Il video dell’intervento con cui il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, ha aperto, a Roma, martedi 23 novembre, i lavori della seconda giornata della 75ª Assemblea Generale Straordinaria che ha visto riuniti a Roma, fino a giovedì 25 novembre, oltre 210 Vescovi italiani. 

Il Sinodo, la Diocesi, la Parrocchia e i laici. Relazione di Mons. Mario Meini vescovo di Fiesole

Dove inizia il cammino sinodale? Dall’ascolto del popolo, perché «quel che riguarda tutti deve esser trattato da tutti». E’ questo un passaggio essenziale della meditazione che il vescovo di Fiesole, Mario Meini, ha offerto al clero della diocesi di Grosseto, riunito al Monastero di Siloe il 28 ottobre 2021, per una giornata di formazione.

Mons. Meini ha offerto una riflessione storica e di fede «per renderci conto – ha detto – che se il cammino
sinodale deve esserci dipende dalla nostra mente e dal nostro cuore». E ha passato in rassegna alcuni passaggi che dal 2015 ad oggi hanno preparato il terreno al percorso sinodale, ma che soprattutto sono serviti al Papa per riaffermare con forza che Chiesa e Sinodo sono due sinonimi. Se Sinodo, infatti vuol dire «cammino insieme», come può la
Chiesa dirsi sinodale se non fa effettiva e concreta esperienza, nella ferialità della vita delle parrocchie, di questo cammino insieme, sulla strada?

Vie sinodali per la nostra Chiesa: la meditazione del vescovo Giovanni

“Vengo dall’aver ricevuto, sono felice di aver ricevuto e voglio consegnare questa fede e questa esperienza a chi verrà dopo di me”. È la chiave con cui il vescovo Giovanni ha invitato a vedere la Chiesa. Non come un’organizzazione, ma davvero come un popolo, che di generazione in generazione, racconta Cristo e il suo Vangelo. E come lo racconta? Con un elemento che per il Vescovo è essenziale: la gioia. Lo ha detto con forza parlando ad oltre 250 laici che mercoledì 15
settembre sono intervenuti all’ultima delle tre giornate diocesane di formazione, rivolte al clero e al laicato, sul tema: «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione».

“Se qualcuno mi dicesse “Chi è Gesù?”, cosa gli risponderei? – ha domandato il vescovo Giovanni alle tante persone
presenti – Questa domanda, tante volte in maniera impropria, tante volte – perché no? – in maniera maleducata,
tante volte in maniera che forse non riusciamo neanche ad afferrarla, ci viene fatta. Chi è Gesù di Nazareth? E noi
dobbiamo saper rispondere”.

“Per una Chiesa sinodale, ripartire dalle relazioni”, la riflessione del prof. Tonino Cantelmi

La pandemia ha reso le nostre relazioni più crudeli o più buone? E qual è il sentimento che oggi prevale? La percezione, il clima che respiriamo attorno a noi ci fanno sembrare peggiorati i nostri rapporti interpersonali. Ci scopriamo più individualisti, perfino più crudeli.
Eppure papa Francesco continua a ripeterci – da quella storica sera del 27 marzo 2020 in una solitaria piazza San Pietro – che siamo tutti sulla stessa barca. E dunque, che fare? Noi cristiani come «guarire» tante relazioni ferite? Come fare della misericordia e del perdono esperienze umane, oltre che spirituali, capaci di sanare davvero?
Tanti interrogativi e sollecitazioni quelli consegnati dal professor Tonino Cantelmi alle oltre 250 persone che lo hanno ascoltato il 14 settembre 2021 in occasione della seconda delle tre giornate diocesane di formazione, nel «chiostro» della parrocchia Madre Teresa.

Psichiatra, diacono permanente della diocesi di Roma, presidente dell’associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, Cantelmi è, prima di tutto, uno sposo e un padre che come tutti noi ha cercato di decifrare questo
tempo complesso – da lui definito “tempo sospeso” – della pandemia.

