L’omelia del vescovo Giovanni nella Messa di presa di possesso della Diocesi

Venerati confratelli vescovi,

cari presbiteri e diaconi, religiose e religiosi e tutto il Popolo di Dio

il mio saluto a tutti voi!

Il mio rispettoso saluto, Lei Signora Prefetto  e a tutte le Autorità Civili e Militari presenti.

Un saluto particolare ai Signori Sindaci.

E un saluto tutto speciale al vescovo Rodolfo a cui mi lega una lunga e grande amicizia, la comune professione della vita francescana, la confidenza spirituale, il ministero episcopale vissuto in profonda comunione.   

Vescovo di Pitigliano Sovana Orbetello e ora vescovo anche di Grosseto, il vostro vescovo: mi presento a voi con umiltà e con fiducia. Umiltà perché ben consapevoledei miei limiti umani e spirituali.  Con fiducia nella vostra fraterna accoglienza per poter continuare a camminare insieme con il vero Pastore e vescovo delle anime nostre il Signore Gesù come insegna san Pietro nella sua prima lettera (1Pt. 2,25)

se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore”

Queste parole del vangelo di Giovanni che abbiamo appena ascoltato illuminano molto bene anche ministero del vescovo sul quale vi invito a riflettere in questa solenne liturgia che presiedo per la prima volta come vostro vescovo.

Innanzitutto il profondo desiderio di seguire e servire il Signore Gesù.

Questo desiderio voglio proclamarlo davanti a tutti voi:

Gesù è il maestro, io il discepolo. Gesù è il Signore, io il servo. Gesù è il fine della nostra vita, io colui che lo indica. Gesù è la misericordia di Dio, io il beneficiario e umilmente spero il convinto annunciatore.

Certo, questo mio desiderio di seguire e servire il Signore Gesù convive con altri desideri che fanno guerra allo spirito, per dirla con l’apostolo Paolo, e allora quelle parole proclamate prima rischiano di rovesciarsi…di credersi il maestro e il signore… insieme esortiamoci e aiutiamoci per evitare questo pericolo per me, per il ministero ordinato, per tutti i cristiani. 

La Chiesa in uscita si realizza anche in questo modo: distogliere lo sguardo da se stessi per poter fare come il chicco di grano del vangelo appena ascoltato e perciò portare molto frutto.

Teniamo sempre presente quanto insegna la Chiesa:  

ministero è servizio alla Chiesa radicata nella storia, attenta a cogliere i problemi e le attese del mondo in cui vive

ministero è dono di sé ai fratelli per rendere autentica la loro crescita nella fede e coerente la testimonianza al regno del Signore.  Così si esprime il pontificale romano.

Secondo l’insegnamento della chiesa, dai Padri al catechismo,   questa è costituita da tutti i battezzati, da quella moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. (Ap. 7,9). E ognuno di noi non è annullato, inghiottito dentro una folla anonima, ma è amato da Dio e dotato di doni particolari che però deve saper mettere insieme e vivere per l’utilità comune come insegna san Paolo ai Corinzi. (1Cor.12ss)  

Fratelli e sorelle noi ora abbiamo una grade opportunità di mettere insieme i nostri doni per la nostra crescita, per il nostro comune cammino, inserendoci nel cammino sinodale che la chiesa italiana intende intraprendere.

Quali doni dobbiamo e vogliamo mettere insieme?  Certamente non è questo il momento di parlare di programmi anche perché dobbiamo costruirli insieme e devono nascere da un sincero dialogo fra noi, fra le nostre due chiese diocesane, e con tutta la chiesa italiana.

 Posso parlare dei miei desideri, del mio modo di sentire il momento ecclesiale che viviamo.

Vogliamo continuare a costruire e a vivere una comunità ecclesiale che parta con riconoscenza dalla grande ricchezza ricevuta dal passato, viva ora, con gioia, quanto ha ricevuto dal passato e possa,  con fiducia, consegnarlo alle nuove generazioni. 

Con riconoscenza: che  risuona nelle parole la santa madre chiesa. Espressione che può sembrare antiquata, paternalistica, ma che , a mio parere, esprime una realtà meravigliosa: la chiesa madre che ci ha generato, come la madre, nel battesimo, in Cristo. Che ci ha dato il dono dello Spirito Santo nella cresima. Che ci dona l’eucarestia facendosi commensali della pasqua del Signore nell’attesa della sua venuta. Che ci annuncia il vangelo e con l’autorità di Cristo ci perdona i peccati. Tutto questo deve far nascere in noi un senso profondo di ringraziamento e di gratitudine poiché non può aver Dio per padre chi non ha la chiesa come madre (san Cipriano).

Tutti nella chiesa, prima ancora di essere padri e madri, diaconi, preti e vescovi, religiosi\e, coniugati, maestri… e qualsiasi altra vocazione e ministero, siamo figli. Abbiamo ricevuto e quindi non siamo proprietari, padroni, maestri assoluti…. E se figli, tutti radicalmente uguali riconoscendo e valorizzando i doni personali di ciascuno di noi. Questo senso di figliolanza toglie da noi ogni autoreferenzialità antievangelica.  

Autoreferenzialità che potrebbe impedirci la collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà considerando impossibile o inutile il dialogo, anzi denunciandolo come compromesso inaccettabile, ingenuo cedimento ecc.. Ricordiamo la necessaria distinzione fra chiesa e  regno di Dio. (Lumen Gentium 5). E questo vogliamo continuare a impararlo e praticarlo insieme.

Perciò siate benedetti vescovi Vitaliano di Roselle e Maurizio di Sovana: i primi di cui abbiamo certa notizia. Stasera il vostro lontano successore circondato dai vescovi successori dei vostri confratelli a voi contemporanei, vi chiede di continuare a pregare per queste chiese che furono vostre.  La riconoscenza rappacifica il nostro intimo, toglie l’invidia e la gelosia, ci aiuta a vedere nell’altro, chiunque altro, il prossimo da accogliere e amare. Vogliamo educarci insieme a questo profondo sentimento evangelico.

