Corso on line sulla Sinodalità col Boston College

Nell’ambito del cammino sinodale sulla sinodalità segnaliamo il programma del corso organizzato dal Boston College, sui temi della sinodalità, discernimento comunitario, processi decisionali. Il corso è online, gratuito, a-sincrono (ci si si iscrive, ogni settimana vengono caricati i video, si possono scaricare e vedere quando uno vuole).

Viene proposto in cinque lingue, tra cui l’italiano. Il corso on line è dal 4 al 25 luglio, suddiviso in tre sessioni. la prima settimana ha per tema «Dal discernimento comunitario alla maturazione del consenso»; la seconda «Il processo decisionale nella Chiesa»; la terza «Leadership e governance nella Chiesa».

Il progetto intercontinentale e interculturale si propone di accompagnare la formazione di oltre
100.000 persone alla teologia e alla pratica della sinodalità, attraverso una serie di corsi online gratuiti, per sostenere il cammino di tutto il popolo di Dio -vescovi, presbiteri, religiosi e religiose, laici e laiche- chiamato a questo processo di rinnovamento ecclesiale.
Tutti i corsi sono completamente gratuiti e saranno offerti online in diverse lingue.
Parteciperanno relatori provenienti da tutti i continenti, che contribuiranno a dare una visione globale e interculturale della Chiesa.

In questo primo corso, suddiviso in tre settimane, verranno proposti diversi temi sul discernimento comunitario e sui processi decisionali nella Chiesa.

Iscrizioni e informazioni: https://bit.ly/registersynod

In diocesi si può fare riferimento a don Fabio Bertelli, presso la parrocchia San Giuseppe.

Fase di ascolto: il documento di sintesi della diocesi di Grosseto

E’ possibile scaricare, qui sotto, il documento di sintesi elaborato dall’equipe sinodale diocesana al termine della prima fase del cammino sinodale, dedicata all’ascolto del popolo di Dio.

Il documento è stato inviato alla Conferenza Episcopale Italiana che, ricevuti i contributi da tutte le Diocesi, elaborerà a sua volta un unico documento, che rappresenterà il contributo della Chiesa italiana
al Sinodo dei vescovi sulla sinodalità (per saperne di più https://www.synod.va/it.html).

Il cammino sinodale a livello diocesano continua. In questa sezione del sito è possibile trovare tutto il percorso fatto e quanto nascerà nei prossimi mesi.

Segui anche: https://camminosinodale.chiesacattolica.it/

La puntata di “Dentro i nostri giorni” dedicata all’assemblea sinodale del 3 aprile 2022

Il cammino sinodale come esercizio di alleanze per far entrare sempre di più i temi dell’ecologia integrale nell’agenda della vita ecclesiale. Di questo si parla nella puntata di Dentro i nostri giorni del 19 aprile 2022, che dà conto dell’assemblea sinodale che si è tenuta a Nomadelfia il 3 aprile sui temi della Settimana sociale di Taranto. Interviste a don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto; a don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio per la pastorale sociale, il lavoro e l’integrità del creato della Cei; a Susanna Scifoni e Alessandro Corina, delegati della diocesi di Grosseto alla Settimana sociale di Taranto

“Il pianeta che speriamo”: Assemblea sinodale del 3 aprile 2022

“Il cammino sinodale può essere un esercizio di alleanze anche per mettere al centro i temi dell’ecologia integrale”. Si può partire da qui per raccontare l’assemblea sinodale di domenica 3 aprile a Nomadelfia, che ha messo a tema i contenuti della Settimana sociale dei cattolici italiani, che si è svolta a fine ottobre a Taranto. A coniugare cammino sinodale e Settimana sociale è stato – davanti ad una platea purtroppo
non numerosa, tanto più che doveva essere un’assemblea tra le diocesi di Grosseto e Pitigliano – don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio per i problemi sociali, il lavoro e l’integrità del creato della Cei.