“Per una Chiesa sinodale”: la meditazione di don Luca Mazzinghi

In quale Dio crediamo? Nel tappabuchi o nel Dio della Bibbia?» E noi «dove siamo? Che cosa ne è di noi?» Interrogativi tanto impegnativi, ma decisivi per decifrare nella fede questo tempo della storia. Sono quelli rimbombati nelle orecchie e nel cuore delle oltre 200 persone che lunedì 13 settembre hanno partecipato alla prima delle tre Giornate diocesane di formazione, rivolte al clero e al laicato, per avviare questo nuovo anno pastorale.

«Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione» il tema che ha funto da filo conduttore, declinato, poi, da differenti voci, che hanno accentuato aspetti specifici. Gli interrogativi, consegnati nella prima giornata da don Luca Mazzinghi – sacerdote fiorentino, biblista, docente alla Gregoriana e membro della Pontificia Accademia di teologia – sono il presupposto essenziale affinché come comunità cristiana si possa tornare ad essere significativi.

Quello di don Mazzinghi non è stato, infatti, un intervento generico, ma fondato e radicato nella Parola di Dio, senza la quale potremo parlare per giorni su come rilanciare la pastorale senza venire a capo di nulla.

“Per una Chiesa sinodale”: video di approfondimento sulle tre giornate diocesane di formazione

“Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. E’ stato questo il filo conduttore delle tre giornate diocesane di formazione (13-14-15 settembre 2021), rivolte al clero e al laicato, per avviare questo nuovo anno pastorale. In questa puntata di Dentro i nostri giorni le interviste al vescovo Giovanni e ai relatori delle tre giornate

Sinodalità: «ritrovando il senso di comunità, ciascuno potrà trovare in pienezza la propria dignità»

Pubblichiamo l’articolo scritto da don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi, per le pagine diocesane di Toscana Oggi, in vista delle tre giornate di formazione per laici e clero (13-15 settembre 2021), che hanno introdotto il cammino sinodale.

«In questo anno contrassegnato dall’isolamento e dal senso di solitudine causati dalla pandemia (…) abbiamo capito che non possiamo fare da soli e che l’unica via per uscire meglio dalle crisi è uscirne insieme – nessuno si salva da solo, uscirne insieme –, riabbracciando con più convinzione la comunità in cui viviamo»[2].

Così, Papa Francesco, in un incontro con l’Ufficio Catechistico della CEI all’inizio di questo anno esortava a «incominciare un processo di Sinodo nazionale (per l’Italia), comunità per comunità»[3].

Per le Chiese della Maremma questo cammino sinodale ha un terreno fertile nell’opportunità che ci è stata consegnata dallo Spirito il 19 giugno scorso, quando le diocesi di Pitigliano – Sovana – Orbetello e quella di Grosseto sono state unite in persona Episcopi, nell’unico Pastore che è il Vescovo Giovanni. Sarà quindi proprio la sinodalità il tema centrale di alcuni giorni di formazione per laici e sacerdoti che si ritroveranno presso la Chiesa di Madre Teresa di Calcutta, per riflettere su ciò che alimenta la comunione tra di noi, nella forza del Vangelo.

Lunedì 13 settembre al mattino sarà don Luca Mazzinghi, un rinomato biblista fiorentino, a parlare ai sacerdoti sul tema: «“Tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge” (cfr. Neemia 8,3) – L’itinerario sinodale nello stile di Emmaus: la Bibbia posta in mano al popolo di Dio».

È proprio la Parola di Dio infatti che, generando la conversione del cuore, muove verso l’altro e oltre ogni barriera fa fiorire la comunione. È l’esperienza della comunità apostolica che supera le paure e le divisioni e, a partire dal dialogo con Gesù a Emmaus, torna a Gerusalemme per vivere la fraternità dono del Risorto.

Nel pomeriggio di lunedì 13 alle ore 18.00 il Prof. Mazzinghi incontrerà laici e sacerdoti insieme sul tema: «”Per i tuoi santi c’era una luce grandissima” (cfr. Sap 18,1) – Attraversare il deserto della pandemia, guidati dalla Parola». Gli ultimi due anni pastorali sono trascorsi, per le restrizioni del Covid, in una sorta di asfissia spirituale e si avverte l’impellente necessità di momenti in cui ristorare gli animi con il balsamo vivificante della Parola di Dio.