Con gioia che nasce dalla consapevolezza che Dio ci ha amati per primo (1Gv. 4ss) e ci ha dato la possibilità di rispondere impegnandoci nella vita al servizio del prossimo, specialmente il povero e abbandonato. Servizio, ben lo sappiamo, che è la condizione essenziale, per poter dire di amare Dio. Lo vogliamo e dobbiamo fare insieme.

Con fiducia: la grande problematicità della situazione attuale è sotto gli occhi di tutti e in questo momento non ha bisogno di essere analizzata.  E’ necessario da parte nostra un ascolto attento e molto concreto. Vogliamo però farlo nel modo giusto: con un sano realismo e con una vera fiducia nel Signore, lontani da ogni pessimismo che ci rende scontenti e inerti.  Pessimismo che può portare all’accidia spirituale, alla rinuncia a predicare e testimoniare il vangelo. Atteggiamento che assomiglia a quello del servo pigro e indolente della parabola dei talenti (Mt. 25,24-25).  Ricordiamo il meraviglioso insegnamento del Concilio Vaticano II nella Gaudium et spes: “ Cristo infatti è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale. (n.22)

Coraggio, fratelli sorelle, e ricordiamo quanto ci insegna l’Evangelii Gaudium: La Parola ha in se una potenzialità che non possiamo prevedere. Il vangelo parla di un seme, che una volta seminato cresce da sé anche quando l’agricoltore dorme (Mc.4,26-29). La chiesa deve accettare questa libertà inafferrabile della Parola, che è efficace a suo modo, e in forme molto diverse, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni e romper i nostri schemi. (n. 22)

Teniamo sempre presente quanto ci fu detto nel giorno santo del nostro battesimo mentre venivamo segnati con il crisma: “ unendoti al suo popolo perché inserito in Cristo sacerdote, re e profeta tu sia sempre un membro del suo corpo per la vita eterna.” 

E ripetiamo insieme le parole di Paolo a Timoteo: “ so di chi mi sono fidato e sono certo che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che ci è stato affidato” (2Tim. 1,12)

 Ci è stata affidata la chiesa, siamo stati affidati gli uni agli altri perché possiamo sempre rispondere alla domanda del Signore “ dov’è tuo fratello? (Gen.1,4-9)

Maria SS. alla quale questa cattedrale è dedicata, Lorenzo, Mamiliano, Guglielmo di Malavalle, Gregorio VII, Giovanni Niccolucci, Paolo della Croce preghino per noi e ci accompagnino nel nostro cammino.

Con le parole di san Francesco insieme lodiamo il Signore:  “ Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono, fai che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni. Amen, Amen.” 

+Giovanni                                

La Diocesi ha accolto il suo nuovo vescovo: p. Giovanni Roncari

Grosseto – Esattamente come otto anni fa, quando le feste di san Lorenzo segnarono l’inizio del ministero episcopale del vescovo Rodolfo Cetoloni, così le Celebrazioni Laurenziane 2021 segnano l’inizio del ministero del vescovo Giovanni Roncari.

La Chiesa di Grosseto ha accolto il suo nuovo vescovo nel pomeriggio di oggi, lunedì 9 agosto, vigilia di San Lorenzo, patrono della Città e della Diocesi. È stata una festa di popolo, seppure condizionata dai limiti imposti dal covid, che ha costretto a rendere la cattedrale accessibile soltanto ai concelebranti, alle autorità e ad una rappresentanza di fedeli laici, mentre in piazza Dante – in un’ideale continuità con l’interno – sono stati accolti quanti hanno desiderato essere presenti alla celebrazione.

Mons. Roncari è il 62° Vescovo di Grosseto, da quando la sede vescovile fu traslata – il 9 aprile 1138 da papa Innocenzo II – dalla diruta Roselle all’attuale capoluogo.

Fin dal suo arrivo a Grosseto, avvenuto secondo programma alle 16,00 alla parrocchia di Roselle – proprio per sancire il legame con la storia plurisecolare della diocesi -, il vescovo Giovanni ha potuto sentire l’affetto e il calore della gente.

Le tappe della giornata

Roselle: il saluto della comunità sede dell’antica cattedrale

Alle 16.00, accompagnato da don Luca Caprini, vicario generale della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello di cui resta Vescovo, padre Giovanni è arrivato a Roselle. Ad accoglierlo, all’ingresso della parrocchia eretta nel 1938 dal vescovo Galeazzi nell’800esimo anniversario della traslazione della sede vescovile da Roselle a Grosseto, c’erano il predecessore, il vescovo Rodolfo; dal vicario generale della Diocesi, don Paolo Gentili; da alcuni canonici del Capitolo della cattedrale; don Marius Balint, in rappresentanza del parroco don Pier Mosetti fuori sede per motivi familiari; e una rappresentanza di fedeli.

Entrato in chiesa e sedutosi dinanzi all’altare, il Vescovo ha ricevuto il saluto di un parrocchiano.

 L’essere sede dell’antica Roselle – ha detto il parrocchiano al vescovo Giovanni – e soprattutto dell’antica cattedrale ci riempie di gioia e non solo, ma ci lega a lei in modo particolare. Infatti anche se la cattedrale non c’è più, siamo noi le pietre vive della Chiesa che la costituiscono”.

Il vescovo ha ricambiato il saluto benedicendo tutti i presenti.

Quindi ha cambiato auto e, insieme al vescovo Cetoloni e ad un corteo di altri tre mezzi, scortati da agenti della Polizia e militare dei Carabinieri in motocicletta, ha raggiunto l’ospedale Misericordia.

Ospedale: il saluto ai bambini della pediatria

Attorno alle ore 16.40, arrivato all’ingresso della nuova ala dell’ospedale, il vescovo Giovanni è stato accolto dai vertici della direzione sanitaria e dai cappellani padre Amedeo e padre Lamberto, suoi confratelli dell’Ordine dei cappuccini. Dopo i saluti, il Vescovo ha impartito la benedizione ed è stato accompagnato dal direttore sanitario Massimo Forti, a visitare i bambini ricoverati nel reparto di pediatria.

