Nel ’51 fu mandato parroco a Marina, dove si dedicò alla costruzione della chiesa (quando arrivò c’era il basamento) e alla pastorale tra la gente, a Shangai e d’estate tra i ragazzi delle colonie. A Marina arrivarono i Carmelitani e don Franco rientrò a Grosseto, all’inizio insegnante in Seminario e cancelliere di Curia, nei fine settimana, in giro a celebrare Messe fra la Trappola, la Cànova, Castiglione della Pescaia, le Strillaie. Nel ’53 Galeazzi lo nomina vice parroco di don Turiddo Turi in Duomo, ma nel ’55 un nuovo trasferimento: parroco a Giuncarico, tra le famiglie dei minatori. Poco più di un anno e mezzo e di nuovo con le valigie pronte: il Vescovo lo invia parroco nella nascente parrocchia di Bagno di Gavorrano, dove resta 40 mesi. “La mia campagna di Corea”, dice spesso sorridendo, mentre ripensa a quel periodo in una realtà composita, con famiglie operaie provenienti da varie parti d’Italia e quindi da aiutare ad inserirsi e a fare comunità, ma anche in una realtà politicamente complessa, dove la dialettica tra lui e i dirigenti comunisti non fu scevra da tensioni. Nel ’61 per don Franco si apre un capitolo nuovo: Galeazzi lo nomina parroco del duomo, un servizio che porterà avanti per 31 anni. Nel 1992, infatti, il vescovo Scola, nel riorganizzare la Diocesi, chiede a don Franco di assumere la carica di Proposto del Capitolo, passando il servizio di parroco a don Roberto Nelli. Scola gli affida anche la parrocchia di Principina Terra.

C’è poi un altro versante importante nell’esperienza sacerdotale di don Franco, quello con l’associazionismo. Da molti anni è assistente generale dell’Azione Cattolica diocesana, nella quale lui stesso si è formato fin da ragazzino nei baschi verdi, partecipando anche, nel ’48, alla grande adunata organizzata da Carlo Carretto per gli 80 anni dell’Ac. Ma è stato anche assistente dei maestri cattolici, dell’Unitalsi, del Cif, per il quale si è speso moltissimo realizzando anche la casa del Noce, correttore della Misericordia.

Un’esperienza che ricorda sempre con grande affetto: gli anni di insegnamento della religione presso l’Iti Porciatti di Grosseto

Altrettanto significativo l’apporto all’Istituzione, cioè alla Diocesi. Giovane prete è nominato cancelliere della Curia appena riaperta dopo i danni della guerra, mentre a fine anni ’90 il vescovo Babini lo incarica di mettere in piedi l’ufficio beni culturali ecclesiastici, istituito a livello nazionale dalla Cei, e di cui continua ad essere zelante direttore. E’ un settore nel quale don Franco si butta con entusiasmo, dopo che – giovane canonico della cattedrale – lavorò con grande intensità per convincere il Capitolo ad allestire il museo della cattedrale, che poi diventerà il museo diocesano di arte sacra, e ad accettare la proposta del Comune di inserire quest’ultimo all’interno della medesima struttura del museo archeologico, dando vita a quello che oggi è il Maam. Per molti anni è stato anche responsabile dell’archivio diocesano.

C’è, poi, il don Franco sacerdote e uomo profondamente inserito nelle dinamiche, minute e istituzionali, della vita di Grosseto, di cui a buon diritto si dice che sia la memoria storica.