Ingresso del Vescovo: lo spot

In vista dell’ingresso del vescovo Giovanni, la Diocesi ha realizzato uno spot

Ingresso del vescovo Giovanni: il manifesto

Definito il programma essenziale dell’ingresso del vescovo Giovanni Roncari nella nostra Diocesi, ecco il manifesto che sarà affisso in tutte le Parrocchie con il programma essenziale:

Il manifesto realizzato dalla Diocesi per l’annuncio dell’ingresso del vescovo eletto Giovanni Roncari

Scarica il manifesto in formato pdf

La prima intervista del vescovo eletto Giovanni

La prima intervista che il vescovo eletto Giovanni Roncari ha rilasciato per la trasmissione diocesana “Dentro i nostri giorni”. Una vivace conversazione, nella quale sull’unione, nella sua persona, della Diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto, dice: «Mettiamo da parte i campanilismi; preserviamo le reciproche ricchezze».

Lunedì 9 agosto l’ingresso del vescovo Giovanni

Il vescovo eletto Giovanni Roncari farà il suo ingresso ufficiale nella sua nuova Diocesi nel pomeriggio-sera di lunedì 9 agosto, quando la città e la Chiesa di Grosseto saranno già pienamente dentro il clima di festa per il patrono san Lorenzo”. Ad annunciarlo è il vescovo Rodolfo, amministratore apostolico della diocesi di Grosseto.

“Nei giorni scorsi – spiega – ci siamo riuniti con il vicario generale; il collegio dei consultori; il proposto del Capitolo della cattedrale e il cerimoniere vescovile per riflettere insieme su quale potesse essere la forma migliore per accogliere il nostro nuovo pastore, tenendo conto che col vescovo Giovanni avevamo già condiviso la convinzione che sarebbe stato un segno bello – come fu già nel 2013 con il mio ingresso – quello di avviare il suo ministero episcopale in mezzo a noi a partire dalle celebrazioni di san Lorenzo. Preso atto a malincuore – nel confronto con le istituzioni preposte – che per l’organizzazione della grande processione del 9 agosto non ci sono le condizioni necessarie, abbiamo ritenuto di offrire, attraverso l’ingresso in Diocesi di Mons. Roncari, una nuova opportunità di festa”.

I dettagli del programma di accoglienza del nuovo Vescovo saranno definiti nei prossimi giorni. Di certo c’è, comunque, che la Messa nella quale avrà luogo il passaggio del pastorale dal vescovo Rodolfo al vescovo Giovanni sarà celebrata il 9 agosto alle 19.00 nella cattedrale di san Lorenzo.

“Prima della Messa, la cui parte iniziale – come prevede il rito – sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Siena, il cardinale Augusto Paolo Lojudice – spiega il vicario generale don Paolo Gentili ci saranno tre tappe di avvicinamento del vescovo Giovanni alla sua nuova Chiesa, in tre luoghi simbolici del territorio. Prima dell’ingresso in cattedrale, si terrà il saluto con le istituzioni civili e militari”.

A motivo del covid, che non consente di poter accogliere in cattedrale un numero ampio di persone, l’idea è di utilizzare anche la piazza esterna, quasi come una prosecuzione naturale dell’interno del Duomo. Nella piazza saranno allestite sedie e un maxischermo per seguire bene la celebrazione, ricca di segni.

“Vogliamo che l’ingresso del Vescovo, nei limiti del possibile, sia una festa di un popolo e del suo pastore – conclude don Gentili – ed è per questo che abbiamo scelta la sera del 9 agosto per agevolarne la partecipazione”.

Il 10 agosto, solennità di san Lorenzo, il cardinale Augusto Paolo Laojudice, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, presiederà il Pontificale, alle ore 11.00 in cattedrale, durante il quale il sindaco offrirà il cero votivo, offerto a nome della Città. Concelebreranno il vescovo Giovanni, il vescovo Rodolfo e sacerdoti della Diocesi.

la prima intervista del vescovo eletto di Grosseto Mons. Giovanni Roncari

Don Gentili, vicario generale della Diocesi, a Tv9 spiega l’unione in persona episcopi

don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto, ha spiegato a Tv9 il significato della unione della diocesi di Pitigliano e di quella di Grosseto nella persona del vescovo Giovanni. Don Gentili è stato ospite, settimana scorsa, del direttore Enrico Pizzi, nell’ambito della trasmissione di approfondimento “Ne parliamo lunedì”. ED è stata l’occasione per ribadire quanto detto in queste settimane, spiegarlo ancora meglio, approfondirlo.

