Una festa l’ingresso di don Paolo Gentili a Castiglione della Pescaia

“Mi sento un misericordiato, chiamato a essere per voi espressione di quel cuore paterno di Dio che continua a darmi fiducia”

Grosseto“Si, mi sento un misericordiato, chiamato a essere per voi espressione di quel cuore paterno di Dio che continua a darmi fiducia. Ho pensato che è vero che gli impegni sono tanti, ma i figli comprendono quando il babbo è fuori per lavoro…”.

Così don Paolo Gentili domenica si è presentato alla comunità di Castiglione della Pescaia nel giorno in cui ha assunto ufficialmente il servizio di parroco. E’ stata una vera e propria festa quella che il paese gli ha riservato. Prima della Messa, celebrata alle 17 nel salone parrocchiale di S.Maria Goretti, don Paolo ha voluto compiere un itinerario a piedi dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, la “chiesona”, posta nel punto più alto del borgo medievale, con una tappa intermedia nella “chiesina” di S.Maria del Giglio, per poi raggiungere la parte bassa del paese, accompagnato da una rappresentanza di parrocchiani e dalla Filarmonica Città di Grosseto.

A fargli festa tante persone: oltre ai nuovi parrocchiani, anche i suoi 3 fratelli con le famiglie e tanti sacerdoti amici della Diocesi ma anche altre zone d’Italia, oltre – naturalmente – al sindaco Elena Nappi, all’assessore regionale Leonardo Marras, alle rappresentanze militari e alle associazioni di volontariato di Castiglione della Pescaia.

La Messa, presieduta dal vescovo Giovanni, è stata concelebrata da una ventina di sacerdoti.

“Questa – ha detto alla gente – è tutta un’avventura da vivere, e da vivere con questa mia comunità, perché sono davvero felice di essere il vostro parroco. So bene – ha poi aggiunto – che siamo senza chiesa (quella di S.Maria Goretti è chiusa da tempo per inagibilità, nda), ma vi garantisco che con l’aiuto dell’amministrazione comunale stiamo lavorando con tutte le forze perché Castiglione abbia, oltre alle sue chiese antiche, una nuova Casa per il Signore. Noi gente di mare (vengo da Marina di Grosseto, ma anch’io da oggi mi sento parte di Castiglione) – ha concluso – siamo abituati alle onde alte, alle burrasche, ma anche alla bellezza di un orizzonte di infinito dove mare e cielo si fondono. E poi fra i parrocchiani abbiamo belle figure di Santità che ci sostengono dal cielo. San Guglielmo di Malavalle innanzitutto”.

Al termine della Messa un momento conviviale preparato da alcuni parrocchiani della comunità della Madre Teresa di Grosseto e di Castiglione, allestito in una grande tenda militare messa a disposizione dal Savoia Cavalleria.

1971 – 12 dicembre – 2021: LA PARROCCHIA DEL SS.CROCIFISSO CELEBRA I 50 ANNI DALLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA

Si concluderanno il prossimo 12 dicembre le celebrazioni per i 50 anni della parrocchia del SS.Crocifisso, la cui chiesa venne dedicata proprio il 12 dicembre 1971, dopo che i lavori di costruzione, con la benedizione della prima pietra, avevano avuto inizio il 29 luglio 1969, su progetto dell’architetto Carlo Boccianti e la direzione lavori affidata ad Amelio Schiavo.

Per questo la comunità ha approntato una serie di momenti di festa e riflessione per ricordare questo anniversario e trarre nuovi spunti per il presente. A partire dal mercatino “L’arte delle mani”, in programma questo fine settimana e poi il 7-8 dicembre, per raccogliere fondi in favore dei lavori della chiesa. Dal 9 all’11 un triduo preparerà alla festa del 12 dicembre e sarà predicato dai Padri dottrinari, che per 40 anni hanno servito la parrocchia.

Ogni giorno alle 17 un momento di catechesi e poi la Messa.

Il 9 la riflessione su “Chiesa comunione per un’unione sempre più grande” sarà di p. Ottorino Vanzaghi; il 10 “Verso una reale partecipazione di tutti e di ciascun battezzato alla vita della Chiesa: un cammino di conversione e di liberazione guidati dallo Spirito”, con p. Rocco Caruso. L’11 dicembre sarà il padre generale della congregazione, p. Sergio Lapegna, a tenere la riflessione su: “La missione della parrocchia. Spunti per una creatività pastorale”.