Martedì 14 settembre al mattino sarà  S. Ecc. Mons. Giovanni Roncari ad illuminare i sacerdoti sul tema: «”Sinodo è il nome della Chiesa” (cfr. San Giovanni Crisostomo): in cammino verso il Sinodo della Chiesa Italiana». Ai singoli Pastori infatti è consegnata la responsabilità di esortare il Popolo a rinnovare un’adesione al Vangelo che produca frutti di fraternità.

Spesso è proprio la gioia che traspare in chi ha incontrato Gesù ad attrarre verso la comunità cristiana. Oggi si tratta di superare un certo muro di indifferenza nell’annunciare il kerigma, la buona notizia della salvezza, a chi crede di conoscerla già. Saranno solo comunità gioiose quelle che potranno incantare gli uomini e le donne di oggi, con il fascino della comunione fraterna.

Nel pomeriggio di martedì 14 alle ore 18.00 il Prof. Tonino Cantelmi, Presidente dell’Associazione psicologi e psichiatri cattolici, sposo e padre di 6 figli, incontrerà laici e sacerdoti sul tema: «”Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (cf. 1Gv 4,19) – psicologia del perdono e psicologia della compassione, per andare oltre la rivalità e tessere relazioni umane ed ecclesiali di comunione».

C’è infatti una violenza che serpeggia nei linguaggi, in particolare del web, che non fa crescere il tessuto sociale ed ecclesiale. I cristiani, impregnati di Vangelo, sono chiamati invece ad essere l’anima vivificante di itinerari di riconciliazione.

L’ultima mattinata i sacerdoti la dedicheranno a questioni pratiche della vita ecclesiale, mentre mercoledì 15 settembre alle ore 18.00 Mons. Roncari parlerà a laici e sacerdoti insieme sul tema: «”Il nostro desiderio di vivere il Vangelo e di essere fratelli e sorelle” 1 : vie sinodali per le diocesi di Grosseto e di Pitigliano – Sovana – Orbetello». A partire infatti dalla preghiera alla Madonna delle Grazie che il Vescovo Giovanni ha consegnato al Popolo di Dio, in occasione del suo ingresso a Grosseto, rifletteremo sulle vie concrete del nostro cammino sinodale.

Queste giornate di formazione, che saranno vissute nel pieno rispetto del distanziamento e delle precauzioni dovute alla pandemia, potranno risultare un’iniezione preziosa di fiducia per la ripartenza delle nostre comunità cristiane, irrigate dal Vangelo.


[1] Papa Francesco, Discorso ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Ufficio Catechistico della CEI, Città del Vaticano, sabato 30 gennaio 2021.

[2] Cfr. Papa Francesco, Discorso ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Ufficio Catechistico della CEI, Città del Vaticano, sabato 30 gennaio 2021.

[3] Papa Francesco, Discorso ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Ufficio Catechistico della CEI, Città del Vaticano, sabato 30 gennaio 2021.

Sinodo: le attese di laici e preti

Camminare insieme. Questo il significato della parola Sinodo, il percorso avviato dalla Chiesa italiana e dalla Chiesa universale, che il Papa ha inaugurato domenica 10 ottobre con una Messa in San Pietro.

Le Chiese di Grosseto e Pitigliano hanno anticipato i tempi aprendo simbolicamente il cammino sinodale sabato 9 ottobre a Montenero.