Il video dell’intervista:

Chi è il vescovo Giovanni

P. Giovanni Roncari, dell’Ordine dei frati minori cappuccini, è il 62° Vescovo di Grosseto.

  • Nato a Verona il 19 agosto 1949. Trasferitosi con la famiglia a Firenze, è entrato nel Seminario dei Frati Minori cappuccini, iniziando nel 1966 il periodo di noviziato. Il 15 luglio dell’anno successivo ha emesso la sua prima professione religiosa. Ha poi frequentato il Liceo classico interno allo studentato, proseguendo gli studi teologici fino al conseguimento del baccalaureato.
  • Il 20 agosto del 1972 ha fatto la professione solenne nella Provincia Cappuccina della Toscana ed il 22 marzo 1975 è stato ordinato sacerdote a Viterbo. Dopo l’ordinazione ha frequentato la Pontificia Università Gregoriana di Roma, conseguendo la Licenza in Storia della Chiesa.
  • Ha svolto i seguenti incarichi: Cappellano all’Ospedale fiorentino di Careggi dal 1975 al 1976; Studente della Pontificia Università Gregoriana in Roma dal 1976 al 1979; Assistente dei giovani universitari ospiti nel Convento di Pisa dal 1979 al 1980; Vice-Direttore dei teologi, Assistente dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana di Montughi (Firenze); Vicario parrocchiale di San Francesco e S. Chiara a Montughi dal 1984 al 1988 e Docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale dal 1988 fino ad oggi. Nel 1992 è stato nominato Parroco di S. Francesco e S. Chiara a Montughi; dal 1998 al 2005 è stato Delegato dell’arcidiocesi di Firenze per l’Apostolato dei Laici ed Assistente ecclesiastico della Consulta diocesana per le aggregazioni laicali, membro del Collegio dei Consultori e Vicario Episcopale per il Clero fiorentino.
  • Il 1 ottobre 2015 il Santo Padre Francesco lo ha eletto Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Consacrato Vescovo nella cattedrale di Santa Maria del Fiore il 21 novembre 2015, ha iniziato il suo ministero episcopale domenica 29 novembre 2015.

Il 19 giugno 2021 Il Santo Padre lo ha eletto Vescovo di Grosseto unendo in persona episcopi la Diocesi di Grosseto e la Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

In seno alla Conferenza Episcopale Toscana ha la delega alla vita consacrata ed è presidente della commissione mista vescovi-religiosi.

L’unione delle due Diocesi nella persona del vescovo Giovanni rappresenta il primo, deciso passo verso l’unione piena delle due Chiese in un’unica Chiesa diocesana, nei tempi che saranno stabiliti dalla Santa Sede.

Cosa significa che due Diocesi sono unite nella persona del Vescovo?

Si tratta di un’espressione latina usata dalla Santa Sede per indicare l’unione di due o più Diocesi, con la quale si lasciano inalterate le strutture di ciascuna (Seminario, cattedrali, uffici di curia, organismi) ad eccezione del ministero episcopale, che è esercitato da un unico vescovo. Sarà, dunque, così anche per la Diocesi di Grosseto e per la Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, chiamate però a rafforzare percorsi di collaborazione pastorale in vista di un processo di piena unificazione, che prende le mosse dalla scelta compiuta oggi dal Santo Padre.

  • Esperienze analoghe in Italia

Attualmente sono diverse le Diocesi italiane unite in persona episcopi. Le ultime, in ordine di tempo, in Italia, sono quelle di Pozzuoli e Ischia (maggio 2021); Teano-Calvi e Alife-Caiazzo (2021); Modena-Nonantola e Carpi (2020); Camerino-San Severino Marche e Fabriano-Matelica (2020); Nuoro e Lanusei (2020); Tivoli e sede suburbicaria di Palestrina (2019). Per quanto riguarda, poi, le due Diocesi maremmane, esse furono già unite in persona episcopi fra il 1924 e il 1932 con il vescovo Gustavo Matteoni, mentre nel 1970 mons. Primo Gasbarri fu nominato Amministratore apostolico sede plena di Grosseto e del Tratto toscano dell’Abbazia delle tre fontane (che comprendeva le parrocchie di Orbetello e Orbetello scalo, Porto Santo Stefano, Giglio porto e Giglio castello, Albinia, S.Donato, Polverosa, Torba-Giardino), nonché Amministratore apostolico sede vacante della Diocesi di Sovana-Pitigliano, mentre contestualmente mons. Adelmo Tacconi venne nominato Vescovo ausiliare e vicario generale per Sovana-Pitigliano.

