Settimana Santa 2026

Omelia nella domenica delle Palme

Cattedrale di Grosseto, 29 marzo

Un pensiero sull’inizio di questa settimana, in modo particolare su questo giorno, su questo ingresso di Gesù in Gerusalemme. Lo è stato per molti che seguivano Gesù, lo è per noi oggi. Iniziamo, e anche la lettura del Passio secondo Matteo ci dice lo stesso: tutto accade «come dicevano le Scritture, come dicevano le Scritture».

L’attenzione di Matteo non è quella di difendere la parola, ma di mostrarla come una parola creatrice; è una parola che dà senso, che dà significato. È una parola che non si vuole fermare a dire solo cos’è successo, ma vuole dare una prospettiva di vita; in Matteo, in modo particolare, essa non ha bisogno di difendersi. Perché queste citazioni, perché questa attenzione a quanto era l’Antico Testamento? “Guarda che Gesù compie, guarda che Gesù compie”. Perché Gesù non sta improvvisando, ma sta eseguendo il piano del Padre, sta eseguendo la volontà di Dio. E il motivo per cui questo eseguire la volontà di Dio si esprime attraverso questa maniera di essere stato dato, di aver vissuto, ma anche di essere morto in questa maniera qua.

E a cosa ci serve questo? Quando la salvezza entra nella nostra storia e inizia a svelarsi, quello che siamo e quello che facciamo non è solo un racconto e un’azione delle cose che compiamo sotto gli occhi umani, ma c’è un mondo inesplicabile: c’è un disegno di Dio. Guardate, la salvezza, così come per Gesù e anche per ognuno di noi, passa per un disegno di Dio.

Che cosa mi insegna la passione? Mi insegna a riconoscere questo disegno di Dio per ognuno di noi. Ed è sempre un disegno di salvezza, di compimento. Certo che esistono le nostre colpe, certo che esistono le nostre ingiustizie, il nostro male — che non va fatto e di cui tutti renderemo conto a Dio. Ma i dolori vanno leniti e curati e, se possibile, anche evitati, perché dietro c’è sempre un disegno di Dio.

L’interrogativo grande di Gesù è stato: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Non capisce più il disegno di Dio in quel momento lì, ma anche nel momento della sofferenza c’è stato il disegno di Dio. Dio sa trarre un legame anche attraverso il male che viviamo: è il paradosso del cristianesimo. Dio sa trarre da un male un progetto anche in quello che stiamo subendo.

La nostra fede annuncia che anche in mezzo al dolore, in mezzo a tanti morti, disgregazioni, guerre, da parte di Dio c’è un piano di salvezza e un’offerta. Quella che il Signore ha fatto a Gesù è vera, è un’offerta. Che cosa succederà? Che la croce non diventa solo un patibolo, ma Gesù l’ha fatta diventare un atto d’amore nel modo con cui ha offerto a Dio quell’esperienza.

Chiudo dicendo: ognuno di noi ha la sua storia qua, fatta di alti e di bassi, di sofferenza, di delusioni, di attenzioni. C’è un disegno di Dio. L’affidamento in quella prospettiva di Gesù dà significato al fatto che noi abbiamo una risurrezione in quell’orizzonte. Quanto e come la passione entra e fa da specchio per la nostra vita, diventi una forza. La parola di Dio per noi diventi una forza in quello che stiamo vivendo, perché è la nostra storia di salvezza.

Invito in questo momento di silenzio a offrire, a fidarci di quella storia nella nostra storia.

+Bernardino

(da registrazione)

 

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