Domenica 12, poi, la festa. Alle 10.30 il vescovo Giovanni presiederà la Messa solenne, animata dalla corale Puccini, mentre venerdi 17 dicembre incontrerà la comunità in assemblea (ore 18.30) e successivamente il consiglio pastorale e il consiglio per gli affari economici.

La parrocchia del SS.Crocifisso nacque da uno smembramento della parrocchia della Cattedrale, che “cedette” alla nuova comunità alcune vie: dalle quattro strade, alle vie Alfieri, Ferrucci, la ferrovia, l’Ombrone e via Battisti. Fino al 1938 a Grosseto esisteva una sola parrocchia nel capoluogo maremmano: il Duomo. Dagli anni ‘40 ai primi anni ‘70 ne sorsero altre 6 fuori dalle Mura (San Giuseppe, Cottolengo, Sacro Cuore, Santa Lucia, Addolorata e, appunto, il Crocifisso), mentre nel ‘49 anche la chiesa conventuale di San Francesco venne eretta a parrocchia. Si dovrà attendere il 1979 per la creazione della nona parrocchia cittadina, la Santa Famiglia, mentre nel 2006 è sorta la decima: Madre Teresa di Calcutta.

L’attuale parroco del SS.Crocifisso è don Roberto Nelli, che in quella parrocchia arrivò diacono, nel 1971, e vi venne ordinato prete il 9 aprile 1972 dal vescovo Primo Gasbarri.

DON PAOLO GENTILI SI INSEDIA COME NUOVO PARROCO DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

La parrocchia di Castiglione della Pescaia si prepara ad accogliere il nuovo parroco: don Paolo Gentili. Il suo ingresso si terrà domenica 5 dicembre alle ore 17. La Messa di insediamento, presieduta dal vescovo Giovanni, sarà celebrata nella chiesa di Santa Maria Goretti.

La Messa sarà preceduta da una sosta che don Paolo farà nella chiesa propositurale di San Giovanni Battista, nel borgo medievale, titolare della parrocchia. Qui alle 15.30 saluterà catechisti e operatori parrocchiali. Poi scenderà a piedi verso la “chiesina” della Madonna del Giglio per una preghiera di affidamento del suo ministero a Maria. Da lì raggiungerà Santa Maria Goretti. Don Paolo sarà coadiuvato in parrocchia da don Francisco Iniguez Padilla, già vice parroco nella località costiera.

55 anni, sacerdote da 26, don Paolo Gentili è stato vice parroco della Cattedrale, poi nella parrocchia di San Giuseppe, quindi, parroco a Roselle. Alle responsabilità parrocchiali ha affiancato, prima, il servizio nella pastorale giovanile diocesana e successivamente nella pastorale familiare, che ha rivestito un ruolo centrale nella sua vita, tanto che nel 2009 la Cei lo ha chiamato a Roma per ricoprire il delicato incarico di responsabile dell’ufficio nazionale per la famiglia. Un servizio gravoso, ma anche ricco di fecondità, che lo ha portato a conoscere nel profondo la Chiesa italiana soprattutto nella sua dimensione laicale. A novembre 2019, concluso il servizio in Cei, è rientrato in Diocesi ed è stato nominato vicario generaleservizio che continuerà a portare avanti anche adesso che è parroco.

“Come ho già detto in occasione dell’annuncio della mia nomina da parte del vescovo Giovanni, vado a Castiglione della Pescaia con profonda gioia e trepidazione – dice don Paolo – Sono davvero desideroso di immergermi in questa importante realtà della nostra Diocesi, che ho avuto modo di conoscere negli anni del mio sacerdozio e che ho sempre percepito come una comunità ricca di capacità e pronta a rispondere alle sollecitazioni pastorali. Vado – continua – come parroco di tutto il paese, non soltanto di coloro che abitualmente frequentano la vita ecclesiale. Desidero immergermi nelle dinamiche del territorio, instaurare relazioni di collaborazione con le istituzioni, le associazioni, il volontariato, le realtà vive del paese, perché una comunità la si costruisce insieme, nel rispetto dei reciproci ruoli e posizioni, ma insieme. Per questo ho voluto invitare al mio insediamento tutte le realtà, per dare questo segno di disponibilità immediata al dialogo e all’amicizia”.

