Settimana Santa 2026

Chiedere Risurrezione: trasformare i blocchi di inciampo in blocchi di partenza

L'omelia del vescovo Bernardino nella domenica in resurrectione Domini

Buona Pasqua, ce lo diciamo di nuovo, tutta l’Eucaristia il Signore è risolto, il Signore è risolto. Facile dirlo o no? Facile condividerlo? L’esperienza di Giovanni vide e credete, non è immediato o no. Non ha una situazione in cui quel credere metto fiducia in quello che sta accadendo e che sta succedendo.

L’esperienza della nostra fede non è solo un conoscere determinate cose, Cristo è risolto, ma credere che Cristo è risolto cambia la prospettiva ed è una bella provocazione questa. Tra l’altro il Vangelo non parla di Gesù che appare, la Chiesa è saggia in questo momento perché non ci presenta un Gesù che appare come lo vedremo nelle altre domeniche in cui io sono con voi, pace a voi, già il Vangelo di questa sera entra in quest’ottica, ma non si parla e non c’è la presenza di Gesù che appare in questo Vangelo, ma è l’esperienza dei discepoli che andando alla tomba vedono che è vuota, vide e credete, non è immediato. Posso fare anche un esempio in questo, noi possiamo conoscere bene una persona, quel vide, mi fido di quella persona, non è immediato o no, posso conoscere molto bene il mio vicino di casa, mi fido del mio vicino di casa, cioè dargli le mie chiavi di casa, vedo degli sguardi qui, un po’ sì, un po’ no, cioè il vide e credete entra nell’ottica che credo, certo che il credere presuppone una conoscenza, un vedere, un capire, ma c’è un di più, anche nell’avere fiducia tra di noi, io posso conoscere molto bene una persona, cosa fa, la professione, il lavoro, quello che è, ma mi fido.

Ecco l’esperienza dei discepoli in questo giorno di Pasqua e allora entra in un’ottica quella che è l’espressione, ma anche l’intenzione, l’intenzione di Dio, l’intenzione di Dio in cui già dalla prima lettura l’esperienza di Pietro con Cornelio che dice guarda l’hanno ucciso, l’hanno crocefisso, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno, quel ma non è in senso avversativo, ma è un sottolineare che proprio questo, questo che accade Dio lo ha risuscitato, cioè non è che l’uomo fa il male e Dio si oppone, non è in questi termini, è andata così, guarda come ci troviamo e Dio interviene, no, è la storia della salvezza in cui il peccato c’è, la morte di Gesù c’è stata e Dio e Dio lo ha risuscitato. Per noi questo è importantissimo, perché il Signore non interviene all’opposto di quello che noi abbiamo combinato di male, ma recupera quello che noi abbiamo combinato di male per poter dare un nuovo inizio, per poter dire non fermarti lì, ma guarda che continua la tua vita, continua la tua storia, continua il tuo vivere. Quante volte noi ci fermiamo al nostro peccato? Per alcuni è fermarsi ad anni fa, per alcuni è fermarsi in un tempo immemorabile, guarda come quel fatto lì ti blocca.

No, la risurrezione è che parto da lì per dire non è un punto ma è una virgola per continuare l’esperienza amante che è la tua vita, cioè nell’esprimo della tua capacità di amare la dove sei e come sei. Quel vide credete e noi, per certi versi, è fare entrare di più la risurrezione del Signore nelle nostre vite, che dà significato al modo con cui viviamo in questo. Come per dire Dio dice l’ultima parola non è il peccato, non è quell’incongruenza, Dio è più forte del peccato e il peccato lo esprime attraverso che cosa? La morte.

Ecco il motivo per cui Gesù è risorto ed è il segno di continuare, continuare a cercare non le nostre analisi di morte ma il fatto che Dio vuole continuare a farti vivere attraverso e con quell’esperienza potessimo dare più fiducia, potessimo dare più fiducia in questo. Guarda come non possiamo e noi lo possiamo fare che in questa domenica, in modo particolare, noi andiamo ad annunciare che tutto quello che viviamo, tutto quello che ci ha angosciato, tutto quello che abbiamo patito, tutto quello che c’è stato fatto oppure che abbiamo fatto, c’è una parola più potente che la parola risurrezione che trasforma tutto in luce. Molto stesso certi blocchi di inciampo diventano blocchi di partenza, non sono risurrezioni, quella felice colpa, certe situazioni in cui sono bloccato, fermo, tomba, tomba, anzi c’è la rabbia nell’andare a quella tomba, nel vedere quella tomba vuota e punto di partenza.

Guarda come la risurrezione entra in questo orizzonte qua, per dire che cosa? Per dire sono di nuovo con te, sono di nuovo con te, non vedo altro, non voglio distanza, non voglio distanza perché l’esperienza di un Dio che ha dato la vita per amore e per me entra, entriamo in quest’ottimo, ognuno con la sua storia, ognuno con i suoi pensieri, ognuno con le sue attività, ma entra la presenza del risorto in questo, non basta solo vedere ma è crederci in quest’orizzonte qua, ed è particolare, ed è particolare che Gesù quando appare non cambia compagnia, appare ai suoi, tradito, lasciato solo, ferito, abbandonato, il Signore sulla croce è il più separato di tutti, nel momento della risurrezione cosa fa? Dove va? Proprio da quelli che l’hanno tradito, abbandonato, ferito, ritorna ai suoi, non è un’esperienza di perdono, vale molto di più il legame con te che non il torto subito. Guarda come la risurrezione ha da dire qualche cosa per le decisioni della nostra vita, che non è solo un atto di volontà, ma riconoscere che in quell’apparire e ritornare ai suoi, quell’entrare in quest’ottica vedo luce, vedo nuova vita. Tutti noi forse possiamo testimoniare che c’è stata nuova vita da un qualcosa che ho ritenuto morto, ma ci ho creduto, ci ho creduto.

Quanto e come i ragazzi hanno bisogno di questa nuova vita? Quanto e come nelle nostre case abbiamo bisogno di nuova vita? Non fermiamoci lì, nei nostri presbiteri, nelle nostre comunità c’è bisogno di nuova vita. Invito, in questo giorno di Pasqua, ognuno di noi a riconoscere che la tomba è vuota, a mettere la propria vita, la propria storia, a chiedere risurrezione, a chiedere… Signore, io chiedo risurrezione per questa mia situazione, questa, per questo mio atteggiamento, per questo mio legame, per questi miei rapporti, per questo… chiedo risurrezione. Diamola questa fiducia.

Che il Signore ci illumini, ma che si abbia la forza di fare e di prendere le decisioni che da esso ci saranno.

+Bernardino

(da registrazione)

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