Terza tappa: la casa circondariale


Per la terza tappa di avvicinamento alla cattedrale, il vescovo Giovanni ha sostato presso la casa circondariale di via Saffi, nel cuore del centro cittadino. Ad attenderlo c’erano i rappresentanti della direzione e del personale, con il cappellano don Enzo Capitani.

L’arrivo a Porta Corsica

Poco prima delle 18.00 il corteo di auto è giunto a Porta Corsica, ingresso al centro della città racchiuso dentro le Mura Medicee. Il Vescovo è stato accolto e salutato dai canonici del Capitolo, con i quali si è incamminato verso piazza Duomo.

Nel frattempo i fedeli avevano già preso posto nelle sedute preparate in piazza Dante, mentre le autorità civili e militari hanno atteso il Vescovo in piazza Duomo. Sul sagrato i saluti ufficiali: quello di mons. Franco Cencioni, proposto del Capitolo della Cattedrale; quello del Sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna; quello del nuovo prefetto S.E. Paola Berardino, che ha preso servizio domenica 8 agosto.

Mons. Cencioni, nel suo indirizzo di saluto, ha posto l’accento sui tratti di storia che già hanno intrecciato la vita della diocesi di Grosseto e di quella di Sovana-Pitigliano prima, Pitigliano-Sovana-Orbetello oggi. A partire dall’unione in persona episcopi tra il 1924 e il 1932.

All’epoca da Grosseto partì il Pastore per abbracciare anche il popolo di Sovana-Pitigliano e accompagnarlo, insieme al popolo grossetano, in un cammino di speranza, che fu breve, sì, ma efficace, bello, proficuo! – ha detto don CencioniOggi è il Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello che da palazzo Orsini giunge qui come nostro nuovo pastore, per unire – come fu per mons. Matteoni – nella sua persona, ma soprattutto nel suo ministero, il cammino di due Chiese sorelle, perché diventi un’unica strada, capace di essere nell’oggi della storia, un segno, una profezia di quell’unità di cui tutti abbiamo bisogno. Anche la nostra amata Maremma!”

Terminato questo momento, il vescovo Giovanni, sulla soglia del portale d’ingresso della Cattedrale ha ricevuto dal proposto del Capitolo il Crocifisso, per baciarlo in segno di venerazione. Ha poi asperso con l’acqua benedetta i presenti e processionalmente si è diretto – nel Duomo ancora vuoto – verso la cappella del Santissimo Sacramento per un breve momento di adorazione.

Monsignor Roncari si è recato nel vicino palazzo vescovile dove ha indossato le vesti liturgiche e da dove è partita la processione introitale dei Vescovi. Contemporaneamente, dal palazzo del Capitolo è partita la processione del clero. Giunti in piazza Duomo, all’altezza del Municipio, le due processioni si sono fuse in una unica per l’ingresso solenne in cattedrale.

Un cardinale e 12 vescovi presenti

Insieme al vescovo Giovanni e all’emerito Rodolfo hanno concelebrato l’arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, e dieci vescovi, tra ordinari e emeriti. Hanno concelebrato: l’arcivescovo di Pisa, mons. Giovanni Paolo Benotto, vice presidente della Conferenza Episcopale Toscana; l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana; il vescovo di Massa Marittima-Piombino, mons. Carlo Ciattini; il vescovo di Fiesole (già vescovo di Pitigliano), mons. Mario Meini; il vescovo di Livorno, Simone Giusti; il vescovo di Pescia, mons. Roberto Filippini; il vescovo di San Miniato, mons. Andrea Migliavacca; il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, mons. Stefano Manetti; il vescovo di Albenga-Imperia (già vescovo di Pitigliano e amministratore apostolico di Grosseto fra il settembre 2012 e il maggio 2013) mons. Guglielmo Borghetti; il vescovo emerito di Prato, già vescovo di Grosseto, mons. Franco Agostinelli; il vescovo Luigi Marrucci (emerito di Civitavecchia-Tarquinia, originario di Montescudaio).

Il cardinale Scola, che ha retto la Diocesi di Grosseto dal 1991 al 1994, impossibilitato a raggiungere la Maremma, ha fatto pervenire al vescovo Giovanni parole di affettuosa vicinanza.

Poco meno di 90 i sacerdoti concelebranti. Tra loro, una cinquantina di sacerdoti del clero di Grosseto; 21 del clero di Pitigliano; p. Valerio Mauro, ministro provinciale dei Cappuccini toscani (Ordine a cui appartiene il vescovo Giovanni); p. Livio Crisci, ministro provinciale dei frati Minori della Toscana (Ordine a cui appartiene il vescovo Rodolfo); don Alessandro Allegra, superiore provinciale dei Padri Guanelliani; l’economo generale dell’Ordine dei Cappuccini, il toscano p. Piero Vivoli; p. Luca Giustarini, monaco vallombrosano, superiore del Santuario di Montenero; p. Mario Giovacchini, già parroco di Santa Lucia, a Grosseto, e successore del vescovo Giovanni alla guida della Parrocchia fiorentina dei Santi Francesco e Chiara a Montughi, e tre sacerdoti dell’Arcidiocesi di Firenze, nella quale il vescovo Giovanni ha ricoperto l’incarico di Vicario episcopale per il clero.

 Presenti anche alcuni familiari di mons. Roncari: due sorelle con i rispettivi coniugi e dei nipoti. Presenti anche alcuni laici della parrocchia fiorentina di Montughi.

La prima parte della Messa è stata presieduta dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, il quale ha chiesto al cancelliere vescovile, don Jarek Migus, di mostrare e dare lettura pubblica della Bolla con la quale il Papa ha nominato mons. Roncari vescovo di Grosseto e disposto l’unione, in persona episcopi, della diocesi di Grosseto con la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Dato l’annunzio, il vescovo Giovanni ha ricevuto il pastorale dal vescovo Rodolfo ed è salito alla cattedra sedendovisi. E’ stato questo il segno tangibile e visibile di tutto il suo ministero.