Per il momento don Paolo e don Francisco continueranno a seguire anche le parrocchie di Punta Ala e Tirli.

Il video dell’intervento con cui il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, ha aperto, a Roma, martedi 23 novembre, i lavori della seconda giornata della 75ª Assemblea Generale Straordinaria che ha visto riuniti a Roma, fino a giovedì 25 novembre, oltre 210 Vescovi italiani. 

Donazione a Caritas di 1500 campioncini per l’igiene e la cura del corpo dall’erboristeria “Menta & Rosmarino”

Quando pensiamo ai poveri siamo spesso portati istintivamente a credere che abbiano bisogno fondamentalmente di cibo. E’ così, certo, ma non basta. La dignità di una persona passa da tante cose, come ognuno di noi che è in grado di condurre una vita sufficientemente normale sa bene. Ad esempio la cura del proprio corpo e del proprio aspetto. Lavarsi, curare la pelle, i propri capelli…insomma, prendersi cura di sé come facciamo abitualmente.

Ecco perché acquista un significato particolare la scelta di Serena Remi, titolare dell’erboristeria “Menta e Rosmarino”, in via Calabria, di donare a Caritas campioni di prodotti per l’igiene e la cura del corpo, da mettere a disposizione delle famiglie che frequentano la Bottega della solidarietà di via Pisa.

Nei giorni scorsi la prima consegna: circa 1500 campioncini tra saponi, bagni schiuma, shampoo, creme. Tutti di qualità.

“Non possiamo che ringraziare – dice Loredana Sauna, responsabile della Bottegaper questo gesto di sensibilità. Solitamente fatichiamo di più, anche quando facciamo le raccolte, a ricevere prodotti per l’igiene e il fatto che la titolare di un’erboristeria abbia pensato a noi ci fa davvero molto piacere. Speriamo che sia di stimolo anche ad altri imprenditori del commercio”.

“Igiene, alimentazione e indumenti sono tutti aspetti che insieme incidono sul benessere e la qualità della vita delle persone. afferma Serena Remi, titolare dell’erboristeria Menta & Rosmarino – Purtroppo i beni di prima necessità, anche quelli più economici, non sono accessibili per tutti.  Con questo piccolo gesto mi auguro di regalare, per Natale, un po’ di calore e di attenzione alle persone più bisognose, che hanno dovuto rinunciare alla cura del corpo per motivi di indigenza.”

TORNA LA COLLETTA ALIMENTARE E RADDOPPIA

Quest’anno, 25esimo anniversario della Colletta alimentare e tenendo conto dell’esperienza positiva dello scorso anno, la Colletta raddoppia: Sabato 27 novembre sarà “il” giorno della Colletta come l’abbiamo sempre vissuta, dal 1997. – dice Vittorio Paris, infaticabile animatore e responsabile della Colletta sul territorio – In presenza, davanti ai supermercati a proporre il gesto più semplice di carità: donare del cibo per chi è in difficoltà. Da domenica 28, fino al 5 dicembre, invece, sarà possibile, sempre presso i supermercati aderenti all’iniziativa, proseguire la colletta con la modalità delle “card” o comunque con una donazione che verrà poi trasformata in cibo”.

Tenendo conto della situazione sanitaria, per i volontari sarà necessario essere muniti di green pass o tampone; evitare assembramenti; evitare la partecipazione di minori se non accompagnati;  indossare la mascherina.

La Colletta Alimentare si svolgerà secondo modalità oramai collaudate: a tutti coloro che faranno la spesa sabato 27 novembre, i nostri volontari, muniti di un pettorale riconoscibile e coordinati da un capo equipe, distribuiranno materiale promozionale agli ingressi dei punti vendita.

La Colletta 2021 si svolgerà presso 31 punti vendita della provincia: la Coop di via del Commendone (Maremà) e la Coop di via Inghilterra, la Pam di via del Sabotino, le Carrefour di via Einaudi e via Giovanni XXIII, le Conad di via Senegal, via Clodia, via Scansanese e via Aurelia Antica, l’Emi di via Aurelia nord, l’Eurospin di via Smeraldo e di via Teano, la Lidl di via Stati Uniti e Penny Market di via Aurelia Nord in Grosseto; la Pam di via Massetana, la Coop di via M, Chirici, la Lidl di via Amendola e la Conad di via Litoranea a Follonica; le Coop di Massa Marittima, di Castiglione della Pescaia, di Bagno di Gavorrano, di Pitigliano, di Albinia e di Orbetello; le Carrefour di Porto Santo Stefano, Albinia e Pitigliano , l’Eurospin di Castiglione della Pescaia, la Coop di Scansano.

