Vicarìa Ombrone-Bruna. Parrocchia dal XIII sec.

Santissimo Salvatore

piazza della chiesa, 58100 Istia d'Ombrone. Tel 0564 409037

Il più antico riferimento documentario ad Istia d’Ombrone è dell’862: fu feudo dei Vescovi di Roselle-Grosseto e quindi motivo di scontro tra le famiglie degli Aldobrandeschi, dei Piccolomini e dei Petrucci. Per lunghi periodi vi risiedette il Vescovo di Grosseto, il cui palazzo dedicato a San Salvatore fu ridotto a Fortezza dai Senesi.

Le due chiese esistenti all’interno del paese portano il nome di San Salvatore e San Sebastiano.

La parrocchia e la chiesa parrocchiale di San Salvatore sono documentate già nel XII secolo, l’edificio è in stile romanico ed edificato completamente in laterizi con linee semplici e decorazioni armoniose. La facciata, che mantiene lo stemma in travertino dei Piccolomini, presenta una finestra circolare ed un’unica porta con annesso un campanile ad un’unica cella campanaria costituito da un massiccio torrione medioevale quadrangolare. All’interno soffitto a capriate di quercia, ed un abside irregolare.

Nel corso del 1700 fu sottoposta ad un intervento di massiccio restauro con aggiunte barocche, che alterarono la fisionomia sia esterna che interna e solo nel 1938 altri lavori riportarono la struttura alla primitiva semplicità, togliendo le aggiunte barocche e riaprendo due finestre lungo le pareti esterne. Durante questi lavori fu costruita la casa canonica, e modificata la fisionomia della piazza circostante. Nel 1990 altri lavori videro una nuova collocazione del Battistero e del tabernacolo, un nuovo altare, un nuovo ambone, restituendo alla chiesa uno stile di sobria e armonica eleganza.

Notevoli sono le opere d’arte che la chiesa conserva: acquasantiera (XIII secolo); statua in legno della Madonna con Bambino, Domenico di Niccolò dei Cori (1440-1445 ca.); dipinto raffigurante l’incontro di San Giovacchino e S. Anna (opera di Vincenzo Tamagni, 1528); quadro della Madonna con bambino, di Giovanni di Paolo del Grazia (1450); Crocifisso del XVIII secolo; Quadro della Madonna con santi (sec. XVII); affresco del XIV secolo.

La chiesa di San Sebastiano, che in origine era di Santo Stefano e costituiva una parrocchia a sé stante, risale anch’essa al XII secolo, citata nel registro delle decime, gli interventi del XVI secolo ne modificarono gli originari stili romanici e venne dedicata a San Sebastiano. Nel corso del 1800 fu restaurata nuovamente divenendo riferimento per la Confraternita di Misericordia. Nel 1985 fu chiusa perché pericolante e gli ultimi restauri del 2012 l’hanno resa nuovamente officiabile riportandola a quell’aspetto che aveva prima della sua chiusura. Sorge fuori le mura nella Piazza omonima non lontano dalla Porta grossetana. E’ un piccolo edificio che si presentava un tempo rivestito esteriormente da fasce di travertino alternate a fasce di laterizio e che oggi è stato completamente intonacato. Al centro della facciata si apre un rosone, al di sotto del quale il portone a due ante, sormontato da un frontone a mezza luna. All’interno presenta una pavimentazione in cotto e pareti ed altari affrescati a simulare lastre di marmo. Al suo interno è collocata una tela raffigurante una Madonna Assunta del sec XVII.

 

Parroco Don Mirko Scoccati

abitanti 2mila circa

feste S.Sebastiano (20 gennaio); SS. Salvatore (terza domenica di maggio)

altre chiese nel territorio parrocchiale

chiesa di San Sebastiano

 

Orari Messe

Invernale
feriale ore 18 (mercoledi)
prefestivo ore 18
festivo ore 8 – 11

Estivo
feriale ore 18 (il mercoledi)
prefestivo ore 18.00
festivo ore 8 – 11

condividi su