Cantate le acclamazioni, l’amministratore apostolico p. Rodolfo Cetoloni ha rivolto alcune parole al Vescovo Giovanni.

Il saluto di mons. Cetoloni al suo successore

“Caro Vescovo Giovanni – ha esordito mons. Cetoloni – il Signore benedica il tuo giungere oggi tra noi come Pastore e accompagni te e tutta questa Chiesa di Grosseto che ti accoglie”. E ha aggiunto, fra l’altro: “Consegnarti la Diocesi di Grosseto è come aprire la porta di casa ad un familiare amico! A tutto questo si aggiunge la fede fondamento di ogni nostro sentire: sappiamo e crediamo fortemente che nella tua persona accogliamo il Signore Gesù, il buon Pastore delle nostre anime. Grazie del tuo Sì. Il Signore che ti manda a noi ti benedica e ti dia la sua Pace! Buon inizio del tuo ministero!”

L’omelia del vescovo Giovanni

Ricca l’omelia che il vescovo: “Mi presento a voi con umiltà e con fiducia – ha esordito – Umiltà perché ben consapevoledei miei limiti umani e spirituali.  Con fiducia nella vostra fraterna accoglienza per poter continuare a camminare insieme con il vero Pastore e vescovo delle anime nostre il Signore Gesù”. Poi, richiamando il versetto del Vangelo proclamato (“ se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore”), ha aggiunto: “Queste parole del vangelo di Giovanni che abbiamo appena ascoltato illuminano molto bene anche ministero del vescovo sul quale vi invito a riflettere in questa solenne liturgia che presiedo per la prima volta come vostro vescovo. Innanzitutto il profondo desiderio di seguire e servire il Signore Gesù.

Questo desiderio voglio proclamarlo davanti a tutti voi: Gesù è il maestro, io il discepolo. Gesù è il Signore, io il servo. Gesù è il fine della nostra vita, io colui che lo indica. Gesù è la misericordia di Dio, io il beneficiario e umilmente spero il convinto annunciatore”.

“Certo – ha soggiunto – questo mio desiderio di seguire e servire il Signore Gesù convive con altri desideri che fanno guerra allo spirito, per dirla con l’apostolo Paolo, e allora quelle parole proclamate prima rischiano di rovesciarsi…di credersi il maestro e il signore… insieme esortiamoci e aiutiamoci per evitare questo pericolo per me, per il ministero ordinato, per tutti i cristiani. 

La Chiesa in uscita si realizza anche in questo modo: distogliere lo sguardo da se stessi per poter fare come il chicco di grano del vangelo appena ascoltato e perciò portare molto frutto”.

Poi, a proposito del cammino che si apre per le diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, il vescovo Giovanni ha scelto tre parole: riconoscenza, gioia, fiducia.

“Vogliamo continuare a costruire e a vivere una comunità ecclesiale che parta con riconoscenza dalla grande ricchezza ricevuta dal passato, viva ora, con gioia, quanto ha ricevuto dal passato e possa, con fiducia, consegnarlo alle nuove generazioni”.

Il vescovo Giovanni ha concluso l’omelia affidando le due Diocesi ai santi Lorenzo, Mamiliano, Guglielmo di Malavalle, Gregorio VII, Paolo della Croce e al venerabile p. Giovanni Nicolucci e, prendendo a prestito una preghiera di san Francesco, ha detto: “Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono, fai che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni. Amen, Amen.”      

Le autorità presenti

In cattedrale erano rappresentati la città e il territorio diocesano, con i sindaci di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Roccastrada, Campagnatico, Cinigiano, Campagnatico, Massa Marittima, Gavorrano, Civitella Paganico, Scarlino. Tra le autorità anche la nuova prefetta Paola Berardino; il presidente del consiglio comunale di Grosseto, Cosimo Claudio Pacella; i parlamentari Lolini, Ripani, Berardi; il consigliere regionale Ulmi e i vertici delle forze armate e di polizia di stanza a Grosseto.

 L’atto di obbedienza

Il vescovo Giovanni, presa possesso della cattedra, ha ricevuto “l’obbedienza” da una rappresentanza del popolo grossetano: un religioso, fr. Lorenzo Gemmi; una famiglia con due bambine; un sacerdote, don Enzo Mantiloni, parroco di Caldana; un diacono, Stefano Bonelli; una religiosa, suor Chiara Salvi, superiora delle suore di S. Elisabetta. Il vescovo ha ricevuto “l’obbedienza” anche da p. Samuele Duranti, sacerdote cappuccino, vice parroco di Santa Lucia, che accolse il giovanissimo studente Gianni Roncari nel Seminario minore di Poppi negli anni ’60 e fu suo insegnante.

Al momento dell’offertorio sono stati portati all’altare da due membri dell’Unitalsi, il pane e il vino.

Terminata la celebrazione, il vescovo, insieme a tutti i concelebranti è uscito processionalmente dalla cattedrale verso il portale della facciata sud, che si affaccia su piazza Dante, dove ha potuto salutare i fedeli.

Rientrati in palazzo vescovile è stato firmato il verbale della presa di possesso canonico della Diocesi.

10 agosto, san Lorenzo: Pontificale presieduto dal card. Lojudice

L’ingresso del vescovo Giovanni si inserisce nel clima delle Celebrazioni Laurenziane 2021. Nonostante le restrizioni legate al contenimento della pandemia e al rischio di assembramenti abbiano reso impossibile anche quest’anno la processione di san Lorenzo, il 10 agosto – solennità per la Città e festa per l’intera Diocesi – avrà luogo la Messa solenne. A presiederla sarà l’arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, il cardinale Augusto Paolo Lojudice. Concelebranti principali saranno il vescovo Giovanni e il vescovo emerito Rodolfo.

La Messa sarà trasmessa in diretta su Tv9.