Nei trentuno punti vendita si alterneranno oltre 650 volontari provenienti da esperienze diverse: Centro Solidarietà Alta Maremma di Massa Marittima, San Vincenzo di Follonica, Caritas, Scout ed altri di Follonica, Caritas e San Vincenzo e Misericordia, Albinia e Porto Santo Stefano, il Rotary di Monte Argentario, Orbetello e Pitigliano, Comunità di Nomadelfia, Anteas, Gevocont, la Misericordia di Grosseto, Ceis, le Querce di Mamre, Caritas diocesana e parrocchiali, Gioventù Francescana, Azione Cattolica, fedeli della Chiesa Avventista, Apostolica e Centro Ruah cura/formazione Odv, Comunione e Liberazione, studenti, adulti di Castiglione della Pescaia e Bagno di Gavorrano desiderosi di partecipare a questo grande gesto di carità. Inoltre collaborano a questo gesto l’Amministrazione Comunale, l’Esercito Italiano con il 3°Reggimento “Savoia Cavalleria” ed il Centro Militare Veterinario, Poste Italiane, l’Arciconfraternita di Misericordia, Ceis, Nomadelfia e privati con automezzi e personale per il trasporto di quanto raccolto dai supermercati al magazzino.

Comelo scorso anno i generi alimentari raccolti saranno subito distribuiti agli Enti/Associazioni caritative della provincia di Grosseto convenzionati con l’Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus nei primi giorni di dicembre.

“La partecipazione alla Colletta Alimentare – dice ancora Paris – è un segno tangibile di come si possa essere solidali e amici con i più poveri e bisognosi, che sicuramente in questo particolare momento, sono chiamati ad affrontare sacrifici per tirare avanti. La Colletta, negli anni, è diventata un importante gesto che coinvolge e sensibilizza la società civile al problema della povertà attraverso l’invito ad un gesto concreto di gratuità e condivisione: fare la spesa per chi ha bisogno. Durante questa giornata ciascuno può donare parte della propria spesa per rispondere al bisogno di quanti vivono nella povertà. Speriamo di fare sempre meglio, grazie anche all’aiuto di ognuno”.

«Open church» e molto altro: le date della pastorale giovanile 2021/22

“Ragazzi, vi chiedo di mantenere la vostra identità! Ho ascoltato le vostre esperienze: il denominatore comune è la
Chiesa, ma non siamo fotocopie gli uni degli altri, né siamo in una sorta di dittatura spirituale! Ci sono i carismi e le identità che ciascuna delle vostre realtà rappresenta e che è ricchezza nella Chiesa, in una logica compensativa nel senso più profondo del termine”.

Era stata questa la raccomandazione del vescovo Giovanni ai rappresentanti delle realtà giovanili della diocesi e i
giovani ne hanno fatto tesoro. Nei giorni scorsi, infatti, l’equipe diocesana di pastorale giovanile ha diffuso il cammino diocesano per i giovani. I contenuti essenziali erano già stati annunciati a settembre, ma in queste settimane
hanno preso definitivamente forma.

OPEN CHURCH

A partire dall’iniziativa che segna la novità di quest’anno: «Open church», ovvero i giovani che incontrano i giovani.
Si tratterà di un vero e proprio tour fra le realtà giovanili della diocesi che si sono rese disponibili ad aprire le porte di «casa» (ovvero la propria parrocchia) per far conoscere agli altri giovani qual è, dal di dentro, il loro cammino, la
loro specificità e la loro identità. Un’iniziativa maturata proprio sulla scorta delle parole del Vescovo, volte a valorizzare le specificità e i carismi di ognuno. Si inizia venerdì 26 novembre dal Cottolengo dove i giovani saranno ospiti dell’Azione Cattolica settore Giovani. La seconda tappa sarà con gli Scout d’Europa il 7 dicembre (parrocchia San
Giuseppe), poi coi giovani di Nomadelfia (a febbraio, la data è da definire), quindi il 25 marzo con la Gioventù Francescana (Santa Lucia), ad aprile col gruppo giovani dell’Addolorata. Open church si chiuderà a maggio con
l’Agesci Grosseto 3, che proporrà il cammino alla Madonna degli scout, sul monte Amiata.