Don Bignami era stato chiamato a raccontare che cosa è stata la Settimana di Taranto e quali addentellati ha e deve avere con la fase sinodale che la Chiesa italiana sta – forse con un po’ di fatica – cercando di
percorrere. Ed è emerso soprattutto il bisogno – ancora una volta – di una conversione pastorale, che deve riguardare anche le strutture ecclesiali, gli spazi, i modi, le scelte che le comunità parrocchiali possono prendere per contribuire davvero a quella ecologia integrale, che Papa Francesco ha decodificato in modo definitivo nell’enciclica Laudato sì. Accanto a don Bignami c’erano anche i quattro delegati che le due diocesi maremmane hanno inviato a Taranto: Marco Franci e don Lorenzo Pasquotti per la diocesi di Pitigliano; Susanna Scifoni e Alessandro Corina per quella di Grosseto.

In questo video l’intervento di don Bignami, dei quattro delegati alla Settimana sociale e del vescovo Giovanni

In allegato le slides presentate da don Bignami

Domenica 3 aprile Assemblea sinodale di clero e laici delle diocesi di Grosseto e Pitigliano

Un’assemblea sinodale, che vedrà clero e laici delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, unite nella persona dell’unico Vescovo, riunirsi per un pomeriggio di approfondimento.

E’ l’appuntamento in programma domenica 3 aprile nella sala don Zeno di Nomadelfia, che riunirà – come detto – entrambe le Diocesi per un tempo di ascolto, confronto, scambio, in stile sinodale, che partirà dai temi che sono stati al centro della 49^ Settimana sociale dei cattolici italiani, celebrata a Taranto alla fine di novembre 2021. La recrudescenza del covid ha costretto a far slittare questo appuntamento, originariamente previsto a febbraio, ma la qualità dei temi resta attuale.

“Il pianeta che vogliamo. Ambiente, lavoro, futuro: tutto è connesso” era il tema che ha guidato i lavori della Settimana sociale di Taranto e sarà il tema che farà da trama anche all’assemblea sinodale di questa domenica. Ad approfondirlo è stato chiamato don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, che offrirà gli spunti per i lavori di gruppo che seguiranno il suo intervento. I lavori di gruppo saranno incentrati sul tema delle buone pratiche da trovare, partendo prima di tutto, dalle relazioni da risanare.

Prima, però, i delegati a Taranto delle due Diocesi (Marco Franci, don Lorenzo Pasquotti, Susanna Scifoni e Alessandro Corina) racconteranno, in tre minuti ciascuno, che cosa è stata l’esperienza pugliese. Dopo i gruppi ci sarà un lavoro di restituzione assembleare, mentre a tirare le somme sarà il vescovo Giovanni, che poi guiderà la preghiera conclusiva della giornata, intorno alle 18.45.

Il ritrovo a Nomadelfia è per le 15, per l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti. Alle 15.45 è prevista la preghiera iniziale. Per bambini e ragazzi sarà attivo un servizio di animazione a cura della pastorale giovanile diocesana, che farà lavorare i più piccoli su alcuni aspetti che saranno affrontati dagli adulti.

Per facilitare l’organizzazione è suggerita l’iscrizione a info@diocesidigrosseto.it, ma naturalmente la partecipazione potrà avvenire anche senza essersi precedentemente iscritti.

Passeggiata all’eremo: i giovani sui sentieri di San Guglielmo in chiave #sinodale

Sciolte le ultime riserve, il cammino dei giovani verso l’eremo Malavalle si fa. Dopo un anno di fermo. Si chiamerà «6^ passeggiata all’eremo…in preghiera con san Guglielmo».

L’appuntamento è per domenica 13 febbraio, immediatamente successiva alla festa liturgica del santo, che ricorre il 10.

La partenza sarà da Tirli, altro luogo importante per la conoscenza di Guglielmo (lì il
venerabile p. Giovanni da Batignano fondò un convento di Agostiniani provenienti dall’Eremo di Malavalle), fino, appunto, all’eremo di Malavalle, dove il santo visse gli ultimi anni della sua vita e dove morì tra il 9 e il 10 febbraio 1157.

“Vorremmo vivere questa giornata come momento di ascolto sinodale, così che quelle
realtà giovanili che già stanno camminando su queste tematiche continuino a farlo e chi non ha avuto modo o non riesce, possa viverlo almeno in questa occasione”
, dicono dall’equipe diocesana di pastorale giovanile.