Il cardinale sarà accolto ufficialmente sul sagrato del Duomo alle ore 10.45; alle ore 11 avrà inizio la Messa, animata col canto da una rappresentanza della corale Puccini diretta dal maestro Walter Marzilli. Nel corso della Messa il Sindaco di Grosseto accenderà il cero votivo al patrono, offerto a nome della Città.

Nella celebrazione sarà anche ricordato il vescovo Paolo Galeazzi, che guidò la Diocesi di Grosseto dal 1933 al 1971, nel 50esimo della sua morte, avvenuta il 10 agosto 1971 a Marina di Grosseto, dove trascorse gli ultimi anni del suo Episcopato segnati da infermità fisica.

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“Giovanni, ti affido la mia famiglia!” Le parole del vescovo Rodolfo

“Consegnare una diocesi – commenta il vescovo Rodolfo, amministratore apostolico di Grossetonon è un fatto amministrativo! È come affidare la propria famiglia, i propri cari e la propria casa, come consegnare un tesoro che è (stato) tuo e che adesso troverà il suo bene per mezzo di un altro pastore, che lo amerà e lo animerà. È un fatto di vita. Lo faccio nella fede, che abita l’amicizia e fiducia reciproca tra il vescovo Giovanni e me. Lo faccio con un po’ di tremore e molta serenità – continua mons. Cetoloni – cosciente dei pesi non leggeri che lo attendono, ma anche della sua bontà e della vitalità che è in questa Chiesa. Essa già lo conosce e crescerà certamente nella fiducia, attrezzandosi a lavorare con lui per il suo bene spirituale e pastorale, per la crescita umana e civile di questa terra. Benvenuto! Sei a casa tua! Da parte mia ringrazio tutta la diocesi per la fede, l’affetto e la collaborazione con cui le persone mi sono state vicine in questi otto anni. Sono stato con loro! Potevo essere più dedito a ognuno… Chiedo perdono per i miei limiti! Affido tutti e ciascuno al vescovo Giovanni, come a un fratello carissimo. Mi auguro solo di aver seminato qualcosa che con te germini e porti buon frutto”.

Ingresso del vescovo Giovanni/4 Il sussidio liturgico per la Messa di insediamento

Per seguire la S. Messa solenne del 9 agosto, per l’inizio del ministero pastorale del vescovo eletto Giovanni, l’ufficio liturgico diocesano ha preparato un sussidio che sarà distribuito in cattedrale e in piazza Dante. Il sussidio può essere scaricato in formato pdf anche qui sotto.

Ingresso vescovo Giovanni/5 Un fascicolo di 32 pagine per raccontare il nuovo pastore e la nostra Diocesi

Fra i segni con i quali la Chiesa di Grosseto dà il suo benvenuto al vescovo Giovanni, vi sono tre grandi manifesti 6×3 collocati in altrettanti spazi in luoghi di passaggio della città: in prossimità del sottopasso che dallo stadio conduce al centro; in via Senese, a poche centinaia di metri dall’ospedale; nei pressi del sottopasso ferroviario del quartiere Barbanella, altro snodo attraversato ogni giorno da centinaia di mezzi.

Inoltre un fascicolo di 32 pagine realizzato da Toscana Oggi, il settimanale delle diocesi toscane. Il fascicolo, allegato al numero estivo del giornale, è già stato diffuso, con una tiratura eccezionale, in tutte le parrocchie lo scorso fine settimana (31 luglio-1 agosto), mentre altre 700 copie saranno distribuite il 9 agosto ai fedeli che interverranno alla celebrazione di insediamento.

Nell’inserto tanti approfondimenti, commenti e dati sul vescovo Roncari e sulla Diocesi, compresi due «ritratti» che di p. Giovanni vengono offerti da coloro i quali lo hanno conosciuto ben prima che diventasse vescovo. E poi il saluto di accoglienza del vescovo Rodolfo, amministratore apostolico di Grosseto; l’intervento del Ministro Provinciale dei Cappuccini toscani, Ordine a cui appartiene il vescovo Giovanni; i saluti dell’Ac, della fraternità francescana di S.Lucia e delle suore di S.Elisabetta e….molto altro ancora.

Ingresso del vescovo Giovanni/3: la diretta di Tv9 e il racconto sui social

Tv9 Telemaremma effettuerà una diretta dalle ore 17.45 di lunedì 9 agosto sino alla fine della Messa di insediamento del Vescovo Giovanni.

Sarà, dunque, possibile, per coloro che non potranno essere presenti in piazza, seguire in diretta l’arrivo del nuovo Vescovo in piazza Duomo, il saluto con le autorità civili e militari e, registrate, le tappe di avvicinamento. Poi la Messa, che sarà trasmessa integralmente. La giornata sarà curata con il commento del direttore Enrico Pizzi e del direttore dell’ufficio diocesano comunicazioni, Giacomo D’Onofrio.

  • Sui social

Nel contempo l’ufficio diocesano comunicazioni curerà la parte dei social (pagina facebook e profilo instagram della Diocesi) per raccontare, con brevi storie curate dai giovani collaboratori

Alessandro Maffei e Giovanni Cerboni, le tappe di Roselle, ospedale e carcere, l’arrivo in piazza e l’inizio della celebrazione fino alla presa di possesso della cattedra.

Ingresso del vescovo Giovanni/2: gli orari e le tappe

L’accoglienza del vescovo Giovanni prenderà il via nel pomeriggio del 9 agosto, a partire dalle ore 16.00.

Le tappe che il Vescovo eletto compirà prima di giungere in Cattedrale, saranno tre, ciascuna con un significato particolare.

  • Ore 16.00 a Roselle

Mons. Roncari – accompagnato dall’amministratore apostolico, mons Cetoloni e dai vicari generali delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano – alle 16.00 giungerà dinanzi alla chiesa di Roselle, dove sarà accolto da alcuni canonici e da una rappresentanza della comunità parrocchiale. Entrerà in chiesa e qui riceverà il saluto ufficiale di un parrocchiano e impartirà la benedizione sui presenti.