Ma anche altri appuntamenti attendono i giovani.

LA NOVENA DI NATALE sarà vissuta comunitariamente il 16 dicembre nel duomo di Grosseto alle 15 «per favorire la
presenza degli studenti pendolari, anche della Diocesi sorella di Pitigliano-Sovana-Orbetello».

GLI ESERCIZI SPIRITUALI E ALTRO ANCORA

Dal 27 al 29 dicembre, poi, torneranno gli esercizi spirituali, che quest’anno saranno ospitati all’eremo di Valleremita (Ancona), mentre il 13 febbraio tornerà il pellegrinaggio a piedi all’eremo di Malavalle con partenza da Tirli. L’8 aprile, la Via Crucis diocesana dei giovani a Roccatederighi. L’anno pastorale si concluderà il 25 aprile col meeting dei giovani, insieme alla diocesi di Pitigliano, negli spazi della parrocchia di Albinia.

Ufficio per l’ecumenismo

Nel corso del Consiglio Episcopale Permanente del 21-24 gennaio 2008, per la necessità di dedicare un’attenzione ancora maggiore al confronto ecumenico e ai rapporti con le religioni non cristiane si è costituito, all’interno della Segreteria Generale, uno specifico Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, ambito sinora curato dall’Ufficio Catechistico Nazionale come proprio settore.

Ufficio che è sorto anche a livello diocesano

direttore Migus don Jaroslaw

collaboratrice Gaviano ins. Amelia

email info@diocesidigrosseto.it

Domenica 21 novembre a Castiglione della Pescaia il congedo del parroco don Malberti

Domenica 21 novembre don Gianni Malberti, da 18 anni parroco di Castiglione della Pescaia, si congederà dalla comunità parrocchiale e saluterà la diocesi di Grosseto, dove arrivò esattamente 30 anni fa.

Altri servizi pastorali lo attendono in Piemonte, a nome della fraternità San Carlo, la società di vita apostolica di cui fa parte. Dal mare don Gianni salirà in una zona montana della Val Soana, dove curerà pastoralmente un’unità pastorale formata da quattro piccole parrocchie.

Domenica, alla Messa delle 11 presieduta dal vescovo Giovanni, il saluto ufficiale.

Il nuovo parroco, don Paolo Gentili, farà il suo ingresso ufficiale il 5 dicembre, con la Messa pomeridiana alle ore 17.

Nato a Milano nel 1954, don Gianni è sacerdote da quasi quarant’anni. In Maremma è arrivato nel ’91dopo essere rientrato da Novosibirsk, in Siberia, dove la Fraternità San Carlo ha una missione. Arrivato in Diocesi, gli fu affidata la parrocchia di Bagno di Gavorrano, dove è rimasto fino al 2003, quando il vescovo Agostinelli lo inviò parroco a Castiglione della Pescaia. Nei suoi anni a Grosseto, don Gianni è stato anche direttore dell’ufficio catechistico, ha impostato – su incarico del vescovo Agostinelli – il pellegrinaggio Marrucheti-Campagnatico e ha seguito anche il cammino della fraternità di Comunione e Liberazione.

In una intervista al settimanale diocesano Toscana Oggi, che domenica sarà distribuito in via straordinaria nella parrocchia di Castiglione con 50 copie, don Malberti racconta i suoi trent’anni in Maremma e i sentimenti con cui si appresta a vivere un nuovo capitolo della sua vita: “Vado in questa nuova realtà, in diocesi di Ivrea, senza progetti – ha detto – ma con un grande desiderio: abbracciare questa nuova dimensione e amarla. Alla gente di Castiglione dico di accogliere il nuovo parroco con tutto il cuore e di dare tutta la disponibilità possibile perché la parrocchia possa crescere numericamente e nella consapevolezza della fede”.

Con la partenza di don Gianni si chiude anche la presenza della Fraternità dei missionari di San Carlo Borromeo in diocesi di Grosseto. Una presenza durata esattamente trent’anni.

Con la Gifra le “scatole di Natale” per i bisognosi

Presto per parlare di Natale? Sì, se per Natale intendiamo gli alberi già addobbati che fanno bella mostra nelle vetrine, le luci che già vengono affisse lungo le strade della città, o la corsa sincopata ai regali. Se però allarghiamo lo sguardo e pensiamo a qualche iniziativa che non ci renda più buoni e basta (il buonismo è un’altra sfaccettatura del Natale commerciale), ma ci renda capaci di accorgerci che curare le “ferite” dell’altro passa anche da piccoli gesti di prossimità, beh allora non è tardi.

Non a caso già da alcuni giorni sui social è partito il tam-tam dei ragazzi della Gioventù Francescana di Santa Lucia, che hanno pensato di portare a Grosseto l’iniziativa “Scatole di Natale per i più bisognosi”. Detta così – si può obiettare – è una delle tante (l’ennesima) iniziative per mettersi a posto la coscienza. Non è così.

“É un progetto – spiegano i ragazzi – che nasce a Milano da un’idea di Marion Pizzato e noi come Gioventù Francescana di Grosseto abbiamo pensato di portarlo nella nostra città”. Ci avevano già provato lo scorso anno, ma la pandemia non li fece neppure partire: impossibile, infatti, dar vita ad una iniziativa come questa mentre quarantene e continui ping-pong fra zone gialle e rosse impedivano qualsiasi cosa. Quest’anno la situazione va decisamente meglio e i ragazzi sono partiti.

Ma in cosa consiste il progetto? “L’idea – spiegano – è molto semplice. Nel periodo natalizio ognuno di noi sarà chiamato a realizzare una scatola, contenente degli oggetti ben precisi, da donare a chi, in un periodo tanto importante come il Natale, ha bisogno di sentire la vicinanza di qualcuno! Nel pratico ci saranno delle associazioni a cui le scatole confezionate saranno destinate. Ognuno di noi può partecipare, nel suo piccolo! Nel pratico saremo impegnati nel mese di dicembre, ma adesso è importante diffondere l’iniziativa”. Per questo i ragazzi hanno aperto una pagina facebook (https://www.facebook.com/scatoledinatalegr/) e un profilo instagram (https://instagram.com/scatoledinatalegr?utm_medium=copy_link), che sta permettendo a molti di iniziare a conoscere l’iniziativa.

Come comporre la scatola? “Posto che tutti possiamo crearne una, comporla è molto semplice – assicurano i ragazzi – Si può inserire all’interno di una scatola (anche una semplice scatola da scarpe) alcuni ingredienti: una cosa calda (ad esempio una sciarpa, una coperta non usurati), un prodotto di bellezza (come un sapone, una crema ovviamente nuovi!); una cosa golosa (non deperibile come barrette di cioccolata, biscotti); un passatempo (un libro, un cruciverba, un gioco non usurati); un biglietto gentile, scritto da chi compone la scatola con un messaggio per chi la riceverà. Ognuno può impacchettare la scatola come preferisce e scrivere sopra: UA (se è destinata ad un uomo adulto), DA (se è destinata ad una donna adulta); B e l’età (se destinata ad un bambino). Per qualsiasi informazione chi lo desidera può scriverci a gioventufrancescanagrosseto@gmail.com”.

Nel frattempo i ragazzi stanno completando il giro dei parroci di Grosseto per presentare il progetto e chiedere un aiuto per quanto riguarda spazi e volontari, “ma – dicono – confidiamo molto anche sul passaparola, perché una piccola scatola per noi è un grande dono per l’altro!”.

Intanto sono già state definite le date delle giornate in cui ci sarà la raccolta delle scatole: mercoledì 8 dicembre (8-13 e 15-18); sabato 11 dicembre (8-13 e 15-18); domenica 12 dicembre (8-13 e 15-18). “In questi giorni – concludono i giovani – chi aderisce potrà portarci la scatola e ci saranno dei volontari ad accoglierli. Dove? Presto diremo anche i luoghi in cui saranno allestiti i punti i punti di raccolta”.

Domenica 14 novembre la Chiesa celebra la Giornata mondiale dei poveri.

Alla sua quinta edizione, quest’anno ha per tema: «I poveri li avete sempre con voi» (Mc 14,7), titolo del Messaggio diffuso il 14 giugno scorso” (https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/poveri/documents/20210613-messaggio-v-giornatamondiale-poveri-2021.html)

Di seguito pubblichiamo una riflessione di don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana.