IL PROGRAMMA

alle 10.30 i giovani pellegrini si ritroveranno a Tirli, presso la chiesa di Sant’Andrea apostolo e consumeranno una semplice colazione insieme. Nel frattempo coloro che hanno i mezzi li porteranno a Castiglione della Pescaia, in località Val di loro, alla sbarra da cui inizia il percorso verso l’eremo.

Alle 11.30 inizierà la passeggiata dalla chiesa parrocchiale di Tirli dove sono custodite alcune reliquie di san Guglielmo.

Pranzo al sacco nel bosco.

Alle 15.00 circa arrivo all’eremo di Malavalle. Lì sarà celebrata la Messa, presieduta dal vescovo Giovanni. Al termine i ragazzi scenderanno liberamente alla sbarra e riprenderanno le auto.

“Dentro i nostri giorni” parla del Sinodo. Puntata del 18 gennaio 2022

Un approfondimento sul cammino sinodale della Chiesa italiana, che anche nella diocesi di Grosseto è entrato nel vivo. Parlano alcuni dei laici chiamati dal vescovo Giovanni a far parte dell’equipe di animazione e parla il vicario generale della diocesi, don Paolo Gentili

In questo video la puntata di “In Cammino”, trasmissione di approfondimento di Tv2000 sul Sinodo della Chiesa italiana.

La puntata è andata in onda martedì 12 gennaio alle 19.30. Tema: “Il punto sul cammino sinodale”.  Ospiti: don Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale e Don Paolo Gentili, vicario generale della nostra diocesi.

https://www.tv2000.it/incammino/2022/01/12/giugliano-quando-il-sinodo-entra-in-parrocchia/

Sinodo, la Diocesi protagonista su Tv2000 a “In cammino”

La diocesi di Grosseto sarà protagonista, mercoledì 12 gennaio alle ore 19.30, della nuova puntata di “In cammino”, striscia quotidiana di approfondimento in onda su Tv2000, per raccontare, appunto, il cammino verso il Sinodo che la Chiesa italiana ha imboccato. Proprio domenica scorsa il vescovo Giovanni ha presieduto una Messa nella cattedrale di Grosseto, nella quale ha conferito mandato ufficiale alle due equipe da lui istituite – una per Grosseto, una per Pitigliano-Sovana-Orbetello – per animare il cammino sinodale tra le parrocchie, i movimenti, le realtà territoriali.
Di questo si occuperà anche la puntata di “In cammino”, di cui sarà ospite, in collegamento, don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto, che racconterà il percorso avviato sul territorio. Conduce Enrico Selleri

L’omelia del vescovo Giovanni per il mandato alle equipe sinodali

Nel pomeriggio di domenica 9 gennaio 2022 – festa del Battesimo del Signore – il vescovo Giovanni ha presieduto, in cattedrale, una solenne concelebrazione con clero e fedeli delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, nel quale ha conferito il mandato alle due equipe diocesane chiamate a curare l’animazione delle parrocchie sul Sinodo.

Nell’occasione ha pronunciato questa omelia:

In questo anno, la nostra celebrazione del Battesimo del Signore, che è il secondo grande momento della festa dell’Epifania, cioè della manifestazione – ai magi a Betlemme, sul fiume Giordano la prima manifestazione della SS. Trinità – per le diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello segna anche un mandato speciale, solenne per l’inizio del cammino sinodale. Un primo momento, maggiormente espresso nella preghiera, lo abbiamo già fatto a Montenero, quando le due comunità diocesane unite nel pellegrinaggio dalla Patrona della Toscana – la Madonna di Montenero, appunto – vissero quel momento come inizio del cammino del Sinodo stesso, che la Chiesa italiana e non solo è chiamata a fare.

Saluto in maniera particolare il vescovo Rodolfo, i sacerdoti di Pitigliano e Grosseto e le due commissioni delle due diocesi, che dovranno aiutarci a camminare insieme, dovranno aiutarci a fare sinodo, perché questa parola non rimanga vuota o esprima solo un desiderio, ma cerchi di concretizzarsi nel cammino che durerà quanto durerà. Sì, è vero, ci sono state poste delle date, però credo che dobbiamo prendercela anche con molto respiro interiore se vogliamo realizzare qualcosa.