“In caritate et laetitia” il motto del vescovo Giovanni

“In caritate et Laetitia”. E’ il motto episcopale scelto dal vescovo Giovanni nel 2015 in occasione della sua nomina e che ha scelto di conservare.

Un motto che si rifà alla sua vocazione francescana.

Il “capo” dello scudo (che in araldica è “pezza nobile”), di colore azzurro, è occupato dallo stemma dell’Ordine francescano – ossi la “conformità” in cui appare il braccio di Cristo incrociato con il braccio manicato in marrone di san Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate, l’”inscindibile patto” tra san Francesco e il Signore con l’unico chiodo che fissa le due mani per affermare visivamente il suo voto di affezione al Signore nell’Ordine dei Frati Minori, in ossequio all’appartenenza di Mons. Roncari all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Tale simbolo ha origine da san Bonavenmtura da Bagnoregio, che, eletto Cardinale Vescovo di Albano, lo volle come stessa episcopale (cf S.Gieben, lo stemma francescano. Origine e sviluppo, Istituto storico dei Cappuccini, Roma 2008). La parte inferiore dello scudo è occupata da un ponte a tre campate di colore rosso in campo argento. Oltre a ricordare San Piero a Ponti, frazione da cui deriva Mons. Roncari, il ponte rappresenta il compito del Vescovo come “pontefice”, cioè colui che è chiamato a creare ponti fra l’uomo e Dio e fra gli uomini tra loro. Santa Caterina da Siena, inoltre, considera Gesù un “ponte” lanciato tra il cielo e la terra, per riparare la via interrotta dal peccato. La sua divinità unita alla sua vera umanità, forma un ponte che si rivela necessario per salvarsi. “Tutti siete tenuti a passare attraverso questo pnonte, cercando la gloria e la lode del mio nome nella salvezza delle anime, sopportando con dolore molte fatiche, seguendo le orme del dolce e amoroso Verbo: in nessun altro moto potreste venire a me” (cf Dialogo della Divina Provvidenza, versione italiana di Maria Adelaide Raschini, ed. Studio Domenicano di Bologna, 1989, pag. 75).

Le tre campate sono un riferimento alla Santissima Trinità, origine, fonte e sostegno di ogni dono e di ogni ministero. Ul rosso, in araldica, è lo smalto che “per eccellenza” indica la vrtù della carità. L’argento, che dopo l’oro è considerato metallo nobile, richiama la luce e anche virtù spirituali come la purezza, l’innocenza, l’umiltà, la verità, la giustizia, la temperanza.

Nella destra araldica del capo (sinistra per chi osserva) vi è posizionata una stella azzurra a otto punte, chiaro riferimento mariano (…)

Nella sinistra araldica (destra per chi osserva) è posizionato il giglio rosso, simbolo della città di Firenze, nella quale il Vescovo Giovanni ha vissuto la gran parte del suo ministero sacerdotale.

Il cartiglio, posto in punta dello stemma, reca il motto del Vescovo: in caritate et laetitia. Nelle intercessioni dei Secondi Vespri della Domenica della III Settimana del Salterio, così si legge: “Nel nome del tuo Figlio, vincitore della morte e principe della pace, liberaci dal dubbio e dall’angoscia, perché ti serviamo nella letizia e nell’amore”.

(tratto dal sito https://araldicaecclesiastica.blogspot.com/)

Il primo messaggio del Vescovo eletto Giovanni alla Chiesa di Grosseto

Alla  Santa Chiesa di Grosseto

Al Popolo di Dio con i suoi presbiteri, diaconi, religiosi e religiose.

Pace e bene a tutti voi!

Con questo saluto della tradizione francescana mi presentai, quasi sei anni fa, alla Chiesa di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Con queste stesse parole mi presento a voi.

Mi presento con umiltà, obbedendo alla volontà di papa Francesco che mi costituisce vostro vescovo.

Mi presento con fiducia nella vostra fraterna accoglienza.

Insieme continueremo a camminare insieme al vero “Pastore e vescovo delle nostre anime” ( 1Pt. 2,25), il Signore nostro Gesù Cristo.

Insieme continueremo a camminare nella strada che i nostri padri e le nostre madri hanno percorso con la preziosa eredità che ci hanno trasmesso.

Insieme troveremo anche nuovi cammini che l’evangelizzazione dei nostri tempi richiede.

Papa Francesco e la Chiesa italiana ci invitano ad un cammino sinodale: le nostre due Chiese, mantenendo e valorizzando la propria storia, sono chiamate a condividere i propri doni e le proprie fragilità iniziando una storia nuova verso un comune futuro cristiano.

Al vescovo Rodolfo, amico di sempre, confratello e convescovo, con profonda commozione, dico le parole della tradizione francescana: Dio te ne renda merito e il padre san Francesco.

 Certamente, caro vescovo Rodolfo, tutti i tuoi Presbiteri, i diaconi, tutto il tuo popolo le ripete con me.

A sua Ecc.za il Prefetto, a tutte le Autorità Civili e Militari il mio rispettoso e cordiale saluto.

Desidero rivolgere un saluto particolare ai degenti nell’ospedale cittadino dove in anni ormai lontani, giovane sacerdote, ho esercitato il ministero pastorale.

Maria SS. Madre delle Grazie, san Lorenzo, i santi venerati nelle nostre parrocchie ci sostengano nel nostro cammino di discepoli del Signore e Maestro Gesù.

A Lui chiedo di benedirvi.       

+ p. Giovanni, vescovo eletto di Grosseto

Nuovo vescovo di Grosseto: il messaggio di mons. Cetoloni

Il video dell’annuncio della nomina del Vescovo eletto Giovanni

“Padre Giovanni è per me un fratello, a cui mi lega un’amicizia di anni, nonché la comune vocazione francescana. Riprendo le parole che dissi in occasione della sua nomina episcopale nel 2015: è persona schietta, con un’accentuata e coinvolgente toscanità nel modo di parlare, capace di stare tra la gente e con una significativa esperienza di parrocchia essendo stato parroco a Firenze dal 1992 al 2010. Inoltre sa stare vicino ai sacerdoti, tanto da essere stato nominato dal cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori vicario episcopale per il clero”.

Così p. Rodolfo Cetoloni ha commentato la nomina di p. Giovanni Roncari come nuovo vescovo di Grosseto.

“A quelle considerazioni ne aggiungo di nuove, maturate in questi quasi sei anni di vicinanza nella guida di due Chiese sorelle: p. Giovanni ha saggezza e acume, prudenza e capacità di lettura delle circostanze, doti indispensabili per un Vescovo”.

Poi mons. Cetoloni, cui è stato chiesto di condurre la Chiesa di Grosseto come amministratore apostolico sino all’ingresso del nuovo vescovo, si sofferma sulla scelta della Santa Sede di unire in persona episcopi le due Diocesi:

“Certamente la consegna che la Madre Chiesa, nella figura del suo Pastore sommo, affida alla Diocesi di Grosseto e alla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello è quella di sperimentare sin da ora quel cammino sinodale che come Chiesa italiana ci stiamo accingendo ad imboccare. Tuttavia non si parte da zero, ma da una storia che arriva da lontano e che ha visto queste due Chiese particolari condividere già momenti significatori del loro passato, anche recente, esperienze, formazione. Non va dimenticato che già dal 1924 al 1932, durante l’episcopato del vescovo Gustavo Matteoni, la diocesi di Sovana-Pitigliano fu unita in persona episcopi alla diocesi di Grosseto, mentre negli anni ’70 mons. Adelmo Tacconi fu vescovo ausiliare-vicario generale di Pitigliano e Sovana, quando il Vescovo Gasbarri ne fu nominato Amministratore Apostolico sede vacante e che da anni, ad esempio, il clero delle due Diocesi condivide insieme gli esercizi spirituali, senza contare la collaborazione nel settore della pastorale giovanile, nell’esorcistato, nella scuola di formazione teologica per laici e in vari altri ambiti. Padre Giovanni saprà essere saggio punto di equilibrio e di sintesi fra due storie di grande valore, nessuna delle quali sarà annullata nell’altra, ma semmai unita all’altra per essere nell’oggi di questo tempo una Chiesa sempre più profetica. Il Vescovo Giovanni, per questo cammino ecclesiale, sa già che potrà contare su validi collaboratori nel clero e nel laicato sia di Pitigliano-Sovana-Orbetello che di Grosseto”.

Infine un appello alla comunità diocesana di Grosseto: “Spalancate il cuore al padre che vi viene consegnato e a cui venite consegnati, camminate insieme senza paure, ma con l’animo dilatato e preoccupati solo di assecondare quanto Dio chiede in questo crocevia della storia”.