Povertà, poveri: diventano parole molto gettonate e inflazionate, sono parole usate da tutti, troppi. Non costa niente citare poveri e povertà, anzi, permette di sentirci più buoni, quasi che così ci è permesso di passare sopra tante responsabilità trascurate, ad una crescita di quella che è chiamata “globalizzazione dell’indifferenza”.

Ma la povertà la si vorrebbe controllare, custodire e governare, contenere in luoghi separati soprattutto quando si fa visibile o turba la vita normale, mostra i tratti della miseria, evidenzia il disagio e la sofferenza che esprime, si fa a volte anche pericolosa, può portare inquietudine, alimentare insicurezza e paura.

Ecco perché si privilegiano due modalità di risposta apparentemente contraddittorie, ma di fatto omogenee: assistenzialismo e aumento di risposte che vorrebbero moltiplicare i contenitori.

Occorre soprattutto cambiare mentalità e cultura; dobbiamo dire invece: de-istituzionalizzare la povertà, renderla familiare, capace di scandalizzare, di farci sentire poveri cittadini, sfidati anche dalla nostra povertà, dalla nostra sofferenza che sta nella comunità e nei territori dove viviamo.

Perché de-istituzionalizzare la povertà? Noi vorremmo catalogarla, frammentarla, quasi vivisezionarla, dimenticando che ciascuno, anche il povero è portatore di dignità e diritti, non concessi per bontà ma costitutivi ed ineliminabili.

Non si può fare per carità, ciò che si deve fare per giustizia!

Dentro la povertà ci sono donne e uomini, bambini che ci interpellano, sono parte della nostra famiglia umana.

De-istituzionalizzare la povertà significa liberare la domanda di giustizia fraterna che in essa è contenuta. Occorre de-istituzionalizzare il potere di chi aiuta, delle professioni che si difendono da questa inquietudine e urgenza, ecco perché liberarsi dall’assistenzialismo, da politiche sociali di controllo significa de-istituzionalizzare il nostro pensare, la nostra cultura.

De-istituzionalizzare la povertà significa quindi, anche sfidare un’economia finanziaria dove il divario tra ricchi sempre più ricci e poveri sempre più poveri è in aumento e questo è intollerabile.

La povertà, la sofferenza, non la si può cronicizzare, non è materia di propaganda.

Il Sindaco La Pira nel discorso del 24 settembre del 24 settembre 1954, in consiglio comunale disse: “Signori Consiglieri, io lo dichiaro con fermezza fraterna ma decisa, voi avete nei miei confronti un solo diritto, quello di negarmi la fiducia, ma non avete il diritto di dirmi, Signor Sindaco, non si interessi delle creature senza lavoro, disoccupati o licenziati, senza casa, sfrattati senza assistenza, vecchi malati e bambini. Il mio dovere fondamentale è questo, dovere che non ammette discriminazioni e che mi deriva dalla mia posizione di capo della città e quindi capo della unica e solidale famiglia cittadina e dalla mia coscienza di cristiano”.

Le politiche sociali non possono essere una parte dell’attività politica di un comune, ma devono stare al centro. Dall’urbanistica, all’edilizia, alla scuola, tutto deve convergere all’attenzione alla persona favorendo ascolto, incontro e coinvolgimento, per crescere nella conoscenza reciproca e favorire l’incontro e il dialogo.

Don Enzo Capitani

direttore Caritas diocesana

La parrocchia del SS.Crocifisso in festa per Cristo re

La parrocchia del SS.Crocifisso sta per vivere i giorni della festa di Cristo re dell’universo, festa che chiude l’anno liturgico.

Il parroco, don Roberto Nelli, coi collaboratori laici ha impostato una settimana di iniziative, che prenderanno il via questa domenica, 14 novembre con l’avvio parrocchiale del percorso sinodale.
Mercoledì 17, poi, memoria liturgica di santa Elisabetta d’Ungheria, si farà festa per e con le suore francescane figlie di Santa Elisabetta, di via Ugo Bassi. Alle 18 il vescovo emerito Rodolfo presiederà la Messa solenne.