Questa tappa richiama la memoria dell’antica sede vescovile, quindi la radice su cui è poi germogliata la presenza cristiana in Maremma. Roselle fu sede vescovile, infatti, dal IV secolo d.C sino al 9 aprile 1138, quando Papa Innocenzo II ne dispose il trasferimento nel castrum di Grosseto, che da quel momento divenne civitas.

  • Ore 16.30 in ospedale

La seconda sosta sarà presso l’ospedale Misericordia. “Il desiderio del vescovo eletto – spiega don Gentili – è di poter salutare i bambini ricoverati, ma stiamo verificando con i vertici sanitari se questo sarà possibile”. Il Vescovo eletto e l’Amministratore apostolico saranno ricevuti all’ingresso dell’ala nuova del nosocomio. Qui, dopo i saluti con una rappresentanza della dirigenza e coi cappellani, mons. Roncari presiederà un breve momento di preghiera e, se possibile, compirà la visita ai bambini assieme al vescovo Rodolfo.

Questa seconda tappa ha un duplice significato. Richiama l’attenzione paterna del Vescovo verso coloro che soffrono, perché colpiti da malattia, richiamando – così – l’attenzione di tutti sul momento difficile che l’umanità tutta sta attraversando a causa della pandemia. L’altro significato è più personale: all’ospedale Misericordia padre Giovanni, giovane sacerdote cappuccino, ha iniziato a muovere i suoi primi passi nell’esercizio del suo ministero venendo a sostituire i confratelli che nel periodo estivo si assentavano per qualche tempo di riposo.

  • Ore 17.10 nella casa circondariale

La terza tappa sarà presso la casa circondariale di via Saffi. Una sosta molto importante, tesa a rimarcare la cura che la Chiesa vuol avere verso chi, pur avendo da riparare nei riguardi della Giustizia, è il primo destinatario della misericordia di Dio. Anche in questa sosta, il Vescovo eletto guiderà un breve momento di preghiera.

  • Ore 17.45 arrivo a Porta Corsica

Terminata la visita, il corteo di auto raggiungerà Porta Corsica. L’arrivo è previsto intorno alle 17.45.

Qui il vescovo Giovanni, assieme al vescovo Rodolfo e ai due vicari generali, scenderà dall’auto, saluterà i Canonici che lo attenderanno, insieme ad una rappresentanza di butteri a cavallo, e compirà a piedi il tragitto verso la cattedrale attraversando piazza Gioberti, via Manin e piazza Duomo, dove sarà accolto dalla Filarmonica Città di Grosseto.

  • Ore 18.00 il saluto con le autorità

Giunto sul sagrato della Cattedrale, il Vescovo eletto troverà ad attenderlo le autorità civili e militari. Riceverà brevi indirizzi di saluto ufficiali del Prefetto di Grosseto, del Sindaco del capoluogo e del Proposto del Capitolo della Cattedrale, ai quali risponderà anch’egli con un breve intervento.

  • Ingresso in cattedrale, bacio del crocifisso, preghiera al Santissimo

Concluso questo momento, il Vescovo eletto entrerà in cattedrale (ancora vuota), accolto dal Capitolo. Il Proposto, Mons. Franco Cencioni, presenterà a Mons. Roncari l’immagine del crocifisso, che egli bacerà in segno di venerazione, poi aspergerà con l’acqua benedetta i presenti. Accompagnato dai Canonici, infine, raggiungerà processionalmente la cappella del Santissimo Sacramento, dove sosterà per alcuni istanti in preghiera.

Si concluderà, così, la prima parte del pomeriggio-sera di festa. Il Vescovo eletto, assieme al Vescovo amministratore apostolico raggiungerà il Palazzo Vescovile per prepararsi per la Messa.

  • Ore 19.00 inizio della celebrazione per l’inizio del Ministero Pastorale

La solenne celebrazione avrà inizio alle ore 19.00 e sarà il cuore di tutta la giornata.

I Vescovi, indossati i paramenti, dall’Episcopio attraverseranno processionalmente il corso Carducci, mentre i sacerdoti concelebranti – che si saranno preparati nelle sale della cattedrale – usciranno dal palazzo del Capitolo (piazza Innocenzo II). I due cortei, all’altezza del Palazzo Municipale si uniranno ed entreranno in cattedrale.

La prima parte della Messa sarà presieduta dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, il quale chiederà al cancelliere vescovile, don Jarek Migus, di mostrare e dare lettura pubblica della Bolla con la quale il Papa ha nominato mons. Roncari vescovo di Grosseto e disposto l’unione, in persona episcopi, della diocesi di Grosseto con la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Dato l’annunzio, da parte del Metropolita, che il vescovo Giovanni da quel momento è pastore della Chiesa di Grosseto, questi salirà alla cattedra e vi si siederà. Sarà il segno tangibile e visibile di tutto il suo ministero.

La Messa proseguirà, poi, come di consueto.

LIBRETTO PER LA CELEBRAZIONE

Ingresso del vescovo Giovanni/1: In piazza Dante maxischermo e 350 posti a sedere. Cattedrale accessibile solo ad una rappresentanza di fedeli

E’ scattato il conto alla rovescia. Mancano, infatti, ormai pochi giorni all’ingresso del vescovo eletto Giovanni nella Diocesi di Grosseto.

La macchina organizzativa, partita all’indomani dell’annuncio della nomina – data in San Francesco il 19 giugno scorso – ha dovuto lavorare molto e con tempi contingentati. In più, le norme anti covid e le incertezze dovute alla ripresa dei contagi, hanno reso necessario calibrare continuamente i passi da compiere.

“Quello dell’ingresso di un Vescovo è, prima di tutto, un tempo di festa e tale deve rimanere – dice don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesiseppure la prudenza e il senso di responsabilità impongano, naturalmente, di prestare massima attenzione alla sicurezza collettiva. Ed è per questo che il lavoro è stato ancor più complesso. L’invito caloroso che rivolgiamo a tutti, pertanto, è a sentirsi coinvolti in questo clima di festa, che si inserisce ed esalta le celebrazioni per il patrono san Lorenzo. Ci aspettiamo in piazza nel pomeriggio-sera del 9 agosto per accogliere con il calore tipico della gente di Maremma il nostro nuovo pastore”.