Ma quali sono le aspettative di laici e sacerdoti per questo percorso che si apre e che vedrà proprio il livello diocesano come primo ambito nel quale sviluppare il confronto? Le attese e le considerazioni in questa puntata di “Dentro i nostri giorni”

Cos’è il Sinodo? La relazione di mons. Bulgarelli, sottosegretario Cei

Discernimento, corresponsabilità, «umiltà dei preti nel capire che non tutte le cose possono dipendere da loro, soprattutto nella complessità di questo mondo», ma anche «umiltà dei laici nel capire che, sì, possono avere una lettura importante su certe cose, che però deve essere coniugata insieme a tanti altri modi di vedere e tante
altre esperienze». Essere Chiesa sinodale, più che fare il Sinodo, è questo e molto di più. Lo ha ben descritto don Valentino Bulgarelli, sottosegretario della Cei e direttore dell’ufficio catechistico nazionale, che sabato 16 ottobre a Grosseto, per guidare un momento di formazione e di riflessione sul Sinodo. Don Bulgarelli è stato ospite della parrocchia Maria SS. Addolorata, che lo ha invitato ad animare la prima delle due giornate che la parrocchia dedica alla formazione degli operatori pastorali.

Mons. Bulgarelli, 53 anni, è sacerdote dell’arcidiocesi di Bologna e dottore in Teologia biblica. È preside della Facoltà teologica dell’Emilia- Romagna.

9 ottobre: le diocesi di Grosseto e Pitigliano hanno aperto simbolicamente il cammino sinodale a Montenero

Le diocesi di Grosseto e Pitigliano-Sovana-Orbetello hanno aperto insieme, in modo simbolico, al santuario di Monteneroil cammino sinodale che coinvolgerà, nel prossimo triennio, tutta la Chiesa italiana. In anticipo rispetto alla data indicata dalla Cei, le due Chiese unite nella persona del medesimo vescovo, si sono ritrovate dinanzi alla Patrona della Toscana per quello che tradizionalmente, da decenni, è per entrambe il gesto con cui iniziare il cammino di un nuovo anno pastorale: il pellegrinaggio fino a Montenero. Lo hanno fatto insieme, attorno al vescovo Giovanni, accompagnati da oltre trenta sacerdoti.

La prima fase del Sinodo (2021-2023) mette al centro proprio la consultazione a livello diocesano ed è per questo che il vescovo Giovanni ha desiderato che l’apertura simbolica di questo cammino avvenisse in occasione del pellegrinaggio a Montenero, che ha visto convergere insieme oltre 400 fedeli delle due diocesi maremmane.

“Insieme”, d’altra parte, è l’espressione che più ritorna, in questi mesi, nelle parole del vescovo Roncari. Che anche a Montenero, nell’omelia pronunciata durante la Messa celebrata nell’aula mariana del santuario retto dai monaci Vallombrosani, è tornato su questo termine. A Maria “madre e maestra” ha voluto affidare il cammino che simbolicamente si è aperto a Montenero. “Portiamo all’altare – ha detto – le nostre Chiese, le nostre comunità parrocchiali, i nostri territori dove insieme ci sforziamo di vivere la vita cristiana”. E per sé il vescovo Giovanni ha chiesto alla Madonna “di essere sempre al servizio della Chiesa e di consumare la mia esistenza per il popolo che mi è affidato”. Ha poi voluto sottolineare due aspetti del cammino sinodale.

“Il primo – ha sottolineato – ci è richiesto dalla natura stessa del Sinodo e dalla logica del camminare insieme: creare relazioni vere, autentiche fra noi. Vuol dire conoscersi, apprezzarci nei doni che Dio ha fatto a ciascuno”. E citando l’apostolo Paolo (noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo), ha precisato: “La prima condizione per poter creare delle vere relazioni tra noi è sentirsi in pace con se stessi. Non una pace purchè sia o che nasce da una coscienza che sta zitta. La pace che nasce dall’essere in comunione con Dio, ha come conseguenza una autostima profonda perché si riconosce nella nostra vita personale la presenza di Dio”.

Il secondo aspetto sottolineato dal vescovo Giovanni è l’impegno, attraverso il Sinodo, “a trovare, insieme, nuove strade, nuovi linguaggi, nuovi atteggiamenti per portare il Vangelo alla generazione di oggi. Non si tratta – ha chiarito – di trovare trucchi, escamotage o parole che impressionino, ma parole giuste, adatte, profonde per poter parlare del Signore Gesù”.