Il 17-18 gennaio 2026

Sant’Antonio Abate, la festa che unisce fede e vita quotidiana

Dalla benedizione degli animali al deserto interiore: una festa che invita a riscoprire l’armonia tra uomo, Dio e natura

Gennaio, nel calendario liturgico, custodisce una festa molto amata e profondamente radicata nella tradizione popolare: quella di Ssnt’Antonio Abate, patrono degli animali, dei campi, delle sementi e del fuoco. Una ricorrenza che, soprattutto in una terra a forte vocazione agricola come la Maremma e l’Amiata, continua a essere vissuta con partecipazione attraverso la consuetudine della benedizione degli animali, segno di un legame antico tra fede e vita quotidiana. Cani e gatti, ma anche animali da allevamento e da lavoro, vengono portati sul sagrato delle chiese per essere affidati alla protezione del santo. Un gesto semplice e familiare, che tuttavia invita a riscoprire la figura di Antonio nella sua profondità spirituale, andando oltre l’immagine popolare del
«santo del porcellino». Sant’Antonio Abate, nato attorno al 250 e morto nel 356, è infatti una delle figure più grandi del cristianesimo delle origini e viene considerato il padre del monachesimo.

Come ricorda p. Stefano Piva, monaco della comunità di Siloe, Antonio inaugura una forma radicale di sequela evangelica scegliendo il deserto come luogo di ascolto, di lotta interiore e di incontro con Dio. Un cammino lungo e silenzioso, segnato da anni di solitudine vissuti senza sapere quale sarebbe stato l’esito, che diventa progressivamente sorgente di sapienza per molti. Il deserto, spiega p. Stefano, è il luogo dove Dio parla al cuore, ma anche quello in cui emergono le fragilità e i conflitti interiori che chiedono di essere purificati. Da questa profonda pacificazione interiore nasce anche il rapporto armonioso di Antonio con il creato. Le fonti antiche raccontano di animali ammansiti, di bestie feroci che non incutono più timore, segni di un’armonia ritrovata tra l’uomo e tutte le creature. È in questa luce che va compresa la tradizione della benedizione degli animali: non un gesto folcloristico, ma un richiamo a uno stile di vita più sobrio, rispettoso e riconciliato con il creato. Come ricorda il Benedizionale, nel disegno di Dio creatore anche gli animali partecipano alla vicenda umana e sono segno dei doni della salvezza.

LE INIZIATIVE

Anche quest’anno la diocesi di Grosseto vivrà questa festa con numerose celebrazioni.

A Tirli la benedizione degli animali si terrà sabato 17 gennaio sul sagrato della chiesa prima della Messa delle 16.00.

A Ribolla sabato 17 la benedizione degli animali si terrà al termine della Messa prefestiva delle 17,30. Quest’anno, fra l’altro, la parrocchia ha coinvolto anche i responsabili di un’associazione che si prende cura di un rifugio per animali e che coinvolge molti abitanti della zona.

A Grosseto, nella parrocchia Madre Teresa, la benedizione degli animali si terrà sabato 17 gennaio alle 16.30, mentre domenica 18 gennaio dopo la Messa delle 11.00 nella parrocchia di San Giuseppe, così come nella parrocchia di Santa Lucia, al Piazzalone.

A Caldana la benedizione avrà luogo venerdì 17 gennaio, mentre domenica 18 sarà celebrata a Bagno di Gavorrano.

A Roselle, nella cappella di Vallerotana, intitolata proprio a sant’Antonio Abate, domenica 18 gennaio alle 10.30 si terrà la Messa con la benedizione del fuoco, degli animali e delle sementi, seguita dal pranzo comunitario e da un pomeriggio di festa e comunità negli spazi della parrocchia.

Particolarmente ricco il programma di Alberese, dove la festa si svolgerà dal 14 al 18 gennaio. Nelle prime tre giornate alle 18.30 Messa presieduta, a turno, da don Alessandro Ortalli, don Ciro
Buonocunto e don Claudio Bianchi. Sabato 17 gennaio alle 7 il suono delle campane a festa introdurrà la benedizione delle stalle e in serata sarà acceso il falò sul sagrato della chiesa. Domenica 18 gennaio la Messa delle 10.30 sarà presieduta dal vescovo emerito Rodolfo, seguita dalla tradizionale sfilata del carro degli animali per le vie del paese e dal pranzo comunitario.

A Castiglione della Pescaia la Festa di Dio nel creato slitta di qualche giorno: domenica 25 gennaio, al termine della Messa delle 11, saranno benedetti animali da allevamento e da compagnia.

 

 

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