Cari fratelli e sorelle di queste due commissioni, nel salutarvi vi affido questo compito come Vescovo; ve lo affido camminando insieme con voi, non dicendo “Fate”, mentre io approvo o disapprovo…sarebbe andare completamente fuori strada. Io devo e voglio camminare con voi e condividere con voi le tappe di questo cammino, che ora non sto a esemplificare. Voglio solo affidarvi tre brevi considerazioni.

  1. La prima viene dal momento che stiamo vivendo. Tutti abbiamo la preoccupazione molto forte della salute nostra, di quella dei nostri confratelli e consorelle, dei nostri cari, dei nostri concittadini. Potrebbe, allora, sembrare quasi inutile, se la preoccupazione è questa, pensare a tanti dialoghi, a tanti incontri – che forse potremo fare solo in forma ridotta – e l’invito a concentrarsi su questo momento molto particolare che viviamo. Ecco, io credo che questo non lo dobbiamo fare. Anzi, dobbiamo sfruttare questo momento, di cui tutti faremmo volentieri a meno, ma che c’è! Bisogna essere realisti, non si può far finta che non ci sia! C’è e noi dobbiamo ricavarci qualcosa, se non di positivo, perlomeno di utile. Altrimenti lo subiremmo e basta; altrimenti ci sentiremmo schiacciati e basta. Dobbiamo ricavarci qualcosa, anche in ordine al Sinodo che siamo chiamati a celebrare.

Che cosa? E’ stato detto – ed è diventato quasi uno slogan – che siamo tutti sulla stessa barca. E’ vero! Allora il Sinodo non ci pone una classe di maestri – che saremmo noi -; una classe di addetti ai lavori – che saremmo noi – ed il resto della gente, se vuole partecipare. No, ci siamo dentro tutti e le preoccupazioni del popolo italiano sono le mie preoccupazioni, sono le nostre preoccupazioni. In questo senso possiamo ricavarci qualcosa, proprio perché i nostri discorsi non siano teorici, ma entrino nella carne viva – e in questo caso sofferente – mia e vostra e della nostra gente. Ecco, questo lo possiamo fare: fare discorsi e tenere atteggiamenti molto concreti e veri, perché capaci di penetrare nella carne viva di ciascuno.

2. Allora, ed è il secondo aspetto che vorrei sottolineare, non c’è necessità di dare dei programmi; è la vita che ci mette davanti i temi. A noi saperli intercettare, saperli ascoltare. Non una organizzazione di un convegno, ma l’ascolto della vita così come è, coi suoi fatti positivi, coi suoi fatti negativi, certamente coi suoi fatti problematici. Così possiamo sentirci dentro e non parlare di cose lontane.

Un rimprovero che talvolta viene fatto alla Chiesa – e qui lascio alla vostra considerazione se sia fondato o meno – è che essa pensa per sé, pensa alla propria organizzazione, alle proprie opere, alla propria struttura.

Ce lo meritiamo questo rimprovero? Ognuno dia la sua risposta. Certamente il pericolo c’è, ma la situazione attuale ci spinge fuori, ci spinge lungo le strade concrete, per incontrare noi stessi e gli altri.

3. Se, allora, non esistono più di tanto delle regole organizzative – qualcosa evidentemente è necessario, bisogna tenere a mente la terza cosa che vorrei dirvi: noi dobbiamo camminare, sì, insieme, ma prima di tutto dobbiamo camminare col Signore Gesù. Il sinodo non lo facciamo io e voi; il Sinodo lo facciamo il Signore Gesù, io e voi! Se lo dimentichiamo – Dio non voglia – o lo diamo per scontato o per ovvio, ma non facciamo – perdonate l’espressione – i conti con Lui, allora faremmo solo una cosa organizzativa, che probabilmente lascerebbe il tempo che trova. Avremmo perso un’ottima occasione.

Ora questi “conti” con Lui li vogliamo fare insieme!

Quante volte l’ho detto, lo ripeto a me stesso e lo ripeto – si può dire – a ogni occasione che mi si offre: se qualcuno mi domandasse “chi è Gesù di Nazareth?”, cosa gli risponderei? Gli risponderei con qualche formula del catechismo? Per sentito dire? Oppure risponderei: “per me il Signore Gesù è…. Ha questa caratteristica… . Con me convive così…”? E’ questo che non dobbiamo dimenticare. Possiamo aiutarci insieme a farlo ed è quello che la Chiesa ci chiede in questo cammino.

Concludo consegnando, allora, due parole della Scrittura che ci accompagnino:

-la prima catechesi di san Pietro: “Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha resuscitato quel Gesù che voi avete crocifisso” (At 2,36)

E’ l’annuncio irrinunciabile: da qualsiasi parte si voglia cominciare, bisognerà – quando Dio vorrà – arrivare qui. Non parlo di me, di te, della struttura della Chiesa; parlo di Lui!

-l’altro passo, sempre dagli Atti degli apostoli, molto noto e citatissimo, ma non per questo meno importante: “Erano assidui alla preghiera comune, allo spezzare il pane, all’unione fraterna” (cfr At 2,42-43)

Questi elementi di vita li vogliamo ritrovare anche nelle nostre comunità, nelle nostre due Chiese. Il Signore lo conceda a tutti noi.

Amen!

+Giovanni

Cammino Sinodale: domenica 9 gennaio Messa e mandato alle equipe diocesane

Il cammino sinodale della Chiesa italiana è iniziato a metà ottobre. La nostra Diocesi lo ha aperto ufficialmente a Montenero, assieme alla Chiesa sorella di Pitigliano-Sovana-Orbetello e da quel momento è iniziato il lavoro sottotraccia di impostazione del percorso, secondo gli input arrivati, strada facendo, dalla Cei.

A novembre, poi, il vescovo Giovanni ha istituto un’equipe diocesana di animazione, nominando don Paolo Gentili e Carla Guida referenti presso la Cei. L’equipe ha iniziato il suo lavoro e adesso il Vescovo, con un gesto ufficiale, intende conferire ad essa il mandato per il compito che la attende: essere di stimolo alle parrocchie e all’intera comunità territoriale perché si lasci coinvolgere dal cammino sinodale che il Papa ci chiede di fare.

Così domenica 9 gennaio – festa del Battesimo del Signore, che chiude il tempo liturgico di Natale – alle ore 18 il vescovo Giovanni celebrerà la Messa in cattedrale per dare avvio ufficiale a questo percorso. E come segno di sinodalità, la Messa vedrà presenti clero e fedeli della diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

La concelebrazione sarà trasmessa in diretta anche su Tv9.

Nel corso della Messa il Vescovo benedirà le equipe sinodali delle due diocesi. “L’andamento della pandemia sconsiglia di spingere a presenze massicce – dicono don Paolo Gentili e l’equipe diocesana – tuttavia invitiamo tutti ad unirsi nella preghiera e a seguire almeno attraverso la tv, che ringraziamo di questo servizio ulteriore, perché attorno all’Eucaristia può mettere davvero radici il cammino che siamo chiamati a fare dentro questo tempo che continua a provocarci e a chiederci sguardi e parole di Vangelo”.

C’è tempo, invece, fino al 15 gennaio per riconsegnare, compilata, la scheda che è stata diffusa nelle parrocchie nei giorni di Natale.  L’obiettivo è interpellare coloro che vivono la vita della parrocchia, cercando di coinvolgere più persone possibile. La scheda contiene una introduzione, una preghiera e poi alcuni spunti intorno ai quali viene chiesto ad ogni fedele di scrivere la propria riflessione. Una volta compilata, la scheda potrà essere riconsegnata nella propria parrocchia (nelle modalità che ogni parroco deciderà) oppure inviata via email a info@diocesidigrosseto.it. Per coloro che non la avessero ricevuta in parrocchia, ma desiderassero fornire il loro contributo di idee, la scheda può essere scaricata anche qui sotto.

Al via l’ascolto nelle Parrocchie: distribuzione della prima scheda

Con il tempo di Natale entra nel vivo, in Diocesi, la fase di ascolto a livello di parrocchie.

Il 15 dicembre, in occasione dell’incontro del clero, ai sacerdoti sono stati consegnati la scheda esemplificativa preparata dalla Cei per un percorso di consultazione nelle parrocchie. L’obiettivo è interpellare coloro che vivono la vita della parrocchia, cercando di coinvolgere più persone possibile.

«La parrocchia – si legge nella scheda – resta ancora nel nostro Paese, nonostante le crescenti difficoltà, la forma più efficace per esprimere il radicamento della Chiesa nel territorio e la vicinanza della comunità cristiana alla vita quotidiana delle persone».

Questa scheda vuol essere uno strumento di lavoro per i parroci per avviare nelle loro comunità un percorso di ascolto,
con indicazioni metodologiche, nuclei tematici e domande per favorire l’ascolto.

«A livello diocesano, poi, è stata elaborata una prima scheda – spiega don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi e referente diocesano presso la Cei, assieme alla signora Carla Guida, per il cammino sinodale – che abbiamo chiesto ai parroci di distribuire ai fedeli durante le Messe del Natale. Può essere, infatti, l’occasione per coinvolgere persone che magari frequentano la chiesa solo occasionalmente, ma ai quali desideriamo far giungere il messaggio che ci stanno a cuore e ci teniamo al loro punto di osservazione».

La scheda contiene una introduzione, una preghiera e poi alcuni spunti intorno ai quali viene chiesto ad ogni fedele di scrivere la propria riflessione. Una volta compilata, la scheda potrà essere riconsegnata nella propria parrocchia (nelle modalità che ogni parroco deciderà) oppure inviata via email a info@diocesidigrosseto.it.

Il termine è il 15 gennaio prossimo.

La scheda è scaricabile anche qui sotto

Cammino sinodale: nominata l’equipe di animazione diocesana

Prende corpo, in Diocesi, la fase più operativa del cammino sinodale della Chiesa italiana, che si innesta nel più grande percorso aperto da papa Francesco il 10 ottobre scorso, del Sinodo di tutta la Chiesa proprio sul tema della sinodalità.

A fine novembre il vescovo Giovanni ha partecipato, a Roma, all’assemblea della Cei, che si è dedicata specificamente ai nuclei essenziali del Sinodo. Nel frattempo, a Grosseto, il vicario generale don Paolo Gentili, ha presieduto la riunione con la quale si è insediata l’equipe sinodale, che avrà il compito, in Diocesi, di animare e tenere desta l’attenzione delle parrocchie, dei movimenti, delle realtà associative e – più in generale – di tutto un popolo sul cammino che la Chiesa sta provando a compiere.

La Cei ha chiesto che ogni Diocesi nomini due referenti locali del cammino sinodale: il vescovo Giovanni ha affidato questo compito allo stesso vicario generale, don Paolo, e a una laica, Carla Guida, che curerà più specificamente anche il servizio di segreteria.

Nel contempo, il Vescovo ha nominato anche l’equipe diocesana, che si è insediata giorni fa in occasione di un incontro di oltre due ore, che si è tenuto nei locali della parrocchia Madre Teresa di Calcutta e che è stato, esso stesso, un primo “assaggio” di sinodalità, fatto di esperienze diverse che si sono incontrate, di condivisione e di pianificazione.

“La scelta dei membri dell’equipe – spiega don Paolo – non è stata tanto per rappresentanza, ma di taglio esistenziale e vocazionale. Si è cercato di sottolineare alcune presenze, in una Chiesa a maglie larghe nella quale qualcuno porta più la tonalità della memoria, altri portano più la tonalità del futuro, ma siamo tutti intorno al Vangelo che ci guida. Abbiamo, così, il parroco più longevo della nostra diocesi, don Giovanni Tumiatti, 90 anni, che è anche quello più appassionato al tema del Sinodo e l’ultimo sacerdote ordinato, che è don Andrea Pieri, 27 anni. E poi religiosi, laici coinvolti in varie realtà ecclesiali, una giovane coppia, due laici cattolici impegnati nella vita pubblica. Siamo, infatti, abbastanza speranzosi che si possa far politica vera, senza essere imbrigliati solo in logiche di parte. Si tratterà – continua don Paolo – di camminare insieme”.

Oltre, dunque, a don Paolo Gentili e a Carla Guida, fanno parte dell’equipe sinodale diocesana Bianca Martone, docente religione e responsabile dell’Ordine francescano secolare (Ofs) di S.Lucia; Giacomo D’Onofrio, direttore dell’ufficio diocesano per le comunicazioni; don Giovanni Tumiatti, parroco di Buriano; don Andrea Pieri, vice parroco di Ribolla- Roccatederighi e assistente diocesano Acr; Susanna e Raffaele, giovane coppia di sposi di Nomadelfia impegnati anche nel servizio diocesano di pastorale giovanile; fr. Gabriele Maria Monnanni, religioso francescano e parroco di San Francesco; Marco Rossi, presidente dell’Azione Cattolica; suor Angela e suor Margherita, religiose della nuova comunità che vive a Casa Myriam a Marina di Grosseto; don Marjan Gjini, parroco della Madre Teresa e vicario della zona pastorale urbana; Rita Bernardini e Giacomo Cerboni, quali laici cattolici impegnati nella vita pubblica. Entrambi sono consiglieri comunali; Edoardo Borgia, giovane imprenditore e presidente Unitalsi, per portare dentro il cammino sinodale la dimensione della sofferenza e della malattia, ma anche l’attività agricola che da sempre connota questa terra. Infine Martina Piras, per la zona pastorale collinare-costiera e Roberto Catarsi per la zona Ombrone-Bruna.

Per facilitare il cammino, oltre all’equipe diocesana saranno chiesti alle Parrocchie degli animatori di ogni singola comunità, “che possano un po’ muovere questa attenzione nelle cose che già si fanno, perché diventino risposte al Sinodo”.

La prima fase sarà quella di favorire l’ascolto, individuando modalità che lo facilitino. “Ci sarà tempo fino ad agosto per poi restituire alla Cei, che a sua volta manderà una sintesi della Chiesa italiana alla segreteria del Sinodo, le sollecitazioni che ci arriveranno dal basso, cioè dalla Chiesa diocesana”. In che modo favorire l’ascolto e creare occasioni che lo stimolino sarà compito dell’equipe sinodale individuare i percorsi più adatti e più capaci di coinvolgimento.
“Un punto fondamentale del percorso del sinodo non sarà raddoppiare le iniziative, le cose da fare, gli impegni, ma vivere in stile sinodale, cioè con una maggiore ambizione di comunione, quello che si fa e gli eventi che ci saranno. Sinodo è camminare insieme, è cioè la comunione che nasce dall’esperienza con Gesù”.

Il video dell’intervento con cui il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, ha aperto, a Roma, martedi 23 novembre, i lavori della seconda giornata della 75ª Assemblea Generale Straordinaria che ha visto riuniti a Roma, fino a giovedì 25 novembre, oltre 210 Vescovi italiani. 

Il Sinodo, la Diocesi, la Parrocchia e i laici. Relazione di Mons. Mario Meini vescovo di Fiesole

Dove inizia il cammino sinodale? Dall’ascolto del popolo, perché «quel che riguarda tutti deve esser trattato da tutti». E’ questo un passaggio essenziale della meditazione che il vescovo di Fiesole, Mario Meini, ha offerto al clero della diocesi di Grosseto, riunito al Monastero di Siloe il 28 ottobre 2021, per una giornata di formazione.

Mons. Meini ha offerto una riflessione storica e di fede «per renderci conto – ha detto – che se il cammino
sinodale deve esserci dipende dalla nostra mente e dal nostro cuore». E ha passato in rassegna alcuni passaggi che dal 2015 ad oggi hanno preparato il terreno al percorso sinodale, ma che soprattutto sono serviti al Papa per riaffermare con forza che Chiesa e Sinodo sono due sinonimi. Se Sinodo, infatti vuol dire «cammino insieme», come può la
Chiesa dirsi sinodale se non fa effettiva e concreta esperienza, nella ferialità della vita delle parrocchie, di questo cammino insieme, sulla strada?