Lutto in Diocesi

E’ deceduto improvvisamente don Roberto Nelli

Aveva 78 anni, prete da 54. Ha guidato varie comunità e ricoperto incarichi di responsabilità nella Chiesa di Grosseto. Le esequie sabato 18 luglio, ore 9, nella chiesa del SS. Crocifisso

La Diocesi di Grosseto si stringe ai familiari annunciando con dolore, ma nell’apertura serena alla promessa della resurrezione, l’improvviso decesso di don Roberto Nelli, spentosi questo pomeriggio all’età di 77 anni a causa di un arresto cardiaco.

Don Roberto, che avrebbe compiuto 78 anni il prossimo 4 settembre, era una delle figure più note, stimate e attive del clero diocesano, sacerdote da ben 54 anni.

Negli ultimi mesi era stato afflitto da problemi di salute, che lo avevano costretto ad un intervento chirurgico, ma stava riacquistando le forze, aveva ripreso quasi subito l’attività pastorale e si accingeva a trasferirsi in cattedrale, dove il vescovo Bernardino lo aveva recentemente nominato proposto-parroco. Per lui si trattava di un ritorno, perché aveva guidato la parrocchia di San Lorenzo già nei primi anni ’90 col vescovo Scola.

 

La camera ardente sarà allestita all’obitorio dell’ospedale Misericordia, dove dalla mattinata di venerdì sarà possibile portare il proprio saluto al sacerdote defunto. Le esequie saranno celebrate sabato 18 luglio, alle ore 9.00, nella parrocchia SS. Crocifisso.

  • 𝗟𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗶

Nato a Scansano il 4 settembre 1948, don Roberto si era trasferito da ragazzo con la famiglia nella zona di Squadre Basse. Ricordava spesso con gratitudine l’origine della sua vocazione, nata quando aveva circa dieci anni grazie a una domanda a bruciapelo del parroco di Scansano, don Mario Comana: «Ma te, Roberto, hai mai pensato di farti prete?». Di fronte alle difficoltà economiche della famiglia per farlo studiare, fu lo stesso don Mario a prepararlo privatamente per l’esame di ammissione al Seminario.

Venne ordinato sacerdote il 9 aprile 1972 dal vescovo Primo Gasbarri nella chiesa del SS. Crocifisso. Fu una data densa di significato per la Chiesa locale, poiché coincideva con la ricorrenza della traslazione della sede vescovile da Roselle a Grosseto, avvenuta nel 1138.

  • 𝗨𝗻 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗮𝗻𝗶

Il ministero di don Roberto Nelli ha attraversato oltre mezzo secolo di storia della Diocesi, toccando numerose comunità e ricoprendo ruoli di grande responsabilità.

  • Subito dopo l’ordinazione servì come vice parroco al SS. Crocifisso, per poi passare nell’ottobre del 1972 alla parrocchia del Cottolengo insieme a don Alvaro Andolfi. Nel 1978 il vescovo Gasbarri lo nominò parroco di San Giuseppe.
  • 𝗜𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗩𝗶𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝘁𝘁𝗲𝗱𝗿𝗮𝗹𝗲

Ha guidato la pastorale dell’evangelizzazione e ha svolto il ruolo di pro-vicario e poi di vicario generale (vivendo per due anni e mezzo in Seminario dedicandosi esclusivamente a questo ufficio). Nel 1992 il vescovo Angelo Scola lo nominò parroco della Cattedrale di Grosseto, anni caratterizzati dal rilancio della festa della Madonna delle Grazie, della congregazione mariana e dell’introduzione dell’offerta dell’olio.

Nel 1995, sempre su impulso del vescovo Scola che decise di riaprire il Seminario vescovile e fondarvi la scuola media “Madonna delle Grazie”, don Roberto assunse la guida come rettore del Seminario e dell’Istituto teologico. Sotto la sua direzione nacquero il liceo classico, successivamente lo scientifico, e la Fondazione Chelli

  • 𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗱𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲

Nel 2004 il vescovo Agostinelli lo destinò alla parrocchia dell’Addolorata, ereditando il lavoro dei padri Gesuiti. In sedici anni di intenso lavoro parrocchiale, don Roberto avviò importanti progetti di pastorale familiare, la Casa della carità e la cooperativa sociale “Il Timone”. In quegli anni, il vescovo Franco lo nominò anche vicario per la pastorale mentre il suo successore, p. Rodolfo Cetoloni gli affidò la pastorale culturale, incarico con cui don Roberto ideò e sviluppò la “Settimana della Bellezza”, diventata un punto di riferimento per il dialogo tra la Chiesa e le istituzioni culturali della città.

  • 𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗶

Dal settembre 2020 don Roberto era tornato come parroco al SS. Crocifisso, la parrocchia confinante con la Cittadella dello studente dove tutto era iniziato nel 1972. Lì aveva celebrato il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio, circondato dall’affetto di parrocchiani storici, collaboratori e giovani seminaristi.

Don Roberto amava descrivere i passaggi cruciali della sua vita con un’efficace metafora: «𝑵𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒆𝒗𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒃𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒐, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒂𝒄𝒄𝒂𝒅𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒍𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒊𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂».

Di fronte al cammino percorso, esprimeva sempre una profonda e serena gratitudine: «𝑫𝒊𝒐 𝒎𝒊 𝒉𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒕𝒐 𝒆 𝒎𝒊 𝒉𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒖𝒕𝒐 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆».

La Diocesi di Grosseto, insieme al vescovo, al clero e a tutte le comunità che hanno beneficiato del suo generoso servizio pastorale, si stringe nel dolore e nella preghiera.

 

condividi su