Giovedì 18 Giornata dedicata alla preghiera. Alle 16.30 solenne esposizione del SS.Sacramento e adorazione, alle 18 la Messa vespertina. Venerdì 19 sarà una giornata penitenziale. Alle 16.30 don Nelli presiederà la celebrazione comunitaria della penitenza e alle 18 la Messa. Con la Messa prefestiva del 20 la Chiesa entra nella solennità di Cristo re. Come ha rilevato il Papa in un suo intervento «mentre i grandi della terra si costruiscono troni per il proprio potere, Dio sceglie un trono scomodo, la croce, dal quale regnare dando la vita».

La solennità sarà celebrata domenica 21 con la Messa delle 10.30 presieduta dal vescovo emerito Rodolfo, cui seguirà la processione attraverso via Lavagnini, Brigate Partigiane, piazza della Libertà, via Tito Speri, via Bixio, via Pisacane per rientrare in via Lavagnini.

Il Sinodo, la Diocesi, la Parrocchia e i laici. Relazione di Mons. Mario Meini vescovo di Fiesole

Dove inizia il cammino sinodale? Dall’ascolto del popolo, perché «quel che riguarda tutti deve esser trattato da tutti». E’ questo un passaggio essenziale della meditazione che il vescovo di Fiesole, Mario Meini, ha offerto al clero della diocesi di Grosseto, riunito al Monastero di Siloe il 28 ottobre 2021, per una giornata di formazione.

Mons. Meini ha offerto una riflessione storica e di fede «per renderci conto – ha detto – che se il cammino
sinodale deve esserci dipende dalla nostra mente e dal nostro cuore». E ha passato in rassegna alcuni passaggi che dal 2015 ad oggi hanno preparato il terreno al percorso sinodale, ma che soprattutto sono serviti al Papa per riaffermare con forza che Chiesa e Sinodo sono due sinonimi. Se Sinodo, infatti vuol dire «cammino insieme», come può la
Chiesa dirsi sinodale se non fa effettiva e concreta esperienza, nella ferialità della vita delle parrocchie, di questo cammino insieme, sulla strada?

Vie sinodali per la nostra Chiesa: la meditazione del vescovo Giovanni

“Vengo dall’aver ricevuto, sono felice di aver ricevuto e voglio consegnare questa fede e questa esperienza a chi verrà dopo di me”. È la chiave con cui il vescovo Giovanni ha invitato a vedere la Chiesa. Non come un’organizzazione, ma davvero come un popolo, che di generazione in generazione, racconta Cristo e il suo Vangelo. E come lo racconta? Con un elemento che per il Vescovo è essenziale: la gioia. Lo ha detto con forza parlando ad oltre 250 laici che mercoledì 15
settembre sono intervenuti all’ultima delle tre giornate diocesane di formazione, rivolte al clero e al laicato, sul tema: «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione».

“Se qualcuno mi dicesse “Chi è Gesù?”, cosa gli risponderei? – ha domandato il vescovo Giovanni alle tante persone
presenti – Questa domanda, tante volte in maniera impropria, tante volte – perché no? – in maniera maleducata,
tante volte in maniera che forse non riusciamo neanche ad afferrarla, ci viene fatta. Chi è Gesù di Nazareth? E noi
dobbiamo saper rispondere”.

“Per una Chiesa sinodale, ripartire dalle relazioni”, la riflessione del prof. Tonino Cantelmi

La pandemia ha reso le nostre relazioni più crudeli o più buone? E qual è il sentimento che oggi prevale? La percezione, il clima che respiriamo attorno a noi ci fanno sembrare peggiorati i nostri rapporti interpersonali. Ci scopriamo più individualisti, perfino più crudeli.
Eppure papa Francesco continua a ripeterci – da quella storica sera del 27 marzo 2020 in una solitaria piazza San Pietro – che siamo tutti sulla stessa barca. E dunque, che fare? Noi cristiani come «guarire» tante relazioni ferite? Come fare della misericordia e del perdono esperienze umane, oltre che spirituali, capaci di sanare davvero?
Tanti interrogativi e sollecitazioni quelli consegnati dal professor Tonino Cantelmi alle oltre 250 persone che lo hanno ascoltato il 14 settembre 2021 in occasione della seconda delle tre giornate diocesane di formazione, nel «chiostro» della parrocchia Madre Teresa.

Psichiatra, diacono permanente della diocesi di Roma, presidente dell’associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, Cantelmi è, prima di tutto, uno sposo e un padre che come tutti noi ha cercato di decifrare questo
tempo complesso – da lui definito “tempo sospeso” – della pandemia.