  • La logistica

“Le norme per il contenimento del covid e la conseguente limitazione degli spazi – spiega don Marco Gentile, cerimoniere vescovile e direttore dell’ufficio liturgicoci ha costretti a contingentare i posti. La cattedrale, pertanto, sarà accessibile solo ad una rappresentanza di fedeli appositamente invitati, oltre naturalmente ai Vescovi che interverranno, al clero e alle autorità. Per accedere in cattedrale servirà un pass, che è strettamente personale. Agli ingressi ci saranno volontari che necessariamente dovranno verificare che chi chiede di accedere ne siamo munito. Dispiace a tutti dover contingentare – commenta don Gentile – ma la responsabilità di evitare situazioni non a norma ci impone di non poter essere troppo permissivi. Tutti gli altri fedeli potranno assistere alla celebrazione utilizzando i posti che saranno preparati in piazza Dante. Grazie alla collaborazione col Comune, che ringraziamo – prosegue don Marco – nella piazza saranno disponibili 350 sedute ed un maxischermo, che trasmetterà l’intera celebrazione”. Sia all’interno della cattedrale che in piazza sarà obbligatorio indossare la mascherina.

L’accesso a piazza Dante sarà possibile a partire dalle 16.30, così che i fedeli siano al loro posto quando, intorno alle 18.00, giungerà il vescovo eletto.

“Seppure l’accesso alla cattedrale sarà, purtroppo, limitato ad una rappresentanza varia di fedeli, mentre la maggior parte dei posti sarà in piazza, davanti al maxischermo, sarà comunque un’unica celebrazione. Ci sarà chi accompagna ai posti, ci sarà naturalmente la distribuzione dell’Eucaristia: insomma, l’unità della Chiesa diocesana sarà data da ciò che si compie, indipendentemente dall’essere dentro o in piazza. E’ un popolo intero che accoglie il suo pastore. Ecco perché è importante esserci!”, conclude don Gentile.

  • Servizio d’ordine

Per garantire che tutto si svolga senza difficoltà, che siano rispettate le regole e che non si creino situazioni confuse, è stato approntato un servizio di accoglienza, che affiancherà le forze dell’ordine e la Protezione civile del Comune. In particolare, il servizio sarà svolto da volontari di Humanitas, Croce Rossa, Misericordia, giovani della pastorale giovanile, Unitalsi, Azione Cattolica, Cisom, Scout e Ordine francescano secolare. I volontari saranno presenti in piazza, nella cattedrale e, una piccola “pattuglia” anche a Roselle.

Le persone che si sono messe a disposizione come volontari sfiorano le 100 unità. Indosseranno una pettorina arancione con il logo della Diocesi ben in evidenza.

IL VIDEO DELLA DIRETTA DELLA CONFERENZA STAMPA SULLA PAGINA FACEBOOK DELLA DIOCESI https://fb.watch/7ais7HJ1wV/

Sul portale d’ingresso dell’Episcopio lo stemma del vescovo Giovanni

Uno dei primi segni esteriori del passaggio di consegne tra il vescovo Rodolfo e il vescovo eletto Giovanni si è compiuto oggi, 29 luglio, con la sostituzione dello stemma episcopale sul portale di ingresso della cattedrale.

E’ stato calato lo stemma del vescovo Rodolfo, sintetizzato nel motto: “Verbum caro”, ed è stato issato e collocato quello del vescovo Giovanni: “In caritate et laetitia”

Lo stemma del vescovo Rodolfo

VERBUM CARO: Riprende il prologo del Vangelo di Giovanni (“E il Verbo si fece carne…” Gv, 1,14). Si collega al Giubileo del 2000, anno in cui padre Rodolfo viene consacrato Vescovo, ma è anche una proclamazione di storia di fede e di fiducia personale: il Verbo si è fatto carne, il Verbo non ha timore di prendere anche la nostra umanità. La carne, l’uomo, è il luogo della salvezza. La Parola giunge all’uomo prendendo la sua umanità. L’umanità è abitata dalla Parola.

I segni presenti sullo scudo: il raggio d’oro, la stella di Betlemme, la figura stilizzata di san Francesco e la colomba col ramoscello d’olivo

Lo stemma del vescovo Giovanni

IN CARITATE ET LAETITIA

“In caritate et Laetitia”. E’ il motto episcopale scelto dal vescovo Giovanni nel 2015 in occasione della sua nomina e che ha scelto di conservare. Si rifà alla sua vocazione francescana. Nelle intercessioni dei Secondi Vespri della Domenica della III Settimana del Salterio, così si legge: “Nel nome del tuo Figlio, vincitore della morte e principe della pace, liberaci dal dubbio e dall’angoscia, perché ti serviamo nella letizia e nell’amore”.

Il “capo” dello scudo (che in araldica è “pezza nobile”), di colore azzurro, è occupato dallo stemma dell’Ordine francescano – ossi la “conformità” in cui appare il braccio di Cristo incrociato con il braccio manicato in marrone di san Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate, l’”inscindibile patto” tra san Francesco e il Signore con l’unico chiodo che fissa le due mani per affermare visivamente il suo voto di affezione al Signore nell’Ordine dei Frati Minori, in ossequio all’appartenenza di Mons. Roncari all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Tale simbolo ha origine da san Bonavenmtura da Bagnoregio, che, eletto Cardinale Vescovo di Albano, lo volle come stessa episcopale (cf S.Gieben, lo stemma francescano. Origine e sviluppo, Istituto storico dei Cappuccini, Roma 2008). La parte inferiore dello scudo è occupata da un ponte a tre campate di colore rosso in campo argento. Oltre a ricordare San Piero a Ponti, frazione da cui deriva Mons. Roncari, il ponte rappresenta il compito del Vescovo come “pontefice”, cioè colui che è chiamato a creare ponti fra l’uomo e Dio e fra gli uomini tra loro. Santa Caterina da Siena, inoltre, considera Gesù un “ponte” lanciato tra il cielo e la terra, per riparare la via interrotta dal peccato. La sua divinità unita alla sua vera umanità, forma un ponte che si rivela necessario per salvarsi. “Tutti siete tenuti a passare attraverso questo pnonte, cercando la gloria e la lode del mio nome nella salvezza delle anime, sopportando con dolore molte fatiche, seguendo le orme del dolce e amoroso Verbo: in nessun altro moto potreste venire a me” (cf Dialogo della Divina Provvidenza, versione italiana di Maria Adelaide Raschini, ed. Studio Domenicano di Bologna, 1989, pag. 75).

Le tre campate sono un riferimento alla Santissima Trinità, origine, fonte e sostegno di ogni dono e di ogni ministero. Ul rosso, in araldica, è lo smalto che “per eccellenza” indica la vrtù della carità. L’argento, che dopo l’oro è considerato metallo nobile, richiama la luce e anche virtù spirituali come la purezza, l’innocenza, l’umiltà, la verità, la giustizia, la temperanza.

Nella destra araldica del capo (sinistra per chi osserva) vi è posizionata una stella azzurra a otto punte, chiaro riferimento mariano (…)

Nella sinistra araldica (destra per chi osserva) è posizionato il giglio rosso, simbolo della città di Firenze, nella quale il Vescovo Giovanni ha vissuto la gran parte del suo ministero sacerdotale.

Ingresso del Vescovo: lo spot

In vista dell’ingresso del vescovo Giovanni, la Diocesi ha realizzato uno spot

Ingresso del vescovo Giovanni: il manifesto

Definito il programma essenziale dell’ingresso del vescovo Giovanni Roncari nella nostra Diocesi, ecco il manifesto che sarà affisso in tutte le Parrocchie con il programma essenziale:

Il manifesto realizzato dalla Diocesi per l’annuncio dell’ingresso del vescovo eletto Giovanni Roncari

Scarica il manifesto in formato pdf

La prima intervista del vescovo eletto Giovanni

La prima intervista che il vescovo eletto Giovanni Roncari ha rilasciato per la trasmissione diocesana “Dentro i nostri giorni”. Una vivace conversazione, nella quale sull’unione, nella sua persona, della Diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto, dice: «Mettiamo da parte i campanilismi; preserviamo le reciproche ricchezze».

Lunedì 9 agosto l’ingresso del vescovo Giovanni

Il vescovo eletto Giovanni Roncari farà il suo ingresso ufficiale nella sua nuova Diocesi nel pomeriggio-sera di lunedì 9 agosto, quando la città e la Chiesa di Grosseto saranno già pienamente dentro il clima di festa per il patrono san Lorenzo”. Ad annunciarlo è il vescovo Rodolfo, amministratore apostolico della diocesi di Grosseto.

“Nei giorni scorsi – spiega – ci siamo riuniti con il vicario generale; il collegio dei consultori; il proposto del Capitolo della cattedrale e il cerimoniere vescovile per riflettere insieme su quale potesse essere la forma migliore per accogliere il nostro nuovo pastore, tenendo conto che col vescovo Giovanni avevamo già condiviso la convinzione che sarebbe stato un segno bello – come fu già nel 2013 con il mio ingresso – quello di avviare il suo ministero episcopale in mezzo a noi a partire dalle celebrazioni di san Lorenzo. Preso atto a malincuore – nel confronto con le istituzioni preposte – che per l’organizzazione della grande processione del 9 agosto non ci sono le condizioni necessarie, abbiamo ritenuto di offrire, attraverso l’ingresso in Diocesi di Mons. Roncari, una nuova opportunità di festa”.

I dettagli del programma di accoglienza del nuovo Vescovo saranno definiti nei prossimi giorni. Di certo c’è, comunque, che la Messa nella quale avrà luogo il passaggio del pastorale dal vescovo Rodolfo al vescovo Giovanni sarà celebrata il 9 agosto alle 19.00 nella cattedrale di san Lorenzo.

“Prima della Messa, la cui parte iniziale – come prevede il rito – sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Siena, il cardinale Augusto Paolo Lojudice – spiega il vicario generale don Paolo Gentili ci saranno tre tappe di avvicinamento del vescovo Giovanni alla sua nuova Chiesa, in tre luoghi simbolici del territorio. Prima dell’ingresso in cattedrale, si terrà il saluto con le istituzioni civili e militari”.

A motivo del covid, che non consente di poter accogliere in cattedrale un numero ampio di persone, l’idea è di utilizzare anche la piazza esterna, quasi come una prosecuzione naturale dell’interno del Duomo. Nella piazza saranno allestite sedie e un maxischermo per seguire bene la celebrazione, ricca di segni.

“Vogliamo che l’ingresso del Vescovo, nei limiti del possibile, sia una festa di un popolo e del suo pastore – conclude don Gentili – ed è per questo che abbiamo scelta la sera del 9 agosto per agevolarne la partecipazione”.

Il 10 agosto, solennità di san Lorenzo, il cardinale Augusto Paolo Laojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, presiederà il Pontificale, alle ore 11.00 in cattedrale, durante il quale il sindaco offrirà il cero votivo, offerto a nome della Città. Concelebreranno il vescovo Giovanni, il vescovo Rodolfo e sacerdoti della Diocesi.

la prima intervista del vescovo eletto di Grosseto Mons. Giovanni Roncari

Don Gentili, vicario generale della Diocesi, a Tv9 spiega l’unione in persona episcopi

don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto, ha spiegato a Tv9 il significato della unione della diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto nella persona del vescovo Giovanni. Don Gentili è stato ospite, settimana scorsa, del direttore Enrico Pizzi, nell’ambito della trasmissione di approfondimento “Ne parliamo lunedì”. ED è stata l’occasione per ribadire quanto detto in queste settimane, spiegarlo ancora meglio, approfondirlo.

Il video